Valmalenco

valle alpina laterale della Valtellina
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Valmalenco
VALMALENCO D'INVERNO - panoramio.jpg
Veduta invernale di Chiesa in Valmalenco
StatoItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
ProvinciaSondrio Sondrio
Località principaliCaspoggio, Chiesa in Valmalenco, Lanzada, Spriana, Torre di Santa Maria
Comunità montanaUnione dei Comuni Lombarda della Valmalenco
FiumeMallero
Superficie256,86 km²
Abitanti5894 (2020)
Altitudine307-4020 m s.l.m.
Nome abitantimalenchi
malenchini
valmalenchini
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Valmalenco
Valmalenco
Mappa della Valle
Sito web

Coordinate: 46°14′38.4″N 9°51′10.8″E / 46.244°N 9.853°E46.244; 9.853

La Valmalenco è una valle laterale della Valtellina in provincia di Sondrio (Lombardia). La valle inizia dal ponte del Valdone, poco sopra la città di Sondrio, e si dirige a nord verso il Pizzo Bernina per una lunghezza nel fondovalle di circa 15 km. È attraversata dal torrente Mallero.

Origine del nomeModifica

Secondo alcuni storici il nome deriverebbe dal celtico Mal-en-ga tradotte letteralmente in testa stretta dall'acqua, oppure da altre lingue pre-romane (Camuno e/o Retico) e significherebbe fiume del monte Mall-anko ed infine, quella più recente di origine medioevale, da Val Malenga, valle del male per essere circondata da spaventevoli montagne.[1]

Estensione territoriale e comuniModifica

 
Punta Perrucchetti, cima ma non montagna più alta della Lombardia

Comprende cinque comuni: Caspoggio, Chiesa in Valmalenco, Lanzada, Spriana e Torre di Santa Maria. I due comuni di fondovalle (Chiesa Valmalenco e Lanzada)occupano circa metà della superficie complessiva della valle. Mentre Caspoggio e Spriana sono considerevolmente più piccoli anche rispetto a Torre di Santa Maria che occupa gran parte della parte inferiore della Valmalenco.

Stemma Comune Toponimo Valtellinese Abitanti Superficie Densità
Caspoggio Caspoeugg 1 367 7,31 km² 187 ab/km²
Chiesa in Valmalenco Gesa 2 399 107,6 km² 22,3 ab/km²
Lanzada Lànsada 1 291 117,17 km² 11,02 ab/km²
Spriana Spriana  81 7,69 km² 10,53 ab/km²
Torre di Santa Maria La Tur  756 44,24 km² 17,09 ab/km²

[2]

Territorio e ambienteModifica

 
Monti della Val Bregaglia
 
Gruppo dello Scalino
 
Massiccio del Bernina dove si trova la cima più alta della Lombardia: Punta Perrucchetti
 
Lago Palù
 
Lago Pirola
 
Piz Zupo la montagna più alta della Lombardia

La Valmalenco si incunea nelle Alpi Retiche occidentali; più precisamente divide in due le Alpi del Bernina lasciando a ovest i Monti della Val Bregaglia e a est il Gruppo dello Scalino e il Massiccio del Bernina.

IdrografiaModifica

LaghiModifica

Tra i laghi abbiamo: Lago di Arcoglio, Laghi di Campagneda, Lago di Campo Moro, Lago di Cassandra, Lago d'Entova, Lago Lagazzuolo, lago Palù Lago Pirola, Laghi di Sassera e Lago di Zana.


TorrentiModifica

La valle è percorsa dal torrente Mallero che a Sondrio si getta nel fiume Adda. I torrenti che si gettano nel letto del Mallero sono: Ventina, Sissone, Vazzeda, Valbona, Pirola, Lagazzuolo, Nevasco, Forasco, Braciasco, Paluetto, Rovinaio, Sassersa e Giumellini, infine da Valbrutta il Lanterna, alimentato dai torrenti Scerscen, Cormor, Largone, Acquanegra e Pallino. A Torre Santa Maria confluiscono nel Mallero il Torreggio, lo Sfrisigaro, il Valdone e l'Antognasco.

MorfologiaModifica

MontiModifica

I monti principali che contornano la valle, comprese le valli laterali, sono:

PassiModifica

Tra i passi abbiamo:

StoriaModifica

 
Palificata in Valmalenco
 
Andradite

Età anticaModifica

Nel 250 d.C. i romani entrano in Valmalenco, intuendone l'importanza strategica e progettano la costruzione di una strada carovaniera che attraverso il passo del Muretto raggiunge Coira nel cuore della Rezia.

MedioevoModifica

Dal VI al XI secolo si sviluppano le attività estrattive di minerali per pietre ornamentali, quali la pietra ollare e il serpentino scisto, che permangono come attività economica fino ad oggi.

Questo farà si che la Val di bachét, per la produzione di fascine di legno e sostegni per viticoltura diventi la Val di sàss, per le cave di minerali tra cui il Dorato Valmalenco.

Tra il XIV e il XV secolo la Valmalenco affronta uno dei periodi più difficili della sua storia, diviene teatro di molte catastrofi quali alluvioni, terremoti, frane, intervallati da fenomeni di siccità e gelate che culminano nel 1630, con l'epidemia di peste, che causa moltissime morti decimando paesi e frazioni.

Età modernaModifica

La dominazione svizzera dei Grigioni tra 1512 e 1797 contraddistinta da tensioni religiose tra protestanti e cattolici, soprattutto dopo il Concilio di Trento e nel corso del XVIII secolo, fa comunque rinascere la via carovaniera attraverso i passi settentrionali.

Ai Grigioni segue nel 1797 la dominazione napoleonica e dal 1815 in maniera definitiva gli Austriaci, che istituiscono le prime scuole pubbliche e pongono le dogane nei passi a nord confinanti con la Svizzera.

Età contemporaneaModifica

 
Rifugio Carate Brianza
 
Rifugio Ca' Runcash
 
Rifugio Palù

Nel XIX secolo la nascita dell'alpinismo dà il via a attività ricettive e di guide alpine.

Con l'inizio del Regno d'Italia, nel 1861, le ristrettezze economiche portano a una migrazione verso America e Australia anche verso settori connessi come quello minerario.

Le difficoltà economiche del primo dopoguerra e la vicinanza del confine svizzero fondano i presupposti per lo sviluppo del contrabbando, creando un vero e proprio “mestiere”, quello del contrabbandiere, specie attraverso il passaggio notturno presso il passo del Muretto.

Gli anni '60 sono caratterizzati dalla diffusione delle discipline sportive invernali, che portano alla costruzione degli impianti di Caspoggio e Chiesa Valmalenco.

SocietàModifica

DialettoModifica

Il dialetto Malenco, pur avendo radici valtellinesi differisce ampiamente dalle parlate delle altre valli ed è influenzato da Celti, Liguri e Ladini.

EconomiaModifica

Settore PrimarioModifica

AgricolturaModifica

L'agricoltura è poco praticata le attività principali sono l'allevamento di ovini e bovini. Sono presenti diversi allevamenti ittici per la pesca sportiva alla trota.

Settore SecondarioModifica

ArtigianatoModifica

L'artigianato locale è incentrato sulla lavorazione della pietra ollare e del Serpentino, pietre dalle quali si producono ancora le tradizionali Piode e Lavecc, e usate anticamente per utensili domestici e successivamente ad usi decorativi.[3]

Settore TerziarioModifica

TurismoModifica

Il turismo costituisce l'attività più sviluppata del settore con diverse strutture ricettive: alberghi, B&B e aree più o meno attrezzate per il campeggio.

Rifugi alpiniModifica
 
Rifugio Marco e Rosa
 
Rifugio Ventina

Per favorire l'escursionismo e la salita alle vette la valle è dotata di diversi rifugi:

NoteModifica

  1. ^ Redazione, Valmalenco l'origine del nome, su SondrioToday, 9 aprile 2018. URL consultato il 17 aprile 2021.
  2. ^ Dati ISTAT al 31.8.2020, su demo.istat.it. URL consultato il 28 dicembre 2020.
  3. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 12.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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