Provincia di Sondrio

provincia italiana
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Provincia di Sondrio
provincia
Provincia di Sondrio – Stemma Provincia di Sondrio – Bandiera
Provincia di Sondrio – Veduta
Palazzo del Governo, sede della provincia
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Amministrazione
Capoluogo Sondrio
Presidente Luca Della Bitta (Cdx) dal 29/09/2014
Data di istituzione 1815
Territorio
Coordinate
del capoluogo
46°10′11″N 9°52′12″E / 46.169722°N 9.87°E46.169722; 9.87 (Provincia di Sondrio)Coordinate: 46°10′11″N 9°52′12″E / 46.169722°N 9.87°E46.169722; 9.87 (Provincia di Sondrio)
Superficie 3 195,76 km²
Abitanti 181 213[1] (31-3-2016)
Densità 56,7 ab./km²
Comuni 77 comuni
Province confinanti Bergamo, Bolzano, Brescia, Como, Lecco, Trento, Canton Grigioni (CH-GR)
Altre informazioni
Cod. postale 23100, 23010-23038
Prefisso 0342, 0343
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 IT-SO
Codice ISTAT 014
Targa SO
Cartografia
Provincia di Sondrio – Localizzazione
Provincia di Sondrio – Mappa
Sito istituzionale

La provincia di Sondrio (pruvincia de Sundri in dialetto valtellinese e chiavennasco) è una provincia italiana della Lombardia di 181 213 abitanti[1].

Indice

Geografia fisicaModifica

La provincia di Sondrio è composta da un territorio prevalentemente montuoso solcato da valli che si estendono principalmente per via longitudinale; le principali sono la Valtellina e la Valchiavenna. Racchiude in sè le montagne più elevate della Lombardia appartenenti alle Alpi Retiche ed è una provincia molto estesa, che comprende comuni di alta montagna come ad esempio Livigno, posto a quasi 2000 m di quota. A nord e a ovest la provincia di Sondrio confina con la Svizzera (Canton Grigioni), a ovest con la provincia di Como e la provincia di Lecco, a sud con la provincia di Bergamo e a est con la provincia di Brescia e con il Trentino-Alto Adige (provincia di Trento e provincia di Bolzano).

StoriaModifica

Importante canale europeo, la provincia di Sondrio è stata per secoli la più veloce via di collegamento tra Europa centrale e penisola italiana, perciò fu oggetto di continue mire espansionistiche da parte dei popoli confinanti.

Sita nella zona che i romani chiamavano Gallia cisalpina, fu abitata in età antica da popolazioni celtiche, scomparse dopo l'avvento della dominazione romana.

Dopo la fine della dominazione romana con lo sgretolarsi dell'impero, passò sotto la dominazione dei Longobardi e poi dei Franchi. Gli imperatori assegnarono il territorio provinciale ai vescovi della Diocesi di Como, a cui tuttora appartiene.

Nel XIV secolo il territorio occidentale fu sotto il dominio dei Visconti e poi degli Sforza del ducato di Milano mentre quello orientale costituiva il limite estremo della Serenissima.

Nel 1512 passò al dominio del Canton Grigioni durante il quale si verificò nel 1620 il Sacro Macello in cui furono uccisi 400 protestanti (in maggioranza lo erano i grigionesi). Giacomo Robustelli, capo della rivolta, dichiarò l'indipendenza della Valtellina. La Valchiavenna, che aveva traffici commerciali coi dominanti, non vi prese parte. La sanguinosa insurrezione dei cattolici contro i protestanti fu fomentata dalla Spagna (la quale aveva il ducato di Milano) e dai nobili valtellinesi esautorati dai nobili grigionesi. Ci fu un ventennio di sospensione del dominio grigionese fino al 1639 col Capitolato di Milano.

Nel 1797 cessò il dominio dei Grigioni quando Napoleone Bonaparte annesse la provincia alla Repubblica Cisalpina col nome di Dipartimento dell'Adda (che comprendeva l'intero territorio della provincia come costituito oggi).

Sconfitto Napoleone passò in mano agli austriaci che la annessero al Regno Lombardo-Veneto.

Nel 1861 entrò a far parte del Regno d'Italia.

Nel XX secolo, la Provincia di Sondrio divenne una delle istituzioni territoriali (vedere Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione) insignite della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[2]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo le statistiche ISTAT[3] al 1º gennaio 2016 la popolazione straniera residente nella provincia era di 9.217 persone, pari al 5% della popolazione. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:[3]

In termini assoluti, i comuni con il maggior numero di residenti stranieri sono Sondrio (1.978 abitanti), Morbegno (736) e Livigno (557), mentre in percentuale Delebio è il comune con più residenti stranieri (il 15%).

ComuniModifica

Appartengono alla provincia di Sondrio i seguenti 77 comuni:

Comuni più popolosiModifica

Di seguito è riportata la lista dei dieci principali comuni della provincia di Sondrio ordinati per numero di abitanti (dati: Istat 31 marzo 2017):

Pos. Stemma Comune di Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Sondrio 21 549 20,88 1032 286
Morbegno 12 334 14,82 832 262
Tirano 9 020 32,37 279 441
Chiavenna 7 329 10,77 681 333
Livigno 6 494 227,30 29 1816
Cosio Valtellino 5 517 23,99 230 231
Talamona 4 671 21,05 222 285
Teglio 4 512 115,32 39 900
Grosio 4 440 126,92 35 656
10°
Bormio 4 170 41,44 101 1225

I vignetiModifica

Per la città di Sondrio e per tutta la provincia una voce vitale nell'economia e nella tradizione culturale è la coltivazione della vite da cui si ottengono diverse varietà vinicole molto rinomate, le cui principali sono Grumello, Inferno (cantato anche dal poeta Eugenio Montale), Sassella e Valgella.

Per poter coltivare la vite nei difficili territori montuosi i contadini dovettero strappare, tramite l'uso dei terrazzamenti costruiti con muretti a secco, metro su metro a rocce e territori boschivi.

I terrazzamenti costruiti nel corso dei secoli rappresentano un brillante esempio di ingegneria rurale e un interessante esempio di trasformazione del territorio da parte dell'uomo, che cerca di sfruttare al meglio un territorio ed un clima certo non favorevole all'agricoltura.

Culturalmente la coltivazione della vite rappresenta tuttora un punto focale nel mantenimento delle tradizioni popolari, ancora molto radicate soprattutto nei paesi.

AmministrazioniModifica

Presidenti del Consiglio Provinciale dal 1860 al 1923Modifica

Presidenti della Deputazione Provinciale dal 1860 al 1923Modifica

Presidenti della Commissione Reale per l'amministrazione straordinaria della Provincia dal 1924 al 1929Modifica

Presidenti del Rettorato Provinciale dal 1929 al 1945Modifica

Presidenti della Deputazione provinciale dal 1945 al 1951Modifica

Presidenti della Provincia di Sondrio dal 1951 ad oggiModifica

NoteModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica