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BiografiaModifica

Morgan divenne ufficiale della Royal Artillery nel 1913.[1] Egli prestò servizio durante la Prima guerra mondiale[2] durante la quale ottenne il Distinguished Service Order, la Military Cross e venne menzionato in quattro dispacci.[3] Dopo la guerra venne incluso nel servizio attivo in Waziristan e fu per un periodo ufficiale dello stato maggiore del Ministero della Guerra di Londra.[3] Nel 1929 venne nominato attaché militare all'ambasciata britannica di stanza a Budapest in Ungheria, ove rimase sino al 1931. Nel 1933, promosso a Maggiore della 19ª brigata a Bordon[3] e nel 1934 divenne capo istruttore della Royal Military Academy di Woolwich.[3] Durante la seconda guerra mondiale Morgan inizialmente ebbe il comando di un reggimento di artiglieria della British Expeditionary Force e quindi divenne ufficiale maggiore dello stato maggiore della 1ª divisione in Francia.[3]

Tornato nel Regno Unito venne nominato temporaneamente Brigadiere del I corpo.[2][3] Venendo promosso al rango di colonnello nel maggio del 1941,[4] venne nominato Maggiore-Generale de facto e nominato comandante[5] della 55ª divisione nel giugno di quell'anno. Nell'ottobre del 1941 egli venne ferito[3] e venne costretto a lasciare il proprio incarico attivo ed a tornare al corrispettivo rango di colonnello.[6] Rimessosi dall'incidente, nel settembre del 1942 Morgan venne nominato tenente generale[7] per divenire capo di stato maggiore delle Home Forces.[2][3] Quando le forze di terra inglesi vennero riorganizzate nel luglio del 1943 per creare il 21º gruppo d'armate per la pianificata invasione dell'Europa nord-occidentale, Morgan divenne capo di stato maggiore di questo nuovo raggruppamento.[3]

Nel 1944 divenne compagno dell'Ordine del Bagno.[8] Nel febbraio 1944 venne nominato comandante in capo del Southern Command, un comando territoriale nell'Inghilterra meridionale[3]. Avanzato al rango di Maggiore Generale temporaneamente nel 1944,[9] e nel marzo del 1945[10] divenne capo dello stato maggiore del comando supremo alleato nel Mediterraneo, guidato all'epoca dal feldmaresciallo Harold Alexander.[2][3] Nel settembre del 1945 venne nominato vice comandante del comando supremo alleato del Mediterraneo e nell'ottobre successivo succedette ad Alexander nel compito di comandante in capo.[2][3] In quello stesso ottobre venne nominato Cavaliere Commendatore dell'Ordine del Bagno.[11]

La Linea Morgan, che demarcava l'Italia dalla Yugoslavia, prese il nome da lui.[12] Nell'agosto del 1946 il rango di Luogotenente Generale per Morgan divenne permanente[13] e venne promosso Generale nel novembre del 1946.[3][14] Nel 1947 Morgan divenne comandante di stato maggiore dell'armata britannica a Washington, D.C.[3] e divenne membro della missione Regno Unito-Stati Uniti.[2]. Nel 1949 divenne Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno[15] e si ritirò dall'esercito nel giugno 1950.[3] Successivamente si ritirò a vita privata e morì di vecchiaia nella capitale inglese.

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) The London Gazette (PDF), nº 28683, 21 January 1913, p. 497. URL consultato il 9 gennaio 2010.
  2. ^ a b c d e f Liddell Hart Centre for Military Archives
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Hans Houterman, Koppes, Jeroen, World War II unit histories and officers, su unithistories.com. URL consultato il 18 agosto 2010.
  4. ^ (EN) The London Gazette (PDF), nº 35157, 6 May 1941, p. 2648. URL consultato il 18 agosto 2010.
  5. ^ (EN) The London Gazette (PDF), nº 35192, 13 June 1941, p. 3440. URL consultato il 18 agosto 2010.
  6. ^ (EN) The London Gazette (PDF), nº 35337, 4 November 1941, p. 6427. URL consultato il 18 agosto 2010.
  7. ^ (EN) The London Gazette (PDF), nº 35740, 9 October 1942, p. 4431. URL consultato il 18 agosto 2010.
  8. ^ (EN) The London Gazette (PDF), nº 36309, 31 December 1943, p. 4. URL consultato il 18 agosto 2010.
  9. ^ (EN) The London Gazette (PDF), nº 36519, 16 May 1944, p. 2273. URL consultato il 18 agosto 2010.
  10. ^ Jackson, p. 196.
  11. ^ (EN) The London Gazette (PDF), nº 37310, 16 October 1945, p. 5097. URL consultato il 18 agosto 2010.
  12. ^ White's Political Dictionary, 1947
  13. ^ (EN) The London Gazette (PDF), nº 37701, 23 August 1946, p. 4295. URL consultato il 18 agosto 2010.
  14. ^ (EN) The London Gazette (PDF), nº 37796, 22 November 1946, p. 5769. URL consultato il 18 agosto 2010.
  15. ^ (EN) The London Gazette (PDF), nº 38493, 31 December 1948, p. 2. URL consultato il 18 agosto 2010.

Voci correlateModifica