Zio Paperone e la Stella del Polo

Zio Paperone e la Stella del Polo
fumetto
Titolo orig.Back to the Klondike
Lingua orig.inglese
PaeseStati Uniti
TestiCarl Barks
DisegniCarl Barks
EditoreDell Comics
Collana 1ª ed.Four Color Comics
1ª edizionemarzo 1953
Albiunico
Editore it.Arnoldo Mondadori Editore (prima edizione)
Collana 1ª ed. it.Albi d'Oro
1ª edizione it.28 giugno 1953
Albi it.unico

Zio Paperone e la Stella del Polo (Back to the Klondike) è una storia a fumetti della Walt Disney, scritta e disegnata da Carl Barks e pubblicata per la prima volta nel marzo 1953 sul secondo numero di Uncle Scrooge. Considerata una delle storie più belle create da Carl Barks[1], viene ricordata per l'esordio del personaggio di Doretta Doremì e per il primo riferimento al passato di Paperon de' Paperoni come cercatore d'oro nello Yukon.

Nella storia appaiono non solo un Paperone violento e sanguigno, ma anche una Doretta Doremì (il primo vero, unico e grande amore di Paperone) cinica e spietata, proprietaria del saloon di Dawson, la città mineraria dove Paperone andava a depositare l'oro raccolto nella sua miniera. La storia, comunque, partendo dall'espediente della scarsa memoria di Zio Paperone, porta i paperi a tornare nel Klondike, giocando sull'esile equilibrio tra il papero scorbutico e taccagno che vuole tornare nei luoghi della sua gioventù da minatore per riscuotere un vecchio debito e quello innamorato e romantico che vuole tornare per sapere che fine ha fatto il suo primo (e mai dimenticato) amore.

Trama dell'operaModifica

Paperone soffre di vuoti di memoria che gli causano diversi problemi: si è dimenticato non solo l'ammontare del suo denaro che ha appena finito di contare, ma persino l'aspetto e il nome di suo nipote Paperino, il quale gli suggerisce di farsi curare benché le visite mediche costino. Dopo essere stato colpito da una trappola antiladro di cui si era dimenticato, Paperone si rende conto della gravità del problema e si reca da un medico, che gli diagnostica come patologia il svitatorum rotellorum (in originale blinkus of the thinkus, termine che compare in alcuni dizionari posteriori all'uscita della storia come espressione slang con il significato di "momentanea perdita di concentrazione" o "vuoto di memoria", tradotto pedissequamente su Zio Paperone numero 1 con blinkus del thinkus) e gli prescrive delle pillole in grado di fargli recuperare la memoria. Paperone, presa la prima di queste pillole, inizia a riacquistare la memoria, non solo recente, ma anche di avvenimenti avvenuti decenni prima che aveva completamente rimosso: in particolare ricorda di aver nascosto sottoterra cinquant'anni prima delle pepite in Klondike e che la scintillante Doretta Doremì, una sua vecchia "fiamma", gli deve 1000 dollari, che con gli interessi sono diventati un miliardo.

Paperone decide quindi di partire con i nipoti per il Klondike per recuperare le pepite e per riscuotere il debito. Arrivati a destinazione, per risparmiare sui costi, Paperone rinuncia a prendere l'aereo e decide di recarsi a Dawson a piedi. A metà strada, però, i paperi incontrano il pilota dell'aereo, che aveva fatto scalo in quel punto, e scoprono che Paperone è il proprietario della linea, dunque potevano viaggiare in aereo gratis. Paperone, però, aveva dimenticato di essere il proprietario della linea aerea perché, per risparmiare, non aveva preso le pillole per la memoria.

Una volta arrivati a Dawson, Paperone, una volta entrato nella sala da ballo, racconta ai suoi nipoti quello che era successo cinquant'anni prima: Doretta l'aveva drogato e derubato della sua gigantesca Pepita Uovo d'Anatra e di altre pepite, per cui, dopo una violenta rissa con i suoi scagnozzi, Paperone costrinse Doretta a restituirgli le pepite, ma lei aveva già sperperato quelle piccole, quindi, Paperone le fece firmare una cambiale, ma poi la "rapì" e la fece lavorare un mese nella sua concessione, affinché comprendesse che quello che sottraeva ai cacciatori d'oro, non era solo oro, ma ore e ore di impegno e sudore. Il mattino dopo, i paperi partono per la concessione ma arrivati lì scoprono che ora ci abita una vecchia armata di fucile che possiede un orso e che non li vuole nel suo terreno e li caccia via a fucilate. Dopo vari tentativi falliti, i paperi riescono a catturare l'orso e a disarmare la vecchia scoprendo che è Doretta.

Paperone, contentissimo per svariate ragioni, va a riscuotere il debito e la priva di tutti i suoi beni. Quando però scopre che Doretta dovrà andare all'ospizio per poveri, gli vengono i sensi di colpa e cerca di rimediare, facendole una proposta: se Doretta vincerà una gara con lui a chi trova più oro entro un certo tempo, riavrà indietro la concessione e anche tutto l'oro che troverà. Paperone, per assicurarsi di perdere, suggerisce ai nipoti di convincerla a scavare proprio nel posto dove erano sotterrate le pepite. Quando poi Doretta trova l'oro, Paperone finge di disperarsi, sostenendo che, poiché non aveva preso le pillole per la memoria, si era dimenticato che proprio in quel punto vi erano le pepite. Paperino, però, scopre la verità contando le pillole per la memoria rimanenti, sorridendo su come suo zio abbia davvero il cuore per amare qualcuno.

CensuraModifica

Barks scrisse la storia in seguito al suo secondo divorzio, in un periodo in cui viaggiava frequentemente. In un negozio di Seattle, trovò una copia di Klondike '98, una raccolta di fotografie, realizzata da Ethel Anderson Becker, sulla corsa all'oro del Klondike. Barks scrisse in seguito che la lettura di questa raccolta di fotografie gli diede l'idea per la realizzazione della scena della rissa e del rapimento di Doretta.[2] Tuttavia la storia venne censurata dall'editore americano che ritenne inadatta per una pubblicazione Disney la scena della rissa e del rapimento di Doretta. Furono allora tagliate[3] in totale 5 tavole (oltre alla scena della rissa e del rapimento, lunga quattro tavole, venne tagliata anche mezza tavola in cui Paperone ammetteva che non aveva rinnovato la concessione, per cui il terreno che rivendicava e abitato ora da Doretta non era più legalmente suo, oltre ad altre vignette, equivalenti a mezza pagina di contenuto, in modo da tagliare un numero intero di pagine).

Solo nel 1981, quando è stato possibile recuperare quasi tutte le tavole eliminate, La Stella del Polo ha visto la luce in un'edizione integrale (contenuta nella raccolta "Uncle Scrooge His Life & Times"), alla quale, però, mancavano all'appello un numero di vignette equivalente a mezza pagina, sostituite da un paio di strisce schizzate dallo stesso Barks in base ai suoi ricordi sulla storia (in seguito Daan Jippes, partendo proprio da queste quattro vignette, ridisegnò la scena perduta: l'opera dell'artista olandese può essere vista su ZP n. 77). Nel 2021 è stata pubblicata sulla testata svedese Kalle Anka Klassiker una delle vignette mancanti, rinvenuta nel 2020, il cui contenuto è tuttavia completamente diverso dalle quattro vignette schizzate da Barks, ambientate in prossimità della sala da ballo di Dawson, mentre la vignetta ritrovata è ambientata in prossimità della concessione di Paperone, poco prima della scoperta che non era disabitata.[4] Ciò è spiegabile supponendo che Barks non ricordasse perfettamente il contenuto delle vignette andate perdute, che probabilmente non erano contigue tra loro.

Le diverse edizioni italiane riflettono le due versioni della storia. Ne volumetto "Vita e dollari di Paperon De Paperoni" (Oscar Mondadori, 1968) compare la versione censurata. Solo diciannove anni dopo, in "Zio Paperone", n. 1 (1987) viene pubblicata la versione completa [32 pagine]. Per la pubblicazione delle diverse versioni, vedi anche Pagina relativa del sito INDUCKS. La versione integrale è stata poi pubblicata in italiano anche sul volume omonimo della serie I Classici del Fumetto di Repubblica (2003), sul volume n. 6 de La grande dinastia dei paperi (2008) e sul n. 1 di Uack! (2014).

Citazioni alla storia in altre opereModifica

In un episodio del fumetto PKNA (numero 13, "La notte più buia"), nel corso di un'invasione aliena, Camera 9 cerca di rassicurare due anziani paperi, i quali però sostengono di non essere impauriti, bensì divertiti, e che non si divertivano così tanto "dai tempi della Stella del Polo", quando "arrivò a Dawson quel giovanotto con le basette", chiaro riferimento alla vicenda di Zio Paperone.

Nella Saga di Paperon de' Paperoni di Don Rosa, questi racconta ciò che accadde prima degli avvenimenti del flashback, l'insediamento di Paperone nel Klondike (L'argonauta del Fosso dell'Agonia Bianca), gli avvenimenti del mese di prigionia di Doretta (La prigioniera del fosso dell'agonia bianca), il periodo successivo a tali avvenimenti (Cuori nello Yukon) e anche il seguito della storia principale di Barks (Zio Paperone e l'ultima slitta per Dawson) in cui Doretta ristruttura la Bolla d'Oro e diventa un'albergatrice.

L'episodio è anche base dell'episodio "Ritorno al Klondike" di DuckTales - Avventure di paperi, e ispira (assieme alla storia La prigioniera del Fosso dell'Agonia Bianca) l'episodio "Il mistero del Fosso dell'Agonia Bianca" del reboot DuckTales.

NoteModifica

  1. ^ Zio Paperone e la Stella del Polo, su PaperPedia Wiki. URL consultato il 7 ottobre 2019.
  2. ^ Carl Barks, Uncle Scrooge McDuck: His Life and Times, Celestial Arts, 1981, p. 62, ISBN 978-0890872901.
  3. ^ A Guidebook to the Carl Barks Universe (test)
  4. ^ Vignetta ritrovata su INDUCKS.

Collegamenti esterniModifica