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StoriaModifica

Le originiModifica

Il V Battaglione paracadutisti viene costituito nel settembre 1941 all’interno del 2º Reggimento paracadutisti, parte della nascente 185ª Divisione paracadutisti "Folgore", a Tarquinia (VT). Il reggimento comprendeva un Comando, la compagnia cannoni da 47/32 Mod. 1935, ed i battaglioni paracadutisti V,VI e VII. Nel luglio 1942 i reggimenti vengono rinumerati ed il 2º Reggimento paracadutisti diviene 186º Reggimento fanteria "Folgore". Il V Battaglione è composto dalle compagnie comando, 13ª, 14ª e 15ª. Il V Battaglione partecipa alla seconda battaglia di El Alamein e, al comando del Tenente Colonello Giuseppe Izzo, si trova in uno dei settori più delicati e duramente investiti del fronte. Il Comandante è gravemente ferito, ma resta al proprio posto fino al termine dell'azione. Nei due giorni di violentissimi combattimenti, spesso a corpo a corpo, le compagnie del Battaglione vengono praticamente distrutte, ma i capisaldi tengono, tuttavia il V Battaglione conta ormai poche decine di superstiti. Il 6 novembre 1942 giunge l'ordine di ripiegamento, ed i pochi superstiti vengono inquadrati nel 285º Battaglione di formazione che, dopo aver combattuto in Tunisia e nell'ultimo scontro di Takrouna, cessa di esistere con la X Armata nel maggio 1943.

Il secondo dopoguerraModifica

Dopo la guerra vengono ricostituite le unità paracadutisti. Il 1 gennaio 1963, a seguito di un'ulteriore espansione del 1º gruppo tattico paracadutisti, venne costituita la Brigata paracadutisti, al’interno del quale è il 1º Reggimento paracadutisti, su due battaglioni, il 2° ed il 5°, con sede nella Caserma Vannucci, in Livorno. Con la ristrutturazione dell’Esercito Italiano avvenuta nel 1975, il Battaglione diviene autonomo come 5º Battaglione paracadutisti "El Alamein" ed eredita la Bandiera di Guerra del 186º Reggimento fanteria "Folgore".

Nel 1978 il Battaglione si sposta a Siena, presso la Caserma Roberto Bandini, dove già dal maggio 1977 si era spostata la Compagnia esplorante paracadutisti (CEPAR) di Brigata. Nel 1981 il Battaglione assume la seguente configurazione:

  • Comandante e Comando di Battaglione.
  • Compagnia Comando e Servizi.
  • Quattro compagnie fucilieri paracadutisti: 11ª "Peste",13ª "Condor", 14ª "Pantere Indomite" e 15ª "Diavoli Neri".
  • Compagnia mortai medi "Vampiri", presso la quale sono inquadrati i plotoni mortai da 81mm e i plotoni controcarri, inizialmente su cannone senza rinculo 106mm, montato su autovetture da ricognizione AR59, e successivamente con sistemi missilistici contro carro "MILAN".

Le compagnie fucilieri 13ª, 14ª e 15ª già facevano parte dell'allora V Battaglione, mentre la 11ª si unisce per trasformazione della Compagnia esplorante paracadutisti, che eredita le tradizioni della 11ª Compagnia paracadutisti, inquadrata durante la seconda guerra mondiale nel IV Battaglione del 187º Reggimento paracadutisti "Folgore".

Nel 1982 il 5° partecipa alla missione Missione Italcon Libano a Beirut e nel 1991 alla Operazione Provide Comfort in Iraq. Nel luglio 1992 il Battaglione si rischiera a Palermo nell’ambito dell’Operazione Vespri Siciliani.

Rientro nel sistema reggimentale - il 186º Reggimento paracadutisti "Folgore"Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: 186º Reggimento paracadutisti "Folgore".

Nel settembre del 1992 il battaglione viene inserito nel ricostituito 186º Reggimento paracadutisti "Folgore" che eredita le tradizioni del 186º Reggimento fanteria "Folgore", come suo elemento di manovra; la Bandiera di Guerra ritorna al Reggimento. Il 5º Battaglione continua ad operare nell'ambito del sistema reggimentale, partecipando a tutte le operazioni del Reggimento con le proprie compagnie.

Configurazione attualeModifica

Con l'ultima trasformazione organica dei reggimenti di fanteria, avvenuta nel 2011, il 5º Battaglione è attualmente costitutito da:

  • Comandante (con il grado di Tenente Colonnello) e Comando di Battaglione.
  • tre Compagnie paracadutisti: 13ª "Condor", 14ª "Pantere Indomite" e 15ª "Diavoli Neri", nella quale sono inquadrati i plotoni fucilieri del Battaglione.
  • 11ª Compagnia paracadutisti “Peste”, di supporto alla manovra, che riunisce i plotoni supporto di fuoco ed esploratori.

Comandanti di Battaglione nel secondo dopoguerraModifica

Presso la sede di Livorno, fino al 1978:

  • Ten.Col. Emilio Manfrone
  • Ten.Col. Spiridione Lulli
  • Ten.Col. Giorgio Galassi
  • Ten.Col. Franco De Vita
  • Ten.Col. Italo Papalia
  • Ten.Col. Lucio Innecco
  • Ten.Col. Paolo Cristofari
  • Ten.Col. Carlo Lorenzetti
  • Ten.Col. Mario Chiabrera
  • Ten.Col. Giuseppe Erriquez

Presso la sede di Siena, dal 1978:

  • Ten.Col. Augusto Marinelli
  • Ten.Col. Francesco Merlino
  • Ten.Col. Bruno Loi
  • Ten.Col. Giocchino Grassi
  • Ten.Col. Paolo Menchi
  • Ten.Col. Pierluigi Torelli
  • Ten.Col. Augusto Staccioli

Nell'ambito del riscostituito 186º Reggimento paracadutisti "Folgore":

  • Ten.Col. Alessandro Puzzilli
  • Ten.Col. Valentino Buttazzo
  • Ten.Col. Antonio Satta
  • Ten.Col. Marco Bedina
  • Ten.Col. Maurizio Morena
  • Ten.Col. Massimo Mingiardi
  • Ten.Col. Aldo Zizzo
  • Ten.Col. Gabriele Toscani De Col
  • Ten.Col. Lorenzo D’Addario
  • Ten.Col. Domenico Maria D. Di Rosalia
  • Ten.Col. Roberto Angius
  • Ten.Col. Claudio Ladisi
  • Ten.Col. Alessandro Albamonte
  • Ten.Col. Angelo Sacco
  • Ten.Col. Sergio Cardea
  • Ten.Col. Francesco Matarrese
  • Ten.Col. Giuseppe Scuderi
  • Ten.Col. Stefano Fanì
  • Ten.Col. Federico Bernacca
  • Ten.Col. Vincenzo Zampella
  • Ten.Col. Massimiliano Mongillo
  • Ten.Col. Francesco Errico
  • Ten.Col. Enrico Iazzetta

Voci correlateModifica