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Angelico Aprosio

Angelico Aprosio (Ventimiglia, 29 ottobre 160723 febbraio 1681) è stato un letterato e scrittore italiano. Nato Lodovico Aprosio mutò il nome in Angelico al momento della sua entrata nell'Ordine Agostiniano. Visse a Genova, Venezia e Treviso.

Indice

BiografiaModifica

 
Fondo antico della Biblioteca Aprosiana

Dopo aver peregrinato nei principali centri culturali italiani, ottenne licenza di sistemare la sua biblioteca nella città natale, nel Convento Agostiniano di Ventimiglia (oggi parte bassa della città), e fondò, nel 1648, la Biblioteca Aprosiana, prima biblioteca pubblica della Liguria ed una delle prime in Italia.

Difese Giambattista Marino contro Tommaso Stigliani in numerose opere pubblicate con vari pseudonimi, e intrattenne fittissimi rapporti epistolari con circa 500 esponenti della cultura dell'epoca, sparsi in tutta Europa.

Alla sua morte, la raccolta comprendeva circa 10.000 volumi (incunaboli, codici manoscritti), ancora oggi accessibili a studiosi e amanti della cultura nella sala del Fondo antico. Originariamente situato nei locali del convento degli agostiniani, nella città bassa, attualmente esso (la "Libraria") è collocato nell'ex Teatro civico in via Garibaldi nella città alta; gli uffici amministrativi e il fondo moderno della biblioteca civica sono invece di recente tornati presso il restaurato chiostro degli agostiniani, in via Cavour, n. 61.

Gli scritti più celebrati dell'Aprosio sono la Biblioteca Aprosiana e la Visiera alzata. Nella prima, oltre a molte e minute notizie sull'Autore, sono registrati in ordine alfabetico i nomi di tutti coloro che gli  donarono libri, col titolo delle opere donate e notizie degli scrittori. L’opera fu molto ricercata dai bibliofili di tutta Europa; il teologo ed orientalista tedesco Johann Christoph Wolf (1683-1739) la ripubblicò in latino con alcune modifiche ad Amburgo (Adam Vandenhoeck, 1734).[1][2] L'originale italiano, stampato a Bologna nel 1675 con lo pseudonimo Cornelio Aspasio Antivigilmi, abbraccia solo le prime tre lettere dell'alfabeto, ma sappiamo dal Dispaccio istorico curioso ed erudito del p. Bastiano Gandolfi che l'autore era arrivato fino alla lettera N. Nella Visiera alzata e nell'appendice (Pentecoste d'altri scrittori) si svelano i veri nomi di 150 autori che scrissero opere anonime o sotto pseudonimo. L'Aprosio la inviò all'amico Antonio Magliabechi, che ne curò la stampa a Parma nel 1689, facendone tirare un numero limitato di copie, per cui è più rara della Biblioteca. Vincenzo Placcio la tradusse in latino nel suo Theatrum anonymorum et pseudonymorum.[3][4]

OpereModifica

Angelico Aprosio ha scritto sotto pseudonimo:

  • Il Vaglio critico di Masoto Galistoni da Terama sopra il Mondo Nuovo del cav. Tomaso Stigliani da Matera, Rostock, 1637 (Angelico Aprosio usa lo pseudonimo Masoto Galistoni da Teramo. Il libro è stato pubblicato a Treviso e non a Rostock).
  • Il Buratto. Replica di Carlo Galistoni al Molino del signor Stigliani, Venezia, 1642.
  • L'Occhiale Stritolato di Scipio Glareano, per riposta al signor cavaliere Tomaso Stigliani, Venezia, 1641 (Angelico Aprosio usa lo pseudonimo Scipione Glareano).
  • La Sferza poetica, di Sapricio Saprici, lo scantonato accademico eteroclito. Per riposta alla prima censura dell'Adone del cavaliere Marino, fatta dal cavalier Tomaso Stigliani, Venezia, 1643.
  • Del Veratro, apologia di Sapricio Saprici, per riposta alla seconda censura dell'Adone del cavalier Marino, fatta dal cavalier Tomaso Stigliani, parte prima, Venezia, 1645, parte seconda, Venezia, 1647, ultima opera scritta da Angelico Aprosio contro Tommaso Stigliani.
  • Annotazioni di Oldauro Scioppio all'arte degli amanti dell'ill. signor Pietro Michiele nobile veneto, Venezia, 1642. Angelico Aprosio scrive con lo pseudonimo Oldauro Scioppio.
  • Sermoni di tutte le Domeniche, e Festività de' Santi, che occorrono nell'Avvento del Signore fino alla Purificazione della Vergine, disposti in varie risoluzioni morali, per Opera del P. Agostino Osorio Provinciale ne' Regni della Corona di Aragona, trasportati della Spagnola nell'Italiana favella da Oldauro Scioppio, Venezia, 1643.
  • La Scudo di Rinaldo, o vero lo specchio del disinganno, opera di Scipio Glareano, Venezia, 1642.
  • Le Bellezze della Belisa, tragedia dell'Ill. signor D. Antonio Muscettola, abbozzate da Oldauro Scioppio, Accademico Incognito e Geniale, Lovano, 1664.
  • Angelico Aprosio, Della Patria d'A. Persio Flacco Dissertatione di Lodovico Aprosio Accademico Incognito di Venetia, geniale di Codogno, apatista di Firenze, ed Animoso di Gubbio ... Cavata dal libro primo delle Hore Pomeridiane del medesimo, Genova, per Pietro Giouanni Calenzani, 1664. URL consultato l'11 giugno 2019.
  • Le Vigilie del Capricorno, note tumultuarie di Paolo Genari di Scio, Accademico Incognito di Venetia, alle epistole eroiche, poesie dell'eruditissimo signor Lorenzo Crasso, avvocato napolitano, Venezia, 1667.
  • Angelico Aprosio, La Grillaia, curiosità erudite di Scipio Glareano, Napoli, per Nouello de Bonis, ad istanzia di Adriano Scultore all'insegna di S. Marco, 1668. URL consultato l'11 giugno 2019.
  • Angelico Aprosio, La Biblioteca Aprosiana. Passatempo Autunnale di Cornelio Aspasio Antivigilmi trà Vagabondi di Tabbia detto l'Aggirato, Bologna, Manolessi, 1673. URL consultato l'11 giugno 2019.
  • (LA) Angelico Aprosio, Bibliotheca Aprosiana: liber rarissimus, et a nonnullis inter ἀνεκδότους numeratus, jam ex lingua Italica in Latinam conversus. Præmisit præfationem notasque nonnullas addidit I.C. Wolfius, Hamburgi, literis Abrami Vandenhoeck, 1734. URL consultato l'11 giugno 2019.
  • La Visieria alzata ; Hecatoste di Scrittori che vaghi d'andare in maschera, fuor del tempo di carnavale, sono scoperti da Giovanne Pietro Giacomo Villani, Senese, accademico humorista, infecondo & geniale. Passatempo canicolare inviato all'ill. signor Antonio Magliabechi, Parma, 1689. Il libro elenca un centinaio di scrittori che hanno stampato libri sotto pseudonimi, principalmente in Italia. Fu pubblicata postuma.
  • Pentecoste d'altri scrittori, che andando in Maschera fuor del tempo di carnevale, sono scoperti. È il seguito dell'opera precedente. Sono aggiunti cinquanta nuovi autori.

NoteModifica

  1. ^ Maria Grazia Ceccarelli, Vocis et animarum pinacothecae: cataloghi di biblioteche private dei secoli XVII-XVIII nei fondi dell'Angelica, Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, 1990, p. 124, ISBN 978-8824004459.
    «Nella prefazione il traduttore, il teologo ed orientalista Johann Christoph Wolf (1683-1739), sottolinea la rarità di quel libro, tanto ricercato dai bibliofili e da taluni addirittura considerato inedito, e fornisce tutti i riferimenti bibliografici ad esso relativi (Polyhistor literarius di Johann Daniel Morhof; Bibliotheca promissa et latens, di Theodorus Janssonius van Almeloveen; Bibliotheca vetus et nova, di Georg Matthias König; Theatrum Anonymorum et Pseudonimorum, di Vincent Placcius; Catalogus historico-criticus librorum rariorum, di Johannes Vogt.».
  2. ^ Enzo Bottasso, Storia della biblioteca in Italia, Torino, Lampi di stampa, 1999, p. 87. URL consultato l'11 giugno 2019.
  3. ^ Filippo Noberasco, P. Angelico Aprosio, in Atti della R. Deputazione di storia patria per la Liguria. Sezione di Savona, XVII, Savona, 1935, p. 225.
    «Il Placcio, divisa in parti, incorporò l'operetta nel suo: «Theatrum Anonymorum et Pseudonymorum»».
  4. ^ Giovanni Battista Spotorno, Storia letteraria della Liguria, vol. 5, Genova, tipografia di G. Schenone, 1858, p. 11. URL consultato il 12 giugno 2019.
    «Il Placcio rifuse latinamente questa utilissima compilazione nell'opera sua degli AnonimiPseudonimi».

BibliografiaModifica

  • Ciro Micellone, P. Angelico Aprosio, in Annuario del R. Liceo-Ginnasio G. B. Cassini di San Remo, San Remo 1927.

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