Antonio Blasevich

allenatore di calcio e calciatore italiano
Antonio Blasevich.
Blasevich.jpg
Nazionalità Italia Italia
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex interno)
Ritirato 1936 - giocatore
Carriera
Squadre di club1
1921-1928Triestina88 (35)
1928-1931Ambrosiana90 (40)
1931-1935Palermo113 (11)
1935-1936Napoli7 (0)
Carriera da allenatore
1938-1939Bianco e Azzurro.svg Dalmazia
1950-1951Padova
1951-1952Mestrina[1]
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Antonio Blasevich (Spalato, 10 agosto 1902Trieste, 1976) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo centrocampista.

Era considerato uno dei migliori giocatori dalmati dell'epoca.[2]

Caratteristiche tecnicheModifica

Giocava come mezzala.[3]

CarrieraModifica

GiocatoreModifica

In gioventù giocò nelle squadre di Spalato, il Jug (fino a marzo 1921) e l'Hajduk (fino a marzo 1922); ottenuta la cittadinanza italiana nel 1922, nella primavera del 1922 approdò alla Triestina, con la quale debuttò il 2 aprile 1922 in Triestina-Edera Trieste 4-2 valida per il primo turno della Coppa Italia; tuttavia, la FIGC scoprì l'irregolarità del suo tesseramento e assegnò la sconfitta a tavolino alla sua squadra proibendogli di giocare incontri ufficiali fintanto non avrebbe ottenuto il nullaosta dalla Federazione jugoslava.[4] Giocò in Prima e Seconda Divisione con la Triestina per sette stagioni dal 1921-1922 al 1927-1928. Viene ceduto all'Ambrosiana nella stagione 1928-1929. In nero-azzurro rimase tre anni, disputando campionati di alto livello.[5] Nella stagione 1929-1930, segnando 14 gol su 32 presenze, diede un contributo fondamentale alla vittoria del terzo scudetto meneghino. Lasciò la squadra nel 1931, dopo aver collezionato 96 presenze e 41 gol. È stato il primo calciatore nerazzurro a segnare in una coppa europea: si trattava della partita contro la squadra ungherese dell'Újpest FC (la partita finì 4-2 per l'Ambrosiana), valida per la Coppa dell'Europa Centrale. Era in campo il 24 marzo 1929 quando, battendo il Milan per 3-2, la sua Ambrosiana vinse il "Trofeo Lombardi e Macchi".[6]

In seguito giocò nel Palermo, contribuendo a una promozione in Serie A e a tre salvezze consecutive da parte della squadra siciliana. Concluse la sua carriera ad alto livello nel Napoli con un campionato in cui la squadra partenopea si piazzò all'8º posto in Serie A per tornare poi in Dalmazia, dove fu anche giocatore-allenatore per il Dalmazia, squadra dell'exclave italiana di Zara.[2]

AllenatoreModifica

Nella stagione 1950-1951 di Serie A allena la squadra del Padova per cinque giornate. Debutta nella partita Bologna-Padova (2-2) del 15 ottobre 1950 e siede per l'ultima volta sulla panchina padovana nella partita Palermo-Padova (3-1) del 12 dicembre 1950. Il suo posto verrà poi preso da Giovanni Ferrari.

PalmarèsModifica

ClubModifica

Competizioni nazionaliModifica

Ambrosiana: 1929-1930
Palermo: 1931-1932

NoteModifica

  1. ^ Almanacco illustrato del Calcio, Rizzoli edizioni, 1952, p. 190.
  2. ^ a b Con l'AC Dalmazia il canto del cigno del calcio zaratino La Voce del Popolo, 14 febbraio 2009, pagina 5[collegamento interrotto] Kramarsic.com (PDF)
  3. ^ Marco Sappino, Dizionario del calcio italiano, vol. 1, Baldini & Castoldi, novembre 2000, p. 85.
  4. ^ Il Piccolo della sera del 19 aprile 1922: «Considerato che il giuocatore Antonio Blasevich, per quanto ritenuto cittadino italiano dal 1 gennaio 1922, ha ammesso di aver giuocato fino al marzo 1921 per la società Jug e fino al marzo 1922 per la società Hajduk di Spalato; considerato che il Blasevich, trovandosi in tali condizioni, ha giuocato la partita del 2 aprile 1922 a favore dell'U.S. Triestina in violazione dell'art. 32 del Regolamento Internazionale; si decide: a) di dare partita vinta all'Edera di Trieste; b) di incaricare il Comitato Regionale Giuliano di far regolarizzare il cartellino del Blasevich con l'esatta indicazione del luogo di nascita (Spalato anziché Zara); c) di proibire al Blasevich di giuocare partite approvate dalla Federazione sino a quando che non abbia ottenuto il prescritto nulla osta dalla Federazione jugoslava, riconoscendogli frattanto solo il diritto di giuocare partite amichevoli».
  5. ^ Profilo su Storiainter.com
  6. ^ il Littoriale, 25 marzo 1929, p. 4 Archiviato il 1º febbraio 2014 in Internet Archive. emeroteca.coni.it

BibliografiaModifica

  • Fantino Cocco, 77 volte Padova, 1910-1987, Edizioni Pragmark, Padova 1987.

Collegamenti esterniModifica

  • Statistiche su Interfc.it, su interfc.it. URL consultato il 25 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 18 marzo 2009).