Apri il menu principale
Armia Ludowa
Orl.jpg
Insegna della Armia Ludow
Descrizione generale
Attiva1 gennaio 1944 - 29 luglio 1944 trasformata in Ludowe Wojsko Polskie
NazionePolonia Polonia
ServizioEsercito partigiano
Ruoloforza armata del PPR
Dimensione10 000 - 30 000
Battaglie/guerreSeconda guerra mondiale
Rivolta del ghetto di Varsavia
Parte di
Comandanti
Degni di notaMichał Rola-Żymierski
Fonti citate nel corpo del testo
Voci su unità militari presenti su Wikipedia

La Armia Ludowa (in italiano "Armata del popolo" o "Armata popolare") fu una forza combattente partigiana comunista creata dal Partito Operaio Polacco (in polacco Polska Partia Robotnicza o PPR), durante la seconda guerra mondiale. La Armia Ludowa fu creata su ordine del Consiglio Nazionale di Stato polacco il 1º gennaio 1944, per trasformazione della Gwardia Ludowa. I suoi obiettivi erano di combattere contro la Germania nazista nella Polonia occupata, aiutare l'esercito sovietico contro le forze tedesche e collaborare alla creazione di un governo comunista pro-Unione Sovietica in Polonia.

Insieme alla organizzazione delle Forze Armate Nazionali (Narodowe Siły Zbrojne), fu una delle organizzazioni militari di resistenza che si rifiutarono di unirsi alle strutture dello Stato sotterraneo polacco ed al suo braccio militare, la Armia Krajowa (o AK, "Esercito Nazionale"). L'Armia Ludowa fu molto più piccola della Armia Krajowa ma la propaganda nella Polonia comunista diffuse l'opinione contraria circa la loro consistenza.

Indice

RetroscenaModifica

Nel 1939, pochi giorni dopo la invasione tedesca, anche l'Unione Sovietica invase la Polonia. Non ci fu formale dichiarazione di guerra da nessuna delle due parti. Il governo polacco scappò a Londra ma mantenne contatti con i suoi rappresentanti nella Polonia occupata, attraverso il cosiddetto Stato segreto polacco. Nel 1943, l'Unione Sovietica interruppe le relazioni diplomatiche con il governo in esilio polacco rifugiato a Londra.[1]

I comunisti in Polonia avevano formato diverse unità partigiane per resistere agli occupanti tedeschi e avevano creato la loro propria organizzazione clandestina, i cui scopi erano di aiutare l'esercito sovietico contro le forze tedesche e supportare la creazione di un governo comunista pro-sovietico in Polonia. La Gwardia Ludowa (GL, "Guardia del Popolo"), creata nel 1942, fu una di queste. Insieme con una parte delle Forze Armate Nazionali (Narodowe Siły Zbrojne), questa organizzazione clandestina di orientamento comunista fu una delle forze di resistenza militari in Polonia che rifiutarono di unirsi alle strutture dello Stato polacco sotterraneo e il suo braccio militare, la Armia Krajowa.[1]

StoriaModifica

CreazioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gwardia Ludowa.

Il primo gennaio 1944 il Consiglio Nazionale di Stato (Krajowa Rada Narodowa, KRN) sostituì la Gwardia Ludowa con la Armia Ludowa. Il KRN voleva radunare volontari da altri gruppi. Al momento della sua creazione l'organizzazione comprendeva circa 10000 membri[senza fonte]. Alla fine del luglio 1944 (quando buona parte della Polonia era stata occupata dall'Armata Rossa) c'erano circa 20000 - 30000 membri[senza fonte], 5000 dei quali sovietici[2][3]. Le stime più basse riferiscono di circa 14000 membri al momento del picco[4] mentre stime più alte raddoppiano il numero medio fino a 50000-60000[2]. Circa 6000 di essi erano persone attive come partigiani "full time". C'è consenso degli studiosi [senza fonte] che qualunque fosse la sua dimensione esatta, la Armia Ludowa era molto più piccola ("una frazione") della organizzazione principale della resistenza polacca la Armia Krajowa[5][6][7][8].

Al tempo stesso la GL/AL era molto meglio armata Armia Krajowa, grazie al lanci aerei dei sovietici e aveva addirittura forse un surplus di armamenti[9]. Essa aveva anche una disciplina meno rigorosa[9].

L'Esercito popolare della PoloniaModifica

Sette mesi dopo la sua fondazione, il 21 luglio 1944 l'Armia Ludowa fu integrata con l'Unione dei patrioti polacchi (in polacco Związek Patriotów Polskich, ZPP, in russo Союз Польских Патриотов, СПП) - un gruppo controllato dai comunisti polacchi e da Stalin nell'URSS nel 1943 - per formare il nuovo Armata del Popolo della Polonia (Ludowe Wojsko Polskie, LWP)[4]. Dopo che l'Armata Rossa e la Prima Armata Polacca (Pierwsza Armia), organizzata dai sovietici, entrò in Polonia alla fine del 1944 e all'inizio del 1945 la maggior parte dell'Armia Ludowa popolo si unì ai comunisti della Prima Armata Polacca. Dopo la guerra, molti membri entrarono nei ranghi del Ministero della Pubblica Sicurezza della Repubblica Popolare di Polonia, o della Milicja Obywatelska (una forza di polizia).[3][10][11]

Operazioni, propaganda e criticheModifica

Secondo le affermazioni dell'Armia Ludowa, essa esegui circa 900 operazioni, uccidendo ventimila tedeschi, facendo deragliare 350 treni e distruggendo 79 ponti[4]. Questi numeri, comunque, furono significativamente esagerati dalla propaganda comunista nel periodo della Repubblica Popolare[11][12][13]. Lo storico polacco Piotr Gontarczyk stima che solo circa il 5-10% delle azioni ufficialmente registrate della GL/AL realmente avvennero e che la maggior parte degli eventi in cui la GL/AL aveva combattuto l'esercito tedesco era stato quando essa si difendeva da operazioni anti-partigiani dei tedeschi mentre iniziative della GL/AL volte ad attaccare i tedeschi di propria iniziativa erano state molto rare[9].

 
Soldati della Armia Ludowa in un bosco nei pressi di Lublino

Anziché agire su obiettivi militari, la GL/AL preferiva obiettivi più facili, come gli uffici amministrativi tedeschi[9]. Questo cambiò nel 1944, quando la GL/AL divenne più forte e inizio a ad attaccare l'esercito tedesco più attivamente[14]. Secondo lo storico polacco-americano Mieczysław B. Biskupski la Armia Ludowa fu meno interessata a combattere i tedeschi che a combattere la Armia Krajowa[5]. Secondo Gontarczyk e Janusz Marszal comunque questo fu relativamente raro, almeno per quanto riguarda azioni dirette. Comunque la GL/AL avrebbe spesso passato informazioni in modo anonimo sulla Armia Krajowa alla Gestapo[15].

L'AL prese parte nella rivolta di Varsavia. Mentre le affermazione ufficiali dicevano che circa 1800 soldati dell'AL vi avevano combattuto, la ricerca moderna suggerisce che il numero vero sia stato di circa 500[11].

Poiché la AL/GL aveva una rete di sostentamento più debole rispetto all' Armia Krajowa che era supportata dallo Stato segreto polacco clandestino e i lanci sovietici non fornivano all'AL generi alimentari, essa dovette ricorrere a requisizione forzate, descritte dagli storici moderni come atti di banditismo[16]. Spesso colpirono fattorie e chiese nota. Ci furono anche incidenti dove soldati della GL/AL uccisero ebrei[14][16] o combatterono tra essi stessi[17].

In una delle sue azioni più segrete controverse, agenti della allora GL il 17 febbraio 1944 si impossessarono di un importante archivio documentale dello Stato clandestino[18]. Furono presi i documenti importanti per gli attivisti comunisti e il resto girato a un agente della Gestapo che era stato ingannato per l'operazione della GL[18] e sette membri dello Stato segreto furono fatti prigionieri dei tedeschi e probabilmente uccisi subito dopo.[18]

LeadershipModifica

Il comandante dell'Arma Ludowa fu il generale Michał Rola-Żymierski[4] e il capo dello staff un membro del Comitato centrale del Partito Operaio Polacco, il colonnello Franciszek Jóźwiak.[19][20]

La leadership della AL prendeva ordini dall'Unione Sovietica e rappresentava in pratica gli interessi dei sovietici piuttosto che quelli polacchi. L'Instytut Pamięci Narodowej ("Istituto nazionale del ricordo") - un organo governativo polacco che si occupa tra l'altro di investigare su possibili crimini contro il popolo polacco commessi durante l'occupazione tedesca, la seconda guerra mondiale e il periodo comunista - nella sua descrizione ufficiale della GL/AL arriva a definire questa organizzazione parte della resistenza sovietica piuttosto che della della resistenza polacca nella seconda guerra mondiale.[1]

NoteModifica

  1. ^ a b c (PL) Gwardia Ludowa, Armia Ludowa, Instytut Pamięci Narodowej.
  2. ^ a b Yohanan Cohen, Small nations in times of crisis and confrontation, SUNY Press, 1989, p. 100, ISBN 978-0-7914-0018-0. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  3. ^ a b (PL) Armia Ludowa Archiviato il 12 maggio 2014 in Internet Archive. in Encyklopedia PWN
  4. ^ a b c d Jerzy Jan Lerski, Historical dictionary of Poland, 966–1945, Greenwood Publishing Group, 1996, pp. 8–9, ISBN 978-0-313-26007-0. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  5. ^ a b Mieczysław B. Biskupski, The history of Poland, Greenwood Publishing Group, 2000, p. 110, ISBN 978-0-313-30571-9. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  6. ^ Yitzhak Zuckerman e Barbara Harshav, A surplus of memory: chronicle of the Warsaw Ghetto uprising, University of California Press, 7 maggio 1993, p. 76, ISBN 978-0-520-07841-3. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  7. ^ Michael C. Steinlauf, Bondage to the dead: Poland and the memory of the Holocaust, Syracuse University Press, 1997, p. 34, ISBN 978-0-8156-2729-6. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  8. ^ Gregor Dallas, 1945: The War That Never Ended, Yale University Press, 15 novembre 2006, p. 672, ISBN 978-0-300-11988-6. URL consultato il 7 gennaio 2012.
  9. ^ a b c d Gontarczyk, Krzystofiński, Marszalec, Polak (2006), p. 14
  10. ^ (PL) Ministerstwo Bezpieczeństwa Publicznego Archiviato il 31 marzo 2012 in Internet Archive. in Encyklopedia PWN
  11. ^ a b c Gontarczyk, Krzystofiński, Marszalec, Polak (2006), pp. 23–26
  12. ^ Marek Jan Chodakiewicz, John Radzilowski e Dariusz Tolczyk, Poland's transformation: a work in progress, Transaction Publishers, 2006, p. 236, ISBN 978-1-4128-0592-6. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  13. ^ Aleksander Gella, Development of class structure in eastern Europe: Poland & her southern neighbors, SUNY Press, 1989, p. 188, ISBN 978-0-88706-833-1. URL consultato il 7 gennaio 2012.
  14. ^ a b Gontarczyk, Krzystofiński, Marszalec, Polak (2006), p. 17
  15. ^ Gontarczyk, Krzystofiński, Marszalec, Polak (2006), pp. 18–21
  16. ^ a b Gontarczyk, Krzystofiński, Marszalec, Polak (2006), p. 15
  17. ^ Gontarczyk, Krzystofiński, Marszalec, Polak (2006), p. 16
  18. ^ a b c Gontarczyk, Krzystofiński, Marszalec, Polak (2006), p. 27-35
  19. ^ Michael Bernhard e Henryk Szlajfer, From the Polish Underground, Penn State Press, 31 maggio 2004, p. 409, ISBN 978-0-271-02565-0. URL consultato il 7 gennaio 2012.
  20. ^ Krystyna Kersten, The establishment of Communist rule in Poland, 1943–1948, University of California Press, 1991, p. 12, ISBN 978-0-520-06219-1. URL consultato il 7 gennaio 2012.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN165177342