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Gli autoriduttori sono stati un movimento politico-musicale attivo negli anni settanta.

StoriaModifica

Nati nei primi anni '70 nell'ambito dei vari movimenti della Sinistra extraparlamentare post sessantottina, con forti legami con Autonomia Operaia, gli Autoriduttori erano convinti che la musica dovesse essere gratuita, in quanto prodotto culturale che doveva essere accessibile alle masse, e si rifiutavano di pagare i biglietti dei concerti finendo spesso con lo scontrarsi con le forze dell'ordine.

Il primo episodio noto in cui si parlò del movimento avvenne il 5 luglio 1971, al Velodromo Vigorelli di Milano durante una tappa della manifestazione canora Cantagiro, in cui i Led Zeppelin suonarono come ospiti. Il concerto, a causa di scontri fra gli autoriduttori e le forze dell'ordine, che reagirono sparando lacrimogeni in mezzo alla folla, durò solamente ventisei minuti. I quattro Led Zeppelin furono infatti costretti ad abbandonare il palco e la loro strumentazione, che però venne recuperata, e a barricarsi dietro le quinte[1].

Tra i più noti promotori del movimento vi furono Marcello Baraghini a Roma, titolare dell'agenzia di controinformazione Stampa Alternativa (in seguito nota casa editrice) e Giulio Tedeschi a Torino con la rivista underground Tampax; interventi di autoriduttori venivano pubblicati spesso in quegli anni nelle lettere dei lettori di settimanali musicali come Ciao 2001 e Qui Giovani.

Tra gli obiettivi del movimento vi era anche quello di denunciare i guadagni, giudicati eccessivi, di cantanti legati alla sinistra: tra gli episodi di contestazione il più noto è il processo a Francesco De Gregori: durante la tournée del 1976, il 2 aprile[2], precisamente nella seconda tappa, al Palalido di Milano (il debutto era avvenuto a Pavia), alcuni ragazzi appartenenti ai collettivi politici studenteschi (tra cui Giovanni Muciaccia, leader e bassista del gruppo musicale Kaos Rock[3][4] e Nicoletta Bocca, figlia del famoso giornalista Giorgio[5]), salirono ripetutamente sul palco per leggere un volantino politico e per contestare il cantante, colpevole -a loro dire- di frequentare alberghi lussuosi e soprattutto di strumentalizzare i temi cari alla sinistra per arricchirsi.

De Gregori, dopo avere eseguito qualche altra canzone, abbandonò il palco. Ma i ragazzi dei collettivi lo costrinsero a risalire, quindi, circondatolo, inscenarono un vero e proprio "interrogatorio" (con questioni e sentenze del tipo: «Quanto hai preso stasera?», o «Se sei un compagno, non a parole ma a fatti, lascia qui l'incasso», o «Vai a fare l'operaio e suona la sera a casa tua»)[6]. Dopo venti minuti di assedio, De Gregori riuscì a raggiungere il camerino, dopodiché dichiarò ai giornali: «Non canterò mai più in pubblico. Stasera mancava solo l'olio di ricino, poi la scena sarebbe stata completa»[6].

Anche altri cantautori subirono contestazioni in tutta Italia: Antonello Venditti al teatro Diana di Napoli[7], e Lucio Dalla a Milano il 24 luglio del 1978 (durante il concerto al Castello Sforzesco venne anche lanciata sul palco una bomba molotov)[8]

Altre contestazioni avvennero durante il concerto di Lou Reed a Roma nel 1975, in cui venne catturato come ostaggio il manager David Zard ed in cui venne ferito alla testa da un cubetto di porfido il bassista del cantante[9].

Un altro scontro molto noto avvenne il 13 settembre del 1977 nel corso di un famoso concerto di Carlos Santana al Velodromo Vigorelli di Milano, gli scontri con gli autoriduttori degenerarono e alla fine, oltre al lancio di sassi e bulloni venne tirata una molotov che arrivò sul palco[10]: a causa di questo episodio negli anni seguenti le rockstar internazionali saltarono l'Italia dalle tappe dei loro tour, ritenendola un posto poco raccomandabile per tenere dei concerti in serenità, fino ai concerti di Patti Smith del 1979 a Bologna e Firenze

Influenza culturaleModifica

Il primo a citare gli autoriduttori in una canzone fu nel 1977 Roberto Vecchioni nel brano Vaudeville (Ultimo mondo cannibale), contenuto nel suo 33 giri Samarcanda: traendo ispirazione dall'episodio di contestazione occorso a Francesco De Gregori l'anno prima, descrivendo il cantautore lo definisce

«...alternativo, autoridotto, / fuori dall'ottica del sistema.»

(Roberto Vecchioni, Vaudeville (Ultimo mondo cannibale)[11])

In un secondo momento anche i reggiani Offlaga Disco Pax parlarono di loro, nel loro 3º ed ultimo album "Gioco di società" del 2012:

«La mattina dopo impariamo dal giornale radio nazionale che Reggio Emilia è stata saccheggiata da orde di autoriduttori furibondi perché respinti all'uscio senza tanti complimenti.»

( Traccia 4, Respinti all'uscio [Fontanelli/Collini] )

Anche Edoardo Bennato, nell'album OK Italia del 1987, descrive in una canzone intitolata Era una festa le azioni degli autoriduttori:

«Era una festa e sembrava una guerra, / era Roma e sembrava Vietnam! / Tutti al concerto, transenne per terra / e la musica non si farà!...»

(Edoardo Bennato, Era una festa[12])

NoteModifica

  1. ^ Storia leggendaria della musica rock, pagina 114
  2. ^ Angelo De Robertis, Concertino a sinistra: droga, picchiatori e un sacco di milioni, articolo sul processo a Francesco De Gregori (con un'intervista a Renzo Zenobi), pubblicato su Gente n° 16 del 19 aprile 1976, pagg. 10-13
  3. ^ Michelangelo Romano, Paolo Giaccio e Riccardo Piferi (a cura di), Francesco De Gregori: un mito. Intervista a Gianni Muciaccia, pag. 94 e 95
  4. ^ http://www.ondarock.it/italia/francescodegregori.htm
  5. ^ Michelangelo Romano, Paolo Giaccio e Riccardo Piferi (a cura di), Francesco De Gregori: un mito. Appendice sul Processo a De Gregori
  6. ^ a b Paolo Morando, Dancing Days, Laterza, 2009, pagg. 261-62.
  7. ^ «I cantautori? Solo De Gregori è di sinistra»
  8. ^ Bomba contro Lucio Dalla, pubblicato su Stampa Sera del 25 luglio 1978, n° 170, pag. 1
  9. ^ [http://books.google.it/books?id=HU9-N61JsFEC&pg=PA48&lpg=PA48&dq=%22autoriduttori%22+%22lou+reed%22&source=bl&ots=AD1L_N12p9&sig=DbGntRKCVtqMoxn9zSj7JeUG4XA&hl=it&sa=X&ei=_67RT_rJF6bV4QTZs7SDAw&ved=0CF0Q6AEwAw#v=onepage&q=%22autoriduttori%22%20%22lou%20reed%22&f=false Edoardo Bennato. Cos� � se vi pare. Con CD Audio - Aldo Foglia - Google Libri][collegamento interrotto]
  10. ^ Carlos Santana, biografia, su rockol.it. URL consultato il 7 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 30 giugno 2012).
  11. ^ Testo di Vaudeville, su testicanzone.com.
  12. ^ Era Una Festa Testo Edoardo Bennato