Avena strigosa

specie di pianta
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Avena forestiera
LPCC-487-Avena strigosa Schreb.jpg
Avena strigosa
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Sottoclasse Commelinidae
Ordine Cyperales
Famiglia Poaceae
Sottofamiglia Pooideae
Tribù Aveneae
Sottotribù Aveninae
Genere Avena
Specie A. strigosa
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Mesangiosperme
(clade) Monocotiledoni
(clade) Commelinidi
Ordine Poales
Famiglia Poaceae
Sottofamiglia Pooideae
Tribù Aveneae
Sottotribù Aveninae
Genere Avena
Specie A. strigosa
Nomenclatura binomiale
Avena strigosa
Schreb., 1771

L'avena forestiera (nome scientifico Avena strigosa Schreb., 1771 è una specie di pianta spermatofita monocotiledone appartenente alla famiglia Poaceae (sottofamiglia Pooideae ex Graminaceae).[1]

EtimologiaModifica

Il nome generico (Avena) deriva da un nome latino per avena (nome volgare della pianta coltivata sin dall'antichità).[2] Il nome specifico (strigosa) indica che alcune parti della pianta sono ricoperte da peli corti e setolosi.[3]

Il nome scientifico della specie è stato definito dal entomologo e naturalista tedesco Johann Christian Daniel von Schreber (Weißensee, 17 gennaio 1739 – Erlangen, 10 dicembre 1810) nella pubblicazione "Spicilegium Florae Lipsicae. Lipsiae" (Spic. Fl. Lips. 52 - 1771)[4] del 1771.[1]

DescrizioneModifica

 
Il portamento
 
Infiorescenza
 
I grani
 
Spighetta generica con tre fiori diversi

Queste piante arrivano ad una altezza di 5 - 9 dm (massimo 120 cm). La forma biologica è terofita scaposa (T scap), ossia in generale sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme e sono munite di asse fiorale eretto e spesso privo di foglie.[5][6][7][8][9][10][11]

RadiciModifica

Le radici sono fascicolate avventizie

FustoModifica

La parte aerea del fusto è un culmo ascendente, eretto o genicolato.

FoglieModifica

Le foglie lungo il culmo sono disposte in modo alterno, sono distiche e si originano dai vari nodi. Sono composte da una guaina, una ligula e una lamina. Le venature sono parallelinervie. Non sono presenti i pseudopiccioli e, nell'epidermide delle foglia, le papille. Sono presenti delle foglie cauline.

  • Guaina: la guaina è abbracciante il fusto e in genere è priva di auricole.
  • Ligula: la ligula è membranosa e cigliata. Lunghezza 2 - 5 mm.
  • Lamina: la lamina ha delle forme lineari e piatte (nastriformi) con apice acuminato; la superficie è scabra. Dimensione della lamina: larghezza 5 - 10 mm; lunghezza 8 - 25 cm

InfiorescenzaModifica

Infiorescenza principale (sinfiorescenza o semplicemente spiga): le infiorescenze hanno la forma di una pannocchia unilaterale (o piramidale o aperta) annuente e sono formate da diverse spighette pendenti. La fillotassi dell'inflorescenza inizialmente è a due livelli (o a due ranghi[12]), anche se le successive ramificazioni la fa apparire a spirale. I rami della pannocchia sono scabri. Dimensioni della pannocchia: larghezza 3 - 10 cm; lunghezza 8 - 30 cm.

SpighettaModifica

Infiorescenza secondaria (o spighetta): le spighette, compresse lateralmente, sottese da due brattee distiche e strettamente sovrapposte chiamate glume (inferiore e superiore), sono formate da 2 - 6 fiori. Alla base di ogni fiore sono presenti due brattee: la palea e il lemma. I fiori non sono articolati sul rachide (sono persistenti all'interno delle glume); quindi è il rachide stesso che si rompe con tutti i fiori. Lunghezza delle spighette: 8 - 20 mm.

  • Glume: le glume sono minori del lemma.
  • Palea: la palea è un profillo lanceolato con alcune venature e margini cigliati.
  • Lemma: il lemma, con forme lanceolate, all'apice è bidentato (o bifido) ed è glabro oppure è pubescente.

FioreModifica

I fiori fertili sono attinomorfi formati da 3 verticilli: perianzio ridotto, androceo e gineceo.

  • Formula fiorale. Per la famiglia di queste piante viene indicata la seguente formula fiorale:[6]
*, P 2, A (1-)3(-6), G (2–3) supero, cariosside.
  • Il perianzio è ridotto e formato da due lodicule, delle squame traslucide, poco visibili (forse relitto di un verticillo di 3 sepali). Le lodicule sono membranose e non vascolarizzate.
  • Fioritura: da maggio a agosto.

FruttiModifica

I frutti sono dei cariosside, ossia sono dei piccoli chicchi indeiscenti, con forme ovoidali, nei quali il pericarpo è formato da una sottile parete che circonda il singolo seme. In particolare il pericarpo è fuso al seme ed è aderente. L'endocarpo non è indurito e l'ilo è lungo e lineare. L'embrione è provvisto di epiblasto; ha inoltre un solo cotiledone altamente modificato (scutello senza fessura) in posizione laterale. I margini embrionali della foglia non si sovrappongono. A volte l'endosperma è liquido.

RiproduzioneModifica

Come gran parte delle Poaceae, le specie di questo genere si riproducono per impollinazione anemogama. Gli stigmi più o meno piumosi sono una caratteristica importante per catturare meglio il polline aereo. La dispersione dei semi avviene inizialmente a opera del vento (dispersione anemocora) e una volta giunti a terra grazie all'azione di insetti come le formiche (mirmecoria). In particolare i frutti di queste erbe possono sopravvivere al passaggio attraverso le budella dei mammiferi e possono essere trovati a germogliare nello sterco.[13]

Distribuzione e habitatModifica

 
Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[14] – Distribuzione alpina[15])
  • Habitat: gli habitat tipici per questa pianta sono i campi, le colture, gli ambienti ruderali e le aree abbandonate. Il substrato preferito è calcareo ma anche siliceo con pH neutro, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco.[15]
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a circa 2.000 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare e montano (oltre a quello planiziale – a livello del mare).

FitosociologiaModifica

Dal punto di vista fitosociologico alpino la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:[15]

  • Formazione: delle comunità terofitiche pioniere nitrofile.
  • Classe: Stellarietea mediae
  • Ordine: Centaureetalia cyani
  • Alleanza: Scleranthion annui
  • Associazione: Scleranthenion annui / Apanion arvensis

TassonomiaModifica

La famiglia di appartenenza di questa specie (Poaceae) comprende circa 650 generi e 9 700 specie (secondo altri Autori 670 generi e 9 500[9]). Con una distribuzione cosmopolita è una delle famiglie più numerose e più importanti del gruppo delle monocotiledoni e di grande interesse economico: tre quarti delle terre coltivate del mondo produce cereali (più del 50% delle calorie umane proviene dalle graminacee). La famiglia è suddivisa in 11 sottofamiglie, il genere Avena è descritto all'interno della sottofamiglia Pooideae con 25 specie distribuite nelle regioni temperate del Mediterraneo, Europa, Africa e Asia.[5][6]

FilogenesiModifica

La sottotribù Aveninae (contenente il genere della specie di questa voce) è descritta all'interno della tribù Aveneae Dumort., 1824 e quindi della supertribù Poodae L. Liu, 1980. All'interno della tribù, la sottotribù Aveninae appartiene al gruppo con le sequenze dei plastidi di tipo "Aveneae" (definito "Poeae chloroplast groups 1"[16] o anche "Palstid Group 1 (Aveneae-type)"[17]).

All'interno delle Aveninae si individuano due subcladi. Avena si trova nel primo clade insieme ai generi Arrhenatherum e Helictotrichon.[18] Le specie di Avena formano una serie complessa di poliploidi. La specie di questa voce fa parte della sezione Agraria, contenente tutte specie esaploidi. Un recente studio del gene 3-fosfoglicerato chinasi un enzima del plastidio nucleare (chiamato Pgk1) su 14 diplodi, 8 tetraploidi e 4 esaploidi del genere Avena ha evidenziato tre genomi principali (A - C - D) e diversi sottocladi, assegnando alla specie di questa voce il genoma A (diploide); ulteriormente assegnato al sottotipo As caratterizzato da spighette relativamente strette.[5][19]

Le seguenti sono sinapomorfie relative a tutta la sottofamiglie (Pooideae):[5]

  • la fillotassi dell'inflorescenza inizialmente è a due livelli;
  • le spighette sono compresse lateralmente;
  • i margini embrionali della foglia non si sovrappongono;
  • l'embrione è privo della fessura scutellare.

Per il genere Avena è stata individuata la seguente sinapomorfia: l'ilo è lineare.

Il numero cromosomico di A. strigosa è: 2n = 14 e 28[20]

SinonimiModifica

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[11]

  • Avena agraria Brot.
  • Avena alta Cav. ex Roem. & Schult.
  • Avena arduensis Lej. ex Steud.
  • Avena cavanillesii Roem. & Schult.
  • Avena fusca Ard.
  • Avena glabrescens (Marquand) Herter
  • Avena hispanica Roem. & Schult.
  • Avena hispanica Ard.
  • Avena nervosa Lam.
  • Avena strigosa var. hispanica (Ard.) B.Bock
  • Danthonia strigosa (Schreb.) P.Beauv.
  • Preissia strigosa (Schreb.) Opiz

NoteModifica

  1. ^ a b The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 10 settembre 2020.
  2. ^ Etymo Grasses, pag. 93.
  3. ^ Etymo Grasses, pag. 279.
  4. ^ BHL - Biodiversity Heritage Library, su biodiversitylibrary.org. URL consultato il 10 settembre 2020.
  5. ^ a b c d Kellogg 2015, pag. 231.
  6. ^ a b c Judd et al 2007, pag. 311.
  7. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 546.
  8. ^ Motta 1960, Vol. 2 - pag. 233.
  9. ^ a b Strasburger 2007, pag. 814.
  10. ^ Pasqua et al 2015, pag. 467.
  11. ^ a b World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 10 settembre 2020.
  12. ^ Kellogg 2015, pag. 28.
  13. ^ Kellogg 2015, pag. 73.
  14. ^ Conti et al. 2005, pag. 60
  15. ^ a b c d Aeschimann et al. 2004, Vol. 2 - pag. 940
  16. ^ PeerJ 2018, pag. 22.
  17. ^ Soreng et al. 2007, pag 440.
  18. ^ Saarela et al.2017.
  19. ^ Peng et al. 2018, pag. 4.
  20. ^ Tropicos Database, su tropicos.org. URL consultato il 10 settembre 2020.

BibliografiaModifica

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