Battaglia della Collina 3234

Battaglia nella provincia di Paktia in Afghanistan durante l'invasione sovietica nel 1988
Battaglia della Collina 3234
parte dell'invasione sovietica dell'Afghanistan
Data7-8 gennaio 1988
LuogoPaktia, Afghanistan
EsitoVittoria sovietica
Schieramenti
Flag of the Soviet Union (1923-1955).svg Unione SovieticaFlag of Jihad.svg Mujaheddin
Con il supporto di:
Flag of Pakistan.svg Pakistan
Comandanti
Effettivi
39 paracadutisticirca 250 combattenti
Perdite
6 morti
28 feriti
oltre 200 tra morti e feriti (secondo stime sovietiche)
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La battaglia della Collina 3234 (nell'ambito dell'Operazione Magistral) ebbe luogo nella provincia di Paktia tra il 7 e l'8 gennaio 1988 durante l'invasione sovietica dell'Afghanistan, ad opera della 9ª Compagnia appartenente al 345º Reggimento Guardie Indipendenti Aviotrasportate. Due dei soldati caduti, il sergente Vjačeslav Aleksandrovič Aleksandrov e il soldato Andrej Aleksandrovič Mel'nikov, sono stati decorati con l'onorificenza di Eroe dell'Unione Sovietica. In seguito, tutti i paracadutisti della compagnia, per questa battaglia, hanno ricevuto l'Ordine della Bandiera rossa e l'Ordine della Stella rossa.

BackgroundModifica

Nel novembre 1987 la 40ª Armata avviò l'Operazione Magistral al fine di mettere in sicurezza la strada che collega Gardez a Khowst, sotto assedio, per consentire ai convogli di rifornire la città raggiungendola in sicurezza. Alcune ricognizioni aeree identificarono capisaldi ribelli lungo tutta la strada equipaggiati con BM-21, mortai, cannoni senza rinculo e mitragliatrici pesanti. Uno dei punti che permetteva di avete il controllo di una notevole area era un rilievo senza nome rinominato Collina 3234 a causa della sua altezza di 3 234 m. Il reparto destinato a catturare e mantenere questa posizione era la 9ª Compagnia del 345º Reggimento Indipendente Guardie Aviotrasportate.

BattagliaModifica

Il 7 gennaio 1988 i 39 membri della 9ª Compagnia vennero elitrasportati sulla collina e iniziarono a costruire fortificazioni e a mettere in sicurezza l'ambiente dell'operazione; intorno alle 15:00 le posizioni da poco occupate vennero fatte bersaglio di colpi di mortaio sparati dai Mujaheddin, a cui i sovietici risposero con fuoco di artiglieria. Durante il bombardamento si registrò la prima vittima sovietica, l'operatore radio caporale Andrey Alexandrovich Fedotov. Alle 15:30 venne respinto un primo attacco, seguito da un secondo alle 16:30 dallo stesso esito; i due attacchi causarono 2 morti nella 9ª Compagnia e circa 15 morti e 30 feriti tra i Mujaheddin. Intorno alle 23:10, durante un attacco notturno lanciato da tre direzioni, i ribelli riuscirono a penetrare nelle postazioni sovietiche ma vennero respinti. L'ultimo attacco venne lanciato alle 3 dell'8 gennaio; quando i difensori erano ormai a corto di munizioni vennero raggiunti da un plotone in ricognizione che permise ai sovietici rimasti di lanciare un contrattacco che causò la ritirata dei Mujaheddin.[1]

Durante tutta la battaglia la compagnia poté contare sul supporto dell'artiglieria, fornito da obici D-30 e da 2S3 Akatsiya, coordinato dal tenente Ivan Pavlovich Babenko.

Nel complesso la 9ª Compagnia respinse 12 attacchi nel giro di 12 ore, di cui 9 concentrati tra le 20 e le 3; tra i difensori si registrarono 6 morti e 28 feriti, di cui 9 in maniera grave. Le perdite esatte subite dai Mujaheddin sono sconosciute: è stimato che alla battaglia abbiano partecipato tra 200 e 300 ribelli e che di questi almeno 200 siano stati uccisi o feriti.[2]

Da alcune ispezioni sui corpi di ribelli uccisi e dalle loro uniformi nere a strisce rosse e bianche emerse che quella che era stata respinta era una forza organizzata di ribelli addestrati in Pakistan; la presenza sul campo di battaglia di mercenari pakistani è altresì stata ipotizzata.[3]

Membri della 9ª CompagniaModifica

 
Cerimonia di decorazione per gli uomini della 9ª Compagnia

Due dei soldati caduti, il sergente giovane Vjačeslav Aleksandrovič Aleksandrov e il soldato Andrej Aleksandrovič Mel'nikov, sono stati decorati con l'Eroe dell'Unione Sovietica. In seguito, tutti i paracadutisti sopravvissuti hanno ricevuto l'Ordine della Bandiera rossa e l'Ordine della Stella rossa.

Ufficiali e sottufficialiModifica

  1. Tenente anziano Sergey Borisovich Tkachyov, vicecomandante della 9ª Compagnia
  2. Tenente anziano Viktor Yuryevich Gagarin, comandante del 1º Plotone
  3. Tenente anziano Ivan Pavlovich Babenko, comandante della squadra di osservazione dell'artiglieria
  4. Tenente anziano Sergey Vladimirovich Rozhkov, comandante del 2º Plotone
  5. Tenente anziano Vitaly Vasilyevich Motruk, vicecomandante della 9ª Compagnia
  6. Praporščik Vasily Kozlov, sottufficiale della 9ª Compagnia

Soldati e sergentiModifica

  1. Sergente giovane Vjačeslav Aleksandrovič Aleksandrov, comandante mitragliere di una squadra di mitragliatrici. Fu ucciso durante il primo attacco mentre era intento a coprire gli uomini del 1º Plotone
  2. Soldato Andrej Aleksandrovič Mel'nikov, mitragliere ucciso in combattimento
  3. Soldato Sergey Bobko, infermiere della 9ª Compagnia
  4. Sergente Sergey Borisov, fuciliere ferito in combattimento
  5. Soldato Vladimir Borisov, ferito in combattimento
  6. Sergente anziano Vladimir Verigin
  7. Soldato Andrey Dyomin
  8. Soldato Rustam Karimov
  9. Soldato Arkadiy Kopyrin, fuciliere di una squadra di mitragliatrici NSV della 9ª Compagnia
  10. Sergente giovane Vladimir Olegovich Kriptoshenko, fuciliere ucciso da una granata
  11. Soldato Anatoly Yuryevich Kuznezov, fuciliere ucciso in combattimento
  12. Soldato Andrey Kuznezov
  13. Soldato Sergey Korovin
  14. Soldato Sergey Lash
  15. Soldato Zurab Menteshashvili, fuciliere
  16. Soldato Nurmatdzhon Nimanovich Muradov, cecchino
  17. Soldato Andrey Medvedev, osservatore d'artiglieria
  18. Soldato Nikolay Ognev, fuciliere ferito in combattimento
  19. Soldato Sergey Ob'edkov, fuciliere di una squadra di mitragliatrici NSV della 9ª Compagnia
  20. Soldato Viktor Predelsky
  21. Soldato Sergey Puzhaev
  22. Soldato Yuri Salamaha
  23. Soldato Yuri Safronov
  24. Soldato Nikolay Suhoguzov
  25. Soldato Igor Tichonenko, fuciliere
  26. Soldato Pavel Trutnev, ferito in combattimento
  27. Soldato Vladimir Shchigolev, fuciliere
  28. Caporale Andrey Alexandrovich Fedotov, operatore radio della squadra di osservazione dell'artiglieria, ucciso durante il bombardamento iniziale da razzo RPG-7 mentre si trovava su un albero. La sua stazione radio distrutta è tutt'oggi conservata nel Museo Centrale delle Forze Armate a Mosca.
  29. Soldato Andrey Fedorenko
  30. Soldato Nikolay Fadin
  31. Sergente giovane Andrey Nikolaevich Zvetkov, mitragliere ucciso in combattimento
  32. Soldato Evgeny Yazuk
  33. Soldato Ruslan Bezborodov

Nella cultura di massaModifica

  • Il film russo del 2005 9ª Compagnia (9 рота) è incentrato sui fatti della battaglia della Collina 3234.
  • La canzone Hill 3234 della band power metal svedese Sabaton, contenuta nell'album The Last Stand, racconta della battaglia dal punto di vista sovietico.[4]

NoteModifica

  1. ^ (EN) Ruslan Budnik, Isolated and Outnumbered: The Desperate Battle for Hill 3234 in Afghanistan, su WAR HISTORY ONLINE, 29 luglio 2018. URL consultato il 20 febbraio 2021.
  2. ^ (EN) Nikola Budanovic, After 39 Soviet Commandoes Took Hill 3234 In Afghanistan, Not Even Hundreds Of Mujahedeen Could Dislodge Them, su WAR HISTORY ONLINE, 22 giugno 2016. URL consultato il 20 febbraio 2021.
  3. ^ (EN) Daily Report: Soviet Union, The Service, 1988-05. URL consultato il 20 febbraio 2021.
  4. ^ (EN) The Battle for Hill 3234, su Sabaton Official Website. URL consultato il 20 febbraio 2021.

BibliografiaModifica

  • Ufficio storico dello Stato Maggiore russo, The Soviet-Afghan War, traduzione di Lester W. Grau e Michael A. Gress, University Press of Kansas, 2002, ISBN 0-7006-1185-1 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2013).
  • Rodric Braithwaite, Afgantsy: The Russians in Afghanistan 1979-89, Oxford University Press, 6 settembre 2011, ISBN 978-0-19-991151-6.

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