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Buton
StatoItalia Italia
Fondazione1820 a Bologna
Fondata daJean Bouton
Sede principaleBologna
GruppoMontenegro S.r.l.
Persone chiaveAchille Sassoli de Bianchi
SettoreAlimentare
Prodottibevande alcoliche

Buton (già Distilleria Giovanni Buton) è un'azienda italiana produttrice di distillati fondata a Bologna nel 1820.[1] Il suo prodotto più noto è il distillato Vecchia Romagna; negli anni novanta del XX secolo controllava il trenta percento del mercato italiano dei brandy.[2]

StoriaModifica

Jean Bouton, erede di una famiglia di distillatori proveniente dalla regione francese della Charente, nel 1820 fondò a Bologna la “Distilleria Giovanni Buton” italianizzando il proprio nome. La zona venne scelta per le caratteristiche geologiche e fisiche simili a quelle della Charente al fine di produrre un distillato dalle caratteristiche simili a quelli prodotti in patria e, a tal scopo, venne scelto un vitigno Trebbiano bianco; inoltre venne avviata la produzione anche di liquori come la Crema Cacao, l'Amaro Felsina e la Coca Buton. Il successo arrise alla nuova attività e, a un’Esposizione universale di Parigi lo stand Buton ottiene come riconoscimento il Gran Prix con medaglia d’oro.[1]

L'azienda venne ereditata nel 1939 dal conte Achille Sassoli de Bianchi dalla consorte Maria Rovinazzi, il quale rinominò il distillato di uve trebbiane come Vecchia Romagna imbottigliato in una riconoscibile bottiglia triangolare che divenne nel tempo una delle sue caratteristiche più distintive[1][3] che nel primo dopoguerra ebbe grande successo presso i soldati americani di stanza a Bologna. Negli anni sessanta, grazie anche a una efficace campagna pubblicitaria che avrà come testimonial l'attore Gino Cervi.[3] A seguito di un periodo di crisi negli anni ottanta, l'azienda venne venduta alla multinazionale Grand Metropolitan nel 1993 che poi diverrà noto come Diageo dopo aver già rilevato dalla famiglia Sassoli dè Bianchi una prima quota minoritaria della Buton l'anno precedente.[2][4] Nel 1999 la famiglia Seragnoli, proprietaria anche della Montenegro, acquisì dalla multinazionale Diageo la proprietà dell'azienda e del marchio.[3][4] Il processo produttivo venne poi spostato nell'attigua cittadina di San Lazzaro dove una vasta area venne destinata alla produzione e all'invecchiamento del distillato.[1]

NoteModifica

  1. ^ a b c d Vecchia Romagna, su www.vecchiaromagna.it. URL consultato il 13 marzo 2018.
  2. ^ a b BUTON: CONTINUEREMO A BERE LA VECCHIA ROMAGNA, su www1.adnkronos.com. URL consultato il 13 marzo 2018.
  3. ^ a b c Biblioteca Salaborsa, homepage, su Biblioteca salaborsa. URL consultato il 13 marzo 2018.
  4. ^ a b Vecchia Romagna etichetta italiana - la Repubblica.it, in Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 13 marzo 2018.