Buton (azienda)

Buton
StatoItalia Italia
Fondazione1820 a Bologna
Fondata daJean Bouton
Sede principaleBologna
GruppoMontenegro S.r.l.
Persone chiaveMarch. Filippo Sassoli de'Bianchi

Conte Achille Sassoli de' Bianchi, Conte Bernardino Sassoli de'Bianchi, Conte Paolo Sassoli de'Bianchi, Conte Felice Sassoli de'Bianchi

SettoreAlimentare
Prodottibevande alcoliche

Buton (già Distilleria Giovanni Buton) è un'azienda italiana produttrice di distillati fondata a Bologna nel 1820.[1] Il suo prodotto più noto è il distillato Vecchia Romagna; negli anni novanta del XX secolo controllava il trenta per cento del mercato italiano dei brandy.[2]

pubblictà Vecchia Romagna
Etichetta Coca Buton
Marcello Dudovich, pubblicità Buton

StoriaModifica

Jean Bouton, reduce napoleonico ed erede di una famiglia di distillatori proveniente dalla regione francese della Charente, fondò nel 1820 a Bologna la “Distilleria Giovanni Buton” italianizzando il proprio nome. La zona venne scelta per le caratteristiche geologiche e fisiche simili a quelle della Charente al fine di produrre un distillato dalle caratteristiche simili a quelli prodotti in patria e, a tal scopo, venne scelto un vitigno di Trebbiano bianco; passata la distilleria all'imprenditore Giacomo Rovinazzi, e rifondata alla fine dell'Ottocento dal marchese Filippo Sassoli dé Bianchi, la distilleria Buton venne avviata la produzione anche di liquori come la Crema Cacao, l'Amaro Felsina, il Cogna Buton e la Coca Buton. L'azienda partecipa con successo nel 1900 a Parigi all'Esposizione Universale con uno stand in stile liberty, opera di Ermete Maccaferri, che ottenne come riconoscimento il Gran Prix con medaglia d’oro.[1]

Nel 1939 l'azienda guidata dal conte Achille Sassoli de'Bianchi (affiancato nel corso degli anni dai fratelli Bernardino, Paolo e Felice) lancia il prodotto che farà della Buton l'azienda italiana leader per i liquori: il brandy Vecchia Romagna, per il quale venne ideata la riconoscibile bottiglia triangolare che divenne nel tempo una delle sue caratteristiche più distintive[1][3]. Negli anni sessanta, grazie anche a una efficace campagna pubblicitaria (celebri quelle televisive su Carosello) con testimonial gli attori Gino Cervi e Fernandel, il prodotto conobbe un enorme successo.[3] Al brandy Vecchia Romagna vennero affiancati altri liquori di fama come l'amaro Petrus Boonekamp e l'aperitivo Rosso Antico per il quale Salvador Dalì realizzò tre versioni della bottiglia in edizione limitata.

Attiva nel mondo intero e da sempre con sede a Bologna e a Parigi, Buton aprì dagli anni '70 varie suddivisioni dell'azienda oltre a quelle europee, sempre seguite dalla famiglia Sassoli de'Bianchi; negli Stati Uniti, in alcuni paesi africani, e soprattutto in Australia. Negli anni '80 in un periodo di crisi nelle vendite del Rosso Antico, ma ancora di successo per il brandy Vecchia Romagna (che deteneva il 30 per cento del suo mercato), Buton venne venduta alla multinazionale Grand Metropolitan nel 1993 che poi diverrà nota come Diageo dopo aver già rilevato dalla famiglia Sassoli de' Bianchi una prima quota minoritaria della Buton l'anno precedente.[2][4] Nel 1999 la famiglia Seragnoli, proprietaria anche della Montenegro, acquisì dalla multinazionale Diageo la proprietà dell'azienda e del marchio.[3][4] Il processo produttivo venne poi spostato nell'attigua cittadina di San Lazzaro dove una vasta area venne destinata alla produzione e all'invecchiamento del distillato.[1]

NoteModifica

  1. ^ a b c d Vecchia Romagna, su www.vecchiaromagna.it. URL consultato il 13 marzo 2018.
  2. ^ a b BUTON: CONTINUEREMO A BERE LA VECCHIA ROMAGNA, su www1.adnkronos.com. URL consultato il 13 marzo 2018.
  3. ^ a b c Biblioteca Salaborsa, homepage, su Biblioteca salaborsa. URL consultato il 13 marzo 2018.
  4. ^ a b Vecchia Romagna etichetta italiana - la Repubblica.it, in Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 13 marzo 2018.