Ozzano dell'Emilia

comune italiano
Ozzano dell'Emilia
comune
Ozzano dell'Emilia – Stemma Ozzano dell'Emilia – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Città metropolitanaCittà metropolitana di Bologna - Stemma.svg Bologna
Amministrazione
SindacoLuca Lelli (Progetto Ozzano, centro-sinistra) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate44°27′N 11°29′E / 44.45°N 11.483333°E44.45; 11.483333 (Ozzano dell'Emilia)Coordinate: 44°27′N 11°29′E / 44.45°N 11.483333°E44.45; 11.483333 (Ozzano dell'Emilia)
Altitudine67 m s.l.m.
Superficie64,95 km²
Abitanti13 804[1] (31-3-2018)
Densità212,53 ab./km²
FrazioniCiagnano, Le Armi, Maggio, Mercatale, La Noce, Osteria Nuova, Ponte Rizzoli, Quaderna, San Pietro, Sant'Andrea, Settefonti, Tolara
Comuni confinantiBudrio, Castel San Pietro Terme, Castenaso, Medicina, Monterenzio, Pianoro, San Lazzaro di Savena
Altre informazioni
Cod. postale8604
Prefisso051
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT037046
Cod. catastaleG205
TargaBO
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantiOzzanesi
PatronoSan Cristoforo
Giorno festivo25 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ozzano dell'Emilia
Ozzano dell'Emilia
Ozzano dell'Emilia – Mappa
Posizione del comune di Ozzano dell'Emilia nella città metropolitana di Bologna
Sito istituzionale

Ozzano dell'Emilia (Uzän in dialetto bolognese orientale[2][3]) è un comune italiano di 13 804 abitanti[1] della città metropolitana di Bologna, in Emilia-Romagna.

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Il territorio ozzanese attualmente si sviluppa su una superficie di 64,94 chilometri quadrati, assumendo la forma caratteristica di un rettangolo lungo e stretto, la cui altezza è di 67 metri. Nel 1880 invece, la superficie dell'intero comune di Ozzano era pari a 62,44 chilometri quadrati, dei quali 52,44 coltivati, 3,50 destinati a bosco e 6,50 incolti. Il territorio del comune è interessato dal Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa.

ClimaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Ozzano Settefonti.

Ozzano dell'Emilia presenta un clima continentale. Gli inverni sono freddi e non mancano le precipitazioni nevose, le estati calde e a volte afose a causa dell'umidità dell'aria. Le mezze stagioni sono miti. Il canale di arie dei colli appenninici che coprono il territorio a sud del comune convoglia una particolare mitezza sul paese.

StoriaModifica

 
Strutture abitative e produttive romane a Claterna.

Il primo esempio di urbanizzazione sul territorio di Ozzano è dato dalla città romana di Claterna, risalente al II secolo a.C.[6]

Le operazioni di riassetto amministrativo del 1805 portate avanti dalle classi dirigenti del napoleonico Regno d'Italia inserirono il Comune di Ozzano nel Cantone di Castel San Pietro, all'interno del Distretto di Imola del Dipartimento del Reno. Il territorio del Comune allora istituito risultava diviso tra Ozzano di Sopra, al quale era aggregata Varignana di Sopra, e Ozzano di Sotto, al quale era aggregata Varignana di Sotto.[7]

 
Stemma sul Palazzo municipale

Nel 1810, Ozzano di Sopra era inserito nel "Cantone e Distretto di Bologna" ed aggregava intorno a sé le località di Ciagnano, San Cristoforo, Massa delle Rapi, Ozzano di Sotto e Settefonti con Monte Armato.[7]

Con la restaurazione del dominio pontificio, Ozzano di Sopra divenne, all'interno del Governo e della Legazione di Bologna, una comunità (comprendente Ciagnano, Monte Armato e Settefonti) soggetta alla Podesteria di San Lazzaro. A sua volta comprendeva come appodiato Ozzano di Sotto (il cui territorio includeva le località di Massa delle Rapi e San Cristoforo). Con il R.D. 16 ottobre 1862, n. 923, il Comune ha mutato la propria denominazione da "Ozzano" a "Ozzano dell'Emilia".

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[8]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
Il palazzo municipale di Ozzano

Le chieseModifica

Chiesa di Sant'Ambrogio (sussidiale)Modifica

Realizzazione moderna (1995) costruita sul viale 2 giugno, la chiesa è stata dedicata al santo milanese ed è stata consacrata il 12 ottobre 1997 dal Cardinale Giacomo Biffi.

Tra i particolari di rilievo, la volta realizzata in legno lamellare (abete rosso dell'Europa centro-settentrionale).

Chiesa di Sant'AndreaModifica

Il documento più antico tra quelli ad oggi sopravvissuti, a menzionare questa chiesa, è un atto di donazione dell'anno 1077. A quel tempo il luogo, oggi genericamente indicato come Sant'Andrea di Ozzano, era detto "massa Basiliano" (termine di chiara provenienza romana). La parrocchia in quegli anni era assoggettata alla pieve di San Giovanni in Toracciano, poi detta di Pastino.

Fino al 1149 la chiesa di Sant'Andrea appartenne ai monaci camaldolesi dell'Abbazia di San Michele Arcangelo di Castel de' Britti; poi, per volontà del Vescovo di Bologna, Gerardo, la chiesa passò in possesso delle monache del medesimo ordine, del Monastero di Santa Cristina di Stifonte.

Nel 1158, causa slavine del terreno che avevano minato l'integrità del Convento di Stifonte, le suore si trasferirono nel caseggiato annesso alla chiesa di Sant'Andrea e da qui, nel 1245, in quello di Santa Cristina della Fondazza di Bologna, loro casa madre. La chiesa però, retta da un cappellano, continuò ugualmente ad officiare e ad avere "cura di anime", come parrocchia.

Con la beatificazione della consorella Lucia, vissuta nella seconda metà del XII secolo ed alla quale si attribuisce il miracolo del cavaliere crociato strappato dalle sofferenze della prigionia in Terra Santa, le monache camaldolesi, che già dal 1508 si erano viste autorizzare il culto pubblico per la Beata Lucia, nel 1573 ottennero altresì il consenso di traslare le sacre ossa dalla decadente chiesina di Santa Lucia di Settefonti a quelle di Sant'Andrea e Santa Cristina della Fondazza, dove ancora oggi sono custodite in urne collocate sopra ad altari costruiti in suo onore[9][10].

Chiesa di San Cristoforo e San CarloModifica

Costruita in gran parte col contributo del conte Carlo Grati ed originariamente dedicata al solo San Carlo, fu benedetta, pur non ancora consacrata, il 4 novembre 1642[11] dall'Arciprete della Pieve di San Pietro di Ozzano, don Giulio Boschi. Successivamente venne ad essa trasferito il titolo della chiesa di San Cristoforo, ormai cadente. Detto trasferimento si completa nel 1666 circa, con l'aggiunta della cappella centrale.

L'attuale facciata della chiesa è dovuta a modifiche apportate nel 1924 dall'architetto G. Rivani; la precedente versione era del tipo detto toscano a due ordini di colonne, con un timpano semicircolare. La costruzione così come è oggi vede quasi scomparire le colonne ed il timpano è triangolare, mentre il campanile ha mantenuto la forma a cupola.

L'interno della chiesa è di ordine ionico.

Chiesa di Santa Maria della QuadernaModifica

Della sua esistenza se ne ha menzione intorno al 1365 circa. Nello schizzo eseguito da un anonimo al seguito del Cardinale Paleotti durante le visite pastorali eseguite nel 1578, la chiesa appare non solo con forme molto diverse da quelle odierne, ma al tempo stesso con caratteristiche simili a quelle di un tempietto romano a cui è annesso un altro fabbricato trasversale, dotato di tetto a lunga falda e campanile a vela. Il campanile attuale fu costruito sul finire del Seicento. Le ultime modifiche che hanno trasformato struttura ed architettura dell'edificio in quelle che possiamo vedere ancora oggi risalgono ai primi anni dell'Ottocento.

All'interno della chiesa si trovano l'altare maggiore, sopra al quale si può ammirare una splendida Natività della Madonna del pittore Orazio Samacchini, nonché quattro cappelle i cui altari sono invece intitolati alla Beata Vergine del Carmine, alla Beata Vergine di San Luca, alla Beata Vergine del Rosario ed alla Visitazione della Madonna.

VilleModifica

  • Villa Gandino, o Villa Malvezzi, risale alla metà del XVI secolo.
  • Casa dove abitò Luigi Galvani e fece i primi esperimenti.[12]. La casa è situata nella omonima via al civico 77.
    Sull'edificio sono visibili un Medaglione raffigurante Galvani e due targhe.[13] Alle spalle di questa abitazione con ampio giardino si trova il Rio Marzano, un tempo ben più copioso di oggi, che gli forniva le rane di cui si serviva per i suoi studi.[14][15]

CulturaModifica

L'offerta culturale è deputata alla biblioteca comunale ed alle varie associazioni operanti a livello locale.

Musei e bibliotecheModifica

Museo di Anatomia Patologica e Teratologia VeterinariaModifica

Via Tolara di Sopra, 30

Il Museo ospita più di 4 300 preparati. Molto interessanti sono i disegni a colori e soprattutto le plastiche (modelli) in gesso, creta e cera, riproducenti reperti patologici in modo fedele sia nelle dimensioni che nei colori. Tra questi spiccano i modelli in cera realizzati nella seconda metà del XIX secolo dal ceroplasta Cesare Bettini. Interessante per numero e rarità è la collezione di scheletri di animali con mostruosità: la raccolta di patologie articolari è visitata ancora oggi con interesse da cultori dell'artrologia umana e comparata. La collezione del Museo ha una valenza storico-artistica (le plastiche a colori sono uniche nel loro genere in patologia veterinaria e molte testimoniano entità morbose scomparse, come la pleuropolmonite contagiosa bovina) ma anche una valenza didattica, in quanto numerose patologie attuali sono utili per dimostrazioni agli studenti. Il Museo fa parte del centro di servizio autonomo dell'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna denominato Sistema Museale d'Ateneo.[16]

Museo Archeologico RomanoModifica

Piazza Allende, 18

Ospitato nello stesso edificio ove ha sede la biblioteca comunale, il museo contiene reperti rinvenuti nel corso dei recenti scavi della città romana-altomedievale di Claterna, corredati da interessanti cartelloni e proiezioni. Il museo è attualmente di piccole dimensioni, ma rappresenta una prima fase del lavoro svolto finora, giacché gli scavi non sono ancora del tutto completati ed altri reperti potrebbero venire alla luce.

Biblioteca "8 marzo 1908"Modifica

La Biblioteca ozzanese nasce all'inizio degli anni settanta su sollecitazione di un gruppo di cittadini ed in una fase di profonda crescita sociale ed economica, determinata dall'insediarsi di numerose piccole e medie imprese ben presenti e radicate ancora oggi sul territorio ozzanese.

Si forma così un comitato promotore che nel 1978 ottiene degli spazi dall'amministrazione comunale, creando il primo nucleo della biblioteca nell'ambito del Consorzio Provinciale di Pubblica Lettura. Successivamente, nei primi anni novanta, avviene la vera svolta quando il Comune di Ozzano, prima Amministrazione della provincia, decide di trasformare questo servizio in istituzione, cioè in un ente dotato di una fortissima autonomia relativamente alle attività bibliotecarie e culturali ma, soprattutto, proiettato in modo dinamico e paritetico nel rapporto con altri enti pubblici ed economici: università, fondazioni, aziende.

Nel 1998 tale trasformazione gestionale e amministrativa trova la sua realizzazione concreta nell'edificazione nella attuale nuova sede di Piazza Allende: nella piazza centrale del paese, con oltre 2 000 m2 di superficie, con all'interno: la grande sala conferenze (Sala Città di Claterna) punto di riferimento dell'intera collettività, il Museo Archeologico di Claterna, l'Archivio Storico, spazi laboratoriali e corsuali.

UniversitàModifica

 
La sede di Veterinaria della Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria dell'Università di Bologna
 Lo stesso argomento in dettaglio: Università di Bologna.

Ad Ozzano dell'Emilia è presente la Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Bologna, sita in via Tolara di Sopra, 50.

EconomiaModifica

IndustriaModifica

Infrastrutture e trasportiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Aviosuperficie Guglielmo Zamboni.

La principale infrastruttura viaria di Ozzano è rappresentata dalla Via Emilia; su di essa sono svolte autocorse in servizio di trasporto pubblico a cura della società TPER.

Dal 1885 al 1935 Ozzano disponeva di una stazione della tranvia Bologna-Imola la quale svolgeva da un servizio con trazione a vapore gestito dalla Società Veneta.

La città è inoltre servita dalla fermata ferroviaria di Ozzano, posta lungo la linea Bologna-Ancona, nella quale osservano fermata i servizi regionali svolti da TPER e Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la regione Emilia-Romagna.

SportModifica

PallacanestroModifica

I New Flying Balls Ozzano, abbreviato in Flying Balls, sono la principale squadra sportiva del paese. Quest’anno parteciperanno al campionato sportivo Serie B di pallacanestro.[18]

AmministrazioneModifica

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
26 giugno 1985 13 giugno 1990 Italo Freda Partito Comunista Italiano Sindaco [19]
13 giugno 1990 24 aprile 1995 Italo Freda PCI, PDS Sindaco [19]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Valter Conti Partito Democratico della Sinistra Sindaco [19]
15 giugno 1999 14 giugno 2004 Valter Conti lista civica Sindaco [19]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Loretta Masotti lista civica Sindaco [19]
8 giugno 2009 27 maggio 2014 Loretta Masotti lista civica Sindaco [19]
11 giugno 2014 in carica Luca Lelli lista civica: progetto ozzano Sindaco [19]

GemellaggiModifica

  Staffanstorp
Ozzano dell'Emilia dal 2003 è gemellato con la cittadina svedese di Staffanstorp. Perché la Svezia?
Il 21 giugno 2003 in Sala Città di Claterna, in virtù dei rapporti commerciali /industriali delle aziende delle due cittadine, l'Amministrazione Comunale diede vita al gemellaggio istituzionale tra i Comuni di Ozzano Emilia e di Staffanstorp (Svezia, regione della Skania), ufficializzando un rapporto che era iniziato nel 1999 come semplice scambio culturale. Da allora le relazioni si sono intensificate con scambi, visite e un progetto culturale finanziato dalla UE (progetto "VIROM"[20]) che ha permesso di mettere in relazione in primis i rispettivi siti archeologici (Claterna e Uppåkra) per poi aprire la strada a relazioni, incontri, scambi in altri ambiti: visite alle rispettive aziende del settore automazione/packaging, incontri tra il personale docente italo-svedese, gruppi sportivi e culturali in delegazione, ecc.). Tuttavia, negli ultimi anni si è pervenuti ad una fase di stasi dovuta anche alle minori possibilità economiche da parte italiana, rendendo pertanto necessario ripensare la relazione e innovandone i contenuti. In effetti, a differenza di molti gemellaggi "classici" (quelli per intenderci nati negli anni '60 e '70 che si riferivano alla diffusione di politiche di pace e di fraternità tra i popoli), quello svedese-ozzanese nasce, da subito, con un taglio più dinamico legato da una parte al mondo della produzione e dell'educazione, nella consapevolezza che un sistema scolastico efficiente produce un altrettanto valido tessuto socio-economico per il futuro. Tuttavia, per non scadere nel mero "efficientismo produttivo" va anche detto che questi confini vennero da subito letti in chiave non restrittiva e già nei primi tempi alle delegazioni di politici, imprenditori ed insegnanti la comunità ozzanese si presentò in tutti i suoi aspetti: aggregativo (feste e sagre di paese), culturale (rassegne in loco e spettacoli teatrali anche in inglese portate in Svezia), sportive (tornei in loco e gruppi amatoriali di ciclisti alla scoperta dei dintorni di Staffanstorp).
Il 9 e 10 marzo 2017 il Comune di Staffanstorp ha ricevuto la visita di una delegazione del nostro Comune. Lo scopo principale della visita era quello di esaminare le possibilità di scambi culturali e sportivi tra le città. Il 9 marzo si è dato vita al programma di scambio tra associazioni. Tre giovani da Ozzano hanno giocato alcune partite di tennis contro quattro giovani dello Staffanstorp Tennis club. Sono state create amicizie tra i giovani e gli allenatori dello Sport Club Ozzano, infatti i "colleghi" dello Staffanstorp tennis club sono stati invitati a ricambiare la visita in Italia entro quest'anno.[21]

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2018.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 464.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2006, p. 547.
  4. ^ Ozzano dell'Emilia - Classificazione sismica e climatica, su tuttitalia.it. URL consultato il 17 aprile 2020 (archiviato il 23 giugno 2017).
  5. ^ Rischio sismico di Ozzano dell'Emilia, su tuttitalia.it. URL consultato il 17 aprile 2020 (archiviato il 19 luglio 2017).
  6. ^ La città di Claterna, su www.archeobologna.beniculturali.it. URL consultato il 12 settembre 2019 (archiviato il 12 settembre 2017).
  7. ^ a b Città metropolitana di Bologna - Archivio storico comunale di Anzola dell'Emilia, su Biblioteca Comunale Ozzano dell'Emilia. URL consultato il 4 maggio 2020 (archiviato il 4 maggio 2020).
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Ines Curzio, I calanchi della Beata Lucia da Settefonti, su instoria.it, giugno 2010. URL consultato il 7 novembre 2019 (archiviato l'8 novembre 2019).
  10. ^ Beata Lucia da Settefonti, su TurismoReligioso.eu. URL consultato il 7 novembre 2019 (archiviato l'8 novembre 2019).
  11. ^ Orme del passato Sentieri del futuro (PDF), su http://amsacta.unibo.it, p. 11. URL consultato il 4 maggio 2020 (archiviato il 25 febbraio 2020).
    «Si sa per certo che fu attiva per il culto dei fedeli fino al 1642, anno in cui venne benedetta la chiesa nuova dedicata a San Carlo Borromeo, fatta costruire dal bolognese conte Carlo Grati devoto del santo milanese».
  12. ^ Luigi Galvani, su Comune di Ozzano dell'Emilia. URL consultato il 17 aprile 2020 (archiviato il 17 aprile 2020).
    «Originaria di Argenta, la famiglia Galvani giunse a Bologna nel 1482. È accertato che [lo scienziato] fece le sue prime scoperte nella dimora ozzanese a lui dedicata».
  13. ^ Giuliano Serra e Adriano Vason, Cà Luigi Galvani, in Borghi & parrocchie ozzanesi: fra memorie storiche, tradizioni e costumanze-cronache e documenti su uomini e fatti fino al XIX secolo, Ozzano dell'Emilia, Tipoarte s.r.l., 1991, p. 128.
    «Trascrizione delle due targhe:
    "Questa villa è gloriosa/ d'aver avuto a suo signore/ Luigi Galvani/ che negli anni 1787 e 1788/ vi operò molti esperimenti/ di elettricità animale/ Il prof. Don Vincenzo Mignani/ dettò nel 1873"
    "A RICORDO DELLE SOLENNI ONORANZE TRIBUTATE NE 1937/ A LUIGI GALVANI/ NEL SECONDO CENTENARIO DELLA NASCITA/ CON LA PARTECIPAZIONE DI TUTTO IL MONDO DELLA SCIENZA/ IL PROPRIETARIO DI QUESTA VILLA COMM. LUIGI ZECCHINI DEDICAVA"
    Nello stesso anno inoltre sempre il comm. Zecchini fece affiggere anche un medaglione in bassorilievo raffigurante un busto di Luigi Galvani con le parole: <<ALOISIUS GALVANUS>>»
    .
    Visualizzazione su Google maps delle due targhe e medaglione in via Galvani, 77 Ozzano dell'Emilia, su Google. URL consultato il 18 aprile 2020 (archiviato il 18 aprile 2020).
  14. ^ Giuliano Serra, Strade e case di Ozzano dell'Emilia, Bacchilega Editore, 1999. URL consultato il 17 aprile 2020 (archiviato il 17 aprile 2020).
  15. ^ II centenario della nascita di L. Galvani 1937, su ARCHIVIO STORICO UNIVERSITÀ DI BOLOGNA, ALMA MATER STUDIORUM - Università di Bologna. URL consultato il 17 aprile 2020 (archiviato il 17 aprile 2020).
  16. ^ Museo di Anatomia Patologica e Teratologia Veterinaria Alessandrini-Ercolani (PDF), su Ozzano dell'Emilia, SBAM - SistemaBibliotecheArchiviMusei Provincia di Bologna. URL consultato il 4 maggio 2020 (archiviato il 4 maggio 2020).
  17. ^ FATRO S.p.A. - Industria Farmaceutica Veterinaria, su fatro.it. URL consultato il 18 aprile 2020 (archiviato il 18 aprile 2020).
  18. ^ Categoria: New Flying Balls Ozzano, su Bolognabasket. URL consultato il 4 maggio 2020 (archiviato il 23 aprile 2020).
  19. ^ a b c d e f g Copia archiviata, su amministratori.interno.it. URL consultato il 10 maggio 2015 (archiviato il 7 gennaio 2017).
  20. ^ (EN) VIROM the life of and contacts between Europeans in the first millennium AD., su VIROM. URL consultato il 4 maggio 2020 (archiviato il 20 febbraio 2007).
  21. ^ Gemellaggi: rapporti con Staffanstorp, su Comune di Ozzano dell'Emilia, 16 settembre 2017. URL consultato il 4 maggio 2020 (archiviato il 12 gennaio 2020).

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