Apri il menu principale

Carlotta di Borbone-Montpensier

BiografiaModifica

Era la quarta figlia femmina di Luigi, Duca di Montpensier e Jacqueline de Longwy, contessa di Bar-sur-Seine. I suoi nonni materni erano Giovanni IV di Longwy, barone di Pagny, e Giovanna d'Angoulême, una sorellastra naturale (ma legittimata dal decreto reale del 1501) di Francesco I di Francia.

Sua madre credeva nelle dottrine Riformate e le insegnò segretamente ai suoi figli. Secondo alcuni resoconti, il padre di Carlotta decise di contrastare l'influenza di sua moglie inviando tre delle sue figlie a dei conventi. Carlotta, che allora aveva solo tredici anni, implorò il permesso di stare con sua madre, che morì durante il periodo in cui era in convento[1]. Suo padre, influente nella corte di Caterina de' Medici, la mandò nell'abbazia di Notre-Dame de Jouarre, nei pressi di Meaux, perché fosse cresciuta dalle suore e prendesse i voti da adulta. Quando fu professata come suora all'età di tredici anni, fece una formale protesta scritta[2].

Altre fonti sostengono che Luigi volesse semplicemente evitare di pagare le doti per conservare il patrimonio per il suo unico figlio. Il piano era quello di rinunciare alla sua eredità e succedere a sua zia come badessa, cosa che avvenne nel 1565. Mentre era badessa, Carlotta fu segretamente istruita al calvinismo da un prete dissidente[3].

La giovane Carlotta scioccò sia la sua famiglia che la corte reale fuggendo dal convento nel 1572, annunciando la sua conversione al calvinismo e, su consiglio di Jeanne d'Albret, fuggendo all'elettorato del Palatinato[4][5].

MatrimonioModifica

Il 24 giugno 1575 divenne la terza moglie del principe calvinista Guglielmo I d'Orange al quale diede sei figlie:

Il matrimonio fu molto felice - si dice che sia stato l'unico dei quattro matrimoni di Guglielmo che fu per amore - e l'evidente felicità della coppia portò a un aumentato della popolarità di Guglielmo[6].

MorteModifica

Morì il 5 maggio 1582[7] per stanchezza mentre si prendeva cura di suo marito dopo un attentato. Sebbene Guglielmo fosse esteriormente stoico, si temeva che il suo dolore potesse causare una ricaduta fatale. La morte di Carlotta fu ampiamente pianta.

NoteModifica

  1. ^ Famous Women of the Reformed Church|date=1901 page=103}
  2. ^ Robin, Larsen and Levin, Encyclopedia of Women in the Renaissance: Italy, France, and England, 2007, p. 56.
  3. ^ Wedgwood, C.V. William the Silent, Jonathan Cape, 1944, p. 153
  4. ^ (FR) Pierre Miquel, Les Guerres de religion, Club France Loisirs, 1980. ISBN 978-2-7242-0785-9 , p. 286
  5. ^ Charmarie Blaisdell, ‘Religion, Gender, and Class: Nuns and Authority in Early Modern France’, in Michael Wolfe (ed.), Changing Identities in Early Modern France (London, 1997), pp.147–168, p155
  6. ^ Wedgwood, C.V. William the Silent Phoenix Press 2001 p.152
  7. ^ Wedgwood p. 235

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN70143396 · ISNI (EN0000 0000 1988 6295 · GND (DE134287363 · CERL cnp01142578 · WorldCat Identities (EN70143396