Apri il menu principale
Caterina di Savoia-Vaud
Baronessa del Vaud
Stemma
In carica 13491359
Predecessore Luigi II di Savoia-Vaud
Successore Nessuno, vendita della Baronia al conte Amedeo VI di Savoia
Signora consorte di Milano
In carica 1º ottobre 1330 – 16 agosto 1339
Predecessore Beatrice d'Este
Successore Isabella Fieschi
Nascita 1324
Morte 18 giugno 1388
Dinastia Savoia-Vaud
Padre Luigi II di Savoia-Vaud
Madre Isabella di Châlon
Consorti (1º) Azzone Visconti, signore di Milano
(2º) Raoul II di Brienne, conte di Guînes e di Eu
(3º) Guglielmo I, conte di Namur
Figli da Guglielmo I:
Maria
Guglielmo
Giovanni

Caterina di Savoia-Vaud (132418 giugno 1388), figlia ed unica erede sopravvissuta di Luigi II di Savoia, barone del Vaud, e di Isabella di Châlon, fu baronessa del Vaud dal 1349 al 1359, anno in cui vendette la Baronia al conte Amedeo VI di Savoia e da allora tutti i sovrani sabaudi si fregiarono sempre, tra gli altri, anche del titolo di "Baroni del Vaud".

BiografiaModifica

Caterina si sposò una prima volta il 1º ottobre 1330 con Azzone Visconti signore di Milano, che morì nel 1339 senza lasciare una discendenza maschile.[1] Si sposò una seconda volta nell'ottobre del 1340 con Raoul II di Brienne, conte di Guines e di Eu, Connestabile di Francia, il quale venne sospettato di tradimento e giustiziato 19 novembre 1350 per ordine del re Giovanni II di Francia. Anche da lui Caterina non ebbe figli che sopravvissero.

Nel marzo del 1352 Caterina si sposò per la terza volta con Guglielmo I di Fiandra, margravio di Namur, del quale lei era la seconda moglie. Dal terzo marito ebbe tre figli, passati alla storia[2]:

Erede del VaudModifica

Poiché nel 1339 durante la battaglia di Laupen, era morto suo fratello Giovanni di Savoia-Vaud, il loro padre Luigi II negoziò ed ottenne dal conte Aimone di Savoia un privilegio unico per una femmina sabauda, vale a dire che Caterina potesse ereditare il governo delle terre del padre ed i suoi titoli e trasmetterli ai suoi figli. Aimone probabilmente concesse questo privilegio unico rispetto ai costumi di Casa Savoia (che ordinavano la successione in linea solo maschile) perché ritenne che Caterina, già vedova di Azzone, fosse anche sterile, visto che dopo tanti anni di matrimonio la cugina fino ad allora non aveva mai figliato, perciò si aspettava che alla morte di Caterina stessa il Vaud sarebbe di nuovo tornato tra i domini sabaudi.

Caterina alla morte del padre nel 1349 divenne quindi la Baronessa del Vaud, al cui governo associò i suoi due successivi mariti. Nel 1359 però, indebitata, Caterina vendette al conte Amedeo VI di Savoia ogni suo diritto sul Vaud[3], per una cifra di 160.000 fiorini d'oro. In questo modo il Vaud ritornò tra i possedimenti del ramo primigenio di Casa Savoia.

NoteModifica