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Cesa

comune italiano
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Cesa
comune
Cesa – Stemma Cesa – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
SindacoEnzo Guida (Primavera Cesana) dal 31-5-2015
Territorio
Coordinate40°58′N 14°14′E / 40.966667°N 14.233333°E40.966667; 14.233333 (Cesa)Coordinate: 40°58′N 14°14′E / 40.966667°N 14.233333°E40.966667; 14.233333 (Cesa)
Altitudine40 m s.l.m.
Superficie2,74 km²
Abitanti8 963[1] (30-6-2017)
Densità3 271,17 ab./km²
Comuni confinantiAversa, Gricignano di Aversa, Sant'Antimo (NA), Sant'Arpino, Succivo
Altre informazioni
Cod. postale81030
Prefisso081
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT061029
Cod. catastaleC561
TargaCE
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantiCesani
PatronoSan Cesario diacono e martire di Terracina
Giorno festivo3 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cesa
Cesa
Cesa – Mappa
Posizione del comune di Cesa nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Cesa è un comune italiano di 8 963 abitanti della provincia di Caserta in Campania.

StoriaModifica

Cesa fu in origine probabilmente uno dei minuscoli casali appartenenti alla Liburia Atellana, in cui si svolsero pochi eventi storici di rilievo. Il primo documento che accerta l'esistenza del borgo è un diploma dei principi Pandolfo I e Landolfo III di Capua, risalente all'anno 964 d.C., ma oltre a questo poco è noto sulla sua più remota storia.

Fu legata probabilmente a le vicende della morente Atella e, più tardi, della nascente Aversa, poiché, dopo il Mille, Cesa fu per lungo tempo un casale della città normanna, appartenuto prima al feudo del conte Roberto di Sant'Agata, e successivamente ai Carafa, ai Villano, ai Palomba, ai Del Tufo e ai Maresca, che ne furono gli ultimi proprietari.

Origine del nomeModifica

Diverse sono le ipotesi sull’etimologia del nome Cesa, che trae origine da una voce latina, caesus, dal verbo caedere (tagliare). Infatti Cesa sorgeva come borgo dell’antica Atella, e di conseguenza era tagliato fuori dalle grandi vie di comunicazione. Una spiegazione egualmente attendibile, e riconducibile sempre al verbo latino caedere, ipotizza che Cesa in origine fosse un terreno boschivo chiamato in seguito a disboscamento “silva caesa” (selva tagliata).

A favore di quest'ultima ipotesi, è interessante rilevare che nell'anno 755 nella piccola vallata di Tredozio (Forlì-Cesena) sorse una nuova abitazione rurale che fu chiamata Cesata. Come avvenne per la località di Cesa, anche Cesata fu posta sotto la protezione di San Cesario diacono e martire. Tra le ipotesi dell'etimologia del nome Cesata, alcune fonti ipotizzano che il prefisso caes- rimandi al termine desueto "cesina" (cioè, "terra disboscata"), col valore antico di "strage di alberi", "strage nella selva"[2][3].

È da notare che il nome della località Cesinola, frazione di San Cesareo di Cava de' Tirreni, lascia pensare che la zona un tempo fosse un bosco ceduo, cioè di alberi destinati al taglio. La radice ces- permane in altri termini italiani in cui si presuppone un taglio, come cesura, cesoia, parto cesareo[4]. Tutte queste località avrebbero in comune la radice del nome, il ricordo del grande condottiero Giulio Cesare o degli imperatori romani (i divi Cesari) ed il santo protettore, San Cesario di Terracina (invocato, tra l'altro, anche per la buona riuscita del parto cesareo).

Geografia fisicaModifica

Il comune è situato nella piana campana (ager campanus), ovvero Piana del Volturno, e fa parte dell'agro aversano, alla destra dei Regi Lagni. Cesa è il terzo comune più piccolo della provincia di Caserta per superficie territoriale, lo precedono Curti e Portico di Caserta. È il terzo comune più a sud nella provincia di Caserta, lo precedono Parete e Sant'Arpino. Dista dal capoluogo di provincia circa 27 km.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

  • Chiesa di San Cesario
  • Chiesa di SS. Maria Del Rosario
  • Palazzo Marchesale
  • Grotte tufacee
  • Alberate Aversane

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[5]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Gli stranieri residenti a Cesa al 1º gennaio 2018 sono 305 e rappresentano il 3,4% della popolazione residente. La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dal Marocco con il 41,3% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dall'Ucraina (20,3%) e dalla Romania (9,2%).

ReligioneModifica

Il culto di San Cesario a Cesa: la cristianizzazione del culto pagano di CesareModifica

 
La processione di San Cesario a Cesa

Il patrono di Cesa è San Cesario diacono e martire di Terracina.

Fin dalla prima età cristiana, Cesario di Terracina fu il santo scelto per il suo nome a sostituire il culto pagano di Giulio Cesare, dell'imperatore Cesare Ottaviano Augusto e degli imperatori romani (i Divi Cesari).

Nel Medioevo Cesa dipendeva politicamente dall'antica città di Capua, che si trovava sulla via Appia; il culto di San Cesario nacque e si sviluppò proprio su questa strada romana: lungo il percorso della "regina viarum" si trovava la sua primitiva tomba a Terracina e la Chiesa di San Cesareo de Appia in Roma. Il culto a Cesa del diacono Cesario è antichissimo: già nel 1097 esisteva una chiesa a lui dedicata, che fu donata dal conte normanno Roberto di Sant'Agata alla Diocesi di Aversa. Esistono numerose prove archeologiche che testimoniano il culto di Cesare nell'Ager Campanus, successivamente cristianizzato da San Cesario di Terracina. A pochi chilometri da Cesa, nella città di Marcianise (colonia autonoma di «prodi veterani Romani» dedotta da Giulio Cesare, cinquanta anni prima della venuta di Cristo), già casale di Capua, esistevano due tempietti rurali paleocristiani di San Cesario e di Santa Giuliana, immediatamente a ridosso del fiume Clanio[6]. Nel comune di Giugliano in Campania (il toponimo Giugliano deriverebbe dal fatto che in questi luoghi vi sarebbe stata una villa di Giulio Cesare, presso la quale gli abitanti avrebbero in seguito costruito un villaggio) sorgeva la località San Cesareo, lungo il corso della via Consolare e Campana (questa importante strada imperiale romana collegava il porto di Puteoli con Capua)[7].

I busti-reliquiari ed il braccio di San CesarioModifica

Agli inizi del sec. XVII, Mons. Pomponio de Magistris, "cubiculario" di papa Clemente VIII, vescovo di Terracina dal 1608 al 1614, provvide alla sistemazione delle reliquie di San Cesario: in quell'occasione concesse alcuni frammenti ossei del braccio del santo al Cardinale Filippo Spinelli, vescovo di Aversa dal 1605 al 1616, per la sua Parrocchia di San Cesario di Cesa.

Il 19 giugno 1612 da Napoli arrivò al Rev.mo Mons. Mengozzo, Vicario Generale della Diocesi, una lettera direttagli da Sua Em. Cardinale Spinelli, il cui contenuto era questo: "Mi costa per relazione degna di fede, che l'inclusa Reliquia è stata levata dal braccio di San Cesario, che si conserva nella Chiesa Cattedrale di Terracina, e non si deve far dubbio che non sia autentica e come tale si dovrà avere in venerazione e conservare nella Chiesa di Cesa; e Dio vi conservi"[8]. La reliquia fu incastonata in un braccio ligneo dorato (brachio ligneo deaurato) e in un busto reliquiario ligneo, realizzato per l'occasione. Nel 1618 il Canonico Girolamo Dragonetto ci riferisce che il braccio reliquiario ligneo di San Cesario era conservato in una teca rivestita di seta, posta all'interno di una colonna sul lato sinistro del presbiterio (lato dove si legge il santo Vangelo), insieme alla statua-reliquiario lignea di Santa Sinforosa Martire di Tivoli, parimenti dorata[9].

Attualmente queste particelle ossee si trovano incastonate in tre preziosi reliquiari: nel busto reliquiario ligneo, nel busto reliquiario argenteo, e nel braccio reliquiario argenteo.

 
Busto reliquiario ligneo di San Cesario diacono e martire, esposto su un trono marmoreo nella Cappella di San Cesario, sul lato destro del transetto della Parrocchia San Cesario in Cesa (Caserta)

Il busto reliquiario ligneo di San Cesario (1612), in legno di pero scolpito, dipinto e dorato, attribuito ad anonimo scultore di bottega napoletana; presenta nella parte centrale una teca allungata in vetro con cornice d'argento sbalzato e inciso, contenente frammenti ossei del santo, disposti in verticale e affiancati da un cartiglio su cui compare l'iscrizione in latino "Ex oss: S. Cæsarii Diac. et Martyr.". Questa reliquia di San Cesario è stata studiata ed identificata, esclusivamente su base fotografica, dal prof. Gino Fornaciari, Professore di Paleopatologia ed Archeologia Funeraria, e dalla Dr.ssa Simona Minozzi, specialista in osteoarcheologia, della Divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa. Secondo la dott.ssa Minozzi, è la diafisi di un osso lungo molto frammentato, sembrerebbe a sezione cilindrica come l'omero o il femore; l'unico frammento di epifisi è la superficie articolare tondeggiante in basso, che assomiglia più a quella dell'omero che non al femore. Il santo poggia su una base ottagonale con profilo concavo, sorretta da quattro piedini a volute; è vestito con un camice - indossato su un amitto molto voluminoso - al quale è sovrapposta una dalmatica rossa che presenta decorazioni fitomorfe dorate. Il martire è raffigurato con entrambe le braccia piegate e protese in avanti: nella mano destra sorregge la palma in argento sbalzato e cesellato, in quella sinistra l'Evangeliario in argento, su cui è inciso l’incipit del salmo 30: “In te, Domine, speravi; non confundar in Aeternum”. La statua è esposta su un trono marmoreo nella cappella di San Cesario, sul lato destro del transetto della Chiesa.

 
Busto-reliquiario argenteo di San Cesario diacono e martire, opera dell'argentiere Luca Baccaro, 1760, conservato nella Parrocchia di San Cesario in Cesa (Caserta)

Il busto reliquiario di San Cesario (1760), in argento sbalzato e cesellato, opera di Luca Baccaro, argentiere napoletano; si caratterizza per una forma aperta e dinamica, poggia su una pedagna mistilinea dorata, tagliata negli spigoli, riccamente decorata con elementi a doppia voluta. Il diacono indossa una dalmatica sovrapposta ad un camice a collo stretto e ad un piccolo amitto a sbuffo che protegge il collo. È possibile scorgere anche una parte del cingolo, indossato sopra il camice, all’altezza della vita, ed il manipolo sull'avambraccio sinistro. Vi è un grande attenzione per l'andamento morbido delle pieghe del panneggio della dalmatica, riccamente decorata con eleganti motivi floreali eseguiti a sbalzo, che si palesa in modo eclatante sulla parte anteriore del busto. Il paramento sacro, cadendo realisticamente fuori della pedagna, copre una parte della finestrella che contiene il reliquiario ovale a capsula del santo, in cui vi sono incastonati alcuni frammenti ossei del martire, con sottostante cartiglio in latino "Ex ossibus S. Cæsarii Diaconi et Martyris". Sul retro del reliquiario è presente lo stemma in ceralacca di Mons. Settimio Caracciolo dei Principi di Torchiarolo, vescovo di Aversa (1911-1930). Sul busto è presente il bollo del maestro argentiere Luca Baccaro, sigla L. B. in campo rettangolare, ed il marchio NAP con corona. La statua, attualmente in deposito, si espone e si porta in processione solo in occasione della festa del santo, che si celebra annualmente nella settimana successiva al 19 giugno, con solennità civili e religiose.

 
Braccio-reliquiario di San Cesario diacono e martire, Parrocchia di San Cesario diacono e martire, Cesa (Caserta).

Il braccio-reliquiario argenteo di San Cesario (XVIII secolo), in argento sbalzato e cesellato di bottega napoletana; presenta la base quadrangolare poggiante su quattro piedini a voluta, in corrispondenza dei quali quattro puttini festanti, eseguiti a fusione, siedono su altrettanti plinti, reggendo rametti di palme. Nella faccia centrale della parte anteriore, entro un cartouche vi è la raffigurazione a busto intero del diacono Cesario, eseguita a sbalzo[10]. Nella faccia centrale della parte posteriore, invece, entro un cartouche vi è l'iscrizione che ricorda il committente del reliquiario, Santolo del Villano, figlio di Maria Carlo del Villano: SANTOLO/ DI MARIA/ CARLO/ DEL VIL/ LANO. La base termina con una modanatura decorata ad ovuli, sopra la quale, nella parte posteriore, vi è l'iscrizione che ricorda il parroco di allora, don Francesco Bonante: D. FRANCISCO BONANTE PAROCHO. Il corpo del braccio è di forma tubolare, leggermente rastremato, rivestito da una manica, punzonata con un motivo a righe verticali, resa da un morbido drappeggio di pieghe; al centro presenta una teca a luce ovale, incorniciata da una decorazione vegetale, in cui è possibile ammirare la reliquia: due frammenti ossei del santo, disposti in verticale, che presentano rispettivamente i cartigli in latino “Ex oss. S. Cæsarii M.” ed “Ex brachio S. Cæsarii M.”. Secondo la dott.ssa Minozzi, il frammento superiore è più ricco di osso spugnoso; forse viene da un’epifisi dell’osso, mentre quello inferiore sembra di un osso con diafisi circolare come omero o femore. Entrambi i frammenti provengono dalla superficie esterna dell’osso. Il braccio è esposto sull'altare maggiore della Chiesa in occasione della festa patronale e della festa liturgica (3 novembre).

Il 19 giugno 2012 la comunità di Cesa ha celebrato il IV centenario dell'arrivo della reliquia del braccio del santo.

Gemellaggio con il Comune di Netcong (USA)Modifica

 
Cesa, 16 giugno 2019, il sindaco Enzo Guida ed il parroco don Giuseppe Schiavone proclamano il Patto di Gemellaggio con il comune di Netcong in onore di San Cesario diacono e martire

Il 16 giugno 2019 il sindaco di Cesa, avv. Enzo Guida, ha siglato il Patto di Gemellaggio con il Comune di Netcong (New Jersey), dove nel 1893 si stabilirono alcuni cittadini di Cesa[11]. Nel 1902 alcuni di essi fondarono il St. Cesario Society, il Comitato che organizza annualmente la festa di San Cesario diacono e martire.

Il Patto di Gemellaggio ha lo scopo di rinsaldare sempre più il legame che intercorre tra le due comunità che condividono il culto di S. Cesario[12], affinché la storia e le tradizioni continuano ad intrecciarsi, le tradizioni italiane importate a Netcong ed il nome di Cesa siano perpetuati dalle future generazioni in nome della comune identità[13].

Il 20 luglio 2019 nella Chiesa di St. Michael in Netcong, in occasione della Festa di San Cesario, si è tenuta la cerimonia di Proclamazione del Patto di Gemellaggio con il Comune di Cesa, sottoscritto dal sindaco Joe Nametko, al fine di onorare il patrimonio e la storia di quelle famiglie che hanno contribuito a stabilire la città con una parata annuale, fuochi d'artificio e festival.

Modi di direModifica

Una tipica frase detta in modo scherzoso-affettuoso, detta più che altro a mo' di scioglilingua, dagli abitanti di Sant'Antimo ai cesani è la seguente: Chi vene a Cesa more acciso e chi s spos va 'mparaviso (chi viene a Cesa muore ucciso e chi si sposa va in paradiso).

Geografia antropicaModifica

EconomiaModifica

L'economia è prevalentemente agricola con la produzione di ortaggi e del Asprinio. Basa la sua economia, anche sull'attività edilizia, con la presenza di piccole-medie imprese a conduzione familiare.

Infrastrutture e trasportiModifica

Il comune è attraversato dalla SP 2 Atellana. È anche servito da autobus che svolgono servizi di linea urbani e suburbani a cura della CTP.

Le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di Aversa e Sant'Antimo-Sant'Arpino.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
Gennaio 1810 Dicembre 1811 Morlando Cesario Sindaco
Dicembre 1812 Della Gala Murzio Sindaco
Gennaio 1813 Gennaio 1816 De Marinis Giuseppe Sindaco
Febbraio 1816 Dicembre 1816 Guarini Antonio Sindaco
Gennaio 1817 Dicembre 1818 Morlando Cesario Sindaco
Gennaio 1819 Agosto 1820 Malvasio Lorenzo Sindaco
Settembre 1820 Dicembre 1820 Guarini Antonio Sindaco
Gennaio 1821 Aprile 1822 Malvasio Lorenzo Sindaco
Maggio 1822 Dicembre 1825 Marino Benedetto Sindaco
Gennaio 1826 Giugno 1826 Morlando Cesario Sindaco
Luglio 1826 Gennaio 1829 De Marinis Domenico Sindaco
Febbraio 1829 Febbraio 1831 De Marinis Vespiano Sindaco
Febbraio 1831 Dicembre 1831 De Marinis Filippo Sindaco
Gennaio 1832 Dicembre 1835 Mariniello Domenico Sindaco
Dicembre 1835 Marzo 1838 De Marinis Domenico Sindaco
Marzo 1838 Maggio 1841 Marini Vespaiano Sindaco
Giugno 1841 Maggio 1844 De Marinis Antonio Sindaco
Giugno 1844 Febbraio 1847 Della Gala Antonio Sindaco
Marzo 1847 Maggio 1851 Malvasio Giuseppe Sindaco
Giugno 1851 Dicembre 1852 Della Gala Murzio Sindaco
Gennaio 1853 Dicembre 1855 Fratello Giuseppe Sindaco
Gennaio 1856 Novembre 1858 Della Gala Antonio Sindaco
Novembre 1858 Settembre 1859 Marini Ermenegildo Sindaco
Ottobre 1859 Agosto 1860 Morlando Vincenzo Sindaco
Agosto 1860 Dicembre 1862 Marini Domenico Sindaco
Gennaio 1862 Giugno 1867 Di Fiore Luigi Sindaco Assesore con veci di sindaco
Luglio 1867 Marzo 1869 Fratello Giuseppe Sindaco
Aprile 1869 Ottobre 1870 De Michele Luigi Sindaco
Ottobre 1870 Aprile 1872 De Michele Valentino Sindaco Assesore con veci di sindaco
Maggio 1872 Ottobre 1873 De Marinis Pasquale Sindaco
Ottobre 1873 Maggio 1876 Di Fiore Luigi Sindaco Assesore con veci di sindaco
Giugno 1876 Novembre 1882 De Marinis Pasquale Sindaco
Dicembre 1882 Ottobre 1886 De Marinis Filippo Sindaco
Ottobre 1886 Maggio 1887 Fratello

Giuseppe

Sindaco Assesore con veci di sindaco
Maggio 1887 Maggio 1888 Marini Francesco Sindaco
Maggio 1888 Agosto 1888 Ruta Ernesto Sindaco Regio Delegato Straordinario
Agosto 1888 Gennaio 1890 De Michele Domenico Sindaco Assesore con veci di sindaco
Gennaio 1890 Febbraio 1892 De Michele Domenico Sindaco
Febbraio 1892 Febbraio 1899 De Marinis Filippo Sindaco
Marzo 1899 Settembre 1901 Verde Antonio Sindaco
Settembre 1901 Dicembre 1905 De Tilla Domenico Sindaco
Gennaio 1906 Settembre 1907 Verde Antonio Sindaco Assesore con veci di sindaco
Ottobre 1907 Giugno 1919 Verde

Antonio

Sindaco
Luglio 1919 Luglio 1926 Arena Arturo Sindaco
Luglio 1926 Luglio 1931 Fratello Mauro Sindaco Podestà
Agosto 1931 Dicembre 1940 Verde Felice Sindaco Podestà
Dicembre 1940 Settembre 1942 Fratello Nicola Sindaco Commissario prefettizio
Ottobre 1942 Marzo 1944 Fratello Nicola Sindaco Podestà
Aprile 1944 Giugno 1944 Fratello

Nicola

Sindaco
Giugno 1944 Marzo 1946 Ronza Vittorio Sindaco
Aprile 1946 Dicembre 1947 Golia Filippo Sindaco
Gennaio 1948 Ottobre 1956 Liguori Nicola Sindaco
Ottobre 1956 Dicembre 1960 De Michele Domenico Sindaco
Dicembre 1960 Dicembre 1964 Oste Goffredo Sindaco
Dicembre 1964 Luglio 1967 D'Ettore Francesco Sindaco
Luglio 1967 Agosto 1967 Esposito Michele Sindaco Assesore con veci di sindaco
Agosto 1967 Dicembre 1968 Migliaccio Domenico Sindaco
Dicembre 1968 Marzo 1974 Verde Giuseppe Sindaco
Marzo 1974 Agosto 1975 Ucci Piero Sindaco Commissario straordinario
Agosto 1975 Gennaio 1976 Verde Giuseppe Sindaco
Gennaio 1976 Agosto 1978 Errico Francesco Sindaco
Luglio 1978 Gennaio 1981 De Michele Vincenzo Sindaco
Gennaio 1981 Novembre 1981 Fratello Antonio Sindaco
Novembre 1981 Aprile 1983 De Giglio Carlo Sindaco
Aprile 1983 Novembre 1983 Di Domenico Bruno Sindaco
Novembre 1983 Gennaio 1986 De Giglio Carlo Sindaco
Gennaio 1986 Aprile 1987 De Michele Vincenzo Sindaco
Aprile 1987 Settembre 1987 Ferrante Pietro Sindaco
Settembre 1987 Gennaio 1988 De Angelis Luigi Sindaco
Marzo 1988 Giugno 1988 Sodano Fulvio Sindaco Commissario prefettizio
Giugno 1988 Settembre 1990 De Michele Nicola Sindaco
Ottobre 1990 Novembre 1990 Maddaloni Paolino Sindaco Commissario prefettizio
Novembre 1990 Marzo 1992 Oliva Clemente Sindaco
Marzo 1992 Luglio 1992 Mangiacapra Domenico Sindaco
Luglio 1992 Novembre 1994 Chemi Daniela, De Santis Carmine, Visone Aniello Sindaco Commissari straordinari
Novembre 1994 Giugno 1995 Liguori Cesario Sindaco
Giugno 1995 Settembre 1995 Marino Enza Sindaco
Settembre 1995 Novembre 1995 Orabona Angelo Sindaco Commissario prefettizio
Novembre 1995 Agosto 1997 Rossi Carlo Sindaco
Agosto 1997 Novembre 1997 Lucchese Giovanni Sindaco Funzionario prefettizio
Novembre 1997 Luglio 2001 Fiorillo Giuseppe Sindaco
Luglio 2001 Giugno 2002 Provolo Francesco Sindaco Commissario prefettizio
Giugno 2002 Maggio 2007 Fiorillo Giuseppe Sindaco
Maggio 2007 Maggio 2012 De Angelis Vincenzo Sindaco
Maggio 2012 Dicembre 2014 Liguori Cesario Sindaco
Dicembre 2014 Maggio 2015 Cupello Gaetano Sindaco Commissario prefettizio
Maggio 2015 in carica Guida Enzo Sindaco

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  2. ^ Romanistisches Jahrbuch, Volume 8, W. de Gruyter, 1958
  3. ^ Il culto di San Cesario: studi sulle origini di Cesa, Giugliano e Marcianise - LaRampa.it, in LaRampa.it, 26 dicembre 2017. URL consultato il 29 dicembre 2017.
  4. ^ Salvatore Fasano, Le strade di Cava de' Tirreni. Toponomastica storica, Area Blu Edizioni, 2013
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Pezzella Franco, Atella e gli atellani nella documentazione epigrafica antica e medievale, Istituto di Studi Atellani, 2002
  7. ^ Raccolta Rassegna Storica dei Comuni, vol. 24, Istituto di Studi Atellani
  8. ^ Atti della Visita Pastorale compiuta a Cesa nel 1621 dal vescovo Mons. Carlo I Carafa, esistenti nell'Archivio Vescovile di Aversa.
  9. ^ Girolamo Dragonetto, Liber Sanctarum Reliquiarum Civitatis et Dioc. Aversanae ex ordine Ill.mi et Rev.mi D.ni D. Caroli Carafae Aversae Episcopi per Hieronymum Dragonectum Decanum recollectarum Anno D.ni 1618, Diocesi di Aversa, 1618 (manoscritto attualmente conservato nella Biblioteca comunale "Gaetano Parente" di Aversa)
  10. ^ Ex ossibus S. Caesarii: Ricomposizione delle reliquie di San Cesario diacono e martire di Terracina, testi ed illustrazioni di Giovanni Guida, [s.l.: s.n.], 2017
  11. ^ Livia Fattore, "Cesani negli Stati Uniti: gemellaggio con Netcong nel nome del Patrono San Cesario", in "Il Mattino", 19 giugno 2019
  12. ^ La città delle Grotte e dell'Asprinio, il Sindaco Guida: i gemellaggi nel nome di San Cesario e del vino, in "Repubblica", 13 luglio 2019
  13. ^ Gemellaggio tra Cesa e il comune americano di Netcong in onore di San Cesario, su pupia.tv.

BibliografiaModifica

  • Francesco De Michele, Cesa: storia, tradizioni e immagini, Napoli, 1987.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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