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Chambéry
comune
Chambéry – Stemma Chambéry – Bandiera
Chambéry – Veduta
Panorama della città
Localizzazione
StatoFrancia Francia
RegioneAlvernia-Rodano-Alpi
DipartimentoBlason département fr Savoie.svg Savoia
ArrondissementChambéry
CantoneChambéry-1
Chambéry-2
Chambéry-3
Amministrazione
SindacoMichel Dantin (UMP) dal 4 aprile 2014
Territorio
Coordinate45°34′N 5°56′E / 45.566667°N 5.933333°E45.566667; 5.933333 (Chambéry)Coordinate: 45°34′N 5°56′E / 45.566667°N 5.933333°E45.566667; 5.933333 (Chambéry)
Altitudine270 m s.l.m.
Superficie20,99 km²
Abitanti58 272[1] (2009)
Densità2 776,18 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale73000
Fuso orarioUTC+1
Codice INSEE73065
Targa73
Nome abitantiChambériens/Chambériennes
MottoCustodibus istis
(Latino: A queste guardie)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Chambéry
Chambéry
Chambéry – Mappa
Sito istituzionale

Chambéry (pronuncia francese [ʃɑ̃be'ʁi], Chambèri in arpitano; in italiano Ciamberì[2] o Sciamberì[3]) è un comune francese di 58.272 abitanti (INSEE), capoluogo del dipartimento della Savoia, della regione Alvernia-Rodano-Alpi. Costituisce uno dei poli più significativi del cosiddetto Solco alpino. Fu capitale del ducato di Savoia dal 1416 al 1563, fino allo spostamento della sede del governo a Torino.

Chambéry ha ottenuto il titolo Città alpina dell'anno 2006.

Indice

EtimologiaModifica

Camefriacum, 1016 (Cart. Saint-André, Append., n° 44) Camberiacum, 1029.

Secondo l'abate A. Gros, da un Cambariacum, possedimento di un certo Cambarius, proveniente da cambarus, cioè astice (chambero in francoprovenzale).

StoriaModifica

Da Chambéry, epoca romana, passava la via delle Gallie, strada romana consolare fatta costruire da Augusto per collegare la Pianura Padana con la Gallia. L'antico borgo sorse nei pressi di un castello del X secolo; all'inizio dell'XI secolo passò a Goffredo di Chambéry. Berlione II fondò successivamente la città di Villeneuve de Chambéry, che fu unita alla città vecchia da Amedeo V di Savoia nel 1288. Passò poi ai francesi nel 1536 e di nuovo ai Savoia nel 1559.

Quando nel XVIII secolo la contea di Savoia divenne provincia di Savoia, una delle sei suddivisioni dell'intendenza generale della Savoia, Chambéry ne era inclusa.[4]

A seguito dell'ingresso del generale Montesquiou, il 22 settembre 1792, la provincia venne inclusa nel territorio della Repubblica francese con il decreto del 27 novembre 1792, con il nome di Dipartimento del Monte Bianco. Così, sui nove distretti creati, quello di Chambéry era diviso in 22 cantoni, che raggruppavano 183 comuni.[5]

Con la restaurazione, Chambéry tornò a far parte del Regno di Sardegna.

Dopo alterne vicende, nel 1860, in base al trattato di Torino, fu annessa con l'intera Savoia alla Francia.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti

 

Infrastrutture e trasportiModifica

Chambéry è collegata per via aerea grazie all'Aeroporto di Chambéry Aix-les-Bains, noto anche con il nome commerciale di Aeroporto di Chambéry Savoia, situato a 8,3 km a nord-nord-ovest dal centro, nei pressi di Le Bourget-du-Lac e del lago del Bourget, e a 6,5 km sud-ovest da Aix-les-Bains.[6]

Sotto il punto di vista ferroviario, lo scalo principale della città è la Stazione di Chambéry - Challes-les-Eaux

AmministrazioneModifica

GemellaggiModifica

NoteModifica

  1. ^ INSEE popolazione legale totale 2009
  2. ^ Gazzetta piemontese, 1º luglio 1826, su books.google.it. URL consultato il 31 marzo 2011.
  3. ^ Vocabolario italiano e latino: diviso in due tomi, su books.google.it. URL consultato il 31 marzo 2011.
  4. ^ (FR) J.-J. Vernier, Études historiques et géographiques sur la Savoie, Le Livre d'Histoire - Res Universis, 1896 (edizione 1993), ISBN 2-7428-0039-5, issn=0993-7129, p. 60.
  5. ^ (FR) J.-J. Vernier, Études historiques et géographiques sur la Savoie, Le Livre d'Histoire - Res Universis, 1896 (edizione 1993), ISBN 2-7428-0039-5, issn=0993-7129, p. 96
  6. ^ (FREN) LFLB — CHAMBERY AIX LES BAINS (PDF), su SIA : Service d'information aéronautique, http://www.sia.aviation-civile.gouv.fr/. URL consultato il 2 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 7 maggio 2016).

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN167513303 · LCCN (ENn80087725 · GND (DE4085206-4 · BNF (FRcb15274000m (data) · WorldCat Identities (ENn80-087725
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