Amedeo V di Savoia

nobile
Amedeo V
Amedee v desavoie.jpg
Conte di Savoia
Stemma
In carica 15 agosto 1285 –
16 ottobre 1323
Predecessore Filippo I
Successore Edoardo
Nascita Castello di Le Bourget-du-Lac, 1253 circa
Morte Avignone, 16 ottobre 1323
Sepoltura Abbazia di Altacomba
Casa reale Savoia
Padre Tommaso II di Savoia
Madre Beatrice Fieschi
Consorte Sibilla de Baugé
Maria Brabante
Figli Bona
Eleonora
Giovanni
Beatrice
Edoardo
Agnese
Aimone e
Margherita, di primo letto
Maria
Caterina
Giovanna e
Beatrice, di secondo letto
Religione Cattolico

Amedeo V di Savoia detto il Conte Grande (Le Bourget-du-Lac, 1253 circa – Avignone, 16 ottobre 1323) fu Conte di Savoia e Conte d'Aosta e Moriana dal 1285 al 1323.

OrigineModifica

Amedeo, secondo Samuel Guichenon, era il figlio maschio secondogenito di Tommaso II, signore del Piemonte, Conte di Savoia, d'Aosta e di Moriana, Conte di Fiandra e di Hainaut e della sua seconda moglie, Beatrice Fieschi[1], che era la terza figlia femmina di Teodoro Fieschi, conte di Lavagna[2], e della di lui consorte Simona de Volta di Capo Corso[3].
Tommaso II di Savoia, secondo lo storico francese, Samuel Guichenon, nel suo Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, era il figlio maschio terzogenito di Tommaso I, Conte di Savoia, d'Aosta e di Moriana, e della moglie, Margherita o forse Beatrice[4], che secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium era figlia del Conte di Ginevra, Guglielmo I e della signora di Faucigny, Beatrice[5].

BiografiaModifica

Secondo le Europäische Stammtafeln[6], vol II, 190 (non consultate), Amedeo sarebbe nato il 4 settembre 1249[7], ma ciò contrasta col fatto che i suoi genitori, secondo Samuel Guichenon, si erano sposati nel 1251 [8] e Amedeo era il secondogenito[4]; il luogo di nascita Castello di Le Bourget-du-Lac, viene confermato anche dallo storico francese, Jean Frézet[9].

Suo padre, Tommaso, conte di Savoia assieme al nipote, Bonifacio, morì nel 1259[10][11]; secondo Matteo di Parigi, Tommaso fu avvelenato (dicitur potionatus)[12]. Fu sepolto nel presbiterio della cattedrale di Aosta. Nei titoli di conte di Moriana e signore del Piemonte gli succedette il fratello di Amedeo, il figlio primogenito, Tommaso[13].
Suo cugino, il conte di Savoia, Bonifacio, rimasto solo a governare la contea si riavvicinò al partito ghibellino, al cognato Manfredi, reggente del regno di Sicilia[14].

Al momento della morte del padre Amedeo ed i due fratelli, Tommaso e Ludovico o Luigi, erano tenuti in prigione nel Comune di Asti; intervenne allora il fratello di sua madre, Beatrice, il cardinale Ottobono Fieschi, futuro papa Adriano V, che con truppe genovesi e altri Guelfi ottenne la liberazione dei tre bambini[2].

Nel 1263, il conte di Savoia, suo cugino, Bonifacio, fu attaccato alle porte di Torino dalle truppe del comune di Asti, che lo sconfissero e lo fecero prigioniero e dove morì per le ferite riportate[15].
Non essendo ancora sposato, Bonifacio non aveva eredi, e la successione sarebbe spettata ai figli maschi del duca Tommaso II, per l'esattezza a suo fratello, il primogenito, Tommaso, che reclamò per sé la contea e la preminenza sulla famiglia; anche le sorelle di Bonifacio avanzarono pretese; ma alla fine, il fratello di suo padre, Tommaso II, il conte di Richmond e di Romont, Pietro, riuscì a farsi riconoscere conte di Savoia[15].

L'anno dopo, nel 1264, sua zia, Beatrice, contessa consorte di Provenza e di Forcalquier, citò Amedeo ed i fratelli, Tommaso e Luigi (Thomam Amedeum et Ludovicum filios quondam Dom. Thome fratris mei) e la sorella Eleonora (Alienore filie predicti comitis Thome) nel suo testamento come destinatari di un lascito[16].

Nel 1268, suo zio, il conte di Savoia, Pietro II, fece un ultimo testamento dove chiedeva di essere sepolto ad Altacomba e designava suo successore nella contea il fratello Filippo e inoltre specificava i diversi lasciti per tutti gli altri parenti, come da documento n° 749 del Peter der Zweite, Graf von Savoyen, Markgraf in Italien [17], aggiungendo anche un codicillo, riportato nelle Mémoires et documents publiés par la Société d'histoire et d'archéologie de Genève - tome 7, ove specificava che i suoi eredi erano il fratello Filippo e la figlia Beatrice[18].

Suo zio, Pietro II, il Piccolo Carlo Magno si spense a Pierre-Châtel, il 16 maggio 1268[19], senza eredi maschi e perciò lo stato sabaudo venne ereditato dal fratello Filippo I di Savoia[19], mentre Pietro venne tumulato nell'Abbazia di Altacomba, in Savoia[20].

Nel 1270 Amedeo si recò in Gran Bretagna assieme ai suoi fratelli Tommaso e Luigi presso re Enrico III d'Inghilterra (la regina d'Inghilterra era la loro cugina Eleonora di Provenza, figlia della sorella del loro padre, Beatrice), nella speranza di riottenere i feudi inglesi un tempo appartenuti al loro zio Pietro II[21]. Però nel frattempo i feudi erano già stati riaffidati al principe Edoardo I d'Inghilterra, assente per le crociate (Ottava e Nona); perciò, in attesa di un accomodamento, il re in cambio garantì ai fratelli savoiardi una pensione annua di cento marchi, almeno fino al ritorno di Edoardo. Secondo Samuel Guichenon, i tre fratelli tornarono in Inghilterra nel 1275, per discuterne con la zia, Eleonora ed i cugino, Edoardo, ora re d'Inghilterra[22].

Amedeo, nel 1273, venne citato assieme al fratello, Tommaso (Thome et Amedeo de Sabaudia filiis eiusdem) e alla madre, Beatrice, ricordata come contessa di Borget (domine Comitisse del Borget consanguinee mee) in quanto si era ritirata a vivere nel Castello di Le Bourget-du-Lac, di proprietà del marito Tommaso II in un altro testamento, quello di Adelasia, vedova di Alberto IV signore di La Tour e Coligny, e imparentata coi Savoia[23].

A partire dal 1282 era comincia una crisi dinastica in casa Savoia, in seguito alla morte del fratello maggiore di Amedeo, il signore del Piemonte, Tommaso, successore designato del conte di Savoia, lo zio Filippo I, che non aveva figli, ed era già avanti con gli anni.
L'anno successivo morì la madre, Beatrice Fieschi; lo storico savoiardo, François Mugnier, nel suo Les Savoyards en Angleterre au XIIIe siècle et Pierre d'Aigueblanche, évêque d'Héreford riporta che Beatrice (la Dame de Bourget) morì tra l'8 ed il 9 luglio e fu inumata ad Altacomba[24]).
Secondo la tradizione al fratello maggiore, ancora in vita, Amedeo, fu riconosciuto il diritto di ereditare la contea da Filippo I, mentre a Luigi, il minore, venne promesso un appannaggio; anche Edoardo I d'Inghilterra, consultato per la successione sabauda, si dichiarò favorevole al giovane Amedeo V, già duca del Chiablese, dal 1283 anche duca d'Aosta[22], e già considerato abile diplomatico. Mentre il loro zio era morente, Luigi non si accontentò di ricevere un porzione minima dei domini sabaudi e, assieme ad altri feudatari cominciò la lotta con suo fratello Amedeo, per ottenere di più[25].

Suo zio,Filippo I, benemerito della Chiesa cattolica, si spense il 15 o il 16 agosto 1285 nel castello di Rossillon nel Bugey, tra Lione e Ginevra; Il necrologio delle Maurienne Chartes, Obituaire du Chapitre de Saint-Jean-de-Maurienne riporta la morte di Filippo (dni Philippi quondam comitis Sabaudie) il 16 agosto (XVI Kal Sep.)[26]; Amedeo gli succedette come Amedeo V[27] e i dissidi tra Amedeo ed il fratello, Luigi continuarono, finché nel gennaio 1286, i due fratelli giunsero ad un accordo: in cambio dell'omaggio feudale, Luigi riceveva dal fratello l'intero Vaud, con il titolo di Barone, il paese di Bugey e una pensione annua di 400 lire[28]; mentre al nipote, Filippo, figlio del suo defunto fratello, Tommaso, furono concessi i territori di Pinerolo e Torino[29] (Filippo ne entrò realmente in possesso della Signoria del Piemonte, al raggiungimento della maggior età, nel 1295[30], dopo un arbitrato del 1294[31]); lo storico francese, Victor Flour de Saint-Genis, nel suo Histoire de Savoie riporta che l'arbitrato fu concluso a Lione e regolò la spartizione delle eredità dei loro genitori e degli zii, Pietro II e Filippo I[32].
Aveva diviso i domini sabaudi tenendo per sé la Savoia e le valli di Susa e di Aosta. Ai figli di Tommaso III di Savoia andò il Piemonte, mentre al fratello Ludovico andarono le terre di Vaud. Era la nascita dei due nuovi rami della dinastia, quello di Piemonte e quello di Vaud, che comunque non godettero mai di una vera indipendenza e rimasero sempre vassalli del ramo principale.

Nel 1287 Amedeo, col trattato di Annemasse, firmò la pace col conte di Ginevra, Amedeo II[33].
Mentre i rapporti con l'altro vicino il Delfinato furono piuttosto turbolenti; i vari scontri coi conti tra Amedeo e Umberto I del Viennois son citati nel De Allobrogibus libri novem[34].
Col successore, Giovanni II del Viennois i rapporti furono migliori e nel 1307 fu siglato un accordo[35].

Nel 1295, Amedeo, fece abbellire il Castello di Chambéry, che aveva acquistato 10 anni prima ed era diventato la sua residenza principale; tra gli artisti che vi lavorarono vi fu anche un allievo di Giotto[36].

Amedeo, nel 1304, aveva preso parte alla campagna di Fiandra al seguito del re di Francia, Filippo IV il Bello e dopo la vittoria francese a Mons-en-Pévèle, consigliò a Filippo il Bello di concedere una tregua che portò ad un negoziato di pace[37].
I rapporti col re di Francia, Filippo il Bello, erano tali che Amedeo, nel 1307, fu presente sia al matrimonio della figlia, Isabella col futuro re d'Inghilterra Edoardo, che del figlio, Carlo, con la contessina, Bianca di Borgogna[38].

In quello stesso anno, Amedeo inviò truppe in aiuto del Marchese di Ferrara, Modena e Reggio, Azzone, nella guerra contro una lega contro gli Estensi, alla quale avevano aderito anche Verona e Mantova[38].

Sempre, nel 1307, Amedeo fece testamento, in cui dichiarava suo erede universale nel Contado di Savoja, il figlio, Edoardo (Odorado suo figlio primogenito) e definiva anche i vari lasciti sia ai figli di primo letto che eventuali letto (nascituri da Maria di Brabant, sua seconda Consorte)[39].

Amedeo, poi fu nel regno d'Inghilterra, nel 1309, all'incoronazione del cugino, Edoardo II[40].
In quello stesso anno ratificò, col conte di Ginevra il trattato di pace di Annemasse con un nuovo trattato a Saint-Georges-d'Espéranche[41]; concluse inoltre un nuovo trattato col delfinato, che portò al matrimonio di sua figlia, Maria di Savoia con Ugo de La Tour du Pin († 1329), barone di Faucigny, figlio di Umberto I del Viennois e fratello del delfino, Giovanni II[42].

Nell'autunno del 1310, Amedeo assieme ai nipoti, il Signore del Piemonte e Principe di Acaia, Filippo I di Savoia-Acaia e il Barone di Vaud, Luigi II, accolse molto calorosamente Arrigo VII, che si recava a Roma per essere incoronato imperatore ed assieme ai nipoti lo seguì in Italia[43]; anche il delfino Giovanni II fece parte della corte di Arrigo VII[44]. Anche Samuel Guichenon riporta il viaggio di Arrigo VII in Italia ed i suoi rapporti con Amedeo[45].
In quel periodo Amedeo V, oltre che essere riconfermato in tutti i suoi feudi e nel titolo di Marchese d'Italia ottenne l'ambito titolo di Vicario Imperiale per il nord Italia da Enrico VII di Lussemburgo[46].

I rapporti di Amedeo con i re di Francia continuarono ad essere ottimi, sia con Luigi X, detto l'Attaccabrighe, che, con suo fratello, Filippo V detto Il Lungo, di cui fu consigliere[47] e Jean Frézet riporta che fu Amedeo a consigliare a Filippo il Lungo, quando era ancora reggente, nel 1316, di adottare anche in Francia la legge salica, con la quale soltanto i maschi potevano aspirare alla successione al trono, come già avveniva in Savoia, per cui Filippo, divenne re di Francia ed ad Amedeo fu fatto dono di un feudo in Normandia[48] (Giovanna, figlia di Luigi X, con questo espediente fu esclusa dalla successione al trono di Francia).

Nel 1315, Amedeo prese parte alla difesa dell'isola di Rodi, che dal 1309 apparteneva ai Cavalieri Ospitalieri, che erano assediati dall'Impero ottomano di Osman I, dove Amedeo si coprì di gloria e da questo si ebbe il motto di casa Savoia, FERT acronimo di Fortitudo Eius Rhodum Tenuit (in latino La sua forza preservò Rodi)[49]; anche Jean Frézet riporta l'impresa di Rodi[50].

Contea e Ducato di Savoia
Branca Ducale

Dinastia di Savoia
 
Amedeo V il Conte Grande
Aimone il Pacifico
Amedeo VI il Conte Verde
Amedeo VII il Conte Rosso
Amedeo VIII il Pacifico (antipapa Felice V)
Figli
Ludovico il Generoso
Figli
Amedeo IX il Beato
Carlo I il Guerriero
Figli
Carlo II

Amedeo morì nel 1323 mentre si trovava ad Avignone, per incontrare papa Giovanni XXII, per spingerlo a intraprendere una crociata a favore dell'impero bizantino, che stava soccombendo sotto gli attacchi dell'impero ottomano[51], ma per la stanchezza del viaggio, si ammalò ed in pochi giorni morì[36]; anche lo storico francese, Victor Flour de Saint-Genis, conferma che Amedeo, dopo aver raggiunto il re di Francia, Carlo IV ad Avignone, morì poco tempo dopo, il 16 ottobre[52]; secondo le Mémoires et documents publiés par la Société d'histoire et d'archéologie de Genève - tome 9 confermano la morte il 16 ottobre (XVII Kal Nov) 1323 (m.ccc.xxiij), presso Avignone (apud Avinionem), di Amedeo (D. Amedeus comes Sabaudie) che fu sepolto ad Altacomba (Altecombe) (oggi rimangono solamente le pietre tombali del conte perché quando l'abbazia fu occupata dai giacobini, questi forzarono la sua tomba e distrussero i resti insieme a quelli di altri rappresentanti dei Savoia), e gli succedette il figlio Edoardo (Eduardus de Sabaudia ejus filius)[53].

I possedimenti del Conte Grande durante il suo governo erano aumentati: con una serie di fortunate campagne, aveva sottomesso anche Ivrea e il Canavese, che dai tempi di Arduino I d'Ivrea erano rimasti nelle mani dei suoi successori.

Con Amedeo V iniziò la linea dinastica cosiddetta Branca ducale (ovvero Ramo ducale) poiché fu proprio uno dei successori di questa linea, Amedeo VIII di Savoia, a ricevere dall'Imperatore Sigismondo il titolo di Duca. Il ramo si estinse con Carlo Giovanni Amedeo, sesto Duca di Savoia (14881496) per lasciare il posto alla cosiddetta Branca della Bressa.

Matrimoni e discendenzaModifica

Amedeo V di Savoia sposò, il 5 luglio 1272, a Lione, Sibilla de Baugé, figlia unica di Guido II, ultimo signore di Baugé e della Bresse, e di Beatrice del Monferrato. Dal matrimonio nacquero:

Dopo essere rimasto vedovo, Amedeo prese un impegno di matrimonio con Alice, figlia di Umberto I del Viennois, come risulta dal documento degli Archivi di Stato: Matrimonio tra il Conte Amedeo di Savoia e Alisia figlia di Umberto delfino di Vienna[54]; un secondo documento inerente una donazione fatta dalla cugina Beatrice di Faucigny ad Amedeo (DONAZIONE fatta da Beatrice figlia del Conte Pietro di Savoja Sig.e di Faussign al Conte Amedeo di Savoja suo Cugino), conferma l'impegno di matrimonio[55].
Il matrimonio non venne celebrato.
Anche Jean Frézet cita questo impegno di matrimonio in un trattato di pace tra i due stati[56].

In seconde nozze Amedeo V di Savoia sposò, nell'aprile 1297, Maria di Brabante (1280-1340) (sepolta presso la chiesa dei francescani a Bruxelles), figlia di Giovanni I di Brabante (1253-1294), duca di Brabante, e di Margherita di Dampierre o di Fiandra. Dal matrimonio nacquero:

AscendenzaModifica

Amedeo V di Savoia Padre:
Tommaso II di Savoia
Nonno paterno:
Tommaso I di Savoia
Bisnonno paterno:
Umberto III di Savoia
Trisnonno paterno:
Amedeo III di Savoia
Trisnonna paterna:
Matilde di Albon
Bisnonna paterna:
Beatrice di Mâcon
Trisnonno paterno:
Gerardo I di Mâcon
Trisnonna paterna:
Maurette di Salins
Nonna paterna:
Margherita di Ginevra
Bisnonno paterno:
Guglielmo I di Ginevra
Trisnonno paterno:
Amedeo I di Ginevra
Trisnonna paterna:
Matilde di Cuiseaux
Bisnonna paterna:
Beatrice di Faucigny
Trisnonno paterno:
Guy II de Valpergue
Trisnonna paterna:
Beatrice Visconti
Madre:
Beatrice Fieschi
Nonno materno:
Teodoro III Fieschi di Lavagna
Bisnonno materno:
Ugo Fieschi di Lavagna
Trisnonno paterno:
Teodoro II Fieschi di Lavagna
Trisnonna paterna:
 ?
Bisnonna materna:
Brumisan di Grillo
Trisnonno materno:
Amico di Grillo
Trisnonna materna:
 ?
Nonna materna:
Simona della Volta
Bisnonno materno:
Raimondo della Volta
Trisnonno materno:
?
Trisnonna materna:
 ?
Bisnonna materna:
 ?
Trisnonno materno:
 ?
Trisnonna materna:
?

NoteModifica

  1. ^ (FR) Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, pag 308
  2. ^ a b (IT) Museo scientifico, letterario ed artistico:Beatrice Fieschi, pag. 53
  3. ^ (FR) Beatrice Fieschi
  4. ^ a b (FR) Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, pag 255
  5. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, Tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1235, pag 938
  6. ^ Le Europäische Stammtafeln sono una raccolta di tavole genealogiche delle (più influenti) famiglie europee.
  7. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: PRINCES of ACHAIA, SIGNORI del PIEMONTE - AMEDEE de Savoie
  8. ^ (FR) Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, pag 255
  9. ^ (FR) Histoire de la Maison de Savoie, Volume 1, pag 271
  10. ^ (FR) Histoire de Savoie, Pag 248
  11. ^ (FR) Histoire de la Maison de Savoie, Volume 1, Pag 213
  12. ^ (LA) Matthæi Parisiensis, monachi Sancti Albani, Chronica majora, vol. V, pag 741
  13. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: COMTES de SAVOIE et de MAURIENNE 1060-1417 - THOMAS de Savoie
  14. ^ (FR) Histoire de la Maison de Savoie, Volume 1, Pagg 213 -222
  15. ^ a b (FR) Histoire de Savoie, Pag 249
  16. ^ (LA) Peter der Zweite, Graf von Savoyen, Markgraf in Italien, doc. 636, pag. 317
  17. ^ (LA) Peter der Zweite, Graf von Savoyen, Markgraf in Italien, doc. 749, pagg 431 - 436
  18. ^ (LA) Mémoires et documents publiés par la Société d'histoire et d'archéologie de Genève - tome XXXVI, doc. 749, pag 321
  19. ^ a b (FR) Histoire de Savoie, Pag 255
  20. ^ (LA) Peter der Zweite Graf von Savoyen, Markgraf in Italien, sein Haus und seine Lande, doc. 752, pagg. 438 e 439
  21. ^ (FR) Histoire de la Maison de Savoie, Volume 1, pag 273
  22. ^ a b (FR) Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, pag 348
  23. ^ (LA) Peter der Zweite, Graf von Savoyen, Markgraf in Italien, doc. 814, pag. 465
  24. ^ (FR) Mémoires et documents publiés par la Société savoisienne, pag 329
  25. ^ (FR) Histoire de Savoie, pag 265
  26. ^ (LA) Chartes du diocèse de Maurienne, pag 348
  27. ^ (FR) Histoire de Savoie, pag 263
  28. ^ A. de Gerbaix de Sonnaz. "Mémoire historique sur Louis II de Savoire, sire de Vaud, sénateur de Rome (1310–1312), de 1275 à 1349". Mémoires de l'Académie royale de Savoie (5th series, 1908), I.
  29. ^ (FR) Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, pagg 316 e 317
  30. ^ (FR) Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, pag 317
  31. ^ (FR) Histoire de la Maison de Savoie, Volume 1, pag 277
  32. ^ (FR) Histoire de Savoie, Pag 264, nota 3
  33. ^ (FR) Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, pag 350
  34. ^ (LA) Allobrogibus libri novem, pagg. 441 - 443
  35. ^ (FR) Histoire de la Maison de Savoie, Volume 1, pagg 277 e 278
  36. ^ a b (FR) Histoire de la Maison de Savoie, Volume 1, pag 298
  37. ^ (FR) Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, pag 356
  38. ^ a b (FR) Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, pag 357
  39. ^ (IT) Sezione Corte -> Testamenti de' sovrani, e principi della Real Casa di Savoia in Materie politiche per rapporto all'interno (Inventario n. 104) fascicoli 1-8 -> Testamenti -> Mazzo 1.4 -> Fascicolo 24
  40. ^ (FR) Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, pag 359
  41. ^ (FR) Histoire de Savoie, Pag 274
  42. ^ (FR) Histoire de Savoie, Pag 274, nota 1
  43. ^ (FR) Histoire de Savoie, Pag 275
  44. ^ (FR) Histoire de la Maison de Savoie, Volume 1, pag 278
  45. ^ (FR) Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, pagg 359 e 360
  46. ^ (FR) Histoire de la Maison de Savoie, Volume 1, pag 290
  47. ^ (FR) Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, pag 363
  48. ^ (FR) Histoire de la Maison de Savoie, Volume 1, pag 296
  49. ^ (FR) Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, pag 362
  50. ^ (FR) Histoire de la Maison de Savoie, Volume 1, pagg 289 - 296
  51. ^ (FR) Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, pag 364
  52. ^ (FR) Histoire de Savoie, Pag 284
  53. ^ (LA) Mémoires et documents publiés par la Société d'histoire et d'archéologie de Genève - tome 9, n* 44, pag 306
  54. ^ (IT) Sezione Corte -> Matrimoni Real Casa di Savoia in Materie politiche per rapporto all'interno [Inventario n. 102 -> fascicoli 3.5 -> Matrimoni -> Mazzo 3.2]
  55. ^ (IT) Sezione Corte -> Matrimoni Real Casa di Savoia in Materie politiche per rapporto all'interno [Inventario n. 102 -> fascicoli 3.5 -> Matrimoni -> Mazzo 3.2 -> Fascicolo 1]
  56. ^ (FR) Histoire de la Maison de Savoie, Volume 1, pag 280

BibliografiaModifica

Fonti primarieModifica

Letteratura storiograficaModifica

Voci correlateModifica

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