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StoriaModifica

 
La cattedrale di Chartres

Chartres è situata in una regione abitata fin dalla preistoria, come attestano i monumenti megalitici e gli oggetti dell'epoca neolitica.

L'attuale dipartimento dell'Eure-et-Loir corrisponde alla parte centrale del territorio dei Carnuti, di cui Chartres era la capitale, sotto il nome di Autricum. Chartres-Autricum fu una grande città, fornita di acqua da due acquedotti, e vi si trovava un importante anfiteatro, almeno un foro e anche dei templi.

Evangelizzata verso la metà del III secolo da Saint Altin e Saint Eodald, alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, la Diocesi di Chartres era una delle più grandi della Gallia.

La città dovette fronteggiare le invasioni normanne dei secoli IX e X.

Nell'876, un dono del re di Francia, Carlo il Calvo (823 – 877), il "Voile de la Vierge", fu all'origine di un importante movimento di pellegrinaggi che fecero la ricchezza della città e la potenza delle istituzioni religiose locali.

Un'altra fonte di questa ricchezza consisteva nella ricchezza della Beauce, in cui il capitolo della cattedrale possedeva grandi domini. Con questa ricchezza e con questa potenza vennero costruite le cattedrali successive.

Questa ricchezza materiale produsse anche una grande rinomanza intellettuale: il vescovo Fulberto di Chartres si trovò all'origine dello sviluppo della Scuola di Chartres che si sviluppò durante circa due secoli. Accanto a sindaci celebri come Thierry di Chartres o anche Bernardo di Chartres, si deve anche notare il posto del vescovo Yves di Chartres, che fu uno dei grandi canonisti della Chiesa.

Nell'anno mille, Gilduin de Breteuil (detto anche d'Haudouin o Geldouin), progenitore dell'omonimo casato, Signore di Nanteuil-Le-Haudouin, di Ramerupt, di Creil e di Breteuil, divenne il visconte di Chartres e Grand Maître de France nell'anno mille con Re Roberto II di Francia, sposo di Emmeline de Chartres nel 1028 e padre di Adèle de Breteuil, che diventerà moglie di Raoul de Valois-Crépy, conte di Crépy-Valois, Amiens e Bar-sur-Aube[2]. Da lui discende la famiglia de Nanteuil (di Natoli).

La qualità delle chiese attesta l'ampiezza del movimento religioso e la prosperità economica dei secoli XII e XIII.

Nel dominio politico e militare, il re di Francia Luigi il Grosso ridusse alla mercé, al prezzo di una lunga lotta, il signore del Puiset, la cui potenza era una sfida alla monarchia.

Durante la guerra dei Cento Anni, questa regione, al centro della Francia ed al cuore dei domini reali, soffrì molto. A Brétigny, piccola frazione a sud di Chartres, l'8 maggio 1360 fu firmato un trattato di tregua tra gli inglesi ed il re di Francia Giovanni il Buono. Più tardi, a sud di questo dipartimento si svolse l'episodio memorabile della battaglia delle Aringhe, che vide un convoglio di viveri destinato agli assediati di Orléans fermato dagli inglesi.

Dopo essere stata l'appannaggio di Carlo di Valois, padre di Filippo VI di Francia, la contea di Chartres fu eretta in ducato da Francesco I di Francia, nel 1528 a profitto di Renata di Francia, duchessa di Ferrara. Vanamente attaccata dai protestanti nel 1568, la città fu presa, dopo un lungo assedio[3], nel 1591 da Enrico IV, che si fece incoronare nella cattedrale il 27 febbraio 1594.

Luigi XIV donò il ducato di Chartres alla casa di Orléans, il cui erede, fino a Luigi Filippo I, portò il titolo di duca di Chartres.

Dopo la Rivoluzione francese, l'entrata nel mondo contemporaneo fu segnata da dei progressi importanti come l'arrivo della ferrovia con l'inaugurazione della stazione nel 1849, la messa in funzione del tram nel 1899 o ancora la creazione, nel 1909, tra i primi di Francia, dell'aeroporto, dove diversi piloti acquisirono la celebrità come Farman e Latham.

La città ebbe ancora la sua parte di sofferenze nella prima metà del XX secolo con i bombardamenti del 15 agosto 1918, del giugno 1940 e del maggio 1944. Sempre nel 1940, Jean Moulin, allora prefetto dell'Eure-et-Loir, ebbe le sue prime contese con le truppe del Terzo Reich. La città fu liberata dagli americani il 18 agosto 1944.

A partire dalla seconda metà del XX secolo, Chartres ha conosciuto una vera trasformazione economica e sociale caratterizzata dal lavoro, dall'aumento della popolazione e dalla creazione dei quartieri di La Madeleine e di Beaulieu.

Nel ventunesimo secolo Chartres vuole essere dinamica tanto nel settore del lavoro, quanto in quello della cultura. In questo si caratterizza per l'inaugurazione del «Centre international du Vitrail», per la creazione della «Cosmetic Valley» e per la realizzazione di manifestazioni come la Festa della Luce.

ArteModifica

Cattedrali e chieseModifica

La città è molto conosciuta per la sua Cattedrale. Fu costruita agli inizi del XIII secolo, per la maggior parte in 30 anni. L'attuale cattedrale, di architettura gotica, è stata costruita sulle rovine di una precedente cattedrale, romanica, distrutta da un incendio nel 1194. La sua importanza storica e culturale è riconosciuta anche dall'UNESCO.

L'abbazia di San Pietro [1], datata soprattutto dal XIII secolo, contiene, oltre a qualche bella vetrata, dodici rappresentazioni degli apostoli in smalto, eseguite intorno al 1547 da Léonard Limosin. Delle altre chiese di Chartres, notevoli sono St Aignan (XIII, XVI e XVII secolo) e St Martin-au-Val (XII secolo).

MuseiModifica

  • Musée des Beaux-Arts, museo d'arte (ubicato vicino alla Cattedrale di Chartres) ospitato nel precedente palazzo episcopale. Opere di Francisco de Zurbarán, Chardin, Boucher, Fragonard, Corot, Paul Sérusier, André Derain, Maurice de Vlaminck, Léonard Limosin e Chaïm Soutine.
  • Le Grenier de l'Histoire Musée, museo storico specializzato in uniformi militari e accessori;
  • Le Centre International du Vitrail, un laboratorio-museo e centro culturale dedicato all'arte del vetro colorato;
  • Muséum de sciences naturelles et de la préhistoire, Museo di Scienze Naturali e della Preistoria;
  • Conservatoire du Machinisme et des Pratiques Agricoles, un museo agricolo.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti

 

AmministrazioneModifica

GemellaggiModifica

Patti di amicizia:

NoteModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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