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Chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini (Napoli)

chiesa in Napoli
Chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini
Trini4na.jpg
Facciata
StatoItalia Italia
RegioneCampania
LocalitàNapoli
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Arcidiocesi Napoli
Stile architettonicobarocco

Coordinate: 40°50′51.14″N 14°14′50.82″E / 40.84754°N 14.24745°E40.84754; 14.24745

Interno

La chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini è una chiesa di Napoli, ubicata in via Portamedina, nel centro storico della città

Cenni storiciModifica

L'edificio di culto e l'omonimo ospedale sono stati fondati dal cavaliere gerosolimitano Fabrizio Pignatelli di Monteleone nel XVI secolo; in seguito, il complesso, venne affidato alla Confraternita della Santissima Trinità.

L'ospedale ivi annesso, la cui struttura fu disegnata da Carlo Vanvitelli, fu ampliato nel 1769 e con l'occasione fu realizzato anche l'ampliamento della chiesa (1792-1796)[1], che assunse così l'aspetto che mostra ancora oggi.

DescrizioneModifica

 
Cupola

La facciata è caratterizzata dalle pregevoli statue in stucco di Angelo Viva, raffiguranti San Filippo Neri e San Gennaro e riproduce quella originale di epoca cinquecentesca.

L'architettura del tempio è alquanto singolare; la pianta è formata da due ottagoni uniti da un rettangolo, con il primo ottagono che assume la funzione di navata ed il secondo che funge da oratorio, mentre il rettangolo è il presbiterio.

Gli altari laterali (tre per lato) sono sormontati da pregevoli tele di Onofrio Palumbo (Il San Gennaro che allontana i fulmini da Napoli fu eseguito con la collaborazione di Didier Barra), Andrea Vaccaro, Francesco Fracanzano, Giacomo Farelli e Marcantonio del Santo. Alle spalle della settecentesca balaustra in marmi policromi vi è il presbiterio, il quale è dominato dall'imponente altare maggiore (sul quale si staglia La Santissima Trinità, gruppo scultoreo in stucco di Angelo Viva) ed è arricchito da quattro grandi tele di Giacinto Diano collocate lungo le pareti. Gli affreschi monocromo della cupola si devono alla mano di Melchiorre De Gregorio.

Alle spalle del presbiterio vi è un piccolo vano di raccordo (la cui volta venne affrescata da Crescenzo Gamba), dopo il quale si giunge al coro (usato come oratorio dall'Arciconfraternita). Quest'ambiente venne progettato da Giovanni Antonio Medrano e decorato sotto la direzione di Giuseppe Astarita. Esso è delimitato da imponenti stalli in legno di noce e contiene tele di Francesco De Mura (di sua mano è La Vergine che intercede la Santissima Trinità per le anime del Purgatorio) e Paolo De Majo.

Nella sacrestia si ammira sull'altare una tela di Giuseppe Bonito; mentre negli altri ambienti dell'Arciconfraternita sono conservate numerose opere d'arte (dipinti, sculture, paramenti sacri), risalenti a diverse epoche e pervenute soprattutto grazie a donazioni.

Altre immaginiModifica

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Vincenzo Regina, Le chiese di Napoli. Viaggio indimenticabile attraverso la storia artistica, architettonica, letteraria, civile e spirituale della Napoli sacra, Newton e Compton editore, Napoli 2004.
  • Alfonso D'Orsi, Le sculture della Passione. Memorie della settimana santa tra XVI e XVII secolo nell'Arciconfraternita dei Pellegrini di Napoli, Napoli, Guida, 2012.

Voci correlateModifica

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