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Chiesa di San Biagio (Forlì)

edificio religioso di Forlì
Chiesa di San Biagio
Chiesa San Biagio Forlì.JPG
StatoItalia Italia
RegioneEmilia Romagna
LocalitàForlì
Religionecattolicesimo
Titolaresan Biagio
Diocesi Forlì-Bertinoro
Consacrazione1953

La chiesa di San Biagio è una chiesa parrocchiale del centro storico di Forlì. L'edificio è costruito sui resti della precedente chiesa, ricalcandone parzialmente le forme esterne, distrutta dai bombardamenti del 1944[1]. Al suo interno ospita alcune opere d'arte di valore, tra cui una Immacolata Concezione di Guido Reni[1].

Indice

Storia e descrizioneModifica

 
La precedente chiesa di San Biagio, distrutta dai bombardamenti nel 1944, come appariva a inizio Novecento
 
San Giacomo Maggiore e il miracolo degli uccelli selvatici nella perduta Cappella Feo, distrutta nel 1944

L'attuale chiesa venne edificata sulle fondazioni dell'antica chiesa di San Biagio nel dopoguerra (1952). L'antica chiesa, consacrata nel 1433 e rimaneggiata nel Seicento, venne distrutta nel 1944 dai bombardamenti.

La chiesa è a navata unica, con il soffitto a travature scoperte e un porticato davanti.

All'interno si trovano delle opere d'arte scampate alla distruzione, come un trittico tardo quattrocentesco, rappresentante la Madonna in Trono col Bambino e i Santi, posto sul primo altare di sinistra e realizzato dal Palmezzano. Sul primo altare di destra invece è sistemata una tela di Guido Reni, si tratta di un'Immacolata Concezione probabilmente realizzata nel 1627. Sui gradini del presbiterio inoltre è collocata la quattrocentesca acquasantiera in marmo bianco al centro del quale si distingue una piccola rana.

Gli affreschi che un tempo decoravano la Cappella Feo (1493-94) di Melozzo da Forlì e di Marco Palmezzano sono stati distrutti dai bombardamenti dell'autunno del 1944. La cappella, dedicata a san Giacomo maggiore, fu commissionata da Caterina Sforza, Signora di Forlì, come cappella gentilizia per la famiglia del suo amante Giacomo Feo, ucciso nel 1495 e qui sepolto. Vi si trovava anche il sepolcro di Barbara Manfredi, moglie di Pino III Ordelaffi: reduce dai bombardamenti, e dopo lunghi restauri, si trova oggi nell'abbazia di San Mercuriale.

NoteModifica

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