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Pino III Ordelaffi
Pino III ordelaffi.JPG
Pino III Ordelaffi
(busto di Francesco di Simone Ferrucci, Pinacoteca comunale di Forlì)
Signore di Forlì
Stemma
In carica 1466-1480
Predecessore Francesco IV Ordelaffi
Successore Sinibaldo II Ordelaffi
Nascita Forlì, 11 marzo 1436
Morte Forlì, 10 febbraio 1480
Luogo di sepoltura chiesa di San Girolamo, Forlì
Padre Antonio Ordelaffi
Madre Caterina Rangoni
Coniugi Barbara Manfredi
Zaffira Manfredi
Lucrezia Pico della Mirandola
Figli
  • Sinibaldo II (naturale)
  • Caterina (naturale)
  • Lucrezia (naturale)
Religione cattolicesimo
Signori di Forlì
Ordelaffi
Coa fam ITA ordelaffi.jpg

Scarpetta
Francesco I
Francesco II
Figli
  • Sinibaldo
  • Onestina
  • Giovanni
  • Scarpetta II
  • Ludovico
Sinibaldo
Pino II
Figli
  • Giovanna
  • Giovanni
  • Giovanni
  • Luigi
Francesco III
Figli
Giorgio
Figli
Tebaldo
Antonio
Figli
Francesco IV
Figli
Pino III
Figli
  • Sinibaldo II (naturale)
  • Caterina (naturale)
  • Lucrezia (naturale)
Sinibaldo II
Antonio Maria
Ludovico II
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Pino III Ordelaffi (Forlì, 11 marzo 1436Forlì, 10 febbraio 1480) fu signore di Forlì dal 1466 al 1480.

BiografiaModifica

Figlio di Antonio Ordelaffi e di Caterina Rangoni, fratello di Francesco IV detto Cecco, cui succedette, sposò Barbara Manfredi, poi Zaffira Manfredi (morta nel 1473) e infine Lucrezia Pico della Mirandola. Non ebbe prole legittima.[1]

Barbara Manfredi, figlia del signore di Faenza Astorre II, o Astorgio II, venne promessa, all'età di sette anni, a Pino, che effettivamente sposò nel 1462. La loro unione fu piuttosto inquietante per le vicende tragiche e i presunti delitti che la caratterizzarono.[2]

Nel 1463 Pino, ammalatosi gravemente, fu sospettato di aver avvelenato con l'arsenico il fratello Francesco. In seguito Pino guarì. In altro periodo, però, sarà Francesco nel 1466 ad essere infermo e Barbara Manfredi tentò a sua volta, vanamente, di intossicare anche lui, che venne infine realmente ucciso da un ufficiale.[3]

Pino diventò, dunque, signore di Forlì, posizione che consolidò anche grazie all'appoggio della potente repubblica di Venezia che aveva molti interessi nel territorio degli Ordelaffi.[4]

Le suddette singolari circostanze, tuttavia, non si esaurirono: la moglie di Pino, Barbara, morì all'improvviso, mentre il padre di lei sospettò immediatamente che il marito potesse averla avvelenata per gelosia.[5]

La situazione con i Manfredi di Faenza era seriamente compromessa e Pino si avvicinò, pertanto, ai Manfredi di Imola. Anche la seconda consorte, Zaffira Manfredi, morì inaspettatamente dopo due anni di matrimonio. Le cose andarono meglio, invece, alla terza, Lucrezia Pico, che sopravvisse a Pino, ma fu tacitamente accusata di averlo avvelenato.[6]

In memoria di Barbara Manfredi, per dimostrare l'affetto che sentiva per lei, Pino fece realizzare un bellissimo monumento funebre, opera di Francesco di Simone Ferrucci da Fiesole, che, collocato originariamente nella chiesa forlivese di San Biagio in San Girolamo, distrutta da un bombardamento durante la seconda guerra mondiale, è ora visibile nella suggestiva abbazia di San Mercuriale di Forlì.[7]

Il terzultimo signore di Forlì si dedicò, invero, attivamente al benessere dei sudditi e, sotto la sua amministrazione, ci fu prosperità e aumentò il prestigio della corte. Fu un impegnato mecenate e protesse valenti artisti. Arricchì il palazzo di città e fortificò la rocca di Ravaldino, fece costruire nuove chiese impreziosendole con opere d'arte.[8]

Pino morì, all'età di 44 anni, il 10 febbraio 1480, dopo una cena in casa del suo segretario di corte Luffo Numai. Fu inumato nella chiesa di San Girolamo a Forlì. Lasciò il suo patrimonio ai figli naturali Caterina e Sinibaldo II. Quest'ultimo gli succedette per un brevissimo periodo sotto la tutela di Lucrezia Pico. L'ultimo signore di Forlì sarà Antonio Maria Ordelaffi, figlio di Francesco IV Ordelaffi, fratello di Pino, che governò tra il 1503 e il 1504, dopo l'amministrazione di Caterina Sforza e l'occupazione di Cesare Borgia. Il territorio verrà annesso allo Stato Pontificio.[9]

NoteModifica

  1. ^ Pecci, p. 262
  2. ^ Spada, Gli Ordelaffi, p. 259
  3. ^ Pecci, p. 268
  4. ^ Spada, Magnifico Signore, p. 28
  5. ^ Spada, Gli Ordelaffi, p. 264
  6. ^ Spada, Magnifico Signore, p. 40
  7. ^ Spada, Gli Ordelaffi, p. 300
  8. ^ Pecci, p. 284
  9. ^ Pecci, pp. 289-292

BibliografiaModifica

  • Giuseppe Pecci, Gli Ordelaffi, Lega, Faenza 1974.
  • Sergio Spada, Gli Ordelaffi Signori di forlì e Cesena, Il Ponte Vecchio, Cesena 2011.
  • Sergio Spada, Magnifico Signore. Pino III Ordelaffi, l'ultimo signore di Forlì, Balestra, Forlì 1999.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN20531258 · ISNI (EN0000 0000 1582 4003 · GND (DE121192520 · CERL cnp00563823 · WorldCat Identities (EN20531258
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