Chiesa di Santo Stanislao dei Polacchi

chiesa nazionale dei Polacchi a Roma
Chiesa di Santo Stanislao dei Polacchi
Eglise Santo Stanislao dei Polacchi.JPG
Facciata
StatoItalia Italia
RegioneLazio
LocalitàRoma
Religionecattolica di rito romano
TitolareStanislao di Cracovia
Diocesi Roma
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzione1582

Coordinate: 41°53′41.06″N 12°28′45.3″E / 41.89474°N 12.47925°E41.89474; 12.47925

La chiesa di Santo Stanislao dei Polacchi è un luogo di culto cattolico di Roma, nel rione Sant'Angelo, situata in via delle Botteghe Oscure. È la chiesa nazionale dei polacchi residenti a Roma.

StoriaModifica

Essa risale all'antica San Salvatore in pensilis de Sorraca, chiesa medievale ricordata in alcuni documenti del 1174 e del 1209. Un'epigrafe oggi conservata nell'androne d'ingresso del Palazzo Busiri in via Aurora fa riferimento alla ricostruzione della chiesa, fatta il 27 ottobre 1285 «per venerabilem Hieronymum episcopum Prenestinum»: questa lapide è tutto ciò che resta dell'antica chiesa medievale. Essa era costruita sui resti del Circo Flaminio e da qui ne ricavava il nome: per Armellini i pensili erano i palchi entro i quali lavoravano le prostitute; per altri era una deformazione del tedesco pisil, fornace, in riferimento alle fornaci del circo. L'appellativo de Sorraca fa riferimento invece ad una famiglia con questo nome.

Papa Gregorio XIII concesse la chiesa al cardinale polacco Stanislao Osio, che nel 1580 fece rifare completamente la chiesa, che divenne chiesa nazionale dei polacchi a Roma, e la dedicò al patrono della Polonia, san Stanislao Szczepanowski.

DescrizioneModifica

 
Vista del presbiterio
 
La Gloria di San Stanislao sulla volta della navata

Oggi la chiesa deve il suo aspetto attuale a lavori del Settecento che interessarono anche gli edifici adiacenti; i lavori furono diretti da Ignazio Brocchi, architetto del re di Polonia Stanislao Augusto Poniatowski, la facciata è opera di Francesco Ferrari (1735). L'interno della chiesa è a navata unica; la volta, riccamente decorata, rappresenta la Gloria di San Stanislao di Ermenegildo Costantini. All'altare maggiore, Gesù con i santi Stanislao e Giacinto di Antiveduto Gramatica (fine XVI secolo). Presenti altre opere settecentesche di artisti polacchi, Taddeo Kuntze ed altri.

Sulla cantoria in controfacciata si trova l'organo a canne Tamburini opus 168 del 1936; a trasmissione elettrica con somiere a doppio scompartimento, dispone di 16 registri su due manuali e pedale ed è integralmente racchiuso entro cassa espressiva.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN248770131