Lingua polacca

lingua slava occidentale
Polacco
Polski
Parlato in Polonia, Bielorussia, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Israele, Lituania, Romania, Slovacchia, Ucraina
Locutori
Totale 44 milioni
Classifica 28
Altre informazioni
Scrittura Alfabeto latino modificato
Tipo SVO flessiva (ordine libero)
Tassonomia
Filogenesi Lingue indoeuropee
 Lingue slave
  Lingue slave occidentali
   Lingue lechitiche
    Lingua polacca
Statuto ufficiale
Ufficiale in Europa Europa
Polonia Polonia
Regolato da Consiglio della Lingua Polacca
Codici di classificazione
ISO 639-1 pl
ISO 639-2 pol
ISO 639-3 pol (EN)
Glottolog poli1260 (EN)
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti umani, art. 1
Wszyscy ludzie rodzą się wolni i równi pod względem swej godności i swych praw. Są oni obdarzeni rozumem i sumieniem i powinni postępować wobec innych w duchu braterstwa.

La lingua polacca è una lingua slava occidentale parlata in Polonia e numerosi altri stati.

Indice

Distribuzione geograficaModifica

Il polacco è parlato come lingua madre da circa quarantaquattro milioni di persone[1] in Polonia e in altri stati come: Australia, Austria, Azerbaigian, Bielorussia, Canada, Croazia, Emirati Arabi, Estonia, Finlandia, Germania, Ungheria, Israele, Kazakistan, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Stati Uniti d'America, Ucraina. È studiato come seconda lingua da 10.000 persone in tutto il mondo[2].

Numero di locutori
Paesi Persone
Polonia
Stati Uniti
Ucraina
Germania
Bielorussia
Lituania
Canada
Brasile
Israele
Russia
Kazakistan
Lettonia
Austria
Slovacchia
Rep. Ceca
Ungheria
Australia
Romania
Azerbaigian
Estonia
38 000 000
2 438 000
1 151 000
1 000 000
403 000
258 000
225 000
150 000
100 000
94 000
61 500
57 000
50 000
50 000
39 000
21 000
13 783
10 000
1 300
600

Lingua ufficialeModifica

Il polacco è lingua ufficiale della Polonia.

ClassificazioneModifica

Secondo Ethnologue,[3] la classificazione della lingua polacca è la seguente:

StoriaModifica

Il polacco come lingua letteraria sorse tra il Quattrocento e il Cinquecento. L'ortografia si sviluppò gradualmente - molti autori ed editori proposero le proprie idee e modifiche. L'ortografia così inventata, con cambiamenti minori, viene usata ancora oggi.

Il polacco è sempre stato (e lo è ancora oggi) influenzato dalle lingue straniere, soprattutto il latino, il greco, il tedesco, l'italiano, il francese, il russo e l'inglese.

La base è slava, con una buona parte del vocabolario e della fraseologia che è di origine latina o greca. I prestiti dall'italiano si possono trovare, come in altre lingue, in ambito culinario, ad esempio makaron (pasta, maccheroni), e musicale (specie classico): sonet (sonetto), solista (solista). Più interessanti sono i prestiti dei nomi di alcune verdure, come pomidor (pomodoro), cebula (cipolla), sałata (lattuga, da insalata), por (porro), cukinia (pronunciato zuchinia, zucchina) dovuti pare a Bona Sforza d'Aragona (1494 - 1557), figlia del duca di Milano Gian Galeazzo, regina di Polonia, che importò alcune verdure dall'Italia, oltre ad aver contribuito alla diffusione della cultura rinascimentale italiana.

Comunque fenomeni d'influenze come quelle sopra citate non sono una eccezione, essendo esse tipiche di tante altre lingue, influenzate in passato dall'Impero romano, più tardi dalla Chiesa cattolica e ultimamente dalla globalizzazione e da internet.

Invece molto più sorprendente nella lingua polacca o nelle altre lingue slave è l'influenza delle lingue slave spesso sulla base d'altre lingue non slave[non chiaro].

Un polacco, in media, conosce ed usa per comunicare circa 15.000 parole ma ne conosce e capisce ben 30.000 in tutto che però non usa. Ci sono anche le dovute eccezioni in cui viene dimostrato che è possibile conoscerne anche ben 100.000[4]. Secondo alcuni studi dell'Università di Białystok, per parlare in polacco è necessario conoscerne solo 1.200[5]

Fonologia e pronunciaModifica

Il polacco è una lingua ad accento fisso. L'accento fonico delle parole cade sempre sulla penultima sillaba (serwetka, tovagliolo; woda, acqua; zatrzymywać, fermare). Esiste comunque un segno diacritico che può assomigliargli (Ćć, Ńń, Śś, Źź) che comunque non ha nulla a che vedere con un accento, ma indica che quella consonante non è dura ma molle. La pronuncia polacca è molto più ricca di suoni rispetto a quella italiana.

VOCALI

In polacco sono presenti ben nove lettere con funzione di vocali: A, E, I, Y, O, Ó, U, Ą ed Ę. Questo è l'ordine con cui sono definite queste lettere, che differisce da quello alfabetico, in cui Y viene dopo O, Ó e U / Ą ed Ę vengono rispettivamente dopo A ed E. La pronuncia delle nove vocali non è relativamente difficile per un parlante italiano.

  • Aa ha lo stesso suono come in italiano.

kobieta (donna)

jabłko (mela)

  • Ee si pronuncia come in italiano e ha sempre suono aperto, come in "bèllo", anche quando l'accento non cade su di essa.

pies (cane)

  • Ii suona come in italiano.

Internet (pron. [int'ɛrnɛ̯t], Internet)

  • Yy si pronuncia [ɨ], suono presente in alcune altre lingue, ad esempio la lingua romena.

luty (pron. ['lutɨ], febbraio)

  • Oo si pronuncia come in italiano e ha sempre suono aperto, come in "pòco", anche quando l'accento non cade su di essa.

kot (gatto)

telefon (pron. [tɛ'lɛfɔn] ma le due "e" e la "o" sono sempre aperte, telefono)

  • Óó e Uu hanno lo stesso suono, che corrisponde alla "u" italiana

góra (pron ['gura], montagna)

lubić (v. amare)

  • Ąą è simile alla scrittura francese "-on", come nella parola francese "maison" (casa). Non compare mai a inizio parola.

początek (pron. [pɔt͡ʃɔ̃tɛk], inizio)

  • Ęę ha suono simile alla grafia francese "-in" come nel francese "matin" (mattino). Non compare mai a inizio parola.

mężczyzna (uomo)

ręka (mano)

SEMIVOCALI

Come l'italiano, anche il polacco ha due semivocali, che però si realizzano con lettere diverse.

  • Jj, corrisponde alla "i" semivocalica italiana di "ieri".

maj (pron. [maj], maggio)

jeść (pron. [jɛʃt͡ʃ], mangiare)

  • Łł, corrisponde alla "u" semivocalica italiana di "uomo".

poniedziałek (pron. [pɔnjɛ'd͡ʒjawɛk], lunedì)

łatwy (pron. ['watvɨ], facile, semplice)

CONSONANTI

Il sistema consonantico è la parte "più difficile" del polacco per un italiano. Da esso sono escluse le lettere Qq, Vv e Xx, che si utilizzano raramente solo in prestiti stranieri (comunque tendono a loro volta a essere rimpiazzate rispettivamente da "kw", "w" e "ks", come in kwarc , weranda , ekstra).

  • Bb suona esattamente come in italiano.

być (pron. [bɨt͡ʃ], v. essere)

  • Cc suona sempre "ts", come la "z" nell'italiano "addizione", se seguita da "a", "e", "o", "ó" oppure "u" o se è l'ultima lettera della parola.

lipiec (pron. ['lipjets], luglio)

Se abbinata a "z" (cz) si pronuncia come la "c" in "cesto". Quest'ultima pronuncia si ha anche con la scrittura "ci".

czwartek (pron. [t͡ʃv'artɛk], giovedì)

dwanaście (pron. [dvan'aʃt͡ʃjɛ], dodici)

  • Ćć ha suono molto simile a "cz".

pić (pron. [pit͡ʃ], v. bere)

  • Dd ed Ff hanno stessa pronuncia come in italiano.

droga (strada)

fabryka (fabbrica, azienda)

  • Gg suona sempre dura come in "gomma".

gitara (pron. [gi'tara], chitarra)

  • Hh e il digramma "ch" si pronunciano entrambi [x], ossia come nel tedesco "Achtung".

dach (pron. [dax], tetto)

  • Kk ha sempre suono duro come in "comune".

krokodyl (pron. [krɔ'kɔdɨl], da ricordare che l'accento è sulla 2ª "o", coccodrillo)

  • Ll, Mm ed Nn corrispondono all'italiano.

lód (pron. [lud], ghiaccio)

mieć (pron. [mjɛt͡ʃ], v. avere)

nie (no)

  • Ńń è simile al digramma italiano "gn" della parola "gnomo". Quando eseguite questo suono cercate di riprodurlo più dolce e sfumato di quello italiano, in quanto non sono perfettamente uguali. Nessuna parola polacca comincia per questa lettera. Questa pronuncia è resa anche dalla scrittura "ni", che si pronuncia così solo a inizio di parola, altrimenti come in italiano.

koń (pron. [kɔɳ], cavallo)

niańka (pron. ['ɳjaɳka], infermiera)

oni (pron. ['ɔni], loro)

  • Pp ed Rr corrispondono ai fonemi italiani.

pojęcie (pron. [pɔ'jɜ̃t͡ʃjɛ], idea, concetto)

krowa (pron. ['krɔva], mucca)

  • Ss ha sempre suono sordo, come il "sole".

Se abbinata a "z" (sz) si pronuncerà "sh" come in "scena". Quest'ultima pronuncia si ha anche con la scrittura "si".

sobota (pron. [sob'ɔta], sabato)

szukać (pron. ['ʃukat͡ʃ], v. cercare)

sierpień (pron. ['ʃjɛrpjɛɳ], agosto)

  • Śś si pronuncia similmente a "sz".

środa (pron. ['ʃrɔda], mercoledì)

  • Tt corrisponde alla "t" italiana.

tak (sì)

  • Ww si legge come la "v" italiana.

wtorek (pron. ['vtɔrɛk] con "e" aperta, martedì)

  • Zz si legge come la "s" in "rosa".

La scrittura "zi" e il digramma "rz" suonano entrambi come la "j" nel francese "jour" (giorno).

ząb (pron. [zɔ̃p], ricorda che ą è suono nasale, dente)

zima (pron. ['ʒima], inverno)

rzeka (pron. ['ʒɛka], fiume, corso d'acqua)

  • Źź e Żż hanno suono assai simile, sempre come la "j" in francese nella parola "jaune" (giallo). La differenza di pronuncia fra le due lettere è molto sottile e poco percettibile, ma "ź" corrisponde alla trascrizione fonetica [ʑ], mentre "ż" a [ʐ]. Questi due suoni sono spesso rappresentati sotto [ʒ].

październik (pron. [paʒ'd͡ʒjɛrnik], ottobre)

żyć (pron. [ʒɨt͡ʃ], abitare, vivere)

DIGRAMMI

Sono presenti sette digrammi in polacco:

  • ch, che non ha un corrispettivo suono in italiano, ma ce l'ha spesso in tedesco [x], per esempio nella parola "Loch" (buco)

chomik (pron. ['xɔmik], criceto);

  • cz, come la "c" in "cicala"

czas (pron. [t͡ʃas], tempo)

  • dz, come la "z" di "zaino"

dzban (barattolo, contenitore);

  • / , come la "g" in "gelato"

em (marmellata)

więk (suono);

  • rz, come la "s" nell'inglese "television"

wrzesień (pron. ['vʒɛʃjɛɳ], settembre);

  • sz, come "sc" della parola "scienza"

kaszleć (pron. ['kaʃlɛt͡ʃ], tossire)

TRIGRAMMI

È presente un solo trigramma.

  • dzi, come "gi" di "giraffa".

niedziela (pron. [njɛd͡ʒ'jɛla], domenica)

NOTA BENE:

czć

h = ch

szś

rz = żź

Le differenze dialettali in polacco sono relativamente piccole. Tra quelli che maggiormente si distinguono ci sono il dialetto della Slesia e il dialetto montanaro, parlato nei rilievi montuosi dei Carpazi occidentali, anche detti Monti Tatra, nei pressi della nota località di Zakopane, vicino al confine slovacco.

GrammaticaModifica

Nella lingua polacca non ci sono articoli (kapelusz può significare cappello, un cappello o il cappello a seconda del contesto). Ci sono due numeri grammaticali (singolare e plurale). Al singolare ci sono tre generi grammaticali (maschile, femminile, neutro). Al plurale, invece, funziona un'altra distinzione: tra il virile (persone maschili) e il non-virile (le altre persone, animali e oggetti). Per esempio il sostantivo mechanik (meccanico) è maschile e virile, kot (gatto) è maschile e non-virile. Ci sono sette casi: nominativo, genitivo, dativo, accusativo, strumentale, locativo, vocativo. Nella coniugazione dei verbi ci sono tre tempi (presente, futuro, passato) e tre modi (indicativo, condizionale, imperativo). Come nella maggior parte delle altre lingue slave, anche in polacco si è conservato l'aspetto verbale che contraddistingue i verbi in perfettivi (dokonane), che designano un'azione compiuta, e imperfettivi (niedokonane), che indicano un'azione incompiuta, in via di svolgimento, abituale o ripetuta nel tempo.

SostantiviModifica

La classificazione suddetta per i sostantivi è più utile da un punto di vista strettamente grammaticale piuttosto che didattico. Didatticamente è molto più produttivo imparare le regole di derivazione della desinenza a seconda del caso, piuttosto che suddividere i nomi in classi. Il fatto che un nome sia personale o meno ha importanza in alcuni casi grammaticali mentre per altri è più importante che il suono consonantico finale (tema) sia duro o molle quindi si ricorderà la regola solo in tali casi; per altri si distingue tra esseri animati ed inanimati.

Più in generale per questa lingua, è più semplice imparare le regole caso per caso piuttosto che tentare di raggruppare le parole in classi (metodo invece molto utile in latino). Ad esempio si può riassumere lo strumentale con poche regole[6]:

  • maschile e neutro singolare: -em; femminile singolare ą
  • plurale (tutti i casi): -ami

È anche vero che non tutti i casi sono così semplici.

Nome maschile di cosa inanimata: czas, tempoModifica

Note:

  • Accusativo = Nominativo;
  • Vocativo = Locativo (sing.);
  • Genitivo: -a, -u
Caso (przypadek) Singolare (liczba pojedyncza) Plurale (liczba mnoga)
Nominativo (mianownik) czas czasy
Genitivo (dopełniacz) czasu czasów
Dativo (celownik) czasowi czasom
Accusativo (biernik) czas czasy
Strumentale (narzędnik) czasem czasami
Locativo (miejscownik) czasie czasach
Vocativo (wołacz) czasie czasy

Nome maschile virile: inżynier, ingegnereModifica

Note:

  • Accusativo = Genitivo: -a / -ów;
  • Vocativo = Locativo (sing.);
  • Dativo (pl.): -owi
Caso (przypadek) Singolare (liczba pojedyncza) Plurale (liczba mnoga)
Nominativo (mianownik) inżynier inżynierowie
Genitivo (dopełniacz) inżyniera inżynierów
Dativo (celownik) inżynierowi inżynierom
Accusativo (biernik) inżyniera inżynierów
Strumentale (narzędnik) inżynierem inżynierami
Locativo (miejscownik) inżynierze inżynierach
Vocativo (wołacz) inżynierze inżynierowie/inżynierzy

Nome maschile di cosa animata (non virile): kot, gattoModifica

Note: simile al virile ma senza desinenza -owie

Caso (przypadek) Singolare (liczba pojedyncza) Plurale (liczba mnoga)
Nominativo (mianownik) kot koty
Genitivo (dopełniacz) kota kotów
Dativo (celownik) kotu kotom
Accusativo (biernik) kota koty
Strumentale (narzędnik) kotem kotami
Locativo (miejscownik) kocie kotach
Vocativo (wołacz) kocie koty

Nome femminile: firma, dittaModifica

Note:

  • Accusativo: -ę;
  • Strumentale: -ą;
  • Vocativo: -o, -u
Caso (przypadek) Singolare (liczba pojedyncza) Plurale (liczba mnoga)
Nominativo (mianownik) firma firmy
Genitivo (dopełniacz) firmy firm
Dativo (celownik) firmie firmom
Accusativo (biernik) firmę firmy
Strumentale (narzędnik) firmą firmami
Locativo (miejscownik) firmie firmach
Vocativo (wołacz) firmo firmy

Nome femminile con consonante finale: wilgoć, umiditàModifica

Note: Nominativo = Accusativo.

Caso (przypadek) Singolare (liczba pojedyncza) Plurale (liczba mnoga)
Nominativo (mianownik) wilgoć wilgocie
Genitivo (dopełniacz) wilgoci wilgoci
Dativo (celownik) wilgoci wilgociom
Accusativo (biernik) wilgoć wilgocie
Strumentale (narzędnik) wilgocią wilgociami
Locativo (miejscownik) wilgoci wilgociach
Vocativo (wołacz) wilgoć wilgocie

Nome neutro con desinenza in -o: wino, vinoModifica

Caso (przypadek) Singolare (liczba pojedyncza) Plurale (liczba mnoga)
Nominativo (mianownik) wino wina
Genitivo (dopełniacz) wina win
Dativo (celownik) winu winom
Accusativo (biernik) wino wina
Strumentale (narzędnik) winem winami
Locativo (miejscownik) winie winach
Vocativo (wołacz) wino wina

Nome neutro con desinenza in -e: czytanie, letturaModifica

Caso (przypadek) Singolare (liczba pojedyncza) Plurale (liczba mnoga)
Nominativo (mianownik) czytanie czytania
Genitivo (dopełniacz) czytania czytań
Dativo (celownik) czytaniu czytaniom
Accusativo (biernik) czytanie czytania
Strumentale (narzędnik) czytaniem czytaniami
Locativo (miejscownik) czytaniu czytaniach
Vocativo (wołacz) czytanie czytania

AggettiviModifica

Per quanto riguarda il singolare, i generi sono così disposti: maschile, femminile, neutro. Per il plurale i generi sono rispettivamente maschile virile (męskoosobowy) e non virile (niemęskoosobowy). All'accusativo singolare maschile sono segnate tra parentesi le uscite per gli aggettivi che si riferiscono a nomi il cui accusativo è uguale al genitivo (v. kot, inżynier).

Nowy, nuovoModifica

Caso (przypadek) Singolare (liczba pojedyncza) Plurale (liczba mnoga)
maschile femminile neutro maschile virile maschile non virile
Nominativo (mianownik) nowy nowa nowe nowi nowe
Genitivo (dopełniacz) nowego nowej nowego nowych nowych
Dativo (celownik) nowemu nowej nowemu nowym nowym
Accusativo (biernik) nowy(-ego) nowa nowe nowych nowe
Strumentale (narzędnik) nowym nowa nowym nowymi nowymi
Locativo (miejscownik) nowym nowej nowym nowych nowych
Vocativo (wołacz) nowy nowa nowe nowi nowe

Ostatni, ultimoModifica

Caso (przypadek) Singolare (liczba pojedyncza)
Maschile, femminile, neutro
Plurale (liczba mnoga)
Maschile virile, non virile
maschile femminile neutro maschile virile maschile virile
Nominativo (mianownik) ostatni ostatnia ostatnie ostatni ostatnie
Genitivo (dopełniacz) ostatniego ostatniej ostatniego ostatnich ostatnich
Dativo (celownik) ostatniemu ostatniej ostatniemu ostatnim ostatnim
Accusativo (biernik) ostatni(-iego) ostatnia ostatnie ostatnich ostatnie
Strumentale (narzędnik) ostatnim ostatnia ostatnim ostatnimi ostatnimi
Locativo (miejskownik) ostatnim ostatniej ostatnim ostatnich ostatnich
Vocativo (wołacz) ostatni ostatnia ostatnie ostatni ostatnie

Sistema di scritturaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Alfabeto polacco.
 
L'alfabeto polacco

L'alfabeto è costituito da 32 lettere che includono 9 vocali e 23 consonanti arricchite da segni diacritici come l'ogonek (Ąą, Ęę), l'accento acuto (Ćć, Ńń, Óó, Śś, Źź), la barra obliqua (Łł) e il punto sovrascritto (Żż). Fa inoltre uso di 7 digrammi, detti dwuznaki e 1 trigramma, detto trójznak. Le lettere Q, V e X vengono utilizzate solo in termini derivati o di origine straniera.

Premi Nobel per la letteratura di lingua polaccaModifica

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Encyklopedia języka polskiego, S. Urbańczyk, M. Kucały, wyd. 3, Breslavia 1999. ISBN 83-04-04507-9
  • Gramatyka współczesnego języka polskiego, R. Grzegorczyk, R. Laskowski, H. Wróbel, Wydawnictwo Naukowe PWN, Varsavia 1998. ISBN 83-01-12386-9
  • Zarys składni polskiej, Zenon Klemensiewicz, Varsavia 1963.
  • Wykłady z polskiej składni, Renata Grzegorczyk, Varsavia 1996. ISBN 83-01-12185-8
  • Zarys z fonetyki i fonologii współczesnego języka polskiego, Marek Wiśniewski, Toruń 2001. ISBN 83-231-1272-X
  • Języki indoeuropejskie, L. Bednarczuk, t. I, Varsavia 1986. ISBN 83-01-06559-1
  • Składnia współczesnego języka polskiego, Zygmunt Saloni, Marek Świdziński, PWN, Warszawa 1985. ISBN 83-01-05629-0
  • O pochodzeniu Słowian w świetle faktów językowych, Z. Gołąb, Wyd. Universitas, Kraków 2004. ISBN 83-242-0528-4
  • Fonetyka polska, Maria Dłuska, PWN, Varsavia – Cracovia 1981. ISBN 83-01-03196-4

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

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