Apri il menu principale

Crocodylus niloticus

specie di animale della famiglia Crocodylidae
(Reindirizzamento da Coccodrillo del Nilo)

DescrizioneModifica

Il coccodrillo del Nilo è un pericolo mortale per gli animali che vivono nel suo stesso ambiente. Possiede robuste zampe dotate di artigli con le quali si arrampica sugli argini dei fiumi con agilità. La femmina grazie agli artigli scava una fossa in cui verranno deposte le uova.

Le narici permettono al coccodrillo di respirare anche quando è sott'acqua perché sono poste nella parte alta del muso. Uno strato di pelle impedisce all'acqua di entrare nelle narici.

I suoi denti sono robusti consentendo così all'animale di strappare grandi brandelli di carne dalla preda. La forza del morso del coccodrillo del Nilo è dell'ordine di 32.000 - 40.000 N (fino a 4000 kg forza), la seconda più alta in natura dopo quella del coccodrillo marino.[1][2]. Solo il Tirannosauro, nella storia evolutiva , sembra abbia avuto un morso più potente; mentre il morso dello squalo bianco è oltre dieci volte più debole[3]. La pressione mascellare registrata è quasi pari a quella sul fondo della fossa delle Marianne, ovvero 900 kg/cm2[4]. I denti crescono in continuazione e vengono sostituiti da altri sempre nuovi. La curiosità è che il coccodrillo non può masticare. Le mascelle si chiudono a scatto ad una velocità di diverse centinaia di chilometri orari.

Gli occhi sono situati nella parte più alta della testa per permettere al coccodrillo di individuare e sorvegliare prede quando è sommerso.
La coda ha la funzione di timone e funge anche da arma contro le prede. La coda di un coccodrillo è abbastanza forte da poter azzoppare un cervo.

La lunghezza dell'animale può arrivare a 6 metri e anche superarli in certi casi e il loro peso può in età adulta o avanzata oscillare tra gli oltre 900 e i 1000 kg. Normalmente però non supera i 5 metri e i 550 kg. Secondo alcune testimonianze, la cui attendibilità non è mai stata verificata, ci sarebbero persino maschi (generalmente più grossi delle femmine) che raggiungerebbero i 7 metri. Il coccodrillo del Nilo presenta una forma della testa irregolare senza creste ben marcate e 18-19 denti sul lato della mascella, 14-15 sulla mandibola. Da 4 o 6 scudi carenati nella regione postoccipitale e 6 sulla nuca, disposti in serie trasversali e 6-8 serie longitudinali sul dorso dove tutti gli scudi presentano una forte chiglia longitudinale. La zampa anteriore ha 5 dita e quella posteriore ne ha 4 interamente palmate. Presenta un colore verdastro scuro, con notevoli variazioni individuali, che possono arrivare al bruno o al color cioccolato.

BiologiaModifica

ComportamentoModifica

Siccome i rettili, al contrario dei mammiferi e degli uccelli, non hanno il sangue caldo, il coccodrillo per riscaldarsi deve costantemente crogiolarsi al sole. Per evitare che il suo corpo si surriscaldi troppo, il coccodrillo del Nilo si rifugia all'ombra o si tuffa nell'acqua. Il coccodrillo del Nilo morde ma non può masticare.

AlimentazioneModifica

 
Un niloticus mentre attacca una zebra delle pianure.

La fauna disponibile è il fattore che determina la taglia del coccodrillo: nelle zone più ricche può raggiungere la lunghezza di 6 metri.

I suoi lunghi denti non riescono a tagliare il cibo e a masticare, perciò si limita a staccare la carne dalla preda in grosse quantità. Quando il coccodrillo afferra una preda con le sue potenti mascelle, questa non ha più possibilità di scampo, dato che questo grosso rettile dal morso tanto potente comincerà a ruotare su sè stesso annegandola. Il morso rompe e disintegra qualunque osso. Alle volte porta la preda sotto un tronco o una pietra sul fondo del fiume per lasciare la carne a macerare, per poi successivamente staccare grossi pezzi e ingurgitarli. Il coccodrillo attacca spesso animali di grandi dimensioni come gnu, bufali, zebre, alcelafi o impala, soprattutto quando le grosse mandrie di erbivori devono guadare un fiume per raggiungere i pascoli più vicini durante le stagioni secche africane. In alcuni casi dei coccodrilli hanno attaccato con successo anche ippopotami, rinoceronti ed elefanti , tuttavia si tratta di circostanze particolari. In alcune zone questa predazione è eccezionale mentre in altre è quasi normale[5][6]. Sono stati visti più volte attaccare leopardi o ghepardi quando questi sono stati costretti ad uccidere le loro prede vicino all'acqua.

RiproduzioneModifica

 
Un giovane esemplare di coccodrillo del Nilo
 
Esemplare fotografato nel parco nazionale del Chobe, Botswana
 
Crocodylus niloticus

La stagione secca è il periodo in cui i coccodrilli si riproducono. La stagione delle piogge è il periodo in cui le uova si schiudono.

Ogni maschio si accoppia con più femmine possibili, quindi, a volte, si verificano combattimenti tra rivali. Il nido è una buca scavata nel terreno vicino alle rive dei fiumi. Fino alla schiusura delle uova il nido viene sorvegliato.

La femmina può deporre da 25 a 100 uova dal guscio molle. Una volta nati i piccoli vengono protetti per 4 settimane dall'attacco dei predatori. Il sesso dei coccodrilli è determinato dalla temperatura dell'ambiente. Se la temperatura è inferiore ai 29 °C (al momento della nascita), tutti gli individui saranno femmine.

Distribuzione e habitatModifica

Il coccodrillo del Nilo si trova in Africa presso molti specchi d'acqua: fiumi, laghi, bacini idrici e pozze. Non è presente nel Nilo a nord del Lago Nasser.

Durante i periodi di siccità può vagare anche per 25 chilometri in cerca d'acqua. Può anche vivere in acque salate, infatti è stato avvistato nel canale che divide il Madagascar dall'Africa.

Lunghezza circa 4 metri (14 piedi) un maschio adulto; circa 2,5 - 3,5 (8 - 12 piedi) una femmina adulta.
Peso 220–550 kg
Maturità sessuale tra i 7 e i 15 anni (varia da esemplare a esemplare).
Riproduzione varia secondo la latitudine e coincide con la stagione secca
Periodo di gestazione 95-100 giorni
Numero di cuccioli da 25 a 80 (uova deposte)
Intervallo fra le nascite probabilmente annuale
Longevità media 70-100 anni

Gustave, il mostro del TanganicaModifica

Nel Lago Tanganica, un grande lago dell'Africa orientale, che si trova al confine tra Tanzania, Repubblica Democratica del Congo, Burundi e Zambia, sul versante settentrionale del fiume Ruzizi imperversa da decenni un mostruoso coccodrillo del Nilo ribattezzato dagli abitanti dei villaggi limitrofi "Gustave". L'enorme rettile di oltre 7 metri secondo Patrice Faye, un erpetologo francese che insegue il mostro dal '98, avrebbe divorato almeno 300 persone (stando alle testimonianze degli abitanti, anche di più), tanto che la sua cattura è stata tentata anche dall'esercito congolese; ma senza risultati.

Nel 2004 una spedizione scientifica organizzata da National Geographic Channel e guidata dallo stesse professor Faye ha tentato con una gabbia in acciaio di 9 metri di catturare l'animale; ma senza successo. Nel 2005 le autorità locali sostennero di aver catturato "il mostro del Tanganica", ma il rettile abbattuto è stato confermato essere un esemplare di "soli" 5 metri, ma non Gustave.

L'ultimo avvistamento risale al Giugno 2015, dove un residente ha dichiarato di averlo visto sulla riva di un fiume mentre trascinava in acqua la carcassa di un bufalo adulto. Attualmente Gustave è ancora in circolazione[7][8][9].

Nel 2007 la storia del gigantesco e feroce Gustave ha ispirato il film Primeval-Paura primordiale.

NoteModifica

  1. ^ Brady Barr, Bite Force, National Geographic Channel.
  2. ^ (EN) Crocodiles Have the Most Powerful Bite Force on Earth, su Roaring Earth, 8 novembre 2016. URL consultato il 6 agosto 2019.
  3. ^ Adam Britton, Croc Blog: How hard can giant crocodiles bite?, su Croc Blog, 4 aprile 2012. URL consultato il 6 agosto 2019.
  4. ^ (EN) Does an Alligator Have a Stronger Bite Than a Croc?, su animals.mom.me. URL consultato il 6 agosto 2019.
  5. ^ (TR) Yeni Şafak, Rhino falls prey to crocodile, su Yeni Şafak. URL consultato il 7 agosto 2019.
  6. ^ (EN) When Hippo Meets Crocodile: River Monster Showdown, su Roaring Earth, 28 novembre 2016. URL consultato il 7 agosto 2019.
  7. ^ Tutti a caccia di Gustave, il serial killer del Tanganika, su Diritti Animali. URL consultato il 22 ottobre 2015.
  8. ^ Il mostro del Tanganika ∂ HorrorMagazine, su HorrorMagazine. URL consultato il 22 ottobre 2015.
  9. ^ Gustave, the Killer Crocodile - Update - National Geographic Adventure Magazine, su adventure.nationalgeographic.com. URL consultato il 22 ottobre 2015.

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàLCCN (ENsh96002578 · GND (DE7518700-0