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Costamezzana

frazione del comune italiano di Noceto

Origini del nomeModifica

La località, nata come Costa Mediana Tabernariorum, deve il suo nome originario alla sua posizione a mezza costa sulla vallata del torrente Parola e alla famiglia Tavernieri, che vi edificò nell'XI secolo il primo castello.[3]

StoriaModifica

Il territorio della zona detta "La Gatta" risultava abitato già nell'età del Bronzo, quando il popolo dei Terramaricoli vi edificò un piccolo villaggio su palafitte.[4]

La zona crebbe d'importanza in epoca medievale, grazie alla vicinanza con le saline dell'attuale Salsomaggiore Terme[5] e alla collocazione lungo la Via Francigena, percorsa dai numerosi pellegrini diretti a Roma; per questo fu per secoli al centro di contese fra le più importanti casate parmensi.[3]

Nell'XI secolo i Tavernieri vi edificarono un castello, che nel 1249 l'imperatore del Sacro Romano Impero Federico II di Svevia assegnò a Oberto II Pallavicino; dopo il 1268 il feudo passò al Comune di Parma,[6] ma in seguito fu conquistato dai da Cornazzano e nel 1325 ancora dai guelfi parmigiani, per tornare nel 1374 ai Pallavicino, che vi ricostruirono un possente maniero.[3]

Nel 1403 la zona fu devastata dai Rossi, che vendicarono l'incendio dell'odierna Pieveottoville.[6] Nel 1441 Niccolò Piccinino convinse Filippo Maria Visconti del tradimento di Rolando e si fece incaricare di conquistare lo Stato Pallavicino; il marchese fu costretto alla fuga[7] e tutti i suoi feudi furono incamerati dal duca di Milano, che li assegnò in buona parte al Piccinino; morto quest'ultimo, nel 1445 il Visconti investì del castello di Costamezzana i figli Jacopo e Francesco Piccinino, ma già nel 1455 il maniero e le sue terre tornarono nuovamente a Rolando il Magnifico.[3]

Alla morte del Marchese nel 1457, il feudo fu ereditato dal figlio Giovan Manfredo, marchese di Polesine;[8] il suo ultimo discendente Giulio morì nel 1600[9] e Costamezzana, con Cella e Borghetto, fu assorbita dalla Camera ducale di Parma.[10]

Nel 1625 il feudo di Cella e Costamezzana fu acquistato dal marchese Alessandro Bergonzi.[11] Nel 1706 fu elevato al rango di marchesato dal duca Francesco Farnese, che ne investì il governatore di Parma Benedetto Mischi e i suoi discendenti, fino all'abolizione napoleonica dei diritti feudali del 1805.[3]

Il borgo si sviluppò in seguito leggermente più a nord dell'originaria collocazione, in posizione più pianeggiante. Tra il 1909 e il 1917 l'architetto Camillo Uccelli vi edificò la nuova chiesa di San Pietro Apostolo, che sostituì la cappella medievale del castello, chiusa al culto.[3]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Chiesa di San Pietro ApostoloModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Pietro Apostolo (Noceto).

Edificata tra il 1909 e il 1917 nel centro del piccolo borgo più a nord, la chiesa di San Pietro Apostolo fu arricchita nel 1930 con la facciata neobizantina progettata dall'architetto Camillo Uccelli; l'edificio, preceduto da un'imponente scalinata in pietra, è decorato all'interno con affreschi realizzati nel 1954 dal pittore Piero Furlotti, raffiguranti il Battesimo di Cristo, l'Ultima Cena e il Martirio di Sant'Agata.[12][13]

Oratorio della Beata Vergine del RosarioModifica

Edificato in stile neoclassico verso la fine del XIX secolo per volere del colonnello Felice Ricuperati, l'oratorio privato fu donato intorno al 1970 da Renzo Zucchi alla parrocchia di Costamezzana; la facciata del piccolo edificio è delimitata da due lesene doriche in laterizio e dal frontone triangolare di coronamento.[14]

CastelloModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Costamezzana.

Edificato probabilmente nell'XI secolo per volere dei Tavernieri, il castello fu ricostruito nel XIV dai Pallavicino; del maestoso castello tardo-medievale, rimangono oggi soltanto l'alto mastio, una torre rotonda, alcuni tratti della mura a sostegno del terrapieno e alcuni edifici adibiti a caseggiati agricoli e a ristorante, tra cui l'antica cappella di San Pietro Apostolo.[3]

Complesso di Santa Maria del GisoloModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Complesso di Santa Maria del Gisolo.

Menzionato per la prima volta nel 1227, il complesso di Santa Maria del Gisolo fu edificato probabilmente dai cavalieri templari; assegnato nel XVI secolo agli eremitani agostiniani, fu dotato di una nuova chiesa nel 1608; danneggiato nel 1636 dagli spagnoli, fu confiscato dal governo francese nel 1810 a causa della soppressione napoleonica degli ordini ecclesiastici e alienato a privati; il gruppo di edifici comprende una chiesa romanica e una casa-torre medievale.[15][16]

EventiModifica

Nella località si svolgono due eventi annuali: la "Gara del salame genuino della Val Recchio e Val Parola", nella seconda settimana di marzo, e la "Festa della carne di asinina con polenta", il 15 agosto.[3]

NoteModifica

  1. ^ a b La Frazione di Costamezzana, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 7 agosto 2016.
  2. ^ [1]
  3. ^ a b c d e f g h Costamezzana, su web.tiscali.it. URL consultato il 7 settembre 2016.
  4. ^ Pigorini, p. 129.
  5. ^ La Storia dei Luoghi, su www.santamariadelgisolo.it. URL consultato il 7 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 22 gennaio 2016).
  6. ^ a b Costamezzana dei Tavernieri, su geo.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 7 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 17 settembre 2016).
  7. ^ Pezzana, 1842, pp. 446-448.
  8. ^ Pezzana, 1847, p. 157.
  9. ^ Pallavicino Giulio, su www.comune.parma.it. URL consultato il 16 marzo 2018.
  10. ^ Castello di Costamezzana, su www.camminideuropa.eu. URL consultato il 7 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2016).
  11. ^ Bergonzi Alessandro, su www.comune.parma.it. URL consultato il 16 marzo 2018.
  12. ^ Chiesa di San Pietro Apostolo "Costamezzana, Noceto", su www.chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 16 febbraio 2018.
  13. ^ Costamezzana, su www.comune.noceto.pr.it. URL consultato il 16 febbraio 2018.
  14. ^ Oratorio della Beata Vergine del Rosario "Costamezzana, Noceto", su www.chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 16 marzo 2018.
  15. ^ Elisa Denti, La Storia dei Luoghi, su santamariadelgisolo.it. URL consultato il 22 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2016).
  16. ^ Corazza Martini, p. 20.

BibliografiaModifica

  • Mario Calidoni, Maria Cristina Basteri, Gianluca Bottazzi, Caterina Rapetti, Sauro Rossi, Castelli e borghi. Alla ricerca dei luoghi del Medioevo a Parma e nel suo territori, Parma, MUP Editore, 2009, ISBN 978-88-7847-241-9.
  • Giacomo Corazza Martini, Castelli, Pievi, Abbazie: Storia, arte e leggende nei dintorni dell'Antico Borgo di Tabiano, Roma, Gangemi Editore, 2011, ISBN 978-88-492-9317-3.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo secondo, Parma, Ducale Tipografia, 1842.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo terzo, Parma, Ducale Tipografia, 1847.
  • Luigi Pigorini, Bullettino di Paletnologia Italiana, Parma, Tipografia Luigi Battei, 1889.

Voci correlateModifica

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