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BiografiaModifica

Fu un capitano di ventura.[1] Figlio di Niccolò Piccinino, fratello di Francesco, padre di Giovanni Giacomo, sposò Drusiana, figlia naturale di Francesco Sforza. Fu invitato presso la propria dimora dal Re del Regno di Napoli Ferrante d'Aragona, per assumere il comando delle truppe napoletane; qui, dopo alcuni giorni di festeggiamenti, in un momento d'assenza della sua scorta fu fatto arrestare a tradimento, ed immediatamente fatto strangolare dal Re, che ne temeva la potenza militare.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Ignazio Cantù, Fatti di capitani di ventura italiani, volume 24, Milano, 1838.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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