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Crithagra melanochroa

EtimologiaModifica

Il nome scientifico della specie, melanochroa, deriva dall'unione delle parole greche μελανος (melanos, "nero") e χροα (khroa, "colore"), col significato di "di colore nero", in riferimento alla livrea di questi uccelli.

DescrizioneModifica

DimensioniModifica

Misura circa 15 cm di lunghezza[3].

AspettoModifica

Si tratta di uccelli dall'aspetto massiccio ma slanciato, muniti di testa arrotondata, forte becco conico, ali appuntite e coda lievemente forcuta in punta.

Il piumaggio è bruno-nerastro su testa e dorso, ali, groppa, codione e coda sono bruno-grigiastri, petto e ventre sono bianchi con le singole penne dalla punta scura, a dare un aspetto striato: la gola è anch'essa bianca ma senza screziature di sorta, così come sono bianchi il sopracciglio (poco marcato), l'area sotto l'occhio ed il bordo inferiore delle guance, oltre a un piccolo accenno di mustacchio ai due lati del becco. Il becco è nerastro superiormente e grigio perla inferiormente, le zampe sono di color carnicino-nerastro, gli occhi sono di colore bruno scuro.

BiologiaModifica

Si tratta di uccelli diurni, che passano la giornata fra cespugli e i rami alla ricerca di cibo, muovendosi da soli, in coppie o in piccoli gruppi familiari.

AlimentazioneModifica

La dieta di questi uccelli è poco conosciuta ma quasi certamente a prevalenza granivora composta in massima parte da semi (dei cui involucri, anche i più coriacei, la specie riesce ad aver facilmente ragione grazie al forte becco), ma comprendente anche bacche, piccoli frutti e germogli.

RiproduzioneModifica

Essendo per lungo tempo stati considerati una sottospecie piuttosto che una specie a sé stante, mancano dati riguardanti la riproduzione di questi uccelli: essa tuttavia molto verosimilmente non differisce in maniera significativa da quanto osservabile nelle specie congeneri e fra i fringillidi in generale.

Distribuzione e habitatModifica

Come intuibile dal nome comune, il beccasemi della Tanzania è endemico della Tanzania, della quale occupa la porzione dei Monti Kipengere nelle regioni di Iringa e Njombe.

L'habitat di questi uccelli è rappresentato dalle aree di foresta montana fra i 1500 ed i 3000 m di quota[3].

SistematicaModifica

In passato, questi uccelli sono stati considerati una sottospecie del canarino beccogrosso, col nome di Crithagra burtoni melanochroa[3]: attualmente, tuttavia, li si ritiene una specie a sé stante, filogeneticamente intermedia fra il sopraccitato canarino beccogrosso ed il beccasemi striato[2].

NoteModifica

  1. ^ (EN) BirdLife International 2012, Crithagra melanochroa, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019.
  2. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Fringillidae, in IOC World Bird Names (ver 9.2), International Ornithologists’ Union, 2019. URL consultato il 24 aprile 2017.
  3. ^ a b c (EN) Kipengere Seedeater (Crithagra melanochroa), su Handbook of the Birds of the World. URL consultato il 23 aprile 2017.

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