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Crosa
frazione
Crosa – Stemma Crosa – Bandiera
Crosa – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Biella-Stemma.svg Biella
ComuneLessona-Stemma.png Lessona
Territorio
Coordinate45°35′52″N 8°13′04″E / 45.597778°N 8.217778°E45.597778; 8.217778 (Crosa)Coordinate: 45°35′52″N 8°13′04″E / 45.597778°N 8.217778°E45.597778; 8.217778 (Crosa)
Altitudine420 m s.l.m.
Superficie1,01 km²
Abitanti352[1] (31-12-2010)
Densità348,51 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale13853
Prefisso015
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT096022
Cod. catastaleD182
TargaBI
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona E, 2 589 GG[2]
Nome abitanticrosesi
Patronosanti Cosma e Damiano
Giorno festivo26 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Crosa
Crosa
Sito istituzionale

Crosa (Cròsa in piemontese) è un ex comune italiano di 354 abitanti[3] della provincia di Biella in Piemonte, confluito per fusione nel comune di Lessona dal 1º gennaio 2016.

Geografia fisicaModifica

È situato in sinistra idrografica del torrente Strona di Mosso, ad una quota che varia tra i circa 300 m s.l.m. del fondovalle ai poco più di 400 metri che si toccano nei pressi della chiesa parrocchiale.[4]

Origini del nomeModifica

Il nome Cròsa deriverebbe da La Cròsa, ovvero la denominazione in piemontese dell'incrocio tra diverse vie di transumanza attorno al quale si è sviluppato il paese.[5]

StoriaModifica

 
Il monumento in ricordo del garibaldino Domenico Pradebon

Il paese di Crosa era in origine, con Mezzana, Soprana, Casapinta e Strona, uno dei cinque cantoni che componevano la comunità del Mortigliengo. Fino al XIII secolo questo territorio rimase quasi deserto e fu sede di una estesa foresta, che attorno all'anno Mille l'imperatore Ottone III donò al vescovo di Vercelli. L'insediamento umano nella zona divenne quindi più denso e si stabilizzò; la sede parrocchiale era a Mezzana e nel 1243 il territorio passò sotto il controllo del Comune di Vercelli. Nel 1351 il Mortigliengo fu ceduto alla famiglia Visconti e da questa, nel 1373, tornò nuovamente alla curia vercellese. Gli abitanti della zona, analogamente a quelli di Biella, fecero atto di dedizione a Casa Savoia per evitare di ricadere sotto la signoria del vescovo Giovanni Fieschi, inviso alla popolazione. Crosa era la sede del mercato della zona, che si teneva ogni venerdì. Nel 1627 i centri abitati del Mortigliengo, che nel frattempo era stato elevato al rango di marchesato, si separarono tra di loro erigendosi in comuni autonomi; Crosa è situata nella parte sud-occidentale dell'antica comunità.[5]

Durante la Resistenza Crosa fu teatro di vari scontri tra partigiani e nazifascisti; sul territorio del comune operavano principalmente reparti Garibaldini.[6]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
La chiesa parrocchiale
  • Chiesa parrocchiale dedicata ai santi Cosma e Damiano, edificata nel medioevo come semplice oratorio e in seguito più volte ampliata e rimaneggiata

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[7]

 

AmministrazioneModifica

Altre informazioni amministrativeModifica

Il comune faceva della Comunità montana Val Sessera, Valle di Mosso e Prealpi Biellesi, prima della soppressione dell'ente.

Infrastrutture e trasportiModifica

Fra il 1891 e il 1958 la località era servita da una fermata della ferrovia Biella-Cossato-Vallemosso, a servizio del locale Lanificio Valle e C.

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dato Istat al 31/10/2010
  4. ^ Carta Tecnica Regionale raster 1:10.000 (vers.3.0) della Regione Piemonte - 2007
  5. ^ a b Comuni della Provincia di Biella, AA.VV, Nerosubianco edizioni, Cuneo 2005
  6. ^ Claudio Dellavalle, Operai, industriali e partito comunista nel Biellese: 1940-1945, Feltrinelli, 1978, pp. 236, 250, OCLC 5617520.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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