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Domus Sanctae Marthae

Domus Sanctae Marthae
Domus Sanctae Marthae from the Dome of St. Peter's.jpg
Veduta esterna dalla cupola di San Pietro.
Localizzazione
StatoCittà del Vaticano Città del Vaticano
LocalitàCittà del Vaticano
IndirizzoPiazza Santa Marta - 00120 Città del Vaticano
Coordinate41°54′02″N 12°27′12″E / 41.900556°N 12.453333°E41.900556; 12.453333Coordinate: 41°54′02″N 12°27′12″E / 41.900556°N 12.453333°E41.900556; 12.453333
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1992-1996
Inaugurazione1996
Usoresidenziale, albergo
Realizzazione
Costo20 000 000 USD
ArchitettoGiuseppe Facchini

La Domus Sanctae Marthae (nota anche come Casa o Residenza di Santa Marta) è un edificio alberghiero situato all'interno della Città del Vaticano, presso la Basilica di San Pietro.

In tempo ordinario, essa ospita per i prelati che risiedono o stazionano nella Città del Vaticano, nonché in generale coloro che hanno affari di qualche sorta con la Santa Sede, mentre in tempo di sede vacante vi alloggia il collegio dei cardinali che prendono parte al conclave per eleggere il nuovo papa. È gestita dalle suore Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli.

Dal 2013 essa è inoltre residenza stabile di papa Francesco, il quale dopo l'elezione ha scelto di non trasferirsi nel Palazzo Apostolico (recandovisi solo per ricevere visite ufficiali e per la recita dell'Angelus o del Regina Caeli domenicale) e di continuare invece ad abitare laddove si era sistemato da cardinale in periodo conclavizio.[1]

Durante il conclave del 2013 la casa è stata gestita da 6 suore e 33 inservienti, agli ordini di un direttore.[2]

StoriaModifica

 
La basilica di San Pietro e la Domus Sanctae Marthae (sulla destra)

La Domus Sanctae Marthae sorge nel settore settentrionale della Città del Vaticano, sul sito ove papa Leone XIII fece costruire nel 1891 il Pontificium Hospitium Sanctae Marthae (letteralmente "Ospizio pontificio di Santa Marta"), struttura destinata ad accogliere sacerdoti e religiosi in visita a Roma, che prese il nome dall'omonima chiesa che si affacciava sulla stessa piazza.[3]

Negli anni novanta del Novecento, sotto il papato di Giovanni Paolo II il complesso leonino fu demolito[4] e l'architetto italiano Giuseppe Facchini, già vicedirettore dei servizi tecnici del Vaticano, fu incaricato di progettare un nuovo edificio destinato ad avere funzione analoga.

I lavori iniziarono nel 1992 e furono presto contestati da parte della cittadinanza romana e di associazioni paesaggistiche italiane quali Italia Nostra[5]: a detta di costoro la costruzione del nuovo palazzo di cinque piani, sensibilmente più alto della struttura originaria, avrebbe celato l'unico punto della città da cui era possibile avere una visuale completa del corpo laterale della basilica vaticana.[6] Le proteste si estesero anche nell'ambiente politico comunale e nazionale, ma all'inizio del 1993 l'International Council on Monuments and Sites e il vicedirettore del Centro dell'UNESCO per il patrimonio mondiale espressero un parere favorevole in merito al nuovo fabbricato, che poté dunque essere eretto.

I lavori, funestati dalla morte di un operaio, costarono circa 20 milioni di dollari USA e si conclusero nel dicembre del 1996.[7]

Dal 22 febbraio 1996, data di promulgazione della costituzione apostolica Universi Dominici Gregis - che riformò e riordinò le regole da osservare sotto la sede vacante e durante il conclave – la Casa di Santa Marta è stata designata quale residenza per i cardinali chiamati a votare il nuovo pontefice. Ciò ha consentito di mettere a loro disposizione una sistemazione più pratica e confortevole, giacché fino ai conclavi del 1978 gli elettori erano sistemati, in stato di stretta clausura, in alcuni ambienti del palazzo Apostolico adattati sul momento: non di rado essi erano particolarmente angusti, privi di servizi essenziali quali luce o acqua corrente e (in quanto non climatizzati) risultavano gelidi o torridi a seconda della stagione.[8] Sebbene il regime conclavizio sia stato nettamente ammorbidito da tali scelte, alcune caratteristiche di tipo claustrale (quali ad esempio il divieto di aprire le finestre delle stanze, che vengono sigillate all'uopo) sono state mantenute.

DescrizioneModifica

 
Papa Francesco entra nella Domus Sanctae Marthae

Il complesso è interamente ricompreso nel territorio vaticano: si affaccia su piazza Santa Marta, sul lato sud della basilica vaticana e nei pressi della relativa sagrestia.

L'edificio è costituito da due corpi di fabbrica a parallelepipedo, uniti da un braccio centrale trasversale: visto dall'alto assume una peculiare forma ad H. Si sviluppa su cinque piani più un seminterrato; dispone di 105 suites, 26 camere singole e un appartamento di rappresentanza. Le sue strutture comprendono camere da letto, studi privati per ogni ospite, lavanderie e aree per la somministrazione di pasti e servizi personali.[9]

Al pianterreno si trovano vari ambienti comuni, quali la cappella, la sala da pranzo e vari saloni polivalenti. Al secondo piano, con affaccio sopra il portone d'ingresso, si trova la suite 201, di norma destinata al nuovo pontefice nei giorni immediatamente successivi al conclave, che dal 2013 è residenza stabile di papa Francesco: essa è costituita da uno studio con salottino e dalla camera da letto con un bagno.[10]

Nello spazio ricavato fra la struttura e le retrostanti Mura Leonine si trova la cappella della Santissima Trinità.[11] L'ambiente, esternamente caratterizzato da una torre metallica posta sul presbiterio e da una facciata con tre portali, all'interno è a pianta trapezoidale, con tre navate suddivise da pilastri esagonali. Il presbiterio ospita al centro l'altare, affiancato dall'ambone sulla sinistra, ambedue in marmo, e dalla sede sulla destra, in legno. Al centro della parete di fondo si trova un crocifisso. Ai lati del presbiterio trovano luogo il tabernacolo (a destra) e una statua della Madonna col Bambino (a sinistra). La parete della navata di destra è chiusa da una vetrata che permette di vedere le retrostanti mura. In cornu Evangeli è posto un piccolo organo positivo della ditta Tamburini, donato nel 1997 dalla fondazione Cavalieri di Colombo a papa Giovanni Paolo II.[12].

All'interno del complesso si trovano inoltre diverse piccole cappelle, che vengono utilizzate per la celebrazione quotidiana della Messa in forma privata da parte degli ospiti della struttura.[13]

Cronotassi dei direttoriModifica

NoteModifica

  1. ^ Alessandro Speciale; Andrea Tornielli, Il Papa resta a Santa Marta, su vaticaninsider.lastampa.it, 26 marzo 2013. URL consultato il 2 aprile 2013.
  2. ^ ASCA, Conclave: sei suore e 33 inservienti nella casa di Santa Marta [collegamento interrotto], su asca.it, 11 marzo 2013. URL consultato il 14 marzo 2013.
  3. ^ A.M. Valli, p. 20.
  4. ^ San Pietro: lavori per la sopraelevazione della casa di Santa Marta, su archiviocederna.it. URL consultato l'8 ottobre 2013.
  5. ^ Antonio Cederna, Cupola sparita, vergogna vaticana (PDF), su archiviocederna.it. URL consultato il 14 marzo 2013.
  6. ^ Italia Nostra sezione di Roma, La casa di Santa Marta in Vaticano, su bta.it. URL consultato il 14 marzo 2013.
  7. ^ Santa Marta, la casa dei cardinali elettori, su corriere.com. URL consultato il 14 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2013).
  8. ^ Giovanni Paolo II, Universi Dominici Gregis, su vatican.va. URL consultato il 29 novembre 2014.
  9. ^ donoreste, Vaticano: In visita alla Casa di Santa Marta, sede dei Cardinali in conclave, su donorione.org, 8 marzo 2013. URL consultato l'8 ottobre 2013.
  10. ^ A.M. Valli, p. 26.
  11. ^ (EN) Chapel of the Holy Spirit, su astorino.com. URL consultato l'8 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 2 novembre 2013).
  12. ^ (EN) See Where Cardinals Sleep And Eat During The Papal Conclave, su buissnessinsider.com. URL consultato il 29 novembre 2014.
  13. ^ A.M. Valli, p. 48.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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