Apri il menu principale
Doris Lo Moro
Doris Lo Moro datisenato 2013.jpg

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XVII
Gruppo
parlamentare
Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista
Coalizione Italia. Bene Comune
Circoscrizione Regione Calabria
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XVI
Gruppo
parlamentare
Partito Democratico
Coalizione PD-IdV
Circoscrizione Calabria
Sito istituzionale

Consigliere della Regione Calabria
Durata mandato 2005 –
2008

Sindaco di Lamezia Terme
Durata mandato 1993 –
2001
Predecessore commissione prefettizia
Successore Pasquale Scaramuzzino

Dati generali
Partito politico DS (2005-2007)
PD (2007-2017)
MDP (dal 2017)
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Magistrato

Doris Lo Moro (Filadelfia, 12 agosto 1955) è un'ex magistrato e politico italiana.

BiografiaModifica

Magistrato ordinario (settima valutazione di professionalità) attualmente collocata fuori ruolo presso il Ministero della Giustizia, con funzioni di Responsabile della Protezione dei Dati (RPD) per il Ministero, nominata con DM 7 agosto 2017. Ha ricoperto rilevanti incarichi politici come Sindaco di Lamezia terme, Consigliere regionale, Deputato e Senatore della Repubblica.

Ha iniziato la sua esperienza politica nel 1993 come sindaco di Lamezia Terme (dopo due anni di commissariamento dell'ente locale per infiltrazioni mafiose) ed è rimasta in carica per due mandati, fino al 2001, guidando Giunte di centrosinistra. In tale periodo viene collocata, a domanda, in aspettativa per mandato amministrativo sino al 2001. Durante il mandato amministrativo, ha partecipato come socio fondatore alla costituzione di “Libera. Associazione, nomi e numeri contro le mafie” e di “Avviso Pubblico – Enti locali e regioni per la formazione civile contro le mafie”. Ha ricoperto la carica di Presidente della Lega delle Autonomie della Regione Calabria e di Vicepresidente nazionale della Lega delle Autonomie e ha promosso la costituzione della società consortile Sviluppo area ex Sir (poi Lamezia Europa), di cui è stata Presidente dal marzo 1997 al luglio 2001. Richiamata in ruolo, viene destinata al Tribunale di Roma, con funzioni di Giudice.

Nel 2005 viene eletta al Consiglio Regionale della Calabria, candidata nella lista dei DS, ed entra a far parte della Giunta Regionale guidata da Agazio Loiero in qualità di assessore alla Tutela della Salute. Viene riconfermata nel Loiero-bis (a settembre 2006). Lascia l'incarico di assessore regionale a metà legislatura (novembre 2007), con la riformulazione della Giunta.

Successivamente viene eletta presidente dell'assemblea costituente regionale del Partito Democratico.

Alle elezioni politiche del 2008 viene eletta alla Camera dei deputati nelle liste del PD. In quanto deputato della XVI legislatura, è stata componente della Commissione Affari Costituzionali, di cui è eletta Segretario, della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari, nonché del Comitato per la legislazione, di cui assume il ruolo di Vicepresidente e Presidente. Nel suo turno di Presidenza, il Comitato per la legislazione, oltre all’ordinaria attività, ha elaborato il rapporto su “I costi per la competitività italiana derivanti dall’instabilità normativa”. Nel febbraio 2011 è eletta Presidente dell’ANPACA, associazione nazionale che rappresenta e coordina oltre 200 soggetti responsabili dei Patti territoriali e contratti d’area per lo sviluppo locale, ruolo che svolge fino al luglio 2012.

È stata una dei quattro candidati alle elezioni primarie organizzate dal PD della Calabria, il 17 gennaio 2010, per individuare il candidato alla presidenza della Regione da proporre alla coalizione di centrosinistra.

Nel dicembre 2012 si candida alle primarie del PD, in provincia di Catanzaro, indette per eleggere i candidati del partito al Parlamento italiano in vista delle Elezioni politiche italiane del 2013, le primarie). Le primarie si sono svolte il 29 dicembre 2012 e l'On. Lo Moro ha ottenuto 4.446 preferenze, posizionandosi al secondo posto tra i vari candidati e ottenendo l'elezione come candidata del PD al Parlamento italiano per le elezioni del 2013[1]. L'8 gennaio 2013 la direzione nazionale del PD candida l'On. Lo Moro al Senato della Repubblica Italiana nella posizione numero due della lista PD nella regione Calabria. Il 25 febbraio 2013 viene eletta Senatrice della Repubblica Italiana. Da senatrice della XVII legislatura, svolge il ruolo di componente e Capogruppo nella Commissione Affari Costituzionali, di componente della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa, della Commissione d’inchiesta delle cause del disastro del traghetto Moby Prince, della Commissione d’inchiesta sul femminicidio nonché su ogni forma di violenza di genere. Ha ricoperto il ruolo di Vicepresidente del Consiglio di disciplina e di componente della Commissione consultiva per la concessione di ricompense al valore e al merito civile. È stata altresì Presidente della Commissione d’inchiesta sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali, istituita dal Senato su sua proposta, i cui lavori si concludono con l’approvazione della “Relazione conclusiva” a sua firma. Nel corso della legislatura, è stata prima firmataria del disegno di legge che ha raccolto aspetti significativi dell’inchiesta sul fenomeno delle intimidazioni agli amministratori locali, approvato da entrambi i rami del Parlamento e diventato legge n. 105 del 3 luglio 2017 con il titolo “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1969, n. 570, a tutela dei Corpi politici, amministrativi e giudiziari e dei loro singoli componenti”.

Sotto il profilo dell'immunità parlamentare, si è occupata di diversi casi, come dell'arresto del senatore Caridi, dell'autorizzazione a procedere in giudizio nei confronti del senatore Matteoli, dell'autorizzazione all'utilizzo delle intercettazioni telefoniche nei confronti del senatore Dell'Utri e del senatore Azzolini. Tra questi, il caso più controverso è stato quello del Senatore Antonio Azzollini,[2].[3]

Nel 2017 abbandona il PD per aderire ad Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista.

Il 19 gennaio 2018 ella lascia la politica, tornando alla magistratura e dà l'addio con un incontro a Palazzo Nicotera di Lamezia Terme.[4] In tale occasione, ha pubblicato "Racconto un impegno" , nel quale ha sintetizzato la sua attività politica durante la XVII Legislatura. Con decreto del Ministro della Giustizia del 16.07.2018 viene confermato il suo collocamento fuori ruolo organico della Magistratura per essere destinata, con il suo consenso, al Dipartimento per gli affari di giustizia del Ministero della Giustizia, dove attualmente ricopre il ruolo di Responsabile dei Dati Personali per il Ministero.

NoteModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica