Edmond Le Bœuf

generale francese
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Edmond Le Bœuf
Edmond Leboeuf.png

Ministro della guerra
Durata mandato 21 agosto 1869 –
20 luglio 1870

Senatore del Secondo Impero
Durata mandato 24 marzo 1870 –
?

Dati generali
Università École polytechnique e École d'application de l'artillerie et du génie
Edmond Le Bœuf
Marschall Le Boeuf.jpg
NascitaParigi, Francia, 5 novembre 1809
MorteArgentan, 7 giugno 1888
Cause della mortemorte naturale
Luogo di sepolturaBailleul
Dati militari
Paese servitoFrancia Francia
GradoMaresciallo di Francia
Guerre
Battaglie
Comandante di
  • artillerie du Ier corps français (1854)
  • artillerie du corps expéditionnaire d'Italie (1859)
  • IIIe corps de l'armée du Rhin (1870)
Altre caricheAiutante di campo di Napoleone III
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Edmond Le Bœuf o Leboeuf (Parigi, 5 novembre 1809Argentan, 7 giugno 1888) è stato un generale francese, maresciallo di Francia dal 1870.

BiografiaModifica

Studiò al Politecnico di Metz e all'École polytechnique, fu tra coloro che presero parte ai moti del luglio 1830. Entrò come sottotenente, nello stesso anno, alla scuola di applicazione di artiglieria di Metz.

Capitano nel 1837, si distinse nella guerra di Algeria, assegnato allo stato maggiore di artiglieria, durante l'assedio di Costantina, a Médéa e Miliana. Fu promosso colonnello nel 1852, al ritorno in Francia.

Trasferito in Crimea nel 1854 e promosso generale di brigata, comandò l'anno successivo l'artiglieria del II Corpo d'armata all'assedio di Sebastopoli; fu promosso nel 1857 generale di divisione.

In Italia, nella seconda guerra di indipendenza del 1859, faceva parte dello stato maggiore dell'armata francese, quale comandante dell'artiglieria. Ebbe un ruolo cruciale durante la battaglia di Solferino e San Martino sostituendo il generale ferito Charles Auger e dirigendo il fuoco della divisione di artiglieria della Guardia imperiale schierata a Cà Morino, località a nord-est di Medole.

 
Castiglione delle Stiviere, lapide al generale Auger ferito e sostituito da Le Boeuf

Nel settembre 1866, diventato nel frattempo aiutante di campo di Napoleone III, fu inviato a Venezia in qualità di commissario, per ricevere dall'imperatore d'Austria la cessione del Veneto in favore di Vittorio Emanuele II di Savoia. Nel gennaio 1869 divenne comandante del VI Corpo d'armata di Tolosa, e nell'agosto, alla morte del maresciallo Niel, divenne ministro della guerra, ottenendo la pubblica approvazione del suo programma di profonda riorganizzazione del dicastero e dei dipartimenti civili. Il 24 marzo 1870 ricevette la nomina a Maresciallo di Francia e senatore.

Alla vigilia della guerra franco-prussiana, Lebœuf pronunciò di fronte ad una commissione parlamentare la frase:

«Siamo così pronti, che anche se la guerra durasse due anni non mancherebbe il bottone di una giubba»

Prese parte alla campagna di Lorena come maggior generale e capo di Stato Maggiore dell'Armata del Reno, sconfitta a Wissembourg e a Wœrth. Destituito dalle sue funzioni, Le Bœuf restò assegnato allo stato maggiore di Bazaine; fu alla testa del III Corpo d'armata, che guidò nelle battaglie attorno a Metz, come a Mars-la-Tour e Noisseville, dove si distinse per coraggio personale. Circondato con Bazaine a Metz, alla caduta della città fu condotto prigioniero di guerra in Germania.

Alla conclusione della pace ritornò in Francia e testimoniò di fronte alla commissione d'inchiesta riguardo alla resa della piazzaforte, denunciando pesantemente l'operato di Bazaine. Si ritirò quindi a vita privata vicino Argentan, dove morì nel 1888.

OnorificenzeModifica

  Grand'Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore (Secondo Impero francese)
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine militare di Savoia (Regno d'Italia)
  Cavaliere di I classe dell'Ordine di Medjidié (Impero Ottomano)
  Compagno dell'Ordine del Bagno (Regno Unito)
  Medaglia inglese della Guerra di Crimea
  Medaille Commémorative de la Campagne d'Italie de 1859

BibliografiaModifica

  • AAVV, Dictionnaire des Maréchaux de France du Moyen Age à nos jours, a cura di Geneviève Maze-Sencier, Parigi, Librairie Académique Perrin, 2000, ISBN 2-7028-4484-7.

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Controllo di autoritàVIAF (EN64276831 · ISNI (EN0000 0000 7779 8074 · GND (DE140938540 · BNF (FRcb14960932m (data) · CERL cnp01222002 · WorldCat Identities (ENviaf-64276831