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Elettrotreni SFSM ETR 001 ÷ 118
Elettrotreno
Hp Sant' Agnello, ETR 001.jpg
Anni di progettazione 1970
Anni di costruzione ETR 001 ÷ 070: 1971-1974;
ETR 071 ÷ 085: 1978-1979;
ETR 086 ÷ 118: 1989-1993.
Anni di esercizio 1971-...
Quantità prodotta 120 unità (vedi testo).
Costruttore ASGEN, SOFER, Meccanica Romana, Lamborghini,
Elettrotreno
Dimensioni lunghezza: 39.560 mm;
larghezza: 2.702 mm;
altezza: n.d.
Capacità posti a sedere: 124;
posti in piedi: 168.
Scartamento 950 mm
Passo dei carrelli motori: 2.100 mm;
portanti: 1.800 mm.
Massa in servizio 79.360 kg
Massa vuoto 56.000 kg
Rodiggio 2'B'B'2'
Diametro ruote motrici 750 mm
Potenza continuativa 680 kW (UIC)
Velocità massima omologata 90 km/h
Alimentazione elettrica 1.5 kV c.c.
Dati tratti da:
Guadagno, Napoli: i treni dei pendolari, p. 31; Cacozza, SFSM-Circumvesuviana, p. 73; Cimmino, Annarumma, Storia della Circumvesuviana.

Gli elettrotreni SFSM ETR 001 ÷ 118 sono un gruppo di convogli articolati a tre casse, a scartamento ridotto, che fanno servizio per la Circumvesuviana di Napoli.

Il gruppo è composto da due serie, di cui la prima, denominata FE 220, comprende gli elettrotreni immatricolati tra il 1971 e il 1979 con la numerazione ETR 001 ÷ 085, mentre la seconda, denominata T 21, comprende gli elettrotreni immatricolati nel 1991 con la numerazione ETR 086 ÷ 118.

La serie T 21 costituisce un miglioramento della precedente FE 220, da cui differisce per la diversa estetica del frontale, legata alla modifica della cabina di guida per renderla più confortevole.

Indice

StoriaModifica

 
interno carrozze
 
Elettrotreno ETR 027 e 054 alla stazione di Sarno

Il convoglio, al tempo molto avanzato tecnicamente, nacque allo scopo di rinnovare il parco rotabili, sostituendo sia il vecchio materiale ordinario che le vecchie elettromotrici sulle linee metropolitane e suburbane della ferrovia Circumvesuviana di Napoli. Il progetto venne elaborato dalla Ansaldo dando luogo, tra 1971 e 1974, alla fornitura di 70 moderni elettrotreni a tre casse integrate, immatricolati nel parco SFSM come ETR 001 ÷ 070, seguiti tra 1978 e 1979 da un'ulteriore fornitura di 15 elettrotreni, immatricolati ETR 071 ÷ 085[1], praticamente identici ai precedenti[2].

Tra il 1989 e il 1993[3] entrò gradualmente in servizio la nuova serie T 21 di 35 elettrotreni[4], con caratteristiche simili ai precedenti (serie FE 220), rispetto ai quali furono introdotte numerose modifiche e migliorie[5]. I nuovi elettrotreni furono immatricolati ETR 086 ÷ 118 ed ETR 022 e 041, questi ultimi in sostituzione di due unità andate distrutte per incendio[3].

CaratteristicheModifica

Gli elettrotreni funzionano a corrente continua a 1.500 volt. Il circuito di controllo della potenza è ad azionamento elettronico a shunt-chopper[6].

Il convoglio è a tre casse inscindibili articolate montate su 4 carrelli di cui quelli interni sono di trazione e i due estremi portanti. La struttura del rotabile è interamente in lega leggera con profilati estrusi di alluminio. Le apparecchiature elettriche sono montate nei sottocassa mentre i reostati di trazione sono sull'imperiale.

Ogni convoglio è accoppiabile a comando multiplo fino a tre unità, mediante accoppiatori automatici[7].

NoteModifica

  1. ^ Guadagno, Napoli: i treni dei pendolari, p. 31.
  2. ^ Guadagno, Napoli: i treni dei pendolari, p. 30.
  3. ^ a b Vallini, Binari intorno al Vesuvio, pp. 15-16.
  4. ^ I nuovi elettrotreni furono noti inizialmente come "serie 200" (cfr. Bertagnin, Nuovi ETR, p. 12).
  5. ^ Raffaele Cimmino, Enzo Annarumma, Storia della Circumvesuviana Archiviato il 7 gennaio 2014 in Internet Archive., Napoli, 26 luglio 2005.
  6. ^ Servizio Studi Finmeccanica, Tecnologie d'avanguardia, Quaderno n. 7: I trasporti elettrificati, anno 4º, n. 1, aprile 1982, pp. 34, 54.
  7. ^ Cacozza, SFSM-Circumvesuviana, p. 73.

BibliografiaModifica

  • Walter Guadagno, Napoli: i treni dei pendolari, in I treni oggi, 2 (1981), n. 13, pp. 26-31
  • Antonio Bertagnin, Nuovi elettrotreni serie 200 per la Ferrovia Circumvesuviana, in Tutto treno, 4 (1991), n. 31, pp. 12-13
  • Marco Cacozza, SFSM-Circumvesuviana, in Le ferrovie private in Italia dalle origini agli ultimi anni '70, Tutto treno - Tema nº 4, 6 (1993), supplemento al n. 60, p. 73
  • Eleuterio e Giorgio Vallini, Binari intorno al Vesuvio, in I treni, 20 (1999), n. 210, pp. 14-19

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

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