Ente Autonomo Volturno

Ente Autonomo Volturno
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Stato Italia Italia
Forma societaria società a responsabilità limitata
Fondazione 1904 a Napoli
Sede principale Napoli
Settore Trasporto
Prodotti Trasporto pubblico, gestione infrastrutture
Sito web

L'Ente Autonomo Volturno (EAV) è una storica azienda della Campania che dal settore dell'energia idroelettrica ha negli anni allargato le propria attività alla progettazione e gestione di sistemi di trasporto pubblico.

Dal 2013 l'EAV ha in gestione diretta i servizi ferroviari svolti in precedenza dalle imprese ferroviarie regionali di cui costituiva, dal 2001, la holding, ed è inoltre gestore dell'infrastruttura degli impianti acquisiti.

Indice

StoriaModifica

Un consistente patrimonio documentario sulle attività dell'EAV, dichiarato di interesse storico, è conservato dal 2005 a cura della Soprintendenza Archivistica per la Campania.

Le originiModifica

 
La centrale idroelettrica di Rocchetta a Volturno

L'Ente Autonomo Volturno fu istituito con la legge 8 luglio 1904, n. 351 (artt. 18-28) concernente il Risorgimento economico della città di Napoli. Inizialmente la sua missione fu quella di produrre energia idroelettrica utilizzando la forza idraulica delle sorgenti del fiume Volturno, trasportarla e distribuirla alle industrie di Napoli per favorire l'incremento industriale della città[1].

Nel 1909 venne dunque inaugurato il primo impianto, la centrale idroelettrica di Rocchetta a Volturno, in seguito pesantemente danneggiata dei bombardamenti tedeschi durante la seconda guerra mondiale e poi ricostruita secondo lo stile architettonico originale.

Rispetto all'originaria missione di costruzione e gestione di centrali idroelettriche, a causa dell'ingresso sul mercato di altre società impegnate nel settore dal primo dopoguerra l'EAV diversificò le proprie attività[2].

Dal 1931 al 1933 dall'Ente Autonomo Volturno furono collocati nelle vie e piazze di Napoli ventuno orologi stradali pubblici, ridotti a dodici dopo la seconda guerra mondiale. Inseriti in un progetto denominato "impianto dell'ora unica di Napoli", si tratta di accessori di arredo in stile liberty alcuni dei quali tuttora esistenti[3].

L'ingresso nel trasporto pubblicoModifica

Nel giro di pochi anni l'ente cominciò a dedicarsi anche al settore dei trasporti pubblici: sempre nel 1931, infatti, assunse la gestione dell'azienda autofilotranviaria di Napoli[4], che aveva da poco integrato quella delle tranvie di Capodimonte, acquistò la ferrovia Cumana e progettò la costruzione della ferrovia Circumflegrea.

Nel 1963 l'EAV propose il progetto al Comune di Napoli di una funicolare che collega il Vomero con il Museo, che non ebbe seguito a causa di diverse soluzioni di trasporto che la commissione comunale dei trasporti ritenne di valutare.

Intorno alla metà del medesimo si discuteva sull'ipotesi di una vera metropolitana di Napoli e nel gennaio 1966 l'ente presentò un progetto per collegare Piazza Matteotti con Piazza Medaglie d'Oro ed in prospettiva fino alla Zona ospedaliera e Colli Aminei. L'anno successivo il comune approvò il progetto; la concessione all'EAV per la costruzione e l'esercizio venne tuttavia rifiutata.

Da azienda a holdingModifica

Negli anni la funzione dell'ente, controllato dalla Regione Campania, si è via via evoluta fino a fungere da stazione appaltante per acquisti di beni e servizi, come nel caso del contratto per la fornitura di 3 convogli ferroviari siglato nel maggio 2001 destinati al servizio ferroviario metropolitano di Salerno[5]. Sempre in tale anno, una legge regionale trasformò l'EAV in una holding del trasporto regionale. Con DGR n. 225 del 2005, EAV viene definito dalla giunta regionale soggetto in house della regione Campania per il coordinamento gestionale, economico e finanziario dell'esercizio di trasporto e degli investimenti.

Nel 2008, con una operazione di scissione societaria delle società ferroviarie del gruppo venne costituita la EAV Bus Srl, finalizzata ad una gestione unica degli autoservizi prima in capo alle precedenti società[6]. Tale operazione culminò con il fallimento dell'azienda stessa[7] nel novembre 2012[8]. Con un contratto di affidamento stipulato il 31 luglio 2013 e valevole per un biennio, la Regione Campania ha affidato direttamente ad EAV l'esercizio delle autolinee precedentemente gestite da EAV Bus[9].

Nel 2009 la giunta regionale incaricò l'EAV della progettazione di una funivia che avrebbe dovuto collegare il Museo Archeologico nazionale e il museo di Capodimonte, per la cui realizzazione era previsto uno stanziamento di un milione e 348 000 euro[10]. Ancora una volta l'ente funse da stazione appaltante dell'opera, che non fu poi realizzata.

L'accorpamento delle imprese ferroviarieModifica

Con delibera 424/2011 la giunta regionale diede mandato a EAV di realizzare gli interventi finalizzati all'efficienza e alla riduzione dei costi di gestione aziendale. Le tre aziende ferroviarie (Circumvesuviana, SEPSA, MetroCampania NordEst) furono conseguentemente incorporate per fusione nel dicembre 2012[11].

Servizi ferroviariModifica

L'Ente Autonomo Volturno svolge compiti sia di impresa ferroviaria che di gestore dell'infrastruttura per le ferrovie acquisite in seguito alla fusione per incorporazione delle società Circumvesuviana, Sepsa e Metrocampania Nordest.

Ex CircumvesuvianaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Circumvesuviana.

La rete ferroviaria ex Circumvesuviana dispone di una sede propria completamente autonoma da altre interferenze di traffico ferroviario sia nazionale che regionale, ha una lunghezza di 142,367 km ed un'estensione di 203,447 km[12] distribuiti su sei linee a scartamento ridotto (950 mm), inoltre ha una densità di una stazione ogni 1,5 km per un totale di 96, tutte con incarrozzamento a raso.[13]

Cinque sono le stazioni terminali: Acerra, Baiano, Napoli Porta Nolana, Sarno e Sorrento. Esistono anche delle stazioni di bivio: Barra, Botteghelle, Napoli Garibaldi, Poggiomarino, Pomigliano d'Arco, San Giorgio a Cremano, Torre Annunziata Oplonti e Volla.

Il servizio ferroviario di Circumvesuviana[14] copre in maniera capillare un bacino di utenza di oltre 2 milioni di popolazione, distribuito in 47 comuni, con Scafati, San Valentino Torio e Sarno entra in provincia di Salerno e con Avella e Baiano in quella di Avellino.

Trasporta circa 70.200 viaggiatori al giorno per un totale di quasi 26 milioni di passeggeri annui.[15]

A partire dal 12 settembre 2011, il servizio viene ridimensionato nell'ambito di alcune direttive regionali sui trasporti, passando dal precedente orario di esercizio dalle 5:00 alle 24:00, alla fascia dalle 6:00 alle 23:00[16].

 
Convoglio "Sorrento Express"

Sulla rete ex Circumvesuviana vengono periodicamente proposti servizi turistici:

  • Il Sorrento Express, viene effettuato sulle prime vetture elettriche (denominate BD) della Circumvesuviana restaurate secondo i disegni originali. Con partenza da Napoli permette ai turisti di visitare tutti i centri della penisola sorrentina. Durante il tragitto vengono offerti anche prodotti tipici sorrentini[17].
  • Il Napoli Express utilizza un elettrotreno attualmente in uso per il servizio passeggeri ma appositamente ristrutturato con l'aggiunta di sedili più comodi e aria condizionata, raggiunge anch'esso Sorrento partendo da Napoli.[senza fonte]
  • Il Campania Express consiste di un singolo convoglio Metrostar che effettua fermate nelle stazioni di Napoli, Ercolano, Pompei e Sorrento[18]. Il servizio è attivo dal 2015 ed è attivo nel periodo primaverile ed estivo, ed ha una frequenza giornaliera di quattro corse.[19].

Rete ex SepsaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: SEPSA.

La lunghezza complessiva della rete ex SEPSA è di 47 km; dispone di una sede propria ed è completamente autonoma da altre interferenze di traffico ferroviario sia regionale che nazionale. I capolinea sia della linea Cumana che della Circumflegrea, sono le stazioni di Montesanto e Torregaveta (frazione di Bacoli).

Trasporta circa 37.000 viaggiatori al giorno, per un totale di 13.5 milioni di viaggiatori l'anno.[20]

Rete ex MetroCampania NordEstModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: MetroCampania NordEst.

L'EAV gestisce le linee ferroviarie per Benevento e Piedimonte Matese nonché, dal 2005, anche la Linea Napoli-Giugliano-Aversa (detta anche Linea Arcobaleno) del sistema metropolitano regionale campano.

I collegamenti ferroviari effettuati sulle due linee giungono fino alla stazione di Napoli Centrale, percorrendo le tratte RFI Napoli–Cancello e Napoli–Santa Maria Capua Vetere di Rete Ferroviaria Italiana.

Rete ferroviaria - prospetto riassuntivoModifica

Rete ferroviaria e relazioni gestite dall'Ente Autonomo Volturno
Linea ferroviaria Apertura Trazione Lunghezza Stazioni Servizio ferroviario Rete di provenienza
Napoli-Baiano
1885
Elettrica
38 km
28
Porta Nolana-Nola-Baiano[21] Circumvesuviana
Diramazione Pomigliano d'Arco-Acerra
2004
Elettrica
3 km
4
Porta Nolana-Pomigliano-Acerra Circumvesuviana
Napoli-Sarno
1891
Elettrica
38 km
28
Porta Nolana-Ottaviano-Sarno Circumvesuviana
Napoli-Poggiomarino
1904
Elettrica
35 km
25
Porta Nolana-Scafati-Poggiomarino Circumvesuviana
Napoli-Sorrento[22]
1932
Elettrica
26 km
15
Porta Nolana-Torre Annunziata-Sorrento[23] Circumvesuviana
Diramazione Botteghelle-San Giorgio a Cremano
2001
Elettrica
8 km
7
Porta Nolana-Centro Direzionale-San Giorgio[24] Circumvesuviana
Cumana
1889
Elettrica
20 km
19
Montesanto-Pozzuoli-Torregaveta SEPSA
Circumflegrea
1962
Elettrica
27 km
16
Montesanto-Licola-Torregaveta SEPSA
Alifana
1912
Diesel
42 km
15
Napoli Centrale-Caserta-Piedimonte Matese MetroCampania NordEst
Caudina
1913
Elettrica
47 km
12
Napoli Centrale-Cancello-Benevento MetroCampania NordEst
Linea Arcobaleno
2005
Elettrica
10 km
5
Napoli-Giugliano-Aversa MetroCampania NordEst

FunivieModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Funivia del Faito.

EAV gestisce anche la funivia del Faito, che collega nel periodo estivo il centro di Castellammare di Stabia con il monte Faito proprio nella parte che rientra nella città di Vico Equense in 8 minuti. L'impianto è stato aperto nel 1952 e completamente rimodernato nel 1990. Il servizio funiviario è stato sospeso nel 2013[25][26]. La riapertura, dopo lavori di ammodernamento e consolidamento, inizialmente prevista per il 25 aprile 2016[27], è avvenuta il 4 maggio dello stesso anno[28].

Beni aziendali: materiale rotabileModifica

Il patrimonio aziendale di EAV, con l'acquisizione dello status di impresa ferroviaria, è stato significativamente incrementato grazie all'apporto dei parchi rotabili delle precedenti gestioni e, fatti salvo i veicoli di servizio, accantonati o per usi speciali, risulta così composto:

  • 85 elettrotreni ex Circumvesuviana ETR 001-085. Costruiti da Sofer/Asgen nel periodo 1971/78, alimentazione a 1500 V c.c., impianto frenante a disco, incarrozzamento a raso. Scartamento 950 mm.
  • 33 elettrotreni ex Circumvesuviana ETR 086-118. Costruiti da Sofer nel 1988, alimentazione a 1500 V c.c., impianto frenante a disco, incarrozzamento a raso. Scartamento 950 mm.
  • 26 elettrotreni ex Circumvesuviana ETR 201-226. Costruiti da Ansaldobreda/Firema nel 2008/2009, alimentazione a 1500 V c.c., impianto frenante a disco, incarrozzamento a raso. Scartamento 950 mm.
  • 10 ET 100 EAV. Costruiti da Aerfer/Ocren nel periodo 1958/60, alimentazione a 3.000 V c.c. Scartamento ordinario.
  • 14 ET 400 EAV. Costruiti da Firema nel 1991 su progetto Firema E 82, alimentazione a 3.000 V c.c. Scartamento ordinario.
  • 4 complessi elettromotrice + rimorchiata ex MCNE. Le elettromotrici sono classificate ALe 125 501-504, realizzate da OMS/TIBB nel 1959 e sottoposte a successivi ammodernamenti; ad esse si aggiunge la elettromotrice bidirezionale ALe 125 507, realizzata da OMS nel 1981. Alcuni esemplari risultano accantonati. Alimentazione a 3.000 V c.c. Scartamento ordinario.
  • 5 complessi elettromotrice + rimorchiata ex MCNE. Le elettromotrici sono classificate ALe 126 508-512, realizzate da Firema nel periodo 1984/90. Alimentazione a 3.000 V c.c. Scartamento ordinario.
  • 2 complessi elettromotrice + rimorchiata ex MCNE. Le elettromotrici sono classificate ALe 88, realizzate da Firema nel periodo 1984/85 e furono acquistate nel 2012-2013 da TPER. Alimentazione a 3.000 V c.c. Scartamento ordinario.
  • 5 automotrici ex MCNE. Costruite da Fiat nel 1981/82 su modello ALn 668.3000 FS, classificate ALn 668 005-009. Scartamento ordinario.
  • 4 automotrici ex MCNE. Acquistate dalle FS, furono costruite da Fiat nel 1956/63 e immatricolate nel gruppo ALn 668.1400; sono numerate, 103, 113, 116 e 118. Scartamento ordinario.
  • 2 automotrici ex MCNE. Costruite da Fiat nel 1991 su modello ALn 663, classificate ALn 663 010-011. Scartamento ordinario.
  • 11 elettrotreni tipo Elettromotrici ACOTRAL MA 100, precedentemente in servizio presso la metropolitana di Roma.

Nel 2006 fu annunciato l'acquisto di un congruo numero di elettrotreni a singolo piano ed a 2 casse, progettati da Firema Trasporti e AnsaldoBreda[29]; il resto delle vetture sarebbe stata soggetto a revamping[30]; le difficoltà di tali aziende e il quadro economico generale poco favorevole non hanno ancora consentito di concretizzare tale ordinazione.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Ente Autonomo "Volturno". Progetto definitivo ed esecutivo della derivazione elettrica del secondo salto Volturno. - Relazione generale. Napoli. Giannini. 1931
  2. ^ Ente Autonomo Volturno - EAV SIUSA - Sistema informativo unificato per le soprintendenze archivistiche
  3. ^ L'impianto dell'ora unica di Napoli. URL visitato nel novembre 2013.
  4. ^ La gestione dell'azienda tramviaria. Sito web aziendale. URL visitato nel novembre 2014.
  5. ^ A tempo di minuetto in Tutto treno n. 173, marzo 2004, p. 14.
  6. ^ http://www.eavbus.it/export/sites/default/eavbus/mobilita/Archivio/Carta_mobilitx_EAVBUS_2011Finale.pdf
  7. ^ Viola Vera, Comune di Napoli e Anm pronti ad agire in giudizio dopo il blocco degli autobus a gennaio in Il sole 24 ore, 21 febbraio 2013
  8. ^ articolo dal Corriere del Mezzogiorno: Fallisce Eav Bus.
  9. ^ Sito EAV. URL consultato nel novembre 2013.
  10. ^ Elda Loreto, Capodimonte-Archeologico arriva la funivia dei musei, in La Repubblica, 3 ottobre 2009. URL visitato nel novembre 2013.
  11. ^ Home | Ente Autonomo Volturno
  12. ^ Rete e servizi della Circumvesuviana (PDF), bari10.smau.it.
  13. ^ Stazioni, eavcampania.it.
  14. ^ CircumTrace, circum.vesuviana.it:3299.
  15. ^ EAV Campania, Bilancio EAV 2013 - Flusso Passeggeri (PDF), eavcampania.it.
  16. ^ Riduzione del servizio Circumvesuviana, ferpress.it.
  17. ^ Notizia su Tutto Treno, n. 137, dicembre 2000, p. 5.
  18. ^ [1]
  19. ^ Campania Express 2016, eavsrl.it. (archiviato dall'url originale il 19 maggio 2016).
  20. ^ EAV Campania, Bilancio EAV 2013 - Flussi Passeggeri (PDF), eavcampania.it.
  21. ^ Percorso in comune con la linea Napoli-Baiano fino alla stazione di Pomigliano d'Arco.
  22. ^ La tratta sorrentina, eavcampania.it.
  23. ^ Percorso in comune con la linea Napoli-Poggiomarino fino alla stazione di Torre Annunziata Oplonti.
  24. ^ Percorso in comune con la linea Napoli-Baiano fino alla stazione di Botteghelle.
  25. ^ Crisi Circum, stop anche alla funivia., Vico Equense online (21 marzo 2013)
  26. ^ La funivia del Faito resterà chiusa:«Costa troppo e serve a pochi» Corriere del Mezzogiorno (3 maggio 2013)
  27. ^ La funivia del Faito riaprirà il 25 aprile
  28. ^ Mercoledì 4 maggio riapre la funivia del Faito
  29. ^ http://www.firema.it/SITE/download/prodotti/ALFA3_SEPSA.pdf
  30. ^ Dettaglio Comunicati Stampa, regione.campania.it.

Voci correlateModifica

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