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Enzo Lattuca
Enzo Lattuca daticamera.jpg

Sindaco di Cesena
In carica
Inizio mandato 10 giugno 2019[1]
Predecessore Paolo Lucchi

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 15 marzo 2013 –
22 marzo 2018
Legislature XVII
Gruppo
parlamentare
Partito Democratico
Coalizione Italia. Bene Comune
Circoscrizione Emilia-Romagna
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico
Titolo di studio Laurea magistrale in Scienze giuridiche
Università Università degli Studi di Bologna
Professione politico

Enzo Lattuca (Cesena, 9 febbraio 1988) è un politico italiano del Partito Democratico, ex Deputato della Repubblica Italiana nella XVII legislatura, Sindaco di Cesena dal 2019.

Indice

BiografiaModifica

StudiModifica

Diplomatosi nel 2007 al Liceo Scientifico "Augusto Righi" di Cesena, nel luglio 2012 ha conseguito la laurea magistrale in Giurisprudenza all'Università di Bologna discutendo una tesi in Diritto costituzionale dal titolo "I poteri del Presidente della Repubblica nella formazione, nelle crisi e nell'attività del Governo". Successivamente, nel 2017, ha conseguito - sempre presso l’Università di Bologna - il titolo di Dottorato di ricerca in Diritto costituzionale, discutendo una tesi su "Il diritto parlamentare, studio della prassi della XVII Legislatura della Camera dei Deputati"[2].

Vita PrivataModifica

Sposato con Giorgia, è padre di due figli[3]: Tommaso (nato nel 2017) e Pietro (nato nel 2019).

Attività politicaModifica

Dal 2009 è consigliere comunale di Cesena ed inoltre, dal 2010, ricopre l'incarico di segretario comunale del Partito Democratico.

Nel dicembre 2012 è il candidato più votato alle primarie parlamentari del PD cesenate, conquistando 3.918 preferenze su 5.892 votanti[4].

Il 17 gennaio 2013 apre la campagna a Roma del segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani, candidato premier alle elezioni politiche per la coalizione di centrosinistra Italia. Bene Comune[5].

Deputato della XVII LegislaturaModifica

Nel febbraio 2013 alle elezioni politiche è stato eletto deputato, risultando il più giovane parlamentare della XVII legislatura e di tutta la storia repubblicana[6].

Il 15 marzo 2013, in occasione dell'elezione del presidente della Camera dei deputati, ottiene prima sei poi sette voti rispettivamente nel secondo e terzo scrutinio[7].

Il 17 aprile 2013, nella votazione al termine della riunione dei "grandi elettori" del PD, si astiene sulla proposta del segretario Bersani di candidare Franco Marini alla presidenza della Repubblica. Successivamente, via Twitter, dichiara: «non ho condiviso la proposta di Bersani di ieri sera. Mi sono astenuto. Chi mi conosce sa che è come un NO».[8]

Il 9 maggio 2013 annuncia le proprie dimissioni da consigliere comunale di Cesena, motivando tale decisione con le «difficoltà oggettive» derivanti dal mantenimento del duplice ruolo di parlamentare e di consigliere comunale, nonché dalla convinzione maturata circa l'inopportunità di chiedere una deroga al divieto di doppio incarico stabilito dallo statuto del PD[9].

Il 4 maggio 2015 è tra coloro che vota no all'Italicum, la nuova legge elettorale approvata dalla Camera.[10]

Non è ricandidato per le elezioni politiche del 2018.

La polemica con Maria Edera SpadoniModifica

Il 25 ottobre 2013 la deputata del Movimento 5 Stelle Maria Edera Spadoni lo accusa di un'aggressione fisica e verbale nei suoi confronti, chiedendo pertanto all'ufficio di presidenza della Camera di valutare l'episodio a fini disciplinari[11]. In una nota, il deputato PD ha contestato la ricostruzione dei fatti, negando qualsiasi intento aggressivo ai danni della collega[12].

L'11 dicembre 2013 l'ufficio di presidenza della Camera ha preso atto del fatto che tra i due deputati ha avuto luogo un mero alterco verbale, disponendo altresì «in via eccezionale [...] di rendere disponibile sul sito internet la videoregistrazione di tale episodio in considerazione della risonanza mediatica che lo stesso ha avuto»,[13] in cui si vede il gesto del "toc toc" fatto sulla testa della deputata M5S e conseguentemente i commessi della Camera che trascinano via il deputato del PD.[14] L'on. Lattuca, dopo aver espresso la propria soddisfazione per le conclusioni dell'ufficio di presidenza, ha avanzato la richiesta di pubbliche scuse nei suoi confronti da parte del deputato Giorgio Sorial per «aver dichiarato che avevo messo le mani addosso alla collega Spadoni».[15]

Sindaco di CesenaModifica

Il 9 giugno 2019 viene eletto sindaco della città di Cesena battendo ai ballottaggi con il 55,74% il candidato del centrodestra Andrea Rossi.[16] In occasione della prima seduta del nuovo consiglio comunale, il 27 giugno 2019 presta giuramento[17] come nuovo sindaco della città.

NoteModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica