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1leftarrow blue.svgVoce principale: Centro-destra.

Fernando Tambroni, nel 1960 costituì un governo di centro-destra appoggiato da DC, MSI e PDIUM.

La locuzione centro-destra comparve per la prima volta in Italia attorno al 1850, in seguito all'operazione detta del "connubio" operata da Camillo Benso Conte di Cavour nel Parlamento del Regno di Sardegna, che di lì a pochi anni sarebbe diventato il Parlamento del Regno d'Italia. L'operazione del "connubio" consisteva nel favorire un'alleanza politica fra la parte più progressista della Destra, il cosiddetto centro-destra, di cui il Cavour stesso era capo, e l'ala più moderata della Sinistra, il centro-sinistra, con a capo Urbano Rattazzi. Si è sostenuto che questa manovra politica contenesse in sé i fondamenti del trasformismo.

Con il termine centro-destra si è poi indicato, a partire dagli anni sessanta, la collocazione di alcuni governi retti dalla Democrazia Cristiana, in particolare il Governo Tambroni che si sostenne grazie all'appoggio esterno del Movimento Sociale Italiano e del Partito Democratico Italiano di Unità Monarchica.

Dal 1994 il termine centro-destra si riferisce alle aggregazioni guidate da Silvio Berlusconi, il Polo delle Libertà e la Casa delle Libertà. Quest'ultima coalizione, nata nel 2000 e poi dissoltasi, è stata l'alleanza tra Forza Italia, Alleanza Nazionale, la Lega Nord, l'Unione dei Democratici Cristiani e di Centro e altri partiti minori.

Dal 2015 la coalizione comprende Forza Italia quale partito di ispirazione liberale, assieme ad altri partiti minori tra i quali Direzione Italia di Raffaele Fitto. Sono presenti nella coalizione anche la Lega salviniana critica nei confronti dell`Unione europea e Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale di Giorgia Meloni, partito sovranista e nazionalista.

Indice

Seconda RepubblicaModifica

Nelle elezioni amministrative del 1993 persero notevole consenso la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista Italiano.[1] Pertanto vi fu successo delle coalizioni di sinistra, contrastate nell'Italia settentrionale dalla Lega Nord (che vinse tra l'altro con Marco Formentini le elezioni comunali a Milano) mentre nella parte centrale e meridionale del paese dal Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale.[2] La destra missina ottenne molti consensi poiché era uno dei pochi partiti non coinvolti nell'inchiesta Mani pulite e poiché nello sfaldamento del centro, in particolare della DC, gran parte degli elettori moderati ritenne la formazione di estrema destra preferibile rispetto alle sinistre.[2] Il 26 gennaio 1994 Silvio Berlusconi annunciò la propria discesa in campo fondando un nuovo partito di centrodestra chiamato Forza Italia.

Il Polo delle LibertàModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Polo delle Libertà.

Con la nuova legge elettorale del 1993, maggioritaria per il 75% dei seggi e proporzionale per il restante 25%, per la prima volta in Italia vennero create delle coalizioni, al fine di vincere nei collegi uninominali delle elezioni politiche del 1994. Nella parte proporzionale i partiti rimanevano ognuno con i propri simboli.

Forza Italia, Lega Nord, alcuni nuovi partiti centristi (Centro Cristiano Democratico, Unione di Centro, Polo Liberal Democratico) e la Lista Pannella raggiunsero un accordo per candidature comuni nei collegi uninominali delle regioni centrosettentrionali.[3] La Lega, inoltre, accettò che Forza Italia e gli altri partiti sopra citati stringessero un altro accordo con Alleanza Nazionale (nuova denominazione del MSI-DN) nei collegi centro-meridionali.[4] Queste due coalizioni ebbero i nomi non ufficiali di Polo delle Libertà per il centro nord e Polo del Buon Governo per il centro sud. Le coalizioni di centrodestra vinsero le elezioni politiche del 1994 ottenendo la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento (366 seggi su 630 alla Camera dei deputati e 156 seggi su 315 al Senato della Repubblica).

Pertanto il 10 maggio 1994 si formò un governo presieduto da Silvio Berlusconi con ministri esponenti dei partiti delle coalizioni sopra citate e, un mese dopo, alle elezioni europee, i partiti di centrodestra ebbero un notevole successo ottenendo in totale circa il 50% dei voti.

Nonostante il doppio successo elettorale, il primo governo Berlusconi fu un esecutivo fragile, a causa di alcune frizioni tra Forza Italia e la Lega Nord,[1] in particolare sulla riforma delle pensioni osteggiata dai leghisti[1], e proprio per la sfiducia di quest'ultima decretata appena sette mesi dopo l'entrata in carica dell'esecutivo, si venne a formare un governo tecnico presieduto dall'indipendente Lamberto Dini e sostenuto, in appoggio esterno, dalla Lega Nord e dai partiti di centrosinistra.[1]

La coalizione si riorganizzò per le elezioni politiche del 1996, senza quest'ultima e con la denominazione di "Polo per le Libertà", ma venne sconfitta dal centro-sinistra, riunito nell'alleanza de l'Ulivo e guidato da Romano Prodi.

La Casa delle LibertàModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Casa delle Libertà.

Nel 2001, i partiti del Polo formarono assieme alla Lega Nord, ai Cristiani Democratici Uniti (che insieme con il CCD diedero vita all'UDC nel 2002) e al Nuovo PSI, una nuova alleanza denominata Casa delle Libertà che vince le elezioni e governa l'Italia per i successivi anni stabilendo il record come legislatura più lunga della storia italiana. Il leader della Casa delle Libertà è Silvio Berlusconi.

 
Silvio Berlusconi, dal 1994 leader dei governi e coalizioni del centro-destra italiano.

Alle elezioni politiche del 2006, la Casa delle Libertà ha perduto, seppur di misura, la maggioranza a vantaggio de L'Unione di Romano Prodi.

Il Popolo della LibertàModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Coalizione di centro-destra alle elezioni politiche italiane del 2008 e Coalizione di centro-destra alle elezioni politiche italiane del 2013.

Caduto il Governo Prodi II, nella CdL nasce l'idea di un partito unitario del centro-destra che riunisca sotto un unico simbolo tutti i partiti del centro-destra. L'idea si concretizza il 18 novembre 2007, con la nascita del Popolo della Libertà, promosso da Forza Italia, cui aderiscono, assieme ad Alleanza Nazionale, tutti i partiti dell'ormai ex-CdL con l'eccezione di due movimenti: l'UDC, che abbandona il centrodestra, per proseguire una corsa solitaria alle elezioni, e la Lega Nord che per la sua specificità di movimento regionale, propende per un'alleanza federativa con il nuovo partito.

Il centro-destra italiano si presenta, così, semplificato nell'alleanza fra Popolo della Libertà, Lega Nord e il movimento siciliano MpA, alle elezioni politiche italiane del 2008 e riesce a vincere.

Alle elezioni politiche del 2013 nessuna coalizione ha ottenuto la maggioranza assoluta in entrambe le camere, e dopo lunghe consultazioni il neo-rieletto presidente della Repubblica Giorgio Napolitano incarica l'esponente del Partito Democratico Enrico Letta, di trovare una maggioranza in grado di sostenerlo a capo del governo.

Nel centrodestra, Lega Nord e Fratelli d'Italia decidono di stare all'opposizione, mentre Il Popolo della Libertà parteciperà alla formazione con 5 ministeri, 2 viceministri e 12 sottosegretari.

Il 29 giugno 2013 Berlusconi ha annunciato la rinascita di Forza Italia come movimento politico autonomo, mentre il nome "Popolo della Libertà" tornerà a definire la coalizione di centro-destra, affermando anche l'intenzione di continuare a sostenere il governo Letta in coalizione con il Partito Democratico.[5][6]

Ufficialmente, il cambio della denominazione, del simbolo e dell'organizzazione territoriale del movimento, che sancirà di fatto il ritorno alla vecchia Forza Italia ha inizio con la convocazione dell'ufficio di presidenza del PdL il 25 ottobre 2013, a cui non ha comunque partecipato la delegazione dei ministri governativi azzurri, in accordo consensuale con Silvio Berlusconi assieme al quale la corrente delle colombe cerca di evitare scissioni interne al partito per il timore di derive estremiste dello stesso. Lo stesso Alfano, principale figura dei governisti e ministro dell'interno aveva dichiarato poco prima di non partecipare perché il partito restasse unito, e che si stava lavorando per questo con Berlusconi.

Il 16 novembre 2013 il Consiglio Nazionale del Popolo della Libertà e Silvio Berlusconi, approvano la sospensione delle attività del PdL e il rilancio di Forza Italia[7], al nuovo partito però non aderiscono le cosiddette Colombe del PdL, la corrente guidata da Angelino Alfano[8], che forma il Nuovo Centrodestra[9] continuando a sostenere il Governo Letta.

Le coalizioni di centro-destraModifica

Il 27 novembre 2013 il Senato della Repubblica Italiana, con 192 voti favorevoli, 113 contrari e 2 astenuti[10][11][12], approva con voto palese la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, per effetto della "Legge Severino", in seguito alla condanna di Berlusconi del 1º agosto 2013 per frode fiscale con sentenza passata in giudicato[13]. Silvio Berlusconi perde così la carica di parlamentare della Repubblica Italiana dopo 19 anni di presenza ininterrotta[14]. Hanno votato a favore della decadenza Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Scelta Civica, Unione di Centro, Sinistra Ecologia Libertà, Il Megafono, Per le Autonomie (SVP-UV-PATT-UPT-PSI-MAIE)[15][16], i senatori a vita Mario Monti, Elena Cattaneo, Carlo Rubbia e Renzo Piano[17][18], e i senatori ex M5S passati al Gruppo Misto: Fabiola Anitori, Adele Gambaro, Paola De Pin e Marino Mastrangeli. Hanno votato contro la decadenza Forza Italia, Nuovo Centrodestra, Lega Nord e Grandi Autonomie e Libertà[15][16].

Dopo tale avvenimento, che ha limitato l'azione del leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, il partito cala rapidamente nei sondaggi anche a causa di lotte intestine che vedono dapprima l'uscita di Raffaele Fitto, che spingeva per un cambiamento di leadership del partito facendo ricorso alla pratica delle primarie. Fitto, dapprima fonda in Puglia la propria lista "Oltre" con cui si candida a Presidente della Regione poi, eletto al parlamento europeo, aderisce al movimento Conservatori e Riformisti di Cameron, fondando dunque la scapola italiana di tale partito.

Poco dopo sarà un altro grande alleato di Berlusconi a lasciare Forza Italia, insieme con un ingente numero di senatori: Denis Verdini, che contrario al nuovo corso del partito avverso a Matteo Renzi, fonda ALA, formazione che si rivelerà decisiva per il Governo Renzi.

Nel mentre è la Lega Nord di Matteo Salvini, che facendo ricorso a toni duri contro l'Europa e gli immigrati che diventa, secondo i numeri dei sondaggi, la guida della coalizione di centrodestra. Proprio alle Regionali la Lega Nord permette al centrodestra di poter non solo confermare molte regioni ma anche di vincere in Liguria. La coalizione di centrodestra vive una fase di avvicinamento alle destre nazionalistiche. Famose le cooperazioni con il Front National di Marine Le Pen. Salvini lancerà anche il movimento "Noi con Salvini" che ha il compito di portare le nuove istanze leghiste nel sud Italia.

Nel frattempo nel 2014 l'ex Ministro della Gioventù Giorgia Meloni vince le primarie indette da Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale e viene eletta Presidente del partito, portandolo a essere l'unico partito nazionale con un'ideologia fortemente caratterizzata da Nazionalismo e Conservatorismo nazionale che si rifanno alla destra originaria e classica.

Alle elezioni amministrative del 2016 la coalizione si divide in varie città tra cui Roma e Napoli, questo porta a un esito fallimentare in molte città. Tuttavia il centro-destra riesce a vincere in diverse città minori, perdendo invece al ballottaggio a Milano nonostante l'unione di tutte le forze politiche.

L'8 gennaio 2018 nasce ufficialmente la coalizione a quattro (Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia, Noi con l'Italia - UDC) e il 18 gennaio viene firmato il programma per le elezioni politiche italiane del 2018, nelle quali avviene per la prima volta il sorpasso della Lega su Forza Italia, portando Salvini a divenire il nuovo leader del centrodestra per poco tempo perché il 1º giugno 2018 la Lega entra a far parte del Governo Conte con il Movimento 5 Stelle abbandonando il Centro-Destra e la coalizione formatasi prima delle elezioni politiche..

Lista dei partiti politici dell'area del Centro-destraModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d Indro Montanelli e Mario Cervi, L'Italia degli anni di fango, Milano, Rizzoli, 1993.
  2. ^ a b Indro Montanelli e Mario Cervi, L'Italia di Berlusconi, Milano, Rizzoli, 1995.
  3. ^ Bossi: Fini non fa parte del nostro polo
  4. ^ PATTO CON BERLUSCONI LA LEGA ORA È TRICOLORE
  5. ^ Torna Forza Italia e io sarò il numero uno. Il Giornale on line, 29 giugno 2013
  6. ^ Silvio Berlusconi: sarò ancora il numero 1 di Forza Italia
  7. ^ L'addio al Pdl (in frantumi), rinasce Forza Italia
  8. ^ Il gran rifiuto di Alfano: «Non aderiamo a Forza Italia, pronti i nuovi gruppi»
  9. ^ Berlusconi lancia Forza Italia E Alfano il Nuovo Centrodestra, su avvenire.it.
  10. ^ BERLUSCONI: AULA SENATO VOTA SI' A DECADENZA
  11. ^ Berlusconi decaduto, sì del Senato. FI: è un colpo di Stato. Il Pd: «Ora la legge è uguale per tutti»
  12. ^ Il Senato ha votato la decadenza di Berlusconi, su news.panorama.it (archiviato dall'url originale il 28 novembre 2013).
  13. ^ Il Senato ha votato la decadenza di Berlusconi Non passano gli ordini del giorno contro la relazione della giunta per le elezioni che decretava l'ineleggibilità del Cavaliere
  14. ^ ORE 17.42: BERLUSCONI DECADE DA SENATORE. DOPO 19 ANNI E MEZZO LASCIA IL PARLAMENTO
  15. ^ a b Berlusconi non è più senatore, respinti odg per salvarlo
  16. ^ a b Il Cavaliere disarcionato «Democrazia in lutto» Archiviato il 24 maggio 2013 in Internet Archive.
  17. ^ Silvio Berlusconi non è più senatore Via libera del Senato alla decadenza Il Cavaliere: “Lutto per la democrazia”
  18. ^ I senatori a vita assenteisti si fiondano in Aula per fucilare il Cav, su ilgiornale.it.

Voci correlateModifica