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Ettore Ponti
Ettore Ponti 1905.jpg

Senatore del Regno d'Italia
Durata mandato 14 giugno 1900 –
2 ottobre 1919
Legislature XXI legislatura del Regno d'Italia
Gruppo
parlamentare
Liberale
Circoscrizione Lombardia

Dati generali
Partito politico Liberale
Professione Industriale

Ettore Giovanni Giuseppe Ponti (Gallarate, 26 gennaio 1855Biumo superiore, 2 ottobre 1919) è stato un politico italiano liberale, senatore nella XXI legislatura del Regno d'Italia, 1º marchese Ponti.

Indice

BiografiaModifica

I primi anniModifica

 
Andrea Ponti, facoltoso industriale padre di Ettore

Ettore Ponti nacque a Gallarate in provincia di Varese il 26 gennaio 1855 da Andrea[1], facoltoso industriale tessile del varesotto a cui è intitolato a Gallarate l'Istituto professionale di Stato Andrea Ponti, e da Virginia Pigna[2], esponente della borghesia locale.

Dopo aver compiuto gli studi superiori in area classica, fu volontario per un anno nella scuola ufficiali del Genova cavalleria e subito dopo si imbarcò per un tour in Europa per visitare i più importanti stabilimenti di filatura e tessitura dell'epoca, su espressa volontà del padre che lo indirizzò allo studio ed all'osservazione delle più moderne tecniche del campo.

Interessatosi anche all'agricoltura, si adoperò per la costruzione dei primi villaggi industriali italiani costruendo non solo case per gli operai ma anche asili e scuole, forni, cooperative e società di mutuo soccorso. A tale scopo si adoperò anche in cooperazione con l'Ospedale Maggiore di Milano per creare dei nuovi padiglioni per la cura e la riabilitazione degli operai infortunati sul lavoro.

L'impegno nella societàModifica

Nominato consigliere comunale di area liberale a Milano nel 1881, la sua popolarità lo portò ad essere membro di moltissime associazioni tra le quali la Società esercente il Teatro alla Scala di Milano (1901-1907), il consiglio delle Assicurazioni Generali di Venezia, l'Associazione Nazionale Invenzioni, il Comitato generale per la Fiera campionaria italiana, la Società dantesca italiana. Fu consigliere del Patronato d'assicurazione e soccorso per gli infortuni sul lavoro fondato nel 1883 da Ugo Pisa[3]. Fu inoltre presidente del S.A. Cotonificio di Solbiate Olona, del Cotonificio Furter, del Consiglio d'amministrazione della Società Anonima Meccanica Lombarda di Monza, del Linificio e canapificio nazionale di Milano, del Pio istituto oftalmico di Milano,[4], della Società operaia di Gallarate, dell'Associazione cooperativa "Famiglia Agricola" di Cornaredo, del Consorzio per l'assetto degli istituti di istruzione superiore di Milano e dell'Associazione per lo sviluppo dell'Alta cultura di Milano. Fu inoltre fondatore dell'Istituzione agraria Andrea Ponti presso la Scuola superiore di agricoltura di Milano, della Società storica lombarda di Milano, della Società d'incoraggiamento d'arti e mestieri di Milano, dell'Associazione liberale milanese nonché Consigliere accademico dell'Accademia di belle arti di Milano.

Nel 1881 venne inoltre incluso nel consiglio per l'esposizione nazionale che si tenne proprio in quell'anno a Milano.

Con la somma ricevuta in eredità dallo zio Francesco Ponti (1832-1895), morto senza eredi diretti, da destinare ad opere benefiche fece costruire nell'ambito dell'Ospedale Maggiore di Milano in via Francesco Sforza, 35 due padiglioni dedicati allo zio Francesco[5], uno per chirurgia e l'altro, divenuto poi Padiglione Moneta, per la meccanoterapia[6].

La carriera politicaModifica

 
Ettore Ponti in un ritratto d'inizio Novecento conservato presso le Ville Ponti di Varese.

Fu eletto Senatore del Regno d’Italia con il Governo Pelloux II il 14 giugno del 1900, giurò il 30 giugno dello stesso anno.

Nel 1901, dal 18 aprile, il Commendatore Ettore Ponti entrò a far parte del Consiglio di Amministrazione della neocostituita Società Anonima Meccanica Lombarda con sede sociale a Milano, stabilimento in Monza e deposito a Napoli, che un decennio dopo avrà la licenza di costruire gli aeroplani modello "Aviatik" impiegati nella Guerra italo-turca.

Sindaco a MilanoModifica

Dal 7 febbraio 1905 all'11 maggio 1909 ricoprì la carica di Sindaco di Milano. Guidò il Comitato milanese di soccorso che si incaricò della costruzione di un nuovo centro urbano, l'attuale Martirano Lombardo (CZ), destinato ad accogliere la popolazione superstite di Martirano antico (CZ) dopo il terremoto dell'8 settembre 1905.

Con decreto di Vittorio Emanuele III in data 28 aprile 1906 il prenominato Ettore otteneva il titolo di marchese con diritto alla trasmissibilità per maschi primogeniti.[7]

Morì per un arresto cardiaco il 2 ottobre 1919 a Biumo superiore, località di Varese, nel complesso delle Ville Ponti.

La città di Milano gli ha dedicato una via.

Matrimonio e figliModifica

Ettore Ponti sposò Remigia Spitaleri dei Baroni di Muglia, madre di suoi tre figli[8][9], due maschi ed una femmina:

  • Andrea Ponti, 2º Marchese Ponti
  • Gianfelice Ponti, 3º ed ultimo Marchese Ponti
  • Virginia Ponti

OnorificenzeModifica

AscendenzaModifica

Ettore Ponti Padre:
Andrea Ponti
Nonno paterno:
Giuseppe Ponti
Bisnonno paterno:
Andrea Ponti
Trisnonno paterno:
Bartolomeo Ponti
Trisnonna paterna:
Caterina Luoni
Bisnonna paterna:
Francesca Puricelli
Trisnonno paterno:
?
Trisnonna paterna:
?
Nonna paterna:
Maria Antonia Longhi
Bisnonno paterno:
?
Trisnonno paterno:
?
Trisnonna paterna:
?
Bisnonna paterna:
?
Trisnonno paterno:
?
Trisnonna paterna:
?
Madre:
Virginia Pigna
Nonno materno:
Giovanni Pigna
Bisnonno materno:
?
Trisnonno materno:
?
Trisnonna materna:
?
Bisnonna materna:
?
Trisnonno materno:
?
Trisnonna materna:
?
Nonna materna:
Elisabetta Turati
Bisnonno materno:
Antonio Turati
Trisnonno materno:
?
Trisnonna materna:
?
Bisnonna materna:
Anna Maria Crespi
Trisnonno materno:
?
Trisnonna materna:
?

NoteModifica

  1. ^ Andrea e Antonio Ponti erano figli di Giuseppe, morto nel 1862, a sua volta figlio di Andrea Ponti senior, l'iniziatore dell'attività tessile della famiglia con la ditta Andrea Ponti poi condotta da due degli undici figli avuti dalla moglie Francesca Puricelli: Giuseppe e Bartolomeo (1773-1853), di quest'ultimo esiste un ritratto attribuito a Giuseppe Molteni (1800-1867) proprietà della Camera di Commercio di Varese. Nel corso del 1800 questi due fratelli Ponti aprirono in Gallarate il "Filatojo alla Giannettina" mosso da forza animale, uno dei primi in Italia, seguito subito dopo dallo stabilimento tessile di Solbiate mosso dalle acque dell'Olona. Fonte: Pier Desiderio Pasolini:Memorie storiche della famiglia Ponti: per le nozze Ponti-Greppi (1876) pag.78.
  2. ^ La Sfida Europea della Famiglia Ponti; Fimmanò Giuseppe, p. 79
  3. ^ Germano Maifreda Gli ebrei e l'economia milanese - l'Ottocento pag. 131
  4. ^ 11 marzo 1899 - Il presidente del Linificio e canapificio di Milano e del Pio Istituto oftalmico, Ettore Ponti, si rammarica con Bava Beccaris per la sua partenza e lo ringrazia per la sua opera. Fonte: Lombardia Beni culturali Ponti Ettore 11 marzo 1899
  5. ^ Le Raccolte d'Arte dell'Ospedale Maggiore conservano un ritratto in piedi del Cavaliere Francesco Ponti eseguito nel 1897 dal pittore Sebastiano De Albertis (1828-1897) e un altro eseguito da Antonio Rotta (1828-1903) nello stesso periodo. Fonte: Lombardia Beni culturali Ritratto di Franceswco Ponti del 1897
  6. ^ Fonte:Policlinico di Milano Padiglione Francesco Ponti Archiviato il 2 settembre 2012 in Internet Archive.
  7. ^ Il Libro della Nobiltà Lombarda, 1978 pag. 258.
  8. ^ La Sfida Europea della Famiglia Ponti; Fimmanò Giuseppe, p.79
  9. ^ Enciclopedia Storico Nobiliare Italiano, Vol. 12, Pag. 448.
  10. ^ Sito Federazione nazionale Cavalieri del lavoro: dettaglio decorato.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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