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Feliks Ėdmundovič Dzeržinskij

politico e rivoluzionario sovietico
Feliks Ėdmundovič Dzeržinskij
Bundesarchiv Bild 102-00032, Felix Dzierzynski.jpg

Presidente della Čeka
Durata mandato 20 dicembre 1917 –
6 febbraio 1922
Predecessore carica istituita
Successore se stesso come Presidente della GPU

Presidente della GPU
Durata mandato 6 febbraio 1922 –
15 novembre 1923
Predecessore se stesso come Presidente della Čeka
Successore se stesso come Presidente della OGPU

Presidente della OGPU
Durata mandato 15 novembre 1923 –
20 luglio 1926
Predecessore se stesso come Direttore della GPU
Successore Vjačeslav Rudol'fovič Menžinskij

Dati generali
Partito politico Socialdemocrazia del Regno di Polonia
(1895-1896)
Partito Socialdemocratico di Lituania
(1896-1900)
Socialdemocrazia del Regno di Polonia e di Lituania
(1900-1917)
Partito Comunista dell'Unione Sovietica
(dal 1917)

Feliks Ėdmundovič Dzeržinskij, in russo: Феликс Эдмундович Дзержинский?, in polacco Feliks Dzierżyński, in bielorusso Фелікс Эдмундавіч Дзяржынскі e nei paesi anglofoni Felix Dzerzhinsky (Ivjanec, 11 settembre 1877Mosca, 20 luglio 1926), è stato un politico e rivoluzionario sovietico.

È principalmente noto per essere stato il fondatore e il primo direttore della Čeka, la polizia segreta sovietica che diresse negli anni successivi alla Guerra civile russa.

Indice

BiografiaModifica

Nato in una famiglia dell'aristocrazia polacca, presso la tenuta di famiglia "Dzeržinovo", a circa 15 km di distanza dalla piccola città di Ivjanec, situata nella regione di Minsk, all'interno dell'ex Impero russo (odierna Bielorussia), Dzeržinskij aderì giovanissimo al marxismo e venne espulso da tutte le scuole di Vilnius nel 1896 per "propaganda rivoluzionaria". Fondatore, membro ed attivista di numerosi gruppi di estrema sinistra, passò undici anni della sua vita in prigione: ad esempio fu deportato in Siberia dal 1897 al 1900 su ordine della polizia zarista.

Nel 1901 si trasferì a Berlino, salvo poi tornare in patria nel 1905 per prendere parte alla sollevazione dello stesso anno: fu per questo nuovamente arrestato, rilasciato nel 1910 e ancora imprigionato (stavolta per un periodo brevissimo); dal 1912 fino alla fine dei suoi giorni soggiornò a Mosca: nella capitale russa aderì al bolscevismo; per la sua dedizione alla causa venne soprannominato "Feliks di Ferro".

Dal 1917 al 1918, dopo il successo della rivoluzione russa di cui fu entusiasta sostenitore, divenne il capo della Čeka, la polizia politica dei bolscevichi, che si trasformò successivamente in GPU. Dapprima fu un grande amico nonché collega di Lenin (che lo scelse come Ministro dell'Interno e delle comunicazioni, cariche che ricoprì dal 1921 al 1924) e dopo la morte di quest'ultimo si schierò dalla parte di Stalin e morì proprio mentre stava pronunciando un discorso contro l'opposizione trockijsta.

Davanti alla Lubjanka, ovvero il futuro palazzo del KGB, sorgeva una grande statua raffigurante Feliks Ėdmundovič Dzeržinskij che venne abbattuta dopo il crollo dell'Unione Sovietica. Nella stessa piazza aveva sede la fabbrica, da lui fondata, delle calcolatrici meccaniche "Feliks", le più diffuse nell'URSS prima dell'avvento dell'elettronica. Anch'esse erano chiamate "Feliks di Ferro"[1].

Il punto più alto della Bielorussia, il Monte Dzeržinskij, nonché la città ucraina di Dniprodzeržyns'k sono stati così chiamati in suo onore. Il centro abitato di Aygevan (Armenia), fondato nel 1946, fu chiamato in suo onore Dzeržinskij fino al 1991.

NoteModifica

  1. ^ (EN) "Iron Felix" meets the Odhner calculator, nzeldes.com. URL consultato l'11 maggio 2010.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN76370202 · ISNI (EN0000 0003 6855 7473 · LCCN (ENn50030197 · GND (DE118527584 · BNF (FRcb12233891g (data) · NLA (EN35765702