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Forte Cà Vecchia
Werk Cà Vecchia
Sistema difensivo di Verona
Ubicazione
StatoAustria Impero austriaco
Stato attualeItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
CittàVerona Verona Verona
Coordinate45°24′07.2″N 11°01′34.3″E / 45.402°N 11.026194°E45.402; 11.026194Coordinate: 45°24′07.2″N 11°01′34.3″E / 45.402°N 11.026194°E45.402; 11.026194
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Forte Cà Vecchia
Informazioni generali
TipoForte
Costruzione1866-1866
Primo proprietarioEsercito imperiale austriaco
Condizione attualedemolito
Informazioni militari
UtilizzatoreImpero austriaco
Regno d'Italia
Armamento5 cannoni da 12 cm
24 cannoni di diverso calibro
Presidio300 fanti
90 artiglieri
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Forte Cà Vecchia, anche Forte Garofalo, Werk Cà Vecchia in tedesco, è un forte austriaco di Verona costruito nel 1866 su progetto della k.k. Genie-Direktion di Verona. Il forte è stato completamente demolito e spianato. Il sito d'impianto originario del forte è intersecato e occupato dalle sedi stradali dell'Autostrada A4 e della tangenziale sud.

Indice

StrutturaModifica

Grande forte semipermanente a tracciato composito, poligonale e bastionato, il forte era collocato in aperta campagna, presso la corte Ca' Vecchia, accanto alla riva dell'Adige; stabiliva il caposaldo terminale, a oriente, del campo trincerato di riva destra. Situato nella posizione già individuata nel 1860 per il quinto forte della linea avanzata, faceva sistema sull'ala destra con il forte Tomba; sulla sinistra incrociava i tiri con il forte San Michele, sulla riva opposta. L'abitato di San Giovanni Lupatoto, a 2300 metri dal forte, era soggetto al fronte principale di combattimento. Le sue artiglierie da fortezza battevano, di fronte e di fianco, le strade provenienti da Ostiglia, Legnago, Albaredo, e il corso discendente dell'Adige, esercitando una potente azione di fuoco contro le operazioni nemiche di passaggio del fiume, o di investimento della piazzaforte da sud. Il forte Ca' Vecchia è simile, per impianto architettonico e caratteristiche tecnico-logistiche, al forte Cà Bellina. Se ne distingue per il tracciato (poligonale di base), e per le maggiori dimensioni; il lato di base del fronte di gola misura 220 metri, contro i 173 metri del forte di riva sinistra.

La strada militare si dirigeva verso il fronte di gola del forte, diramandosi, ed entrava nella piazza d'armi trincerata; due rampe portavano al piano del fosso asciutto, nel quale si erigeva la palizzata a tracciato bastionato, ordinata per la difesa di fucileria. Nei fianchi erano inseriti i passaggi d'ingresso, entrati nel recinto bastionato d'ingresso si imboccava la lunga poterna, a struttura lignea blindata, che metteva in comunicazione con il piazzale interno e terminava nella caponiera maggiore. La poterna era protetta da un rilevato che divideva in due parti il piazzale, con funzione di defilamento dai tiri nemici provenienti da un fianco. I ricoveri per la guarnigione erano inseriti sotto il terrapieno, un terzo ricovero era collocato sotto il terrapieno del fronte di gola, sull'esterno della cortina, protetto dall'antistante palizzata difensiva. Infine il corpo di guardia, sempre a struttura lignea blindata, era situato al piede del terrapieno.

L'opera principale da combattimento, formata dal terrapieno, si elevava sull'impianto. Sul lato di gola, il rilevato rettilineo del paradorso proteggeva l'interno del forte contro i tiri nemici di rovescio; la sommità del tratto centrale era munita di parapetto per fucilieri. Ogni postazione d'artiglieria, a cielo aperto, era protetta da traverse: quelle del fronte principale erano dotate di ricovero blindato per i serventi ai pezzi, e di riservette giornaliere per le polveri. Quattro traverse di maggiori dimensioni, edificate con struttura muraria, contenevano le polveriere.

La scarpa esterna del terrapieno scendeva al livello del fosso, dove era infissa la palancata perimetrale per ostacolare l'assalto. Tre caponiere fiancheggiavano il fosso. Due di esse, a struttura blindata, sporgevano dai fianchi ed erano ordinate per fucilieri; alle caponiere si accedeva, dal piazzale interno, attraverso due poterne blindate. La caponiera maggiore era di muratura, con la sola copertura blindata; probabilmente era ordinata anche per la difesa d'artiglieria; vi conduceva la lunga poterna mediana, che collegava l'ingresso del forte, il piazzale, i ricoveri.

Sul fronte di gola il paradorso separava dal resto del forte i due bastioni collaterali. Dal ricovero blindato inserito sotto la cortina di gola, per mezzo delle rampe laterali, gli artiglieri accedevano alle postazioni. La funzione delle bocche da fuoco dei bastioni era duplice:

  • di fiancheggiamento, incrociando i tiri verso il centro;
  • di combattimento, con i pezzi puntati verso l'aperta campagna, anche in concorso con i fianchi del forte.

Al livello del fosso, il terrapieno dei bastioni era presidiato dalla palizzata. Insieme al fronte di gola, i due bastioni e il ricovero, separati dal forte, costituivano il ridotto dell'opera.

ArmamentoModifica

  • 4 cannoni ad anima rigata da 15 cm a retrocarica
  • 5 cannoni ad anima rigata da 9,5 cm ad avancarica
  • 22 cannoni di diverso calibro ad anima liscia

Riserve di munizioni: 28.000 kg di polveri

Presidio di guerraModifica

Presidio di emergenza: 200 uomini

BibliografiaModifica

  • AA. VV, Il Quadrilatero: nella storia militare, politica, economica e sociale dell'Italia risorgimentale, Verona, Comune di Verona, 1967.
  • G. Barbetta, Le mura e le fortificazioni di Verona, Verona, Vita veronese, 1970.
  • G. Beltramini, Le strade di Verona entro la cinta muraria, Verona, 1983.
  • A. Sandrini e P. Brugnoli, Architettura a Verona nell'età della Serenissima, Verona, Banca popolare di Verona, 1988.
  • A. Sandrini e P. Brugnoli, Architettura a Verona dal periodo napoleonico all'età contemporanea, Verona, Banca popolare di Verona, 1994.
  • AA. VV, Verona. La città e le fortificazioni, Roma, 2005.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica