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Giardini del Palazzo del Quirinale

Giardini del Palazzo del Quirinale
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Veduta a volo d'uccello sui giardini del Palazzo del Quirinale, XVII secolo
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàRoma
IndirizzoPalazzo del Quirinale
Caratteristiche
TipoGiardino storico
Istituzionedopo il 1550

Coordinate: 41°54′04.32″N 12°29′16.87″E / 41.9012°N 12.48802°E41.9012; 12.48802

I giardini del Palazzo del Quirinale costituiscono il parco del Palazzo del Quirinale, cinto entro le mura della struttura stessa, strettamente connesso con l'evoluzione del complesso monumentale. L'estensione dei giardini è di circa 4 ettari. L'accesso è garantito da via del Quirinale attraversando Porta Giardini (costruita nell'Ottocento) e lo stile si alterna equamente tra quello del giardino all'italiana e quello del giardino all'inglese. Una parte separata del giardino è costituita dal "Boschetto" che presenta singolari viali coperti da pergolati di verde da cui il nome.

StoriaModifica

 
Ricostruzione della villa del cardinale d'Este sul Quirinale: si noti il giardino all'italiana improntato su due livelli

Agli inizi del Cinquecento, l'area del Quirinale era popolata di ville patrizie con giardini prevalentemente coltivati a vite, di cui una apparteneva alla prestigiosa famiglia dei Carafa ed era denominata per questo "vigna di Napoli". La villa, che al proprio interno era composta da due edifici residenziali, al centro era caratterizzata dalla presenza di una serie di giardini, pergolati e cortili oltre che da un grande giardino che si estendeva nell'area orientale della proprietà.

Nel 1550, quando il cardinale Ippolito d'Este acquistò la villa dei Carafa per trasformarla in una delle sue residenze di campagna, affidò il progetto di rifacimento dell'intero giardino a Girolamo da Carpi ed a Tommaso Ghinucci i quali articolarono gli spazi verdi con viali minori, padiglioni e aiuole che si diramavano da un percorso centrale adornato con un ninfeo composto con statue antiche ed un padiglione realizzato in legno e fogliame (qui nel corso del Settecento verrà realizzata la Coffee House). Tramite una scalinata in travertino si poteva accedere alla zona inferiore del complesso detta "giardino d'abbasso", dove era posto un altro ninfeo con le statue di Apollo e delle Muse, ancora oggi esistenti per quanto mutate nel Cinquecento nella cosiddetta "Fontana dell'Organo".

Gregorio XIII (1572-1585), che acquisì la villa come propria residenza, fu così impegnato nell'edificazione del nuovo palazzo che trascurò completamente di progettare un giardino ad esso adeguato e lasciò sostanzialmente presente il giardino estense, come pure fece il suo successore, Sisto V (1585-1590) che si limitò ad arricchirlo di nuove fonti d'acqua esterne per alimentare correttamente le fontane del parco tramite la costruzione dell'Acquedotto Felice.

 
Clemente VIII fu il primo papa dopo l'acquisto dell'area del colle del Quirinale ad occuparsi attivamente dell'impianto dei giardini del palazzo papale

Clemente VIII (1592-1605) fu il primo papa dopo l'acquisizione del palazzo ad interessarsi al progetto dei giardini, risistemando alcune delle fontane fatte erigere a suo tempo da Ippolito d'Este e soprattutto facendo edificare la Fontana dell'Organo, contraddistinta da uno strumento a canne, celebre per il suo funzionamento ad acqua. Questi mutamenti si resero necessari perché sotto Clemente VIII il palazzo iniziò per la prima volta ad essere utilizzato come residenza vera e propria per i pontefici, e luogo dove dare ricevimenti per ambasciatori e personalità di riguardo.

Proprio per questo scopo, ad inizio Seicento, fu Paolo V Borghese (1605-1621) a dare il via alla revisione dell'intero complesso pur mantenendone la struttura delineata dal suo predecessore, progetto che venne poi completato da Urbano VIII Barberini (1623-1644) che portò l'estensione del giardino sino a piazza delle Quattro Fontane acquisendo l'ex "vigna Boccacci" che si trovava ai margini della proprietà papale e che era da tempo incolta.

Nel XVIII secolo, Benedetto XIV (1740-1758), seguendo il gusto dei giardini barocchi dell'epoca, fece realizzare una Coffee house dall'architetto Ferdinando Fuga (1741) come luogo di ritiro personale e dove incontrare ospiti privati.

Nel corso del pontificato di Gregorio XVI (1831-1846), il pontefice volle la riorganizzazione di tutte le alberature presenti nel parco del palazzo, in particolare nella parte verso piazza delle Quattro Fontane, trasportando sempre più lo stile del giardino dal classico all'italiana a un più moderno "all'inglese". Di particolare rilievo ricordiamo la creazione di un labirinto di siepi con al centro un obelisco ed il posizionamento, nel viale verso Porta Giardini della Manica Lunga, di una fontana marmorea progettata dall'architetto Filippo Martinucci.

Con l'avvento dei Savoia, gli interventi al giardino furono limitati alla creazione della cosiddetta "Fontana di Caserta", costruita proprio di fronte alla Coffee house su progetto dello scultore Giulio Monteverde, commissionatagli da re Umberto I per accogliere un gruppo di sculture provenienti dal parco della Reggia di Caserta.

La strutturaModifica

L'ingresso principale dei giardini dall'esterno è dall'attuale via del Quirinale, tramite Porta Giardini, dove lo spettatore è condotto sul Viale delle Palme, affiancato da entrambi i lati da dodici aiuole geometriche che ospitano una ricca collezione di specie arboree con esemplari di Chamaerops umilis, Phoenix canariensis, Butia capitata, Washingtonia robusta, Brahea armata e Cycas revoluta oltre ad un rarissimo esemplare di Trithrinax proveniente dal Brasile. Al termine del Viale delle Palme si trova un busto dell'imperatore Adriano del II secolo d.C.

Il giardino all'italianaModifica

 
La Fontana delle Bagnanti in una fotografia di Paolo Monti del 1962

A sinistra del viale si trova il giardino "all'italiana" delimitato da siepi miste di bosso, alloro e leccio modellate a formare una galleria alternate da panchine di marmo e da gruppi scultorei provenienti dalla ricca collezione della famiglia Cybo a cui appartenne papa Innocenzo VIII. Sempre nel lato sinistro del giardino si trova la "Fontana delle Tartarughe" (detta anche "Fontana dei Delfini"), risalente al XVII secolo e caratterizzata da due bacili sovrapposti, quello superiore con due delfini, e quello inferiore da cui affiorano due grandi tartarughe in pietra, in origine appartenenti alla fontana del Tigri posta nel cortile del Belvedere in Vaticano.

Presso la coffee house si trova la Fontana delle Bagnanti, mentre sulla terrazza dell'edificio si trovano delle statue di Bacco accompagnato da nove satiri, provenienti probabilmente anch'essi dalla collezione Cybo.

Si incontra quindi la meridiana voluta da Urbano VIII, posta al centro di una grande aiuola con piante di rose rampicanti, affiancate da Pinus pinea, una grande camelia, una magnolia giapponese, una Araucaria bildwillii e due esemplari di Magnolia grandiflora. Oltre una balaustra in pietra è posto l'eliporto personale del presidente della repubblica che sorge dove un tempo si trovava il declivio naturale del colle del Quirinale che nel Cinquecento digradava naturalmente tramite una serie di boschi, vigneti e uliveti.

Non lontana dalla terrazza si trova la Fontana dell'Organo, che ha rappresentato sin dal Cinquecento una delle attrattive più affascinanti del giardino dei papi al Quirinale. Edificata da Clemente VIII, la struttura costituiva la parte proscenica di un immaginario palco teatrale realizzato con elementi naturali come vegetazione e di sfondo ad una finta grotta con decorazioni a stucco policromo e statue. In questo ambiente suggestivo trova spazio l'organo ad acqua che più di ogni altri costituiva una meraviglia d'ingegneria e di musica per creare un ambiente originale e nel contempo ricreativo. Il nicchione centrale, anch'esso in stucco policromo, illustra un ciclo di bassorilievi con "Storie della Creazione" e "Storie di Mosè", alternate a figure di divinità marine ed animali acquatici di ispirazione mitologica. Davanti al nicchione centrale si aprivano tre grandi scalinate a ventaglio per far defluire l'acqua a cascata verso il pubblico. L'organo, realizzato tra il 1596 ed il 1609 dall'organista Luca Blasi, venne completamente rinnovato nel Settecento per volere di papa Clemente XI. Il vecchio apparato manierista venne sostituito da un più moderno e spettacolare sistema, attivato dalla caduta verticale dell'acqua, il quale trasmetteva il movimento ad un rullo dentato collegato con la tastiera così che si potesse far suonare autonomamente lo strumento. L'organo è ancora oggi perfettamente funzionante, con la medesima tecnica antica.

Lungo la fiancata del Palazzo si staglia poi il labirinto in bosso con la caratteristica pianta ovale, fronteggiato da cipressi e contraddistinto al centro da un piccolo obelisco. Non lontano dal labirinto si trova la Casina Svizzera, una piccola costruzione ottocentesca con muretti merlati e interni di impronta ticinese.

Il giardino all'ingleseModifica

La parte orientale del giardino si distingue dalla prima per uno stile più marcatamente "all'inglese". Essa è attraversata in pieno dal cosiddetto "Viale dei Sarcofagi", un percorso ornato di dodici sarcofagi di età romana ritrovati nell'area del Quirinale. Il giardino in quest'area appare di forme meno rigide che nel giardino "all'italiana" con gruppi di arbusti misti secondo i canoni del gusto romantico.

In questa parte del giardino si trovano inoltre diverse specie di rose che sono state introdotte in tempi più recenti, tra cui diverse varietà di rose specificatamente ornamentali (Rosa chinensis, Rosa mutabilis e Rosa gallica), antichi arbusti di rosa come le vecchie rose come le Madame Pierre Oger e le Polyantha del genere Cecile Brunner, oppure rampicanti come la rosa Mermaid, o ancora ibridi di floribunda (Iceberg). Tra le altre piante che adornano questa zona si citano una Casuarina equisetifolia originaria dell'Australia, un'Araucaria con grandi pigne sferiche, un cedro del Libano ed una Sophora japonica.

L'unica area spiccatamente geometrica è costituita dall'area dell'ex campo da tennis fatto costruire in epoca sabauda: in essa si trova un platano, affiancato da un Ginkgo biloba.

Al termine del viale dei Sarcofagi si trova l'esedra della Palazzina Olivieri, posta al limitare del giardino, vicino alla quale si trovano le serre dove vengono coltivate durante il periodo invernale le piante destinate poi ad arredare le aiuole e gli ambienti interni del palazzo. Il giardino si conclude poi davanti alla Palazzina del Fuga. Al primo piano, dove si trova lo studio del Capo dello Stato, l'area si affaccia su un viale che ospita piante di agrumi, cactacee e succulente, con al centro un Selenicereus grandiflorus il cui grande fiore bianco si schiude solo durante la notte.

La Coffee houseModifica

 
La coffee house del Quirinale
 
Lo storico incontro tra Benedetto XIV e Carlo III di Borbone alla Coffee house del Quirinale, in un dipinto di Giovanni Paolo Pannini.

La coffee house del quirinale è costituita da un portico a tre arcate su entrambi i lati e con due ali laterali prospettiche, con una terrazza panoramica davanti alla facciata, contraddistinta da una pavimentazione a rombi di peperino bianco e rosa. La facciata è contraddistinta da un sobrio apparato decorativo di stile dorico con una serie di dodici busti di stile romano imperiale. Sul prospetto della facciata posteriore, per contro, si trova il busto del papa. La splendida vista sul parco che si godeva da questo punto era una vera attrattiva per gli ospiti del pontefice ed oggi è solo in parte fruibile per la costruzione delle Scuderie da tiro durante il periodo sabaudo (1875).

La sobrietà decorativa dell'esterno dell'edificio, si presenta in realtà in aperto contrasto con l'interno, dove la decorazione venne completata nel 1743. Le poche stanze della coffee house sono contraddistinte da eleganti stucchi abbinati a tele dipinte con temi sacri come gli "Evagelisti" (1742) che accompagnano il tondo centrale della volta con la scena delle "Consegna delle chiavi", tutti del pennello di Pompeo Batoni. Alle pareti, inoltre, si trovano ancora oggi grandi tele raffiguranti gli episodi evangelici de "La Cananea ai piedi di Gesù" e de "Il Buon Samaritano" di Jan Frans van Bloemen e di Placido Costanzi. Nella saletta di sinistra, entrando, si notano invece altri dipinti come "Cristo che raccomanda a Pietro il suo gregge" al centro della volta, accompagnato da "Quattro profeti", tutti di Agostino Masucci. Nella stessa sala, di grande pregio artistico, sono le tele di Giovanni Paolo Panini raffiguranti "Piazza del Quirinale nel 1733" e "Piazza di Santa Maria Maggiore nel 1742".

Nella Coffee house, il 3 novembre 1744, avvenne l'incontro tra Benedetto XIV e Carlo III di Borbone, re delle Due Sicilie.

L'area archeologicaModifica

Rinvenuta nel 1999, tra la cofee house e il resto del giardino si trova un'area sotterranea costituita da uno scavo archeologico che ha permesso di mettere alla luce diversi resti di una domus romana di età tardo repubblicana - protoimperiale (I secolo a.C. - I secolo d.C.) con pregevoli mosaici pavimentali che testimonierebbero la ricchezza dei proprietari originari. Nel corso del II secolo d.C., la domus venne inglobata nel vasto programma di urbanizzazione dell'intero colle, divenendo poi parte delle ville di campagna medievali sino a rientrare poi nella proprietà del palazzo.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica