Apri il menu principale

Giovanni Scarlatti

arcivescovo cattolico italiano
Giovanni Scarlatti
arcivescovo della Chiesa cattolica
Nino pisano e aiuti, tomba dell'arcivescovo giovanni scherlati, 1300-1350 ca. 01.JPG
La tomba di Nino Pisano
ArchbishopPallium PioM.svg
 
Incarichi ricopertiVescovo di Corone
Arcivescovo di Pisa
Primate di Sardegna e Corsica
 
Nato1300 circa
Consacrato vescovotra il 1335 e il 1342 da papa Benedetto XII
Elevato arcivescovo25 giugno 1348 da papa Clemente VI
Deceduto19 - 27 febbraio 1362
 

Giovanni Scarlatti (Pisa, 1300 circa – 19 febbraio 1362[1]) è stato un arcivescovo cattolico italiano.

BiografiaModifica

Giovanni di Scarlatto nacque intorno al 1300, probabilmente a Pisa, passando l'infanzia nel quartiere di San Paolo a Ripa d'Arno. Formatosi presso la Curia romana, tra il 1330 e il 1340 vi esercitò le attività di avvocato, uditore giudiziario e lettore dello studio generale. Nel 1346 venne inviato in Armenia come istruttore nel processo di riconoscimento dei Bartolimiti armeni, appartenenti all'ordine monastico di San Basilio.

Dopo un periodo imprecisato come vescovo di Corone, consacrato da papa Benedetto XII, venne dal suo successore Clemente VI elevato al rango di arcivescovo di Pisa nel 1348. Il 18 gennaio del 1355 accolse con tutti gli onori il nuovo imperatore Carlo IV durante la sua discesa verso Roma. Nel 1359 venne inviato in Corsica come nunzio apostolico.

Nel 1360 fece costruire, probabilmente sulle rovine dell'antico castello di Agnano Pisano, il monastero e la chiesa di San Girolamo degli Olivetani, oggi chiesa di San Jacopo. Alla sua morte, avvenuta nel febbraio del 1362, Scarlatti donò alla chiesa e al cenobio tutto il suo ricco patrimonio, assoggettando ai monaci benedettini anche lo scomparso eremo di San Michele Arcangelo di Agnano.

Nel suo testamento chiese di essere inumato in un sarcofago scolpito e collocato nella cattedrale pisana, sotto le scale che conducono al loggiato sopra la navata destra. L'arca marmorea verrà realizzata dalla bottega di Nino Pisano sul modello della Tomba Ammannati del 1359, oggi posta nel Camposanto monumentale. Il sarcofago venne spostato innumerevoli volte nei secoli, fino ad esser conservato nella sala 9 del Museo dell'Opera del Duomo di Pisa insieme al monumento funebre del nipote Francesco Moricotti, cui funse a sua volta da modello scultoreo.

StemmaModifica

Tre alberi sradicati su campo rosso, in scudo appuntato e non partito.

NoteModifica

  1. ^ La data di morte è compresa tra il 19 e il 27 febbraio.

BibliografiaModifica

  • Antonio Felice Mattei, Ecclesiae pisanae historia, Tomo 2, Lucca, Leonardo Venturini, 1772.
  • Pius Bonifacius Gams, Series episcoporum Ecclesiae catholicae quotquot innotuerunt a beato Petro apostolo, Leipzig, Hiersemann, 1931.
  • Luigina Carratori, Una visita in Corsica del nunzio apostolico Giovanni Scarlatti, arcivescovo di Pisa (1359), Pisa, Pacini, 1979.
  • Domenico Parducci, Fra Curia Avignonese e arcivescovado di Pisa: per una biografia di Giovanni Scarlatti (ca. *1300 – †1362) (Tesi di laurea), Pisa, Università di Pisa, 2007.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica