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Giulio Prosperetti
Giulio Prosperetti.jpg

Giudice della Corte costituzionale della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 21 dicembre 2015
Tipo nomina Elezione da parte del Parlamento in seduta comune

Dati generali
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Università Università di Roma "La Sapienza"
Professione Professore ordinario, avvocato

Giulio Prosperetti (Perugia, 7 dicembre 1946) è un giurista e docente italiano. È stato il vicepresidente vicario della Commissione di Garanzia sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali e dal 21 dicembre 2015 è giudice della Corte costituzionale.[1]

Indice

BiografiaModifica

Figlio di Ubaldo Prosperetti, si laurea con lode in giurisprudenza nel 1971 all'Università La Sapienza di Roma con una tesi in diritto amministrativo, diviene assistente ordinario di diritto costituzionale con Leopoldo Elia e poi di diritto del lavoro con Gino Giugni.[2]
Dal 1973 ha insegnato Istituzioni di Diritto Pubblico presso la Libera Università di Cassino. Dal 1985 è stato professore di diritto del lavoro presso l'Università statale di Cassino, tenendo per alcuni anni anche il corso di istituzioni di diritto pubblico. Nel 1994 contribuisce all'istituzione della facoltà di giurisprudenza dello stesso ateneo, quale componente del Comitato ordinatore.

Alle elezioni politiche del 1994 è candidato al Senato della Repubblica con il Patto per l'Italia nel collegio di Cassino, senza venire tuttavia eletto.[3]

Dal 1994 al 2015 è stato professore ordinario di diritto del lavoro presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Roma Tor Vergata, dove ha insegnato anche diritto della sicurezza sociale e dove è stato coordinatore del Master in Discipline del Lavoro, Sindacali e della Previdenza sociale.[2]

Nel 1997 è stato componente della Commissione legislativa sull'Armonizzazione delle disposizioni fiscali e previdenziali (D.Lgs. 314/1997).[2]

Nominato nel 1996 membro della Commissione di Garanzia sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, ne diviene il vicepresidente vicario[4] nel 1999, a causa delle precarie condizioni di salute del presidente Giugni, introducendo[5] per la prima volta la previsione regolamentare dello sciopero virtuale[6][7] e completando la riforma l'anno seguente.[8]

È autore della teoria sull'efficacia dei contratti collettivi basata sul rinvio individuale.

Nel campo della sicurezza sociale ha proposto una riforma del welfare basato sull'integrazione fra salario contrattuale e reddito assistenziale.

È stato giudice della Corte d'appello della Città del Vaticano.[2][9] È stato presidente della Commissione di Certificazione dell'Università di Roma Tor Vergata.[10] Avvocato cassazionista, è stato, nel biennio 2006-2007, Consigliere dell'Ordine degli Avvocati di Roma.

Il 16 dicembre 2015 viene eletto giudice costituzionale dal Parlamento in seduta comune, con 585 voti su un quorum di 571, su indicazione di Area Popolare, al trentaduesimo scrutinio complessivo, insieme ad Augusto Antonio Barbera e Franco Modugno, sostenuti rispettivamente dal Partito Democratico e dal Movimento 5 stelle, a seguito di un accordo politico fra i tre partiti[11].

È sposato con Paola Carlini, dalla quale ha avuto quattro figli.

OnorificenzeModifica

  Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Giudice di Corte. Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 31 maggio 2017[12]
  Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 27 dicembre 1997[13]

OpereModifica

  • Le transazioni collettive, Ed. La Sapienza, Roma, 1984
  • L'efficacia dei contratti collettivi nel pluralismo sindacale, Ed. Franco Angeli, 1989
  • Un nuovo welfare per la società post-industriale, G. Giappichelli Editore, Torino, 2008
  • Autonomia collettiva e diritti sindacali, UTET, 2010
  • Nuove politiche per il welfare state, G. Giappichelli Editore, Torino, 2013

NoteModifica

  1. ^ www.repubblica.it
  2. ^ a b c d Giulio Prosperetti, biografia e curriculum, sito del corso di Dottorato in Autonomia individuale e Autonomia collettiva dell'Università di Tor Vergata
  3. ^ ::: Ministero dell'Interno ::: Archivio Storico delle Elezioni - Senato del 27 Marzo 1994, su elezionistorico.interno.it. URL consultato il 3 giugno 2017.
  4. ^ La carica di vicepresidente fu introdotta in via eccezionale in tale occasione. Nessun componente della commissione è stato vicepresidente della stessa in precedenza ed in seguito.
  5. ^ Con Delibera n. 02/170 Comm. Garanzia Scioperi Servizi Pubblici Essenziali (riguardante il settore elisoccorso).
  6. ^ Giulio Prosperetti, Sciopero virtuale, un sasso nello stagno Newsletter cgs 2001, p. 31 e ss.
  7. ^ G. Prosperetti, Lo sciopero virtuale, MGL, 2000, 324
  8. ^ Intervista a Giulio Prosperetti, Con lo sciopero virtuale danni alle aziende, non agli utenti, l'Opinione, n.43 del 4 marzo 2009
  9. ^ È decaduto dalla carica ai sensi dell'art. 135 della Costituzione e dell'articolo 7, titolo I della Legge 11 marzo 1953, n 87 "Norme sulla Costituzione e sul funzionamento della Corte Costituzionale".
  10. ^ Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, D.D. n. 29/2013 Archiviato il 18 maggio 2015 in Internet Archive.
  11. ^ Il Parlamento ha eletto i giudici della Corte costituzionale
  12. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  13. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Altri progettiModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN312694100 · ISNI (EN0000 0000 0205 4740 · LCCN (ENno2013127252 · BNF (FRcb12342536n (data)