Area Popolare

Gruppo parlamentare italiano
Area Popolare
LeaderAngelino Alfano
StatoItalia Italia
AbbreviazioneAP
Fondazione16 dicembre 2014
Dissoluzione18 marzo 2017
IdeologiaCristianesimo democratico,
Conservatorismo liberale,
Liberalismo,
Europeismo
CollocazioneCentro/Centro-destra
CoalizionePD-AP-SC (2014-2016)
Gruppo parl. europeoGruppo del Partito Popolare Europeo
Seggi massimi Camera
27 / 630
Seggi massimi Senato
27 / 320
Seggi massimi Europarlamento
1 / 73
Seggi massimi Consiglio regionale
85 / 917
ColoriBlu

Area Popolare (AP) è stata una coalizione italiana presente alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica, che riuniva al proprio interno i parlamentari di Nuovo Centrodestra e di Unione di Centro (e dopo l'uscita di quest'ultima dalla coalizione, brevemente quelli di Centristi per l'Europa), oltre ad alcuni esponenti indipendenti.

Indice

StoriaModifica

Il gruppo parlamentare nasce il 16 dicembre 2014[1] ed al suo interno sono confluiti gli esponenti del Nuovo Centrodestra, dell'Unione di Centro e alcuni dissidenti di altri partiti (tra cui Scelta Civica e Movimento 5 Stelle)[2][3]. Esso è ufficialmente ispirato ai valori cristiano democratici[4] e del popolarismo europeo.

Alla costituzione dei gruppi parlamentari, alla Camera dei deputati ed al Senato della Repubblica si contano rispettivamente 35 deputati e 36 senatori.

Tuttavia, il 9 febbraio 2015 Barbara Saltamartini aderisce alla Lega Nord; il 29 luglio seguente anche il senatore Pietro Langella abbandona il gruppo per aderire ad Alleanza Liberalpopolare-Autonomie di Denis Verdini.

Alle elezioni regionali del 31 maggio 2015 Area Popolare si presenta unita solo in quattro regioni sulle sette totali chiamate al voto (Veneto, Liguria, Umbria, Puglia), ottenendo risultati modesti: In Veneto AP sostiene la candidatura di Flavio Tosi (giunto quarto, dietro a Luca Zaia, Alessandra Moretti e Jacopo Berti) e la lista complessivamente ottiene il 2,04% eleggendo un consigliere; in Liguria (a sostegno di Giovanni Toti, successivamente risultato vincente) la lista ottiene l'1,71% non avendo diritto ad alcun consigliere, tuttavia ne elegge uno grazie al listino bloccato del presidente; in Umbria (a sostegno di Claudio Ricci, perdente per pochi voti contro Catiuscia Marini) la lista ottiene il 2,64% non eleggendo alcun consigliere; in Puglia (a sostegno di Francesco Schittulli, giunto terzo dietro a Michele Emiliano e Antonella Laricchia), infine, Area Popolare presenta una lista comune con il movimento del candidato Schittulli e denominata "Movimento politico Schittulli - Area Popolare" (a cui non aderisce però l'Unione di Centro che invece si schiera con la lista "Popolari" a favore del centrosinistra) ottenendo complessivamente il 6,04% dei consensi ed eleggendo quattro consiglieri (due del Nuovo Centrodestra e due del Movimento Schittulli).

Il referendum costituzionale e la fine dell'alleanza NCD-UdCModifica

In occasione del referendum costituzionale del 2016 la coalizione si divide: NCD sostiene il SI mentre l'UDC si schiera per il NO.

In seguito alla vittoria del NO al referendum il segretario dell'UDC Lorenzo Cesa annuncia l'uscita del partito dalla coalizione.[5]

In seguito a ciò i quattro deputati dell'UDC Paola Binetti, Giuseppe De Mita, Rocco Buttiglione e Angelo Cera e il senatore Antonio De Poli lasciano il gruppo di Area Popolare e passano al gruppo misto.

Il senatore Pier Ferdinando Casini ed i deputati Gianpiero D'Alia e Ferdinando Adornato, eletti con l'UDC, ma favorevoli alla prosecuzione dell'alleanza con NCD e il centro-sinistra, abbandonano il partito e fondano un nuovo movimento centrista: Centristi per l'Europa.

Dopo lo scioglimento del Nuovo Centrodestra, anche il progetto di Area Popolare si conclude. A fine marzo il gruppo parlamentare muta il proprio nome in "Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD".

Capigruppo parlamentariModifica

Nelle istituzioniModifica

Camera dei deputatiModifica

XVII legislatura
27 deputati

Senato della RepubblicaModifica

XVII legislatura
27 senatori

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica