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Giuseppe Allamano

presbitero italiano
Beato Giuseppe Allamano

Presbitero e fondatore

 
Nascita21 gennaio 1851
Morte16 febbraio 1926
Venerato daChiesa cattolica
Beatificazione7 ottobre 1990 da papa Giovanni Paolo II
Ricorrenza16 febbraio

Giuseppe Allamano (Castelnuovo d'Asti, 21 gennaio 1851Torino, 16 febbraio 1926) è stato un presbitero italiano, fondatore delle congregazioni dei Missionari e delle Missionarie della Consolata: nel 1990 è stato proclamato beato da papa Giovanni Paolo II. Ancorché ancora solo beato, è considerato uno dei santi sociali torinesi.

BiografiaModifica

Rimasto orfano di padre a neanche tre anni, figlio di una famiglia di agricoltori molto devoti e nipote di San Giuseppe Cafasso (fratello della madre), studia a Valdocco nell'oratorio di San Giovanni Bosco. Viene ordinato sacerdote diocesano di Torino nel 1873 e nel 1877 si laurea in teologia presso la Pontificia facoltà teologica di Torino[1].
Assistente e in seguito direttore spirituale del Seminario nel 1880 viene nominato rettore del Santuario della Consolata.
Nel 1882 riapre il Convitto Ecclesiastico e negli anni successivi avvia importanti opere di ristrutturazione del Santuario. Nel 1898 redige il primo bollettino del Santuario, uno strumento all'avanguardia per la fine dell'800.

Il 29 gennaio 1901 fonda l'Istituto Missioni Consolata che nel 1902 avvierà le sue attività di apostolato con la partenza per il Kenya dei primi quattro missionari, due sacerdoti e due coadiutori.
L'anno successivo, per rispondere alle necessità della missione keniota e in collaborazione con Giuseppe Benedetto Cottolengo, vengono inviate delle suore vincenzine. Vista la necessità dalla presenza femminile nell'opera di apostolato, nel 1910, fonda le Missionarie della Consolata (Suore Missionarie della Consolata).

Per comprendere la profonda spiritualità missionaria di Giuseppe Allamano sono preziosi i suoi scritti.

«Prima santi poi missionari»

«Come Missionari poi, dovete essere non solo santi, ma santi in modo superlativo. Non bastano tutte le altre doti per fare un Missionario! Ci vuole santità, grande santità. I miracoli si ottengono non tanto con la scienza, quanto piuttosto con la santità»

«Ecco, o miei cari, la santità che io vorrei da voi: non miracoli ma far tutto bene. Farci santi nella via ordinaria. Il Signore, che ha ispirato questa fondazione, ne ha anche ispirate le pratiche, i mezzi per acquistare la perfezione e farci santi. Se Egli ci vorrà sollevare ad altre altezze, ci penserà Lui, noi non infastidiamoci. Certa gente cerca sempre le cose grandi, straordinarie. Non è cercare Dio, perché Egli è tanto nelle cose grandi come nelle cose piccole; perciò bisogna star attenti a far tutto bene. I Santi sono santi non perché abbiano fatto del miracoli, ma perché bene omnia fecerunt.[2]»

«Il bene fa poco rumore: il molto rumore fa poco bene. Il bene va fatto bene e senza rumore[3]»

«Non dobbiamo semplicemente fare il bene: dobbiamo farlo con diligenza e nel miglior modo possibile. La pazienza va seminata dappertutto[4]»

Nel 1912, con altri responsabili missionari, si rivolse direttamente a papa Pio X per cercare di sensibilizzare il clero e i fedeli in merito alla scarsa conoscenza sulle attività delle missioni, chiedendo l'istituzione di una giornata di sensibilizzazione. La risposta arriverà soltanto dopo la sua morte, dall'Opera della Propagazione della Fede, che istituirà la "Giornata Missionaria Mondiale, dal 1926 ufficializzata ogni anno, di solito, la terza domenica di ottobre.
L'anno prima, il sacerdote, già di precaria salute, ebbe un cedimento. Gli ultimi mesi furono di sofferenza, fin a spegnersi il 16 febbraio 1926 morì presso il Santuario dell'Istituto Missionari Consolata di Corso Ferrucci. Il 18 febbraio dello stesso anno fu sepolto nel Cimitero Monumentale di Torino, con solenne funerale.

L'11 ottobre 1938 la salma fu traslata nella Casa madre (detta "Casa del fondatore"), dove morì, ovvero nella parte destra della Cappella dell'Istituto di Torino, dove tuttora riposa in un sarcofago di marmo di pietra d'Istria, scolpito da Giordano Pavesi per l'occasione. Soltanto durante la seconda guerra mondiale, la salma fu nascosta temporaneamente nel Castello di Uviglie, nel Monferrato.

Negli anni trenta del XX secolo, fu eretto un altro grande complesso conventuale, distaccamento dell'Istituto Suore Missionarie della Consolata, alle porte occidentali di Torino, verso la Borgata Lesna di Grugliasco, e gli fu dedicato il lungo corso che collega la città a Grugliasco, fino a Rivoli.

Papa Giovanni Paolo II lo beatificò a Roma il 7 ottobre 1990.

NoteModifica

  1. ^ Krystyna Elżbieta Jaciów, La spiritualità delle Suore Missionarie della Consolata: origine storico-spirituale, sviluppo, rilettura alla luce della teologia spirituale contemporanea, Gregorian Biblical BookShop, 2004.
  2. ^ VS 129
  3. ^ VS 127
  4. ^ VS 434

BibliografiaModifica

  • Giuseppe Allamano, Così vi voglio. Spiritualità e pedagogia missionaria, EMI, 2007
  • Giovanni Tebaldi, La mia vita per la missione. Giuseppe Allamano, EMI, 2001
  • Giuseppe Maggioni, Giuseppe Allamano un prete per la missione, EMI, 1990

FilmografiaModifica

  • Beato Giuseppe Allamano - La Partenza. Italia. DVD[1]

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN2728277 · ISNI (EN0000 0001 1020 1381 · SBN IT\ICCU\CFIV\050914 · LCCN (ENn80057122 · GND (DE124212263 · BNF (FRcb146410522 (data) · BAV ADV10227376 · WorldCat Identities (ENn80-057122