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Castello di Uviglie
RosignanoMto panorama.jpg
Una veduta panoramica
di Rosignano Monferrato
Ubicazione
Stato attualeItalia Italia
RegionePiemonte
CittàRosignano Monferrato
Coordinate45°04′29″N 8°24′34″E / 45.074722°N 8.409444°E45.074722; 8.409444Coordinate: 45°04′29″N 8°24′34″E / 45.074722°N 8.409444°E45.074722; 8.409444
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Castello di Uviglie
Informazioni generali
TipoCastello medievale
Inizio costruzioneXIII secolo
Primo proprietarioFamiglia Pocaparte
Condizione attualein uso
Proprietario attualeCastello di Uviglie
Visitabile
Sito web
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Il castello di Uviglie è un'antica roccaforte del Piemonte risalente al XIII secolo, situata in località frazione di Uviglie a Rosignano Monferrato, in provincia di Alessandria.

Dopo essere stato per secoli la roccaforte del feudo circostante, ha subìto rimaneggiamenti vedendo altresì avvicendarsi molte dinastie nobiliari piemontesi tra cui i Pocaparte, i Pico Gonzaga e i Cacherano di Bricherasio; in seguito è stato sede di un noviziato per alcuni decenni e negli ultimi anni è stato acquistato da una società di privati che lo utilizza per eventi, convegni e iniziative culturali.

StoriaModifica

Il castello sorge nell'antico feudo di Uviglie, oggi frazione di Rosignano Monferrato, sulla strada per frazione San Martino. L'origine toponomastica può essere ricollegata alla voce latina ovilia, plurale del termine "ovile", a conferma della primitiva organizzazione pastorale della zona; altre ipotesi invece sostengono derivi dal patronimico romano Avilius.

I PocaparteModifica

Un primo impianto di fortificazione risale al 1240-1271[1][2], dove venne inglobata una preesistente chiesetta dedicata a Sant'Eusebio da Vercelli. Da un documento del 14 giugno 1322, sappiamo che il marchese di Monferrato Teodoro I concesse alla nobile famiglia Pocaparte, o Paucaparte, già Signori della vicina Cella o Celle Monte[3], la licenza hedificandi castrum Ivilie, come propria dimora fortificata. Risale infatti, a questo periodo, la costruzione della torre rotonda e del muraglione di sostegno del giardino pensile.

 
facciata sud del castello

Nel XIV secolo poi, Giovanni II Paleologo impose nuove tasse per riscattare i luoghi e i castelli pignorati dal padre Teodoro, e Antonio Pocaparte dovette cedere i suoi beni feudali a Maria di Serbia, reggente del giovane marchese del Monferrato Guglielmo IX.

I Pico-GonzagaModifica

Nel 1495, il Commissario Marchionale, di ricca famiglia patrizia casalese, Giovanni Antonio Pico, ottenne dal marchese Gian Giacomo Paleologo la giurisdizione sul feudo. I Pico chiesero di affiancare al proprio cognome quello della potente famiglia Gonzaga, dando vita al ramo «Pico Gonzaga» e, nel 1680, ottenne dal duca di Mantova e Monferrato Ferdinando Carlo di Gonzaga-Nevers anche la nomina a conte, e la conseguente elevazione del feudo a contea. In questo periodo, il castello ospitò anche un giovane Luigi Gonzaga, gesuita futuro santo fondatore di congregazioni per malati e bisognosi, nel periodo in cui suo padre, Ferrante Gonzaga ricoprì la carica di governatore del Monferrato[4]. I Pico Gonzaga soggiornarono qui per almeno tre secoli; essendo anche dei noti alchimisti e dediti alle scienze, arricchirono gli interni del castello con simbologia esoterica.

I BricherasioModifica

Con la morte dell'ultimo discendente dei Pico Gonzaga Giovanni Antonio IV agli inizi del XIX secolo, il feudo e il castello di Uviglie passò alla figlia Felicita, come dote per le nozze con il conte Ignazio Callori di Vignale. I due conti ebbero un figlio, Armodio Callori di Vignale, che diede inizio ad alcuni lavori di rimaneggiamento del castello affidandoli all'architetto vercellese Arborio Mella. Fu di questo periodo l'abbattimento delle mura difensive meridionali, dando vita al parco odierno, ricco di alberi esotici e secolari. Il conte Armodio morì nel 1879, e fu tumulato in un sarcofago di pietra tuttora presente nel sottostante parco del castello, anche i suoi resti furono traslati, verso la metà del Novecento, nel cimitero comunale. Senza eredi, il castello passò a sua sorella Luigia Callori di Vignale, che sposò il marchese Gianbattista Federico Massel di Caresana. Una delle loro figlie, Teresa Luisa Felicita Massel di Caresana, già sposa del potente Luigi Baldassarre Carlo Cacherano marchese di Bricherasio, ricco proprietario di molte proprietà del Piemonte, tra cui il Palazzo Bricherasio di Torino e il vicino Palazzo Bricherasio di Fubine, finanziò ulteriori rimaneggiamenti del castello.

Dai due sposi, nacquero Sofia Cacherano di Bricherasio ed Emanuele Cacherano di Bricherasio, che divennero presto personaggi di spicco della nobiltà torinese di inizio Novecento. Sofia fu allieva del celebre pittore piemontese Lorenzo Delleani, e si dilettò come pittrice oltre che come mecenate e filantropa, facendo di Uviglie e della residenza torinese della famiglia uno dei più rinomati «salotti» culturali, frequentato dal Delleani stesso ma anche dallo scultore Leonardo Bistolfi, dallo scrittore Edmondo De Amicis e dal capitano di Cavalleria Federico Caprilli, intimo amico della famiglia Bricherasio;[5] altro illustre ospite del castello fu il celebre san Giovanni Bosco.[4].

Il fratello Emanuele si distinse invece per il suo intraprendente impegno nel nascente settore dell'industria automobilistica, figurando tra i soci fondatori della fabbrica automobilistica F.I.A.T., il cui atto costitutivo venne firmato proprio a Palazzo Bricherasio di Torino, come raffigurato in un dipinto commissionato al Delleani stesso. I Bricherasio frequentarono regolarmente questa residenza per lunghi periodi di villeggiatura e battute di caccia, assidua fu la frequentazione di Delleani e quella di Federico Caprilli, che fu anche amico e compagno d'arme dello stesso Emanuele all'Accademia Militare di Modena. Uviglie, come il Miradolo vicino a Pinerolo, Palazzo di Fubìne e Palazzo Bricherasio a Torino, continuarono a essere fulcro di un vivace fermento culturale che coinvolse molti artisti e intellettuali del territorio piemontese.

I Missionari della ConsolataModifica

Con la morte del padre Luigi Cacherano di Bricherasio, il castello e i beni di Uviglie passarono, per sua precisa volontà testamentaria, al figlio Emanuele, che purtroppo morì improvvisamente, probabilmente assassinato, nel castello di Agliè nel 1904, a soli trentacinque anni, lasciando tutto in eredità alla sorella Sofia che nel 1928, nubile e ormai ultima discendente senza eredi, concesse l'utilizzo dell’intero castello ai Missionari della Consolata come sede di un noviziato. Durante la guerra d'Etiopia da parte del fascismo italiano, e per l’impegno dell’Istituto missioni Consolata nelle colonie italiane dell’Africa Orientale, negli anni trenta fu, per così dire, "ospitata" nel castello, la figlia e i relativi piccoli nipoti di Hailé Selassié, ultimo negus d'Etiopia. Durante il secondo conflitto mondiale poi, nei sotterranei del castello venne traslata temporaneamente la salma di don Giuseppe Allamano per nasconderala e proteggerla dagli intensi bombardamenti che colpivano duramente la città di Torino. Nel 1946, quattro anni prima della morte di Sofia Cacherano di Bricherasio, la contessina cedette il castello all'Istituto Salesiano per le Missioni che, tuttavia, non ebbe particolari sostegni economici per mantenerlo.

PrivatiModifica

Sostenuto quindi da privati, all'inizio del XXI secolo il castello, il parco e la cantina vinicola annessa furono ammodernati e passarono alla Società Semplice Castello d’Uviglie. Oggi è utilizzato come vendita diretta di vini pregiati, sede di ricevimenti, matrimoni, pernottamenti o semplici visite a pagamento.

CaratteristicheModifica

L’edificioModifica

Il castello, trasformato nel tempo in nobile dimora di villeggiatura, offre ampi saloni affrescati che si affacciano sulla porzione pensile di «giardino all’italiana». Degne di nota sono le grandiose cantine situate al di sotto dei saloni dell'ala nobile del castello, che perpetuano una tradizione vitivinicola ininterrotta risalente al 1491 e conservano una apprezzabile collezione privata di bottiglie, insieme ad antiche botti e a una serie di strumenti da mastro bottaio.

Il parcoModifica

Il parco del castello è prevalentemente un parco di impostazione romantica ed è stato designato dalla Regione Piemonte Giardino storico di interesse botanico. Esso contiene essenze tipiche del nostro clima e provenienti anche da Asia e America, ospita la cappella di Sant'Eusebio con la cripta dei conti Pico Gonzaga e offre ampie vedute panoramiche sul territorio circostante.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Castello di Uviglie Rosignano Monferrato
  2. ^ Castello di Uviglie - Comune di Rosignano Monferrato, su comune.rosignanomonferrato.al.it. URL consultato il 28 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2018).
  3. ^ La guida del Monferrato
  4. ^ a b Luigina Pugno, Langhe, Monferrato e Roero, Firenze, 2004.
  5. ^ G. Caponetti, Quando l'automobile uccise la cavalleria, Marcos y Marcos, Milano, 2013.

BibliografiaModifica

  • Luigina Pugno, Langhe, Monferrato e Roero, Firenze, 2004.
  • G. Caponetti, Quando l'automobile uccise la cavalleria, Marcos y Marcos, Milano, 2013.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica