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Giuseppe Aonzo

marinaio italiano
Giuseppe Aonzo
Giuseppe Aonzo.jpg
guardiamarina Giuseppe Aonzo
NascitaSavona, 24 maggio 1887
MorteSavona, 1º gennaio 1954
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegia Marina
CorpoFlottiglia MAS
Unitàmotoscafi armati siluranti
BattaglieImpresa di Premuda
Comandante diMAS 21
Decorazionimedaglia d'oro al valor militare
Frase celebreDio, patria e famiglia gli scopi della sua vita; onestà, lealtà e dovere le sue leggi; il mare la sua poesia
Altre carichecomandante di navi petroliere
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Giuseppe Aonzo (Savona, 24 maggio 1887Savona, 1º gennaio 1954) è stato un comandante marittimo e militare italiano.

BiografiaModifica

Della sua infanzia si conosce poco, ma sicuramente fu molto legato al mare e alla vita legata ad esso. Svolse il servizio militare di leva in marina, venendo arruolato nel 1907. Il 1º gennaio 1908 venne nominato allievo timoniere, nel maggio dello stesso anno ottenne il grado di timoniere e nell'ottobre fu nominato sottocapo timoniere. Il 12 novembre 1908 venne posto in congedo illimitato.[1]

Crebbe lavorando nella marina mercantile e, grazie alla sua passione e caparbietà, divenne capitano di lungo corso. Durante la prima guerra mondiale, dopo l'entrata in guerra del Regno d'Italia contro l'Impero austro-ungarico, si arruolò volontario nella Regia Marina italiana e la sua esperienza marinaresca, nonché la qualifica di capitano di lungo corso, gli permisero di essere inquadrato con il grado di capo nocchiere di 2ª classe.

Dopo poco tempo venne nominato guardiamarina di complemento. Il suo nome è legato a quello dell'allora capitano di corvetta Luigi Rizzo, con il quale partecipò il 10 giugno 1918, all'impresa di Premuda nella quale i due MAS 15 e 21, guidati rispettivamente da Rizzo e Aonzo, attaccarono una formazione austriaca comprendente le due corazzate Szent István e Tegetthoff. Nell'azione, il MAS 15 comandato da Rizzo lanciò i due siluri che esplosero contro la Szent István, che affondò; invece il MAS 21 agli ordini di Aonzo lanciò i suoi due siluri che colpirono la Tegetthoff. Tuttavia la loro mancata esplosione impedì l'affondamento della seconda corazzata austroungarica[2][3][4]. Questa azione gli valse la concessione della medaglia d'oro al valor militare e la promozione a sottotenente di vascello.

Dopo la fine della prima guerra mondiale abbandonò la Regia Marina, tornando alla città natale e al suo lavoro a bordo di navigli mercantili. Dal 16 agosto 1940, con il grado di capitano di fregata di complemento, partecipò alla seconda guerra mondiale al comando dei piroscafi Rossigni, Italia e Diamante. Terminato il conflitto fu trasferito nella riserva per raggiunti limiti di età e il 24 maggio 1945, esattamente trent'anni dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, riprese il suo lavoro alla Standard Oil, che nel frattempo era diventata Esso Standard[1].

Morì a Savona il 1º gennaio 1954. Il 22 settembre 2007 la caserma della Capitaneria di porto di Savona è stata intitolata a Giuseppe Aonzo MOVM. Il 10 giugno 2013 all'Accademia navale di Livorno è stato donato dalla famiglia Grillo Aonzo, con il contributo del Gruppo ANMI "Vanni Folco" di Savona, un suo busto bronzeo, installato lungo il viale dei Pini all'interno dell'Accademia stessa; l'opera è stata realizzata dalla scultrice albisolese Anna Matola. Il 11 ottobre 2013 il calco utilizzato per realizzare il busto bronzeo è stato donato, su desiderio della famiglia, al Museo di scienze nautiche Leon Pancaldo di Savona, istituto frequentato dal comandante Aonzo. Copia in terracotta rossa è stata donata, sempre dalla famiglia Grillo Aonzo, al museo navale della Spezia il 4 dicembre 2014.

OnorificenzeModifica

Onorificenze italianeModifica

  Medaglia d'oro al valor militare
«Comandante di piccola silurante in perlustrazione nelle acque di Dalmazia, assecondava con pronta intelligenza, immediata decisione e mirabile ardimento il comandante della sua sezione nel portare a fondo l’attacco contro una poderosa forza navale nemica. Superata la linea fortissima delle scorte, procedeva risolutamente all’attacco di una delle corazzate e, con animo gagliardo, straordinaria abilità e fortunata audacia, lo portava a compimento esplicando così le più belle doti di perizia militare e marinaresca.»
— Costa dalmata, notte sul 10 giugno 1918[5]
  Promozione a sottotenente di vascello per merito di guerra
— Costa dalmata 1918
  Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915-18
  Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia
  Medaglia commemorativa italiana della vittoria

Onorificenze straniereModifica

  Cavaliere della Legione d'onore (Francia)
  Cavaliere dell'Ordine di San Michele e San Giorgio (Regno Unito)
  Croix de guerre (Francia)

NoteModifica

  1. ^ a b Pagnottella, P.; Per non dimenticare, in Marinai d'Italia, n.11, novembre 2009, anno LIII: pp. 28-30
  2. ^ I due equipaggi:
    • MAS 15: capitano di corvetta Luigi Rizzo, capo timoniere di 2ª classe Armando Gori, cannoniere Giorgio Varchetta, fuochista Salvatore Annaloro, fuochista Giuseppe De Fano, torpediniere Eraldo Bertucci, marò Letterio Donato, marò Francesco Bagnato, volontario motonauta Emilio Manfredi.
    • MAS 21: guardiamarina Giuseppe Aonzo, nocchiere Luigi Rossi, cannoniere Querino Capuano, torpediniere Bruno Santarelli, torpediniere Lorenzo Feo, fuochista Giovanni Calipari, fuochista Ugo Tomat.
  3. ^ L'equipaggio italiano che, sotto il comando di Luigi Rizzo, affrontò in mare aperto la flotta austriaca ed affondò la corazzata Santo Stefano Archiviato il 9 luglio 2010 in Internet Archive.
  4. ^ L'impresa di Premuda ebbe una rilevanza tale che il 13 marzo 1939 la data dell'incursione fu scelta come Festa della Marina.
  5. ^ Scheda del decorato sul sito del Quirinale

BibliografiaModifica

  • Luigi Rizzo, L'affondamento della Santo Stefano e le sue conseguenze militari e politiche, Trieste, Tipografia moderna Susme, 1927.
  • Paolo Pagnottella, Per non dimenticare (PDF), in Marinai d'Italia, nº 11, novembre 2009, anno LIII, pp. 28-30.
  • Giuseppe Milazzo, Giuseppe Aonzo e l'impresa di Premuda, in Atti della Società Savonese di Storia Patria, vol. 39, Savona, Sabatelli, 2003.
  • Sandro Bocchino e Giuseppe Grillo, Marinai Savonesi, ANMI Savona, 2007.
  • Giuseppe Grillo, Giuseppe Aonzo, un savonese medaglia d'oro a Premuda nel ricordo del nipote, Pigmenti cultura, maggio 2015.

Voci correlateModifica