Giuseppe Maria Sanfelice

arcivescovo cattolico italiano
Giuseppe Maria Sanfelice
arcivescovo della Chiesa cattolica
Portret van Giuseppe Francisco Maria Sanfelice, RP-P-1905-1201.jpg
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Nato16 luglio 1614 a Napoli
Ordinato presbitero25 maggio 1649
Nominato arcivescovo22 agosto 1650 da papa Innocenzo X
Consacrato arcivescovo16 ottobre 1650 dal cardinale Pier Luigi Carafa
Deceduto20 novembre 1660 (46 anni) a Rogliano
 

Giuseppe Francesco Maria Sanfelice (Napoli, 16 luglio 1614Rogliano, 20 novembre 1660) è stato un arcivescovo cattolico e diplomatico italiano.

BiografiaModifica

Giuseppe proveniva dalla nobile famiglia napoletana dei Sanfelice. Ricevette l'educazione umanistica nel seminario arcivescovile di Napoli, la formazione filosofica al collegio dei Gesuiti. Nel 1631, all'età di 17 anni, ottenne un dottorato in giurisprudenza. Già all'età di 24 anni gli fu affidato dal viceré di Sicilia un importante ufficio statale. Tuttavia, decise di optare per la carriera ecclesiastica e andò a Roma, dove fu nominato prima dell'ordinazione sacerdotale, ricevuta poco prima della sua ordinazione episcopale, come referendario della Segnatura Apostolica.[1]

Nel 1643 papa Urbano VIII lo nominò governatore di Imola. Dimostrò capacità diplomatica nel conflitto tra il ducato di Parma e lo Stato Pontificio. Papa Innocenzo X lo nominò vicelegato di Ferrara e lo mandò a negoziare a Fermo, quando scoppiarono rivolte contro l'amministrazione papale, e infine lo nominò governatore di Perugia. Nel 1650 lo nominò arcivescovo di Cosenza.[1]

Nel 1652 gli affidò la nunziatura apostolica a Colonia. Da lì visitò numerosi monasteri, viaggiando nei territori protestanti in Germania e nei Paesi Bassi e promuovendo l'istituzione di missioni e la cura dei convertiti. Sostenne Bartholomew Holzhauser e lo raccomandò alla Santa Sede.[1]

Alessandro VII, che divenne papa nel 1655, lo confermò come nunzio. Nel 1658 lo mandò come inviato speciale per le elezioni imperiali a Francoforte, da cui emerse dopo lunghe controversie, il desiderio del candidato della Santa Sede, Leopoldo I come successore di suo fratello morto nel 1654. Scrisse dell'elezione imperiale, ma anche dei suoi viaggi come nunzio in un diario, stampato grazie al nipote Ferdinando Sanfelice nel 1717.[1]

Fu richiamato a Roma, visto l'aggravarsi delle sue condizioni di salute, ritornando a Cosenza. Morì a Rogliano durante una visita il 20 novembre 1660.[1]

Genealogia episcopaleModifica

La genealogia episcopale è:

NoteModifica

  1. ^ a b c d e Diego Maza, Compendio della vita di Monsignor Giuseppe Maria Sanfelice, in Diario dell'elezione dell'imperiador Leopoldo I., Roselli, 1717. URL consultato il 31 luglio 2019.

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