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Gonnostramatza

comune italiano
Gonnostramatza
comune
(ITSC) Gonnostramàtza
Gonnostramatza – Stemma Gonnostramatza – Bandiera
Gonnostramatza – Veduta
Panorama
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaProvincia di Oristano-Stemma.svg Oristano
Amministrazione
SindacoAlessio Mandis (lista civica) dal 31-5-2015
Territorio
Coordinate39°40′54.1″N 8°49′58.21″E / 39.681694°N 8.832836°E39.681694; 8.832836 (Gonnostramatza)Coordinate: 39°40′54.1″N 8°49′58.21″E / 39.681694°N 8.832836°E39.681694; 8.832836 (Gonnostramatza)
Altitudine104 m s.l.m.
Superficie17,64 km²
Abitanti862[1] (30-6-2019)
Densità48,87 ab./km²
Comuni confinantiCollinas (SU), Gonnoscodina, Masullas, Mogoro, Siddi (SU)
Altre informazioni
Cod. postale09093
Prefisso0783
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT095024
Cod. catastaleE088
TargaOR
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti(IT) gonnostramatzesi
(SC) tramatzesus
Patronosan Michele Arcangelo
Giorno festivo29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gonnostramatza
Gonnostramatza
Gonnostramatza – Mappa
Posizione del comune di Gonnostramatza all'interno della provincia di Oristano
Sito istituzionale

Gonnostramatza è un comune italiano di 862 abitanti della provincia di Oristano in Sardegna.

Il nome Gonnos (paese) Tramatza (tamerice), viene dalla ampia presenza della pianta nei dintorni del paese.

Situato nella Marmilla, ha un clima temperato mediterraneo.

StoriaModifica

L'area fu abitata in epoca nuragica e romana, per la presenza nel territorio di alcune testimonianze archeologiche. Durante il medioevo appartenne al giudicato di Arborea e fece parte della curatoria di Parte Montis, della quale fu anche capoluogo. Alla caduta del giudicato (1420) entrò a far parte del Marchesato di Oristano, e alla definitiva sconfitta degli arborensi (1478) passò sotto il dominio aragonese e fu incorporato nell'Incontrada di Parte Montis, divenendo un feudo dei Carroz conti di Quirra. Nel 1603 fu incorporato nel marchesato di Quirra, feudo prima dei Centelles e poi degli Osorio de la Cueva, ai quali fu riscattato nel 1839, con la soppressione del sistema feudale.

Nel Settecento fu sede di una Cassa di Credito Agricolo, istituita dai Savoia.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Le campagne circostanti contengono resti e reperti dell'età nuragica, con nuraghi, necropoli ed abitazioni millenarie.

Architetture religioseModifica

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[2]

 

Lingue e dialettiModifica

La variante del sardo parlata a Gonnostramatza è il campidanese occidentale.

CulturaModifica

IstruzioneModifica

MuseiModifica

  • Museo multimediale "Turcus e Morus", sito nella piazza principale del paese.

EventiModifica

Tra i vari eventi del piccolo comune vanno ricordati:

  • Festa di sant'Antonio Abate e benedizione del falò (17 gennaio);
  • Riti della settimana santa (domenica di Pasqua);
  • Esposizione "Arti e mestieri", benedizione mezzi di trasporto e sagra de "Su Gattou" (1º maggio);
  • Festa di san Paolo Apostolo con la caratteristica processione dalla chiesa patronale alla chiesa campestre di Serzela (29 giugno);
  • Festa del patrono san Michele Arcangelo e santa Teresina (29-30 settembre).

EconomiaModifica

Le occupazioni principali sono la pastorizia e l'agricoltura, ma si stanno sviluppando a poco a poco anche nuove fonti di reddito, come il turismo e l'artigianato.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 16 aprile 2000 Paolo Porcedda lista civica di centro-sinistra Sindaco [3]
16 aprile 2000 8 maggio 2005 Maria Antonella Ardu lista civica Sindaco [4]
8 maggio 2005 30 maggio 2010 Maria Antonella Ardu lista civica Sindaco [5]
30 maggio 2010 31 maggio 2015 Alessio Mandis lista civica "Un'altra storia per Gonnostramatza" Sindaco [6]
31 maggio 2015 in carica Alessio Mandis lista civica "Il Paese che c'è" Sindaco [7]

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2019.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Comunali 23/04/1995, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.
  4. ^ Comunali 16/04/2000, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.
  5. ^ Comunali 08/05/2005, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.
  6. ^ Comunali 30/05/2010, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.
  7. ^ Comunali 31/05/2015, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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