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Gradi del Regio Esercito

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Regio Esercito.

Questa pagina contiene i gradi del personale appartenente al Regio Esercito italiano, dal 1870 al 1954.

Indice

1870 - 1908Modifica

In questo periodo si assiste al passaggio dall'esercito piemontese a quello italiano con il mantenimento di una divisa di colore nero e l'apposizione di galloni fiorati. In quest'epoca non erano ancora state introdotte le classiche mostrine a spallina ancora oggi in uso, ma il sopraspalla era costituito da un grado a cordone oppure liscio.

Ufficiali generali
     
Generale d'esercito Tenente generale Maggiore generale
Ufficiali superiori
     
Colonnello Tenente colonnello Maggiore
Ufficiali inferiori
     
Capitano Tenente Sottotenente
Ruolo sergenti
   
Sergente maggiore Sergente
Graduati
   
Caporale maggiore Caporale

1908 - 1915Modifica

L'introduzione della divisa grigio-verde non mutò i distintivi di grado in uso, eccezion fatta per i graduati di truppa che videro i galloni cambiare colore da rosso a nero. A tutti venne estesa, nel 1899, l'immagine dello stellone d'Italia; il colore delle stellette e del bordo del distintivo era l'oro o l'argento a seconda dell'arma, corpo o servizio in cui militava il soldato, tranne che per gli ufficiali generali il cui bordo era rosso e le stellette oro.

I marescialli nacquero il 3 luglio 1902, caratterizzati da un distintivo recante da uno a tre galloncini, anch'essi d'oro o d'argento. Sergenti, sergenti maggiori, caporali maggiori e caporali portavano invece le insegne al paramano.[1]

Ufficiali generaliModifica

Controspallina        
Grado Generale d'esercito Generale in comando d'armata (1915) Tenente generale Maggior generale

Ufficiali superioriModifica

Controspallina        
Grado Colonnello comandante di reggimento Colonnello Tenente colonnello Maggiore

Ufficiali inferioriModifica

Controspallina        
Grado 1º capitano (1915) Capitano Tenente Sottotenente

MarescialliModifica

Controspallina      
Grado Maresciallo maggiore Maresciallo capo Maresciallo ordinario

Sergenti e truppaModifica

Paramano        
Grado Sergente maggiore Sergente Caporal maggiore Caporale

Prima guerra mondialeModifica

La Grande Guerra comportò per il Regio Esercito un continuo cambiamento delle gerarchie e dei distintivi di grado. Per ridurre la visibilità degli ufficiali al fronte vennero abolite ad esempio la sciarpa azzurra, la sciabola e altre vistose insegne. I gradi vennero definitivamente rimossi dalle controspalline e fissati sui paramano delle divise, in via sperimentale con le stellette allineate orizzontalmente oppure posti addirittura sul retro del paramano, cioè visibili soltanto di spalle. Restarono in questa posizione fino al 1934.[2]

Ufficiali generaliModifica

Per distinguere meglio gli incarichi di comando, gli ufficiali generali passarono da tre gradi gerarchici a otto. Le stellette erano sempre d'oro, il nastro in tessuto era d'argento su stoffa inizialmente grigio-verde, dal 1918 diventata rossa.

La massima suddivisione si ebbe nel 1918 quando il grado di colonnello in comando di brigata viene trasformato in brigadier generale ed inserito nella categoria degli ufficiali generali; nascono altresì i gradi di maggior generale in comando di divisione, tenente generale in comando d'armata e tenente generale capo di stato maggiore dell'esercito.[3]

Paramano                
Grado Generale d'esercito Tenente generale capo di SM esercito (1918) Tenente generale in comando di armata (1918) Tenente generale in comando di corpo d'armata Tenente generale in comando di divisione Maggior generale in comando di divisione (1918) Maggior generale in comando di brigata Brigadier generale (1918)

Ufficiali superioriModifica

Un aumento delle gerarchie lo videro anche gli ufficiali superiori, passati da tre a sei per sopperire al crescente numero di incarichi affidati a personale con grado gerarchico inferiore. Sorsero quindi i tenenti colonnello comandanti di reggimento e colonnelli in comando di brigata, quest'ultima nati nel 1916 e mutati nel 1918 in brigadier generali, con insegna senza stellette.[4]

Paramano            
Grado Colonnello in comando di brigata (1916-1918) Colonnello in comando di reggimento Colonnello Tenente colonnello i.g.s. (1916) Tenente colonnello Maggiore

Ufficiali inferioriModifica

L'allargamento dei gradi gerarchici interessò anche gli ufficiali inferiori. Nel 1915 venne introdotta la qualifica di "aspirante", assegnata ad ufficiali di complemento in attesa di essere nominati sottotenenti e contraddistinti da una stelletta di filo nero. Nel 1916 arrivarono le stellette su supporto "robbio" per i tenenti comandanti di compagnia e per i capitani in comando di battaglione.[5]

Paramano              
Grado Primo capitano Capitano in comando di battaglione (1916) Capitano Tenente i.g.s. (1916) Tenente Sottotenente Aspirante (1915)

MarescialliModifica

I marescialli fecero scomparire la categoria dei "furieri". Novità assoluta fu l'istituzione, nel 1916, degli "aiutanti di battaglia", grado raggiungibile sia dai sottufficiali che dalla truppa unicamente per meriti di guerra, indipendentemente dal grado rivestito in precedenza.[6]


Insegna di grado (1916)
       
Insegna di grado (1915) grado non ancora creato      
Grado Aiutante di battaglia Maresciallo di reggimento Maresciallo di battaglione Maresciallo di compagnia

Sergenti e graduati di truppaModifica

Paramano (1917)     nessun cambiamento nessun cambiamento
Paramano (dic. 1915)     nessun cambiamento nessun cambiamento
Paramano (1915)        
Grado Sergente maggiore Sergente Caporale maggiore Caporale

Seconda guerra mondialeModifica

Alcune prime modifiche all'abbigliamento dei soldati cominciarono ad arrivare negli anni venti, ma un grande cambiamento ci sarà solo nel 1933 con la cosiddetta "Riforma Baistrocchi" che introduce, tra le altre cose, l'abito "borghese", camicia con collo floscio, "metallerie" esclusivamente dorate e nuove insegne di grado per gli ufficiali.

Le insegne di grado, pur rimanendo sulle maniche, si uniformano nel disegno generale alla marina ed all'aeronautica, non a caso le stellette vengono sostituite da galloni, filetti e greche. Le stellette però rimangono in vigore per i cappelli a bustina e successivamente per il basco e per le tenute coloniali.[7] Le controspalline degli ufficiali e dei marescialli erano bordate con del filo colorato a seconda della specialità di appartenenza: scarlatto per fanteria e carabinieri, bianco per la cavalleria, giallo-arancio per l'artiglieria, cremisi per il genio militare, viola per il commissariato, celeste per gli automobilisti e blu per l'amministrazione.[8]

Lo scoppio della seconda guerra mondiale e l'autarchia voluta dal fascismo comportarono peraltro un'austerità nelle divise militari. I galloni degli ufficiali si rimpiccioliscono notevolmente, spostandosi a pochi centimetri dal bordo inferiore delle manopole per ridurne la visibilità agli occhi del nemico.[9] Dopo il proclama Badoglio dell'8 settembre 1943 l'Esercito Nazionale Repubblicano adotta propri gradi mentre rimangono immutati per il Corpo Italiano di Liberazione prima e per i Gruppi di Combattimento poi, eccezion fatta per gli ufficiali che si vedranno trasferite, tra la fine del 1944 e l'inizio del 1945, le insegne di grado nelle controspalline.[10] Questo cambiamento venne effettuato per uniformare le divise italiane a quelle Alleate. Gli ufficiali generali portavano le stellette d'oro su di una controspallina in tessuto d'argento; gli ufficiali superiori, da maggiore a colonnello, portavano la controspallina guarnita da un bordo d'oro; gli ufficiali inferiori avevano una nuova disposizione delle stellette, ora centrate rispetto alla controspallina. Nessuna novità invece per i sottufficiali, che già avevano le insegne di grado sulle controspalline o sugli avambracci. I sergenti ed i graduati di truppa portavano i gradi sugli avambracci in posizione intermedia tra spalla ed il gomito.[11]

Ufficiali generaliModifica

Gli ufficiali generali, ritornati a tre livelli dopo la prima guerra mondiale, all'avvento della seconda guerra mondiale erano sei. Il disegno veniva portato al di sopra delle manopole della divisa ed era composto da un tratto di greca e un numero di "filetti" corrispondenti al numero delle stellette; il filetto più in alto componeva un ovale simile al "giro di bitta" dei marinai della Regia Marina.

Dopo la proclamazione dell'Impero nel 1936, nel 1938 venne creato, per il Re e per il Capo del Governo (Benito Mussolini), il grado di Primo maresciallo dell'impero, contraddistinto da una doppia greca sormontata da un'aquila romana.[12]

Controspallina (dal 1945)            
Paramano              
Grado Primo maresciallo dell'Impero Maresciallo d'Italia Generale d'armata Generale designato d'armata Generale di corpo d'armata Generale di divisione Generale di brigata

Ufficiali superioriModifica

I livelli gerarchici degli ufficiali superiori restarono immutati allo scoppio della guerra. Come per la Regia Marina e la Regia Aeronautica, i galloni vennero allargati e sovrastati da un numero di filetti massimo di tre, il più in alto dei quali formava un anello rivolto verso l'alto. Il colore dei disegni era l'oro per tutte le armi ed i corpi, tranne i Carabinieri che mantennero l'argento.

I comandanti di reggimento continuarono a portare il sottopanno "robbio".[13]

Controspallina (dal 1945)        
Paramano        
Grado Colonnello comandante Colonnello Tenente colonnello Maggiore

Ufficiali inferioriModifica

Controspallina (dal 1945)           insegna non prevista
Paramano            
Grado Primo capitano Capitano Primo tenente Tenente Sottotenente Aspirante

Sottufficiali e truppaModifica

I marescialli, all'avvento della riforma Baistrocchi, mantennero i gradi sulle controspalline dove erano stati sistemati già nel 1924. Il grado di aiutante di battaglia rimase e l'accesso restò vincolato alle qualità dimostrate in combattimento. Sergenti e truppa portarono i gradi al paramano fino al 1937, data in cui vennero spostati agli avambracci (in formato ridotto). Allo scoppio della guerra i gradi per la truppa assunsero il colore rosso (prima erano neri) mentre i paracadutisti (nati nel 1941) iniziarono a portare il sottopanno azzurro.[14]

Controspallina (dal 1945)         insegna non prevista insegna non prevista insegna non prevista insegna non prevista
Insegna per avambraccio (aviotruppe) insegna non prevista insegna non prevista insegna non prevista insegna non prevista        
Insegna per avambraccio insegna non prevista insegna non prevista insegna non prevista insegna non prevista        
Paramano (fino al 1937) insegna non prevista insegna non prevista insegna non prevista insegna non prevista        
Controspallina         insegna non prevista insegna non prevista insegna non prevista insegna non prevista
Grado Aiutante di battaglia Maresciallo maggiore Maresciallo capo Maresciallo ordinario Sergente maggiore Sergente Caporale maggiore Caporale

Controspalline metallicheModifica

A partire dal 1926 per le uniformi da parata vennero introdotte delle controspalline metalliche differenti nelle decorazioni a seconda del grado dell'insignito. Esse erano destinate unicamente alle uniformi da parata e venivano assegnate dal grado di sottotenente in su. Le differenziazioni di grado avvenivano attraverso l'uso di fasce metalliche di numero variabile che erano semplici nel caso degli ufficiali inferiori, a festoni nel caso degli ufficiali superiori e arabescate nel caso dei generali, i quali disponevano inoltre di un numero di stellette variabile a seconda del grado da porsi sul manico della spallina (sottotenente 1 fascia piana, tenente 2 fasce piante, capitano 3 fasce piane, maggiore 1 fascia a festoni, tenente colonnello 2 fasce a festoni, colonnello 3 fasce a festoni, generale di brigata fascia arabescata e 1 stella, generale di divisione fascia arabescata e 2 stelle, generale di corpo d'armata fascia arabescata e 3 stelle). Nello spazio interno alle linee di grado si trovava l'insegna del corpo di appartenenza. Il corpo della spallina poteva presentare delle linee a festoni per artiglieria, cavalleria, genio, medici, veterinari e farmacisti, o linee orizzontali per la fanteria e per tutte le altre armi. Nel caso della marina militare, il corpo della spallina era squamato ed anche i gradi corrispondenti erano diversificati (guardiamarina 1 fascia piana, sottotenente di vascello 2 fasce piante, tenente di vascello 3 fasce piane, capitano di corvetta 1 fascia a festoni, capitano di fregata 2 fasce a festoni, capitano di vascello 3 fasce a festoni, contrammiraglio fascia arabescata e 1 stella, ammiraglio di divisione fascia arabescata e 2 stelle, ammiraglio fascia arabescata e 3 stelle).

Ufficiali generaliModifica

Controspallina da parata (dal 1926)      
Grado Generale di Corpo d'Armata Generale di Divisione Generale di Brigata

Ufficiali superioriModifica

Controspallina da parata (dal 1926)      
Grado Colonnello Tenente Colonnello Maggiore

Ufficiali inferioriModifica

Controspallina da parata (dal 1926)      
Grado Capitano Tenente Sottotenente

Colonie (1911-1945)Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Gradi coloniali italiani.
Truppe coloniali

Per quanto compresi all'interno delle forze armate del Regno d'Italia, le truppe coloniali indigene godevano di appositi gradi che non superavano il rango di sottufficiale.

Avambraccio insegna non prevista
Grado Sciumbasci capo Sciumbasci Bulucbasci capo Bulucbasci Muntaz Uachil Àscari

NoteModifica

  1. ^ Esercito Italiano: Insegne di grado dal 1908 al 1915, su esercito.difesa.it. URL consultato il 16 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 4 luglio 2011).
  2. ^ Esercito Italiano: Le insegne di grado nella 1ª Guerra Mondiale, su esercito.difesa.it. URL consultato il 16 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 18 ottobre 2011).
  3. ^ Esercito Italiano: 1ª Guerra Mondiale - Ufficiali Generali, su esercito.difesa.it. URL consultato il 16 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 4 luglio 2011).
  4. ^ Esercito Italiano: 1ª Guerra Mondiale - Ufficiali Superiori, su esercito.difesa.it. URL consultato il 16 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 4 luglio 2011).
  5. ^ Esercito Italiano: 1ª Guerra Mondiale - Ufficiali Inferiori, su esercito.difesa.it. URL consultato il 16 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 4 luglio 2011).
  6. ^ Esercito Italiano: 1ª Guerra Mondiale - Sottufficiali e Truppa, su esercito.difesa.it. URL consultato il 16 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 18 ottobre 2011).
  7. ^ Esercito Italiano: Le Insegne di grado nella 2ª Guerra Mondiale, su esercito.difesa.it. URL consultato il 16 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 4 luglio 2011).
  8. ^ Elio e Vittorio Del Giudice, 1984, p. 16.
  9. ^ Elio e Vittorio Del Giudice, 1984, p. 15.
  10. ^ Elio e Vittorio Del Giudice, 1984, pp. 20-23.
  11. ^ Esercito Italiano:Insegne di grado dal 1945 al 1972, su esercito.difesa.it. URL consultato il 16 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 18 ottobre 2011).
  12. ^ Esercito Italiano: 2ª Guerra Mondiale - Ufficiali Generali, su esercito.difesa.it. URL consultato il 16 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 4 luglio 2011).
  13. ^ Esercito Italiano: 2ª Guerra Mondiale - Ufficiali Superiori, su esercito.difesa.it. URL consultato il 16 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 4 luglio 2011).
  14. ^ Esercito Italiano: 2ª Guerra Mondiale - Sottufficiali e Truppa, su esercito.difesa.it. URL consultato il 16 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 4 luglio 2011).

BibliografiaModifica

  • Elio e Vittorio Del Giudice, Atlante delle Uniformi militari italiani dal 1934 ad oggi, Ermanno Albertelli Editore, 1984, ISBN non esistente.

Voci correlateModifica