Guglielmo Adelin

nobile normanno
Guglielmo III (IV) di Normandia
detto "Adelin"
Vilém syn.jpg
Duca di Normandia
In carica ottobre - novembre 1120
Predecessore Enrico I
Successore Enrico I
Nome completo Guglielmo Adelin
Nascita Winchester, 3 agosto 1103
Morte La Manica davanti a Barfleur, 25 novembre 1120
Dinastia Normanni
Padre Enrico I d'Inghilterra
Madre Matilde di Scozia
Consorte Alice o Isabella d'Angiò
Religione cattolica

Guglielmo detto Adelin[1], in inglese William Adelin (o Adelinus, Adelingus, Audelin o Ætheling) (Winchester, 3 agosto 1103La Manica davanti a Barfleur, 25 novembre 1120) fu l'erede al trono d'Inghilterra e al ducato di Normandia. Fu formalmente Duca di Normandia per circa un mese, dopo avere reso omaggio al re Luigi VI di Francia.

In alcuni elenchi di duchi di Normandia, è indicato come Guglielmo III o addirittura IV[2], per il fatto di avere reso omaggio al re di Francia[3] al posto di suo padre.

La sua morte, avvenuta nel naufragio della Nave Bianca, fu la causa della crisi per la successione al trono d'Inghilterra, aperta dalla morte di suo padre Enrico I, che portò alla guerra civile passata alla storia con il nome di Anarchia.

OrigineModifica

Era l'unico figlio maschio del duca di Normandia e re d'Inghilterra Enrico I Beauclerc e della sua prima moglie Matilde di Scozia.

Regno d'Inghilterra
Normanni

Guglielmo I
Guglielmo II
Enrico I
Stefano I
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BiografiaModifica

 
La morte di Guglielmo nel naufragio della nave Bianca il 25 novembre 1120.

La sua nascita creò grandi aspettative in suo padre, che vedeva in lui l'ultimo discendente di Guglielmo il Conquistatore della dinastia normanna, allora regnante in Inghilterra, e contemporaneamente per linea femminile del Casato dei Wessex, in quanto il nonno e il prozio di sua nonna Margherita erano rispettivamente Edmondo II d'Inghilterra e Edoardo il Confessore.

Siccome Guglielmo era l'unico erede maschio legittimo, suo padre Enrico I si premurò di far giurare fedeltà a lui dai baroni normanni nel 1115, e poi anche da quelli inglesi nel marzo del 1116.

Durante il regno di suo padre i rapporti tra Normandia e contea d'Angiò non erano mai stati buoni, con continue azioni di ostilità reciproca (se non proprio di guerra aperta) per garantirsi il controllo della contea del Maine. Per porre fine a questa situazione Enrico I preferì ricorrere alla diplomazia: nel febbraio del 1113, nella località di Petra Peculata vicino ad Alençon, il nuovo conte d'Angiò Folco V ricevette ufficialmente la contea da Enrico, a cui giurò fedeltà, e per suggellare il patto fu concordato il matrimonio tra Guglielmo Adelin e Alice, figlia di Folco. L'accordo prevedeva che Alice, alla morte della madre, la contessa Eremburga, avrebbe ereditato l'intera contea.

Nel mese di maggio 1119 Guglielmo lasciò l'Inghilterra per raggiungere l'Angiò e sposarsi. Dopo il concilio di Reims del 20 e 21 ottobre 1119[4] Guglielmo Adelin, in qualità di duca di Normandia, rese omaggio al re di Francia Luigi VI[5].

Normalmente, durante le assenze dall'Inghilterra di Enrico I, la reggenza passava alla madre di Guglielmo, la regina Edith-Matilde di Scozia, ma dopo la sua morte avvenuta nel 1118 questa carica, con l'aiuto del Lord Cancelliere Roger di Salisbury, era toccata proprio a Guglielmo, a cui veniva attribuito il titolo di rex designatus (re designato).

Guglielmo perì il 25 novembre 1120 al largo della costa normanna del Cotentin, nel naufragio della Nave Bianca. La nave aveva circa trecento passeggeri a bordo, tra i quali un centinaio di nobili importanti, che perirono tutti nel disastro. Oltre a Guglielmo, tra le vittime c'erano anche due suoi fratellastri figli illegittimi di Enrico I (Riccardo e Matilda, figlia di Edith), e una cugina, Lucia-Mahaut di Blois, figlia di sua zia Adele, sorella di Enrico I.

La morte dell'unico figlio legittimo maschio creò gravi problemi a Enrico I, la cui successione era adesso a rischio[6]: l'unica altra figlia legittima, Matilda, in quanto moglie dell'imperatore Enrico V aveva perso i diritti dinastici e non poteva essere accettata come erede, mentre il figlio primogenito Roberto, a cui era affezionato e che stimava, era però anche illegittimo, e quindi Enrico non aveva eredi diretti. Non rimanevano che i nipoti: il figlio di suo fratello Roberto II il Corto, Guglielmo Cliton, che era però da escludere, oppure i figli di sua sorella Adele, Tebaldo II di Champagne e il conte di Mortain Stefano di Blois, a cui andavano le sue preferenze.

Dato che nemmeno questa soluzione lo appagava pienamente Enrico I, il 29 gennaio 1121, per cercare di avere un altro erede, sposò Adeliza di Lovanio. Da tale unione però non nacquero figli.

Nel 1125 sua figlia Matilda rimase vedova, ed essendo Enrico ancora senza eredi maschi le chiese di rientrare in Inghilterra[7]; dopodiché la nominò sua erede, e prese la decisione senza precedenti di far giurare ai suoi baroni che l'avrebbero accettata come regina. Nel 1127 convocò un grande concilio con tutti i nobili laici ed ecclesiastici più importanti, tra cui suo cognato Davide I di Scozia, suo nipote Stefano di Blois e il suo primogenito illegittimo Roberto di Gloucester; a tutti loro fece giurare che, dopo la sua morte, avrebbero accettato Matilda come regina[7]. La maggior parte accondiscese ma non gradì la soluzione, e avrebbe gradito ancor meno se avesse saputo che Enrico stava negoziando il matrimonio della figlia col figlio dell'acerrimo nemico storico dei normanni, il conte d'Angiò[7].

Nel giugno del 1128, a Le Mans, fu celebrato il matrimonio tra Matilde e il figlio del conte Folco V, Goffredo Plantageneto, di dieci anni più giovane di lei[7]. Tale matrimonio fece sì che la maggior parte dei baroni non riconoscesse il proprio giuramento dell'anno prima, ed Enrico allora lo fece ripetere nel 1131[7].

Alla morte di Enrico non solo i baroni non rispettarono il giuramento, ma elevarono anche a re Stefano di Blois; Matilda ovviamente avversò questa scelta ed invase l'Inghilterra. Cominciò così la guerra civile passata alla storia come Anarchia, dalla quale emerse vincitrice la nuova dinastia dei Plantageneti, che avrebbe governato l'Inghilterra per altri tre secoli. Tutto ciò era stato causato dalla morte prematura di Guglielmo Adelin, che aveva estinto la discendenza diretta di Guglielmo il Conquistatore.

AscendenzaModifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Roberto I di Normandia Riccardo II di Normandia  
 
Giuditta di Bretagna  
Guglielmo I d'Inghilterra  
Herleva Fulbert di Falaise  
 
Duda  
Enrico I d'Inghilterra  
Baldovino V di Fiandra Baldovino IV di Fiandra  
 
Ogiva di Lussemburgo  
Matilde di Fiandra  
Adele di Francia Roberto II di Francia  
 
Costanza d'Arles  
Guglielmo Adelin  
Duncan I di Scozia Crinán di Dunkeld  
 
Bethóc di Scozia  
Malcolm III di Scozia  
Suthen  
 
 
Matilde di Scozia  
Edoardo l'Esiliato Edmondo II d'Inghilterra  
 
Ealdgyth  
Margherita di Scozia  
Agata di Kiev  
 
 
 

NoteModifica

  1. ^ Adelin deriva dalla radice germanica *aþala "(nobile) stirpe", da cui l'antico inglese æþele "nobile". Adelinus era l'equivalente normanno di æþeling, usato dagli anglosassoni per indicare i principi della casa reale.
  2. ^ Guglielmo Adelin viene enumerato IV da coloro che considerano duca di Normandia anche il pretendente al ducato Guglielmo Cliton, figlio di Roberto II il Corto, come Guglielmo III.
  3. ^ Il re Luigi VI di Francia accettò l'omaggio solo perché era stato sconfitto in battaglia nel 1119, ma continuò a sostenere i diritti di Guglielmo Cliton come unico erede del padre, Roberto II di Normandia
  4. ^ Louis Halphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, pag. 717
  5. ^ Louis Halphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, pag. 718
  6. ^ William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 79
  7. ^ a b c d e William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 80

BibliografiaModifica

  • Louis Halphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V (Il trionfo del papato e lo sviluppo comunale) della Storia del mondo medievale, 1999, pp.705–739.
  • William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp.56–98.

Voci correlateModifica

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